Il Giappone

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Testo

IL GIAPPONE
POSIZIONE
Monarchia costituzionale ereditaria dell'Asia orientale. Il suo territorio è costituito da quattro grandi isole, dalle isole Ryukyu e da un migliaio di isole minori adiacenti, che si estendono in un arco irregolare dall'isola di Sahalin (Russia) all'isola di Formosa, o Taiwan. Il Giappone è bagnato a nord dal mare di Ohotsk, a est dall'oceano Pacifico, a sud dall'oceano Pacifico e dal mar Cinese orientale, a ovest dallo stretto di Corea e dal mar del Giappone. Il nome giapponese del paese è Nihon ("Origine del sole"), Tokyo ne è la capitale e la maggiore città.
Il Giappone propriamente detto è costituito dalle quattro grandi isole di Hokkaido (la più settentrionale), Honshu (la più estesa e più popolata), Shikoku (la più piccola) e Kyushu (la più meridionale), la cui superficie è di circa 362.000 km2; la superficie totale del Giappone è di 377.727 km2.
TERRITORIO
Le isole che formano il Giappone costituiscono la parte emersa di una grande catena montuosa, in origine appartenente al continente asiatico, dalla quale si staccarono nell'era cenozoica. La lunga e stretta isola principale, Honshu, ha un'ampiezza massima inferiore ai 322 km: in nessun punto del Giappone la distanza dal mare supera i 161 km.
Il litorale del Giappone, molto lungo in proporzione alla superficie totale del paese, si estende, con numerose baie e insenature, per circa 24.950 km. Le coste sul Pacifico sono soprattutto frastagliate, prodotto dell'azione erosiva delle maree e di violente tempeste. La costa occidentale di Kyushu, sul mar Cinese orientale, rappresenta la parte più irregolare del litorale giapponese. Qualche insenatura navigabile si trova sulla costa orientale sopra Tokyo, ma è a sud dell'omonima baia che sono situati molti dei più importanti porti e baie del Giappone. Tra Honshu, Shikoku e Kyushu si trova il Mare interno, disseminato di isole e collegato all'oceano Pacifico e al mare del Giappone da tre esigui stretti raramente colpiti dalle tempeste oceaniche. La linea costiera occidentale, che s'affaccia sul calmo mare del Giappone, è relativamente poco articolata e ha un'estensione inferiore ai 4.830 km; sole insenature rilevanti sono la baia di Wakasa e la baia di Toyama nell'Honshu.
Il territorio, molto irregolare, è caratterizzato dal succedersi di alte montagne e vallate profonde, con pianure alluvionali di limitata estensione poste sui fondovalle e presso gli sbocchi costieri dei fiumi. A causa di questa frammentazione delle aree pianeggianti, il terreno coltivabile è pari a circa solo l'11% della superficie totale del paese. La caratteristica dominante del territorio giapponese è dunque rappresentata dai rilievi, che fanno parte di un unico allineamento montuoso, diviso in diverse catene. I due versanti del rilievo, che attraversa le isole in direzione nord-sud, digradano verso la costa, dove formano baie e insenature portuose. A nord, l'isola di Hokkaido è attraversata da una fascia vulcanica che, partendo dalle Curili, attraversa l'isola, ricomparendo, al di là dello stretto di Tsugaru, nell'isola di Honshu in due file parallele. La catena principale si estende invece verso sud-ovest, dove incontra una massa montagnosa che circonda l'altopiano del fiume Shinano, per formare una cintura di montagne, le più alte del Giappone, che attraversano la parte più selvaggia dell'isola. L'altezza massima, 3776 m, è rappresentata dal monte Fuji, un vulcano in fase di quiescenza situato nei pressi di Yokohama. Tra le catene che formano la massa montagnosa centrale è quella che per la sua imponenza e per la maestosità del suo paesaggio è conosciuta come Alpi giapponesi. A testimonianza dell'intenso vulcanismo che, insieme alla forte instabilità sismica, ha caratterizzato la formazione geologica del paese, sul territorio giapponese sorgono ancora circa 200 vulcani, una cinquantina dei quali tuttora attivi, mentre numerosissime sono le sorgenti termali.
Le zone pianeggianti più estese, situate perlopiù intorno ai corsi inferiori dei principali fiumi e lungo la costa, si trovano nel Hokkaido. Le maggiori sono la piana di Osaka, all'interno della zona del Kansai, dove sorgono le città di Kobe, Kyoto e Osaka; quella del Kanto, dove si trovano Tokyo e Yokohama; Nagoya è la principale città della piana di Nobi.
Monte Fuji, Giappone
Il vulcano Monte Fuji (3776 m), che si trova sull'isola di Honshu nei pressi di Tokyo, è la vetta più alta del Giappone, nonché uno dei simboli di questo paese. Considerato una montagna sacra, è meta di pellegrinaggi e di turisti che visitano i numerosi templi e santuari buddhisti situati sulle sue pendici.
Idrografia
Data la particolare conformazione stretta e allungata delle isole giapponesi non possono esistere grandi bacini idrografici e i fiumi sono generalmente brevi. Essi, inoltre, rigonfi durante il disgelo primaverile o le piogge estive, diventano esigui corsi d'acqua durante la stagione asciutta; la scarsa profondità e le frequenti rapide ne permettono poi la navigazione unicamente a imbarcazioni molto leggere. Il fiume più lungo è lo Shinano, nel Honshu, un corso di circa 370 km. Nell’isola Hokkaido, l'Ishikari è il secondo fiume giapponese per estensione del bacino. Il Yoshino è il maggiore fiume dello Shikoku. Numerosi sono i laghi, alcuni formati da sbarramenti delle valli fluviali; in gran parte sono situati in montagna, dove spesso sono diventati luoghi di soggiorno estivi. Il principale è il Biwa, nel Honshu, esteso per circa 685 km2.
Clima
In virtù del notevole sviluppo longitudinale del paese, le isole giapponesi presentano condizioni climatiche molto varie. La temperatura media varia tra i 5 °C di Nemuro (Hokkaido) e i 16 °C di Okinawa. Estati brevi e miti e inverni lunghi e rigidi caratterizzano l'isola di Hokkaido e la parte settentrionale del Honshu; gli inverni rigidi si devono in gran parte ai venti di nord-ovest provenienti dalla Siberia e alla corrente marina fredda, detta corrente di Okhotsk (o Oyashio), che investe il mare del Giappone. Nel sud e nell'est del Honshu le temperature invernali sono notevolmente miti grazie all'influenza della corrente calda detta Kuroshio (o Corrente del Giappone). Nello Shikoku, nel Kyushu e nel Honshu meridionale invece le estati sono calde e umide, quasi subtropicali, e gli inverni sono miti, con nevicate molto scarse. In tutto il Giappone i monsoni, provenienti da sud-est, contribuiscono in estate all'aumento del tasso di umidità. Le precipitazioni variano dai circa 1015 mm annui nel Hokkaido ai 3000 mm e oltre sulle montagne del Honshu centrale e del Shikoku. Da giugno a ottobre il paese è interessato da violenti cicloni tropicali, chiamati anche tifoni, che possono causare gravi danni, soprattutto alle imbarcazioni.
Flora e fauna
Grazie alla temperatura calda e umida dell'estate, il Giappone ha una flora varia e rigogliosa che conta più di 4500 specie di piante. Fra le piante fiorite va menzionato innanzitutto il ciliegio, che fiorisce a inizio primavera: è il fiore nazionale e costituisce un motivo ricorrente nell'arte e nella cultura giapponese; in aprile, le colline si ricoprono invece dei colori delle camelie e delle azalee e, all'inizio di maggio, delle peonie, uno dei fiori più coltivati. Il loto è in fiore in agosto, mentre in novembre uno dei più famosi festival floreali giapponesi celebra il crisantemo, fiore che rappresenta l'emblema della famiglia imperiale. Tra gli altri fiori si ricordano l'anagallide, la campanula, il gladiolo e diverse varietà di gigli.
Tra gli alberi predominano le conifere; diffuso è il cedro giapponese, detto sugi, che può raggiungere i 46 m d'altezza, il larice e diverse varietà di abete. Nel Kyushu, nel Shikoku e nel Honshu meridionale si trovano alberi come il bambù, l'albero della canfora e il fico d'India; la pianta del tè e della cera vegetale sono coltivate nella zona centrale del Honshu e in tutta l'area meridionale del paese. Nel Honshu centrale e settentrionale crescono alberi tipici della zona temperata, oltre a diverse conifere; vi è diffusa inoltre una coltura estensiva della pianta della lacca e del gelso. La vegetazione del Hokkaido è di tipo subartico, più o meno simile a quella della Siberia meridionale, con una diffusa presenza di abeti e larici.
In Giappone è praticata una forma pressoché unica di giardinaggio decorativo, con la riproduzione stilizzata e in scala ridotta di paesaggi naturali. Vengono inoltre coltivati alberi nani, i bonsai, che grazie a un'abile e continua potatura, non superano i 30 cm d'altezza.
In rapporto a una flora tanto rigogliosa, la fauna giapponese può apparire scarsa; nel paese abitano tuttavia diverse specie di mammiferi, molte specie di uccelli e una nutrita varietà di rettili, anfibi, batraci e pesci. Non mancano neppure i primati, tra cui le scimmie, rappresentate dalla famiglia dei cercopitecidi, che popolano le isole di Honshu e Shikoku, e una specie di macaco.
ECONOMIA
Negli ultimi decenni il Giappone è stato segnato da una rapida crescita economica. La produzione industriale si è andata orientando dall'industria leggera, principalmente quella tessile su cui si era basato a fine Ottocento il primo sviluppo, all'industria pesante e di base (metallurgia, siderurgia, chimica e petrolchimica, cantieristica navale), alla produzione automobilistica, componentistica ed elettrica, che rappresentano complessivamente almeno i due terzi del valore totale annuo delle esportazioni. Grande spinta hanno avuto anche gli investimenti nell'industria ad alta tecnologia (elettronica, microelettrica, informatica, delle telecomunicazioni e aerospaziale).
La struttura dell'economia giapponese ha visto una dozzina di famiglie di possidenti, chiamate zaibatsu ("la cricca ricca"), occupare una posizione dominante sino al termine della seconda guerra mondiale. Fra le più importanti vi erano quelle Mitsui, Iwasaki (dietro alla quale si è sviluppato il marchio aziendale Mitsubishi), Sumitomo e Yasuda, che controllavano la quasi totalità delle industrie del ferro, del carbone, dell'alluminio e della carta e che, all'indomani della fine della guerra, furono costrette dalle forze alleate d'occupazione a far confluire le loro immense proprietà in società. L'organizzazione di queste società ha di fatto ricreato una posizione di forte dominio dell'economia nazionale, controllata questa volta, invece che dalle antiche famiglie, dai consigli di amministrazione delle società e dai funzionari del Ministero dell'industria e del commercio estero (MITI).
Le principali confederazioni sindacali del paese si sono fuse nel 1987 in un organo unitario, la Federazione nazionale dei sindacati del settore privato, nota col nome di Rengo.
Agricoltura e pesca
Anche se negli ultimi anni si è assistito a un declino nel numero di addetti nell'agricoltura, il settore non ha perso la propria importanza. La produzione di riso, che occupa oltre il 40% del terreno coltivato, intorno alla metà degli anni Novanta generava da sola circa un terzo dell'intero reddito agricolo; il riso costituisce infatti ancor oggi il principale alimento dei giapponesi. Frumento e orzo rappresentano altre importanti colture cerealicole, cui vanno aggiunte le coltivazioni di patate e patate dolci, barbabietole da zucchero, canna da zucchero, agrumi, ortaggi, tra cui cavoli, cipolle e pomodori, e frutti diversi, come mele, pesche, pere, e poi soia, tè, tabacco e molti altri prodotti ortofrutticoli. Data l'esiguità del terreno coltivabile e il suo conseguente elevato valore, all'allevamento viene invece riservata una superficie modesta del paese.
Il terreno coltivabile è diviso in piccoli appezzamenti, di cui il 70% inferiori o pari a 1 ettaro coltivati da contadini che per la gran parte lavorano anche a mezza giornata nell'industria. Prevale la coltura intensiva e nella sezione meridionale dell'arcipelago sono spesso effettuati due o più raccolti l'anno, il che ha causato un diffuso impoverimento del terreno; grazie al massiccio impiego di fertilizzanti chimici, di migliori varietà di colture e di tecniche produttive avanzate, la produzione realizzata nelle aziende agricole giapponesi è tuttavia tra le più elevate al mondo.
Per i due terzi circa la superficie territoriale del Giappone è ricoperta da foreste, in cui, per i due quinti, crescono alberi di legno dolce. Nonostante il paese sia tra i principali produttori mondiali di legname, il Giappone deve ricorrere largamente all'importazione per soddisfare la crescente domanda interna. I due terzi circa del patrimonio forestale sono di proprietà privata.
Poiché il pesce rappresenta per i giapponesi uno tra gli alimenti principali, secondo soltanto al riso, la pesca costituisce un'industria di grandissima importanza, destinata sia al mercato interno sia all'esportazione. Il Giappone dispone di una delle maggiori flotte da pesca del mondo, le cui attività possono essere distinte in pesca costiera, al largo e in profondità. La pesca in allevamenti nei primi anni Novanta ammontava a circa 10 milioni di tonnellate metriche ed era composto da sardine, bonito, granchi, lucci, gamberi, salmoni, gadi, sgombri, seppie, calamari, costardelle, pagelli e tonni.
Risorse minerarie ed energetiche
Il Giappone dispone di diverse risorse minerarie, ma generalmente in quantità limitata, per cui è costretto a forti importazioni di materie prime, necessarie alla sua poderosa attività industriale, di trasformazione e manifatturiera. Vi sono generalmente giacimenti di carbone, rame, piombo, zinco e quarzite, ma tutti in quantità insufficienti a soddisfare la domanda interna. Il paese è tra i principali produttori mondiali di energia elettrica.
In mancanza di sufficienti risorse energetiche interne, il Giappone dipende dalle importazioni di combustibili.
Flussi monetari e banche
La Banca del Giappone, fondata nel 1882, è la banca centrale, con funzioni di agente fiscale generale per conto del governo ed è la sola autorizzata a emettere moneta. Il cuore del sistema finanziario è costituito da oltre 85 istituti di credito. La Borsa di Tokyo è uno dei più importanti mercati mondiali per lo scambio di titoli e valori. L'unità monetaria del Giappone è lo yen, diviso in 100 sen.
ORDINAMENTO DELLO STATO
Il Giappone è una monarchia costituzionale ereditaria in cui, in base alla Costituzione entrata in vigore nel 1947, l'imperatore è il simbolo dell'unità nazionale con funzioni eminentemente rappresentative. La successione avviene esclusivamente secondo la linea maschile della famiglia imperiale; in caso di mancanza di un erede, l'imperatore può essere scelto unicamente all'interno di quattro famiglie di principi di rango pari alla casa imperiale. L'imperatore Akihito, salito al trono nel 1989, è ritenuto il 125° della sua discendenza.
Il potere esecutivo è affidato a un gabinetto, presieduto da un primo ministro formalmente designato dall'imperatore, ma espressione del partito di maggioranza, che è responsabile con i ministri del proprio operato di fronte alla Dieta.
Il potere legislativo compete alla Dieta, organo bicamerale che si compone della Camera dei rappresentanti (Camera bassa) e della Camera dei consiglieri (Camera alta).
Il sistema giudiziario giapponese è del tutto separato e indipendente dal potere esecutivo: oltre che per ragioni di salute, i giudici possono essere allontanati dal loro incarico solo in caso di imputazione. Il tribunale di massimo grado è la Corte suprema; essa costituisce il tribunale di ultimo appello in tutti i processi civili e penali ed esercita il potere di decisione in merito alla costituzionalità delle leggi e degli atti emanati dall'Assemblea legislativa e dall'esecutivo.
Tutte le forze di difesa dipendono dal governo centrale. Il corpo di polizia nazionale, creato per volere delle autorità alleate di occupazione nel 1950, ha costituito il nucleo delle forze di difesa (tale è la definizione che, in virtù della scelta pacifista proclamata nella costituzione, compete alle forze armate), che furono istituite quando il Giappone riottenne la sovranità nazionale.
STORIA
Fra le civiltà sviluppatesi in Giappone quella Kofun diede vita a una federazione di nuclei tribali, coordinata da un’autorità religiosa, nonostante la mitologia faccia risalire al 660 a.C. la fondazione dell’impero giapponese, attribuendola a Jimmu Tenno, discendente della dea del sole Amaterasu Omikami.
Nel 6^ secolo l’intensificarsi dei contatti con la Cina portò all’introduzione del Buddismo e alla lotta tra le famiglie aristocratiche dei Soga e dei Mononobe, difensori della religione tradizionale(shintoismo).La supremazia dei Soga portò alla costituzione, sul modello cinese, di uno stato accentrato. Con la famiglia Minamoto si apre il medioevo giapponese (1185), caratterizzato dal frazionamento del potere politico-amministrativo, dall’instaurarsi di rapporti feudali e da continue guerre civili.
L’arrivo di missionari Gesuiti (S. Francesco Saverio, 1540) e di commercianti portoghesi coincise con i tentativi di riaffermazione del potere shogunale ; si inaugurò la fase dello “shogunato autoritario“ (1615-1868) con capitale a Edo (Tokyo). Dal 1633 i porti furono chiusi al commercio d’oltremare (eccetto Nagasaky, dove si insediò la Compagnia olandese delle Indie, 1641) e venne proibita la religione cristiana. Ciò nonostante si ebbe un notevole incremento economico: la popolazione triplicò, furono compiuti lavori di sistemazione idraulica, i samurai si trasformarono in amministratori di terre. La stagnazione del secolo 18^ provocò rivolte rurali e urbane, mentre si intensificavano le pressioni internazionaliper la riapertura dei porti.Nel 1853 una squadra di quattro navi statunitensi sotto il comando del commodoro M.C. Perry penetrò nella baia di Edo, imponendo allo shogun la fine dell’isolamento. Il potere shogunale andò rapidamente disgregandosi, soprattutto perché incapace di guidare il paese verso la necessaria modernizzazione. Nel 1899 fu promulgata una costituzione simile a quella tedesca. Il rapido decollo dell’industria sostenne l’espansione coloniale sul continente: occupate Taiwan (guerra cino-giapponese, 1894-95), la Manciuria meridionale(guerra russo-giapponese, 1904-5) e la Corea (1905 colonia dal 1910), il Giappone fu alleato dell’Intesa durante la 1^ guerra mondiale. Gli effetti della crisi economica mondiale del 1929 provocarono un’ulteriore ondata imperialistica: costituito in Manciuria uno stato satellite (1932) e firmato il patto anti-Comintern con la Germania, nel 1937 il Giappone invase la Cina e nel 1941 attaccò gli USA a Pearl Harbor, e riuscì rapidamente a occupare gran parte dell’Asia sud-orientale e del Pacifico. La superiorità degli USA e il sostanziale isolamento dell’arcipelago determinarono però un ribaltamento degli equilibri; dalla metà del 1942 costretto a ripiegare su tutti i fronti, il Giappone, duramente sconfitto dopo il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki (6 e 9.8.1945), fu obbligato alla resa incondizionata,sottoposto al regime di occupazione militare statunitense.Prostrato demograficamente ed economicamente, il Giappone dovette ratificare una nuova costituzione (1946) che attribuiva la sovranità al popolo, umanizzava l’imperatore attribuendogli solo un ruolo simbolico e imponeva un drastico taglio alle spese militari.
Il partito liberal-democratico, al governo dal 1948, ha finalizzato la propria politica interna allo sviluppo economico, completando la ricostruzione industriale entro il 1958 e avviando la grande crescita de decenni successivi; coinvolto periodicamente in scandali finanziari, ha visto diminuire il proprio predominio elettorale a favore del Partito socialista, ma ha vinto nuovamente le elezioni del 1990. La scelta nettamente filo-occidentale in politica estera non ha comunque impedito la ratifica del trattato di pace (1978) e la collaborazione economica con la Cina,mentre è in discussione la vertenza con la Fed. Russa sulla sovranità sulle isole Curili meridionali. Dal 1989 è imperatore Akihito,figlio di Hirohito, morto l’anno precedente.
Hiroshima dopo la bomba atomica
La prima bomba atomica fu sganciata sulla città giapponese di Hiroshima il 6 agosto 1945, durante la seconda guerra mondiale. L'esplosione rase letteralmente al suolo un'area di oltre 10 km2 e uccise almeno 100.000 persone.
LINGUA E RELIGIONE
La lingua ufficiale del paese è il giapponese; abbastanza diffuso tra la popolazione è l'inglese. Le principali confessioni religiose sono: lo scintoismo, che si fonda sul culto degli antenati e della natura e che si organizza in circa 200 sette con denominazioni diverse, e il buddhismo, organizzato in altrettante sette e denominazioni. Il cristianesimo, rappresentato da protestanti, cattolici e greco-ortodossi, è professato da meno del 4% della popolazione. Si ritiene che pressoché tutti i giapponesi, eccetto i cristiani, siano scintoisti, e che la maggioranza di coloro che professano lo scintoismo siano anche buddhisti.
Lo scintoismo è intrinsecamente legato alla storia del Giappone. Alla fine del XIX secolo venne infatti reso religione di stato e un forte accento venne posto sul culto della figura divina dell'imperatore e sull'origine divina del popolo giapponese; tutti i giapponesi, indipendentemente dal loro credo religioso, furono obbligati a praticare il culto nei templi scintoisti. Lo scintoismo perse tuttavia il suo carattere istituzionale quando il 1° gennaio 1946 l'imperatore Hirohito rinunciò a ogni pretesa di divinità; la Costituzione promulgata nel 1947 riaffermò l'assoluta libertà di religione, abolendo il sostegno dello stato allo scintoismo.
Tempio di Chion, Kyoto
Questo padiglione decorato in oro si trova nel tempio di Chion, a Kyoto. Iniziato intorno al 1394 dal terzo shogun della famiglia Ashikaga, Yoshimitsu, in origine l'edificio era una residenza civile e solo in un secondo tempo fu trasformato in un tempio buddhista zen. Il padiglione originale fu distrutto da un incendio nel 1950 e ricostruito qualche anno dopo. Il buddhismo è una delle religioni più diffuse del Giappone.
POPOLAZIONE
I giapponesi sono una popolazione sul cui ceppo etnico d'origine persistono ancora dubbi; la teoria più accreditata li considera come il risultato di immigrazioni dal vicino continente di genti di razza essenzialmente mongolica, simile nelle fattezze ai cinesi e ai coreani, seppure di statura inferiore. Esse si sarebbero sovrapposte alle popolazioni originarie, autoctone, di cui gli ultimi rappresentanti sarebbero gli ainu, una popolazione caucasica oggi residente soprattutto nel Hokkaido.
Società industriale e urbana, più di tre quarti della popolazione giapponese vive in aree metropolitane. Il paese conta (secondo una stima ufficiale del 1993) 124.711.551 abitanti, con una densità corrispondente di circa 330 abitanti per km2.
Terremoto di Kobe, Giappone
Nel 1995 l'autostrada che collegava Kobe a Osaka crollò in seguito al più violento terremoto che abbia colpito il Giappone dopo quello del 1923. Il terremoto provocò gravi incendi e la morte di più di cinquemila persone.
ISTRUZIONE E CULTURA
In Giappone il sistema dell'istruzione è molto sviluppato e l'analfabetismo è quasi inesistente. L'inglese, lingua delle relazioni con l'estero, è materia di studio obbligatoria fin dalla scuola elementare accanto al giapponese, lingua ufficiale del paese.
Il sistema dell'istruzione giapponese, che subì la forte influenza della Cina, delle sue arti e della sua scrittura, era però più aristocratico che in Cina, e le famiglie nobili avevano strutture scolastiche private. Successivamente, durante gli anni del Medioevo, la funzione di istruire passò ai templi buddhisti e rimase di loro competenza fino a quando, durante l'impero Tokugawa, che dominò il paese a partire dal 1600, la diffusione delle strutture scolastiche favorì la nascita di una delle più colte società premoderne. Con la cosiddetta restaurazione Meiji, il Giappone conobbe dal 1868 in poi una radicale trasformazione che si espresse anche in campo educativo. Nel 1872 fu infatti istituito un ministero dell'istruzione e nello stesso anno venne formulato un piano per un sistema scolastico unico, integrato e generalizzato dell'istruzione primaria. Il governo inviò apposite missioni in Europa e negli Stati Uniti per apprendere nuovi metodi didattici; professori stranieri furono invitati a insegnare nelle università giapponesi. Nel 1877 venne fondata l'Università di Tokyo, ancora oggi la più prestigiosa del paese. In seguito a queste riforme, il Giappone divenne una nazione moderna, dotata di un sistema scolastico completo e al passo con le strutture esistenti nei paesi occidentali.
Oggi l'istruzione è gratuita e obbligatoria per nove anni (i sei della scuola elementare e i tre della scuola media inferiore). L'istruzione secondaria superiore, facoltativa, prevede una tassa di iscrizione, anche nelle scuole pubbliche e negli istituti pubblici di istruzione superiore. Esistono anche scuole di formazione tecnica, commerciale e professionale, così come istituti per studenti disabili. Il sistema scolastico pubblico, fortemente competitivo, è affiancato da molti istituti privati.
In Giappone esistono circa 60 università statali (di cui 7 ex imperiali), oltre a numerosi atenei privati. Tokyo è la sede delle maggiori biblioteche del paese. Anche i più importanti musei giapponesi si trovano nella capitale; la principale raccolta d'arte del paese è il Museo nazionale di Tokyo. In altre città del Giappone si conservano tuttavia importanti collezioni: una delle più notevoli è quella del Museo nazionale di Kyoto. Kyoto e Nara, entrambe antiche capitali, sono poi esse stesse musei all'aria aperta, viste le vestigia del passato che conservano.
Ho scelto questo stato perché…
Ho deciso di studiare il Giappone perché mi hanno sempre incuriosito, la storia le tradizioni ma ancora di più la difficile lingua di questo stato. Inoltre ci sono una stupenda flora e spiagge da sogno che, magari in futuro, andrò a visitare.
Per di più quando ero piccolo mi divertivo a guardare in televisione film dove guerrieri giapponesi si scontrano agendo con complicate e allo stesso tempo favolose arti marziali: per questo credevo che tutti i giapponesi fossero combattenti.
Di SAMPAOLESI ALESSANDRO classe 3^C Scuola Media Statale G. Pascoli “Ancona”
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