il giappone

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Categoria:Geografia

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Testo

GIAPPONE
DATI GENERALI
Nome ufficiale: Giappone;
Superficie: 377.835 kmq;
Popolazione: 126.500.000 abitanti;
Densità: 339 ab/kmq;
Capitale: Tokio;
Forma di governo: monarchia costituzionale;
Lingua ufficiale: giapponese;
Religione: scintoista e buddista.
Il Giappone è uno stato insulare dell’estremo oriente il cui nome in giapponese si pronuncia “Nippon” o “Nihon”. E’ una nazione particolarmente interessante e importate sotto ogni punto di vista: dai confini all’ambiente, dalla storia alla religione, dalla popolazione alle sue tradizioni e infine dalla sua economia alla sua politica. La bandiera giapponese è formata da uno sfondo bianco con un cerchio rosso al centro. L’inno giapponese e la bandiera furono dichiarati ufficiali nel 1888. Il testo è tratto da un ‘antico poema la cui musica è stata composta da Hiromori Hayashi:
“Kimi ga yo wa, Chiyo ni yochiyo ni, Sazareshi no I wao to narite, Kake no musu made...”
La traduzione dice:
“Che il tuo regno diecimila anni di felicità si prolunghi. Governa Signore fino a che le pietre del presente saranno fuse dal tempo delle pietre giganti su cui venerabili fianchi s’allungarono il muschio".
Il Giappone è una nazione dell’Asia orientale formata interamente da isole e arcipelaghi. Si è formata nel corso di milioni d’anni dallo scontro di due zolle oceaniche che ne hanno dato origine. E’ circondato a nord dal mar dell’Ohotsk, a sud sia dal Pacifico sia dal mar cinese, ad ovest dallo stretto della Corea e dal mar del Giappone, ad est sempre dal pacifico. Tokyo è la capitale con 8.100.000 abitanti e il Giappone misura 372.818 kmq. Le isole più importanti sono: le isole Ryuykyu (e migliaia d’isole adiacenti minori), Sakhalin, Honshu (227.413 kmq), Shikoku (18.256 kmq), Kyushu (36.555 kmq) e Hokkaido (78072 kmq). Queste costituiscono la parte emersa di un’immensa catena montuosa che sta vicino alla Corea e alla Russia Asiatica.
IL TERRITORIO
Le isole che formano il Giappone costituiscono la parte emersa di una grande catena montuosa, in origine appartenente al continente asiatico, dalla quale si staccarono nell'era cenozoica, e sono più di 3000.
Coste
Il litorale del Giappone è molto ricco di baie e insenature per circa 26.802 km, questo a causa di maree e di violente tempeste che rendono le coste frastagliate.
La costa occidentale di Kyushu, sul mar Cinese orientale, rappresenta la parte più irregolare del litorale giapponese. Qualche insenatura navigabile si trova sulla costa orientale sopra Tokyo, ma è a sud dell'omonima baia che sono situati molti dei più importanti porti e baie del Giappone. Tra Honshu, Shikoku e Kyushu si trova il Mare interno, ricco di isole e collegato all'oceano Pacifico e al mare del Giappone da tre esigui stretti quasi mai colpiti dalle tempeste oceaniche. La costa occidentale, che s'affaccia sul calmo mare del Giappone, è meno articolata e ha un'estensione inferiore ai 4.830 km; sole insenature rilevanti sono la baia di Wakasa e la baia di Toyama nell'Honshu.
Rilievi
Il territorio, molto irregolare, è caratterizzato dal succedersi di alte montagne e vallate profonde, con pianure alluvionali di limitata estensione poste sui fondivalle e presso gli sbocchi costieri dei fiumi. A causa di questa frammentazione delle aree pianeggianti, il terreno coltivabile è pari all' 11% della superficie totale del Paese. La caratteristica dominante del territorio giapponese è dunque rappresentata dai rilievi, che fanno parte di un unico allineamento montuoso, diviso in diverse catene. La catena minore, che si allunga interamente nel nord-est, separa la valle del fiume Kitakami dall'oceano Pacifico. La catena principale si estende invece verso sud-ovest, dove incontra una massa montagnosa che circonda l'altopiano del fiume Shinano, per formare una cintura di montagne, le più alte del Giappone, che attraversano la parte più selvaggia dell'isola. L'altezza massima, 3776 m, è rappresentata dal monte Fuji, un vulcano in fase di quiescenza situato nei pressi di Yokohama.
La cime più alta della catena delle Alpi Giapponesi è Hida (3.190 m), tutte le altre sono inferiori o di minor importanza.
Vulcanesimo e terremoti
In Giappone ci sono molti vulcani attivi e non, insieme ad un’ intensa attività sismica. I vulcani sono in tutto 200, di cui 50 attivi, mentre gli altri sono utilizzati come centri termali.
I terremoti sono molto comuni in Giappone: secondo una statistica si verificano quotidianamente più di tre movimenti sismici. Pare che questi siano provocati da un enorme cratere profondo addirittura 8 km. I terremoti più violenti verificatisi in Giappone sono stati quello del 1.923, cha danneggiò gravemente Tokyo e Yotama, provocando la morte di circa 150.000 persone, e quello del 1995, la cui intensità superò il settimo grado della scala Richter, che colpì la città di Kobe, uccidendo 5.000 persone.
Si verificano anche numerosi maremoti a causa degli improvvisi e continui mutamenti della topografia sottomarina.
Idrografia
Nonostante la ricchezza idrografica caratterizzi il Paese, non esistono lunghi fiumi navigabili. I fiumi principali, durante le stagioni estive si riducono a modesti corsi d’ acqua. Il fiume più lungo è lo Shinano che misura 370 km. Altri fiumi importanti sono il Tame, il Kitakami, il Tenryu, il Mogami, l’ Ishikori, e Yoshino. Bellissimi sono i numerosi laghi, situati nelle valli fluviali. Il principale lago è il Biwa, esteso per 685 kmq.
Clima
Il Giappone, avendo un notevole sviluppo longitudinale, ha una grande varietà di climi. Nella zona settentrionale la temperatura varia da 5°C ai 16°C e ci sono estati brevi e miti, con inverni lunghi e rigidi, grazie ai venti provenienti dalla Siberia. Invece nella parte meridionale, le estati sono calde e umide e gli inverni miti.
In tutto il Giappone si verificano periodici tassi d’ umidità grazie ai monsoni. Nelle stagioni estive possono verificarsi alcuni cicloni tropicali.
Fauna e flora
Grazie al suo clima mite, il Giappone ha una flora varia e rigogliosa che conta più di 4.500 specie di piante, fiori ecc. I più caratteristici sono il ciliegio, le camelie, le azalee, le peonie, il giglio, il loto, il crisantemo, la campanula. Gli alberi predominanti sono le conifere, l’ abete, il bambù, il larice, il tè, i pioppi, i faggi, il fico d’ india, il gelso e il mirto.
La fauna può sembrare scarsa, ma non è così: infatti in Giappone ci sono molte specie di mammiferi, d’ uccelli, di rettili, d’ anfibi e pesci. Tra i primati di diffusione, la scimmia è prima in classifica.
LA STORIA
Le informazioni più lontane a noi provengono da resoconti cinesi e giapponesi, che contengono buona parte delle narrazioni sull’ origine dell’ impero giapponese. Quest’ ultimo è stato collocato nel 660 a.c. e a esso sarebbe appartenuto Jimmu Temo, un presunto discendente della dea del Sole. I primi insediamenti risalgono al 5000 a.c. Tra il terzo secolo a.c. e il sesto d.c. si diffuse la cultura Yoyoi.
L’ epoca Kofun (300-710)
I primi risultati della formazione di un potere statale risalgono al IV secolo d.c., al periodo che prende il nome dal grande Kofun (o tumulo) che segnava le tombe di sovrani e nobili; è un monumento che simboleggia l'unificazione del Giappone sotto la casa imperiale. Per la cronaca, l'imperatore Jimmu estese i suoi domini su Yamato, una provincia nell'Honshu centrale che diede il proprio nome alla casa imperiale e a tutto l'antico Giappone. Il sovrano Yamato rafforzò il proprio potere facendo di una forma primitiva di scintoismo la religione di tutto lo stato. I sovrani successivi adottarono modelli culturali e politici di provenienza cinese e, alla metà del VI secolo, favorirono la diffusione del buddismo, che all'inizio del VII secolo divenne la religione ufficiale del Giappone.
L’ epoca Asuka (593-710)
Nel 593 salì al trono l'imperatrice Suiko, che stabilì la residenza imperiale nella Valle di Asuka, sitata nella provincia di Yamato. Suo nipote, il principe Shotoku, avviò un programma di riforme e nel 604 scrisse la cosiddetta Costituzione dei diciassette articoli, la prima in Giappone, ispirata al modello cinese. Alle riforme intraprese da Shotoku diedero seguito il principe Nakano Oe, futuro imperatore Tenji, e Nakatomi Kamatari, fondatore della dinastia Fujiwara, che nel 645 avviò le cosiddette "riforme Taika", intese a rafforzare la casa imperiale e a indebolire i gruppi tribali, gli uji.
L’ epoca Nara (710-794)
Durante l’ impero Shomu, il Giappone conobbe un grande sviluppo culturale. In questo periodo ci si riavvicinò molto alla Cina e infatti regnarono le dinastie Tang. Contemporaneamente il Paese divenne una mappa di rilievo sulla Via della Seta. L’ imperatore proclamò Heian Kyola, la nuova capitale del Giappone, nonché l’ attuale Nara.
L’ epoca Heian (794-1185)
In questo periodo il Giappone godette per 350 anni di pace e prosperità. Dopo di esso gli imperatori cominciarono a delegare parte del potere e dei subordinati e così nacquero nuove famiglie importanti. Inoltre, in quel periodo ci fu un vasto sviluppo letterario. Una cosa di grande importanza fu che in quest’ epoca nacquero i primi famosissimi guerrieri samurai. Quest’ ultimi avevano il compito di amministrare e difendere i latifondi dell’ aristocrazia. Si formarono in seguito fazioni i cui rispettivi capi erano molto rivali: Taira e Minamoto, i quali provocarono due guerre civili in cui vinsero i Taira. Però il loro dominio non durò a lungo, infatti, Minamoto Yaritomo conquistò il potere e mise fine all’ amministrazione imperiale e inaugurò una dittatura militare che durò sette secoli.
L’ epoca Kamakura (1185-1333)
In quest’ epoca il centro della nuova amministrazione governativa fu fissato a Kamakura, il quartiere generale di Yoritomo, dove fu stabilito il bakufu ("governo della tenda"). Il feudalesimo giapponese cominciò a svilupparsi fino a divenire più potente di quanto fosse mai stata l'amministrazione imperiale: Yoritomo nominò dei responsabili per amministrare province e latifondi, parallelamente ai governatori ufficiali e ai proprietari. Nel 1192 egli fu nominato Seiitaishogun, o semplicemente Shogun, "comandante militare in capo", con il potere di dichiarare guerra ai nemici. Ma davanti allo Shogun, lo stesso imperatore non aveva alcun potere che non fosse formale. Nel 1219 gli Hojo acquisirono l'amministrazione militare del Giappone e conservarono il potere per più di cent' anni. Nelle province i loro emissari si unirono ai signori locali per formare nuovi clan militari, i daimyo, che divennero ben presto la principale minaccia al potere dello Shogun. L'incapacità degli Hojo di ricompensare i daimyo per il loro sostegno contro i mongoli, durante gli scontri avvenuti nel 1274 e nel 1281, alimentò lo scontento dei clan militari. L'imperatore Go-Daigo condusse quindi una rivolta contro gli Hojo con l'appoggio dei daimyo, e soprattutto di Ashikaga Takauji, capo del clan Ashikaga. Questa rivolta, nota come "restaurazione Kemmu", provocò nel 1333 la caduta degli Hojo.
L’ epoca Muromachi (1333-1568)
Fra il 1333 e il 1336 Go-Daigo (un vecchio dittatore) cercò di restaurare di nuovo l’ amministrazione imperiale, purtroppo però ci furono delle rivolte che gli impedirono questa riforma e che gli fecero capire espressamente quanto la sue idee non fossero accettate.
In seguito in Giappone sbarcarono i Portoghesi (1543) e il gesuita San Francesco Saverio vi introdusse la religione cristiana (1549). Imponente e importante fu la cultura espressa dall'epoca.
L’ epoca Azuki-Momoyama (1568-1600)
La riunificazione del Giappone avvenne nel XVI secolo, durante l'epoca Azuchi-Momoyama, un breve periodo di intensi cambiamenti che prese il nome dagli stupendi castelli appartenenti a due importanti personaggi del tempo, Oda Nobunaga e Toyotomi Hideyoshi. Il generale Nobunaga, dopo essere entrato vittorioso a Kyoto nel 1568 cacciò lo shogun della famiglia Ashikaga nel 1573; inoltre fra il 1570 e il 1580 vinse il potere dei monasteri, distruggendo il buddismo. Alla fine del XVI secolo i vassalli iniziarono una guerra per la conquista del trono, conclusasi nel 1600 con l'affermazione di Tokugawa Ieyasu.
L’ epoca Edo (1600-1868)
Nel 1603 venne stabilita la capitale del Giappone a Edo (la futura Tokio) e questa divenne in breve tempo la città più importante del Paese sotto ogni punto di vista economico e culturale.
Fra il 1603 e il 1612 venne stabilito il feudalesimo e questo provocò la persecuzione di tutti i cristiani dell’ epoca e l’ adozione del confucianesimo come religione ufficiale da parte del governo.
La situazione mutò profondamente. Venne ridiscusso il piano economico e quello sociale. La società venne divisa in quattro importanti classi: guerrieri, agricoltori, artigiani, mercanti. I samurai, a cui furono tolte le terre, vennero confinati in città fortificate, così come i contadini furono obbligati a cedere la maggior parte del loro raccolto ai signori dell’ epoca.
Questa forma di feudalesimo durò fino alla metà del XIX secolo, ma successivamente si iniziarono a sentire le prime crisi. Il Giappone iniziò a isolarsi e perse lo stretto contatto, che prima aveva, con il mondo occidentale. I commerci con la Cina continuarono, anche se soggetti a una stretta regolamentazione.
Edo, la capitale, con circa un milione di abitanti, nonostante protetta dalle influenze esterne, diede importanti frutti economici e culturali, come l’ apertura del teatro Kabuki.
Il Giappone fu, successivamente, aiutato a risollevarsi dagli Stati Uniti, che intenzionati a stipulare un trattato commerciale con il Giappone, nel 1853 inviarono presso l'imperatore giapponese una spedizione navale guidata da Matthew Galbraith Perry, il quale indusse il Giappone a firmare un patto che fissava le relazioni tra i due paesi. Un secondo trattato fu stipulato da Townsend Harris nel 1858, e nel 1860 fu inviata negli Stati Uniti una delegazione di ambasciatori.
L’ epoca Meji (1868-1912)
In questo periodo il governo dell’ imperatore Mutsuhito designò il suo regno come “Meji”, ovvero “Regno illuminato”. Questo regno mirava a far diventare il Giappone una potenza mondiale. Sotto la supervisione del governo si cominciò un rapido processo di industrializzazione.
Una nuova Costituzione, che fu promulgata nel 1889, prevedeva una Dieta, ossia che i poteri dell’ imperatore fossero preservati. Egli aveva la facoltà di emanare leggi, di dichiarare guerra e di proclamare la pace.
L’ impero, verso il 1879, intraprese un’ aggressiva politica esterna. Ebbe dei conflitti con la Cina, che portarono alla guerra “Sino- Giapponese” (1894-1895), in cui il Giappone ne uscì vincente. La Cina fu costretta a cedere l’ isola di Formosa o Taiwan e le isole Pescadores, pagando una forte somma di denaro.
Nel 1904, il Giappone interruppe le relazioni diplomatiche con la Russia e ebbe luogo la guerra russo- giapponese.
L’ epoca Taisho (1912-1926) e la Prima Guerra Mondiale
All’ imperatore Meji succedette, nel 1912, Tashio, che era gravemente malato di mente.
Nell’ agosto 1914 scoppiò la Prima Guerra Mondiale e il Giappone lanciò un’ ultimatum alla Germania, occupando così le isole tedesche del Pacifico.
Nel 1915 il Giappone presentò alla Cina le "ventuno richieste", in merito alla concessione di privilegi industriali, ferroviari e minerari, che rappresentarono la prima affermazione della politica giapponese di dominio in Cina e in Estremo Oriente. Nel 1916 la Cina cedette al Giappone i diritti commerciali nella Mongolia interna e nella Manciuria meridionale.
I trattati di pace che segnavano la fine della guerra del 1914-1918, a cui il Paese aveva partecipato a fianco degli Alleati, assegnarono al Giappone le iole del Pacifico e lo fecero diventare membro importante della Società delle Nazioni, dopo la conferenza di Washington del 1922.
La prima epoca Showa (1926-1945) e la Seconda Guerra Mondiale
Nel 1926 Hiroito salì al trono adottando il termine Showa (che significa “pace illuminata”) come designazione ufficiale del suo regno, ma quando Tanaka Giichi divenne primo ministro (1927) fu ripresa la politica aggressiva verso la Cina. La ragione fondamentale di questo mutamento politico era nella necessità di nuovi mercati, conseguenza dell'aumento della produzione industriale giapponese. L'espansione veniva inoltre giustificata con la necessità di nuovi spazi per la popolazione giapponese, raddoppiata dal 1868 e impoverita dalla crisi del 1929 che aveva portato, fra l'altro, al crollo del mercato della seta.
Così il Giappone cercò di appropriarsi di alcuni territori cinesi, ma quando la Società delle Nazioni invitò il Paese a rinunciare alle sue ostilità contro la Cina, abbandonò la società stessa (1935) e minacciò di conquistare sia Pechino sia Tianji. Nel maggio del 1933, la Cina fu costretta a riconoscere la conquista giapponese e a firmare una tregua.
Con lo scoppio della Seconda guerra Mondiale il Giappone ebbe l’ opportunità di espandersi verso il sud-est asiatico. L’ invasione dell’ Indocina francese suscitò l’ ostilità degli Stati Uniti, che posero il divieto di commerciare con il Paese.
Il 7 dicembre 1941 il Giappone sferrò senza preavviso un attacco aereo contro le Hawaii, a Pearl Harbor, nonché la principale base navale americana nell’ oceano Pacifico.
Gli Stati Uniti, così, insieme all’ URSS, dichiararono guerra al Giappone.
In questo sanguinoso conflitto mondiale si combatté molto per mare (con due sconfitte da parte del Giappone) e alla fine fu lanciata la prima bomba atomica sulla città di Hiroshima e tre giorni dopo sul Nagasaki.
Nel 14 agosto il Giappone accettò le condizioni degli Alleati e firmò una resa formale (2 settembre).
Tutte le isole del Pacifico appartenenti al Giappone vennero occupate dagli Stati Uniti con un’ amministrazione fiduciaria da parte dell’ ONU.
Alcuni comandanti giapponesi vennero processati per crimini di guerra da un tribunale di undici nazioni, che si riunirono a Tokyo fra il 3 maggio del 1946 e il 12 novembre 1948.
La tarda epoca Showa (1945-1989)
Gli obiettivi dichiarati dell'occupazione statunitense del Giappone erano la democratizzazione dell'ordinamento dello stato giapponese e il ristabilimento di un'economia industriale di pace.
Dapprima nell’ aprile del 1946, nelle prime elezioni del secondo dopoguerra, il diritto di voto venne esteso anche alle donne. Successivamente venne introdotta una riforma agraria, ma contemporaneamente, 1947, venne creata una nuova costituzione.
Iniziarono i trattati di pace con gli Stati Uniti e con l’ Unione Sovietica, grazie ai quali il 28 aprile 1952 il Giappone riacquistò il potere iniziale.
Nel contempo con gli Usa venne firmato un accordo bilaterale e con questo gli Stati Uniti avrebbero mantenuto basi militari e forze armate in Giappone e nelle aree circostanti, in difesa del Paese.
Dopo un riarmo il Giappone divenne uno stato liberaldemocratico e le controversie internazionali finirono attorno al 1956, con l’ ingresso nell’ ONU.
Gli anni successivi, che furono suggellati da due manifestazioni di grande richiamo internazionale (Olimpiadi di Tokyo, 1960, ed Esposizione universale di Osaka, 1970), videro il Giappone salire ai vertici della produzione mondiale.
Intorno alla metà degli anni Ottanta la crescita dell'economia giapponese cominciò a rallentare, anche a causa della debolezza del dollaro rispetto allo yen, che provocò un calo delle esportazioni.
L'era Heisei
Alla morte dell'imperatore Hirohito, nel gennaio del 1989, il figlio Akihito inaugurò il regno "Heisei" ("ritorno della pace"). In seguito all'emergere di una serie di scandali, al primo ministro Takeshita e al suo successore Uno Sosuke succedette alla guida del governo Kaifu Toshiki. Nelle elezioni del 1990, nonostante gli scandali e la crisi finanziaria che affliggeva il paese, i liberaldemocratici ottennero una decisiva affermazione. Incapace di far fronte alla critica situazione economica, Kaifu venne sostituito alla fine del 1991 da Miyazawa Kiichi; il Partito socialista assunse il nome di Partito socialdemocratico. Il rallentamento dello sviluppo economico, i problemi finanziari e gli echi degli scandali politici comportarono la rottura degli equilibri di governo e l'uscita dal Jiminto di un gruppo guidato da Ozawa Ichiro. Nelle elezioni anticipate del 1993, dopo 38 anni di ininterrotto potere, i liberaldemocratici persero la maggioranza e l'anno seguente costituirono un governo di coalizione guidato dal leader del Partito socialdemocratico (Minshuto) Murayama Tomiichi. I liberaldemocratici secessionisti guidati da Ozawa Ichiro, insieme con altri partiti di opposizione, costituirono il Partito della nuova frontiera (Shinshinto)
Sviluppi recenti
Gli ultimi anni sono stati segnati dal terremoto avvenuto a Kobe il 17 gennaio 1995 e dall'attacco terroristico del 20 marzo dello stesso anno alla metropolitana di Tokyo, in cui furono rilasciate alcune sostanze tossiche, fra cui il letale gas nervino, che provocarono dodici morti e l'intossicazione di un migliaio di persone (i responsabili furono in seguito individuati in membri della setta religiosa Aum Shinri Kyo). Nel gennaio del 1996 il liberaldemocratico Ryutaro Hashimoto sostituì Murayama alla guida della coalizione di centrosinistra. Nelle elezioni dell'ottobre dello stesso anno, il Jiminto ottenne la maggioranza relativa dei seggi (239), riuscendo a vincere sul Shinshinto (partito formato da liberaldemocratici e dall’ opposizione) di Ozawa e sul Minshuto.
LA POLITICA
IL Giappone è una monarchia costituzionale ereditaria, entrata in funzione nel 1947, e l’ imperatore è il simbolo dell’ unità nazionale con funzioni eminentemente rappresentative.
I principali partiti sono: i partiti liberaldemocratici (PLD), quello socialista Giapponese (NJP) e il partito comunista.
LA POPOLAZIONE
Ci sono molti dubbi sulla provenienza della razza giapponese, si pensa che sia originaria della Mongolia e che si sia incrociata con quella cinese r coreana.
I giapponesi sono piuttosto bassi e con la pelle giallastra. Hanno il taglio dell’ occhio verso l’ alto e la pupilla sempre molto scura, insieme a capelli scuri.
Lingua
Polisillabica e agglutinante, appartiene forse al ramo orientale dell’ alcaico, presenta analogie sintattiche e lessicali.
Come lingua nazionali è stato adottato in età moderna il dialetto di Tokyo. La scrittura era solo di tipo ideografico, derivata dai caratteri cinesi.
Usi e costumi
Nel Giappone è molto interessante esaminare il vasto campo della sua cultura. La lingua ufficiale è naturalmente il Giapponese, ma ci sono anche minoranze di lingua inglese, che è anche insegnata nelle scuole.
È importante far notare che in Giappone l’ analfabetismo è quasi inesistente, questo perché l’ istruzione è sempre stata una parte fondamentale nelle abitudini giapponesi.
In Giappone si trova anche una vasta cultura per quanto riguarda la letteratura. Le prime opere della letteratura giapponese sono di carattere storico e si ispirano a modelli cinesi. Intorno al 760 fu compilata la prima antologia poetica, la raccolta di 10.000 foglie. Le poesie venivano scritte principalmente in versi di 31 sillabe. Invece, più avanti, vediamo che gli scrittori cominciavano a scrivere racconti fantastici e sotto forma di diari. In seguito, verso la fase dell’apice della letteratura giapponese nel periodo Heian, alcuni scrittori si dedicarono di più ai romanzi. Gli autori si ispiravano spesso a racconti di famiglie feudali e a soggetti presi dal popolo.
Verso il 1438 le persone apprezzavano sempre di più il teatro, basato su leggende e interpretato non da attori ma bensì da marionette, che riscuotevano sempre più pubblico. In questo periodo fu rinnovato di nuovo il concetto della letteratura: i poeti cominciarono a sostituire la classica poesia tanka con una tipo di poesia chiamata “renga”. Questo tipo di poesia non si basava più su miti e leggende ma piuttosto sulla vita borghese e del popolo.
Un altro campo in cui il Giappone è molto ferrato è l’arte. L’arte giapponese è molto diffusa, anche se spesso viene confusa con l’arte cinese, altrettanto conosciuta.
L’arte giapponese di manifesta nella tendenza alla rappresentazione concreta dell’uomo e della natura, che viene interpretata come i sentimenti dell’anima, con ogni suo desiderio e speranza. Il risultato di tali concezioni è visibile soprattutto nell’arte raffinata e squisita dei giardini, nella quale si compendiano poesia, arte, musica e filosofia. La pittura narrativa e quella dei paesaggi è la principale, e consiste in poche pennellate da cui traspare un profondo dinamismo ed è ricca
di effetti decorativi.
L’arte accompagna molti periodi storici di larga importanza. Nel periodo preistorico compaiono ceramiche con decorazioni fatte di cordoncini. Venivano usati per onorare le grandi sepolture a tumulo e abbellire le case e alcuni templi. In seguito con la diffusione del buddismo si cominciò a disegnare paesaggi e la natura diventò la principale fonte di ispirazione, anche nel campo dell’architettura, dove veniva ampiamente usata.
La massima espansione dell’arte giapponese arriva quando gli artisti cominciarono a disegnare e pitturare su rotoli di seta, famosi ancora oggi.
La scultura, comincia a essere più apprezzata verso il 1185, quando molti artisti si dedicarono ad essa. Compaiono così le prime sculture profane e i ritratti solidi. Nasce anche un tipo di pittura che dava risalto alle piccole cose e utensili di lacca, gerardica e di bronzo: si chiama pittura sumi.
L’arte giapponese prosegue nelle sue trasformazioni, ma rimane sempre molto attaccata alle sue tradizioni e culture, come anche si basa spesso su religioni e convinzioni anche moderne.
Religione
Le religioni che sono da caratteristica della popolazione giapponese non sono molte, ma solo tre:
1. lo Scintoismo;
2. il Buddismo;
3. il Cristianesimo (4%).
È però lo Scintoismo la religione più diffusa, anche perché è considerata la religione nazionale. Culto politeista, questa religione venera un cosiddetto Pantheon di Kami che comprende varie classi di divinità, tra le quali gli dei locali, i fenomeni naturali, gli esseri viventi e gli antenati nobili deificati, l’ imperatore.
Vengono fatte offerte di riso, pesce, frutta, verdura, che caratterizzano le cerimonie più importanti connesse ai cicli stagionali.
Lo scintoismo sottolinea l’ importanza della purezza rituale e non possiede una gerarchia.
L’ ECONOMIA
Negli ultimi anni il Giappone ha avuto una rapida crescita economica. Si è cominciato da un’ industria leggera, come l’ industria tessile, fino a sviluppare anche un’ industria metallurgica, chimica, petrolchimica, navale ed elettronica.
La struttura dell’ economia ha visto una dozzina di famiglie importanti fondare ditte come Mitsubishi, Hyunday e la Toyota.
Dal punto di vista lavorativo si è assistito invece alla crescita delle associazioni sindacali dei loro aderenti.
Agricoltura e pesca
Negli ultimi anni il Giappone ha perso molti addetti all’ agricoltura, ma questo settore non ha perso comunque la sua importanza. Le coltivazioni riguardano soprattutto riso, orzo e frumento, patate e patate dolci, barbabietole da zucchero, canna da zucchero, mandarini, cavoli, cipolle e , in misura minore, meloni, pomodori, cocomeri, mele, pesche, pere e altri agrumi, soia, tè e tabacco.
L’ agricoltura è spesso intensiva e vengono effettuati due o più raccolti l’ anno.
Il terreno però, si sta impoverendo, a causa anche di un uso esagerato di concimi e prodotti chimici. Importante è la produzione del legname, dato che circa i 2/3 del territorio del Giappone sono ricoperti di foreste.
Il pesce è uno degli elementi principali dei giapponesi, secondo solo al riso, e perciò la pesca costituisce un’ industria di grande importanza, destinata anche all’ esportazione.
Il Giappone possiede una delle maggiori flotte di navi del mondo adatte sia alla pesca costiera, sia a quella di altura e profondità. Si pescano soprattutto sardine, gamberetti, calamari, sgombri, godi, salmoni, lucci, tonni, pagelli e granchi. Rilevante è la raccolta di alghe marine, usate per scopi farmaceutici ma anche alimentari.
Risorse minerali ed energetiche
Il Giappone possiede industrie chimiche e petrolchimiche, di macchinari pesanti, autoveicoli, navi, acciaio, ghisa, frigoriferi, apparecchi fotografici, elettrodomestici, cellulari, computer, accessori, orologi, camion, televisori.
Si fabbricano anche materiali tessili sintetici, seta e cotone.
Flussi monetari e banche
La banca del Giappone, fondata nel 1882, è la banca centrale. Il cuore del sistema finanziario è costituito da altri 85 istituti di credito. La borsa di Tokio è una delle più importanti per i mercati mondiali per lo scambio di titoli e valori.
L’ unità monetaria giapponese è lo yen, diviso in 100 sen.
Sostenuti da questa moneta, gli investimenti delle società giapponesi sono consistenti e famosi.
Commercio
Il Giappone è stato un paese mercantile e quindi ha sempre usufruito di acquisti e di vendite estere. Infatti, il commercio rappresenta un settore importantissimo nell’ economia giapponese.
I principali scambi avvengono con la Cina, gli Stati Uniti, la Germania, la Gran Bretagna, la Francia,l’ Australia, il Canada e la Russia. All’ esportazione si lasciano invece le materie prime, i tessuti e gli apparecchi elettronici.
Trasporti
La rete dei trasporti ferroviari, automobilistici, marittimi, aerei è estesa e capillare.
Rete ferroviaria: 38 117 km
Autovetture: 39 000 000
Veicoli industriali: 22 700 000
Aeroporti: 75
Porti principali: Yokoma, Tokyo, Kobe, Osoko, Kawaski, Hokodate.

Esempio