Il Brasile

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IL BRASILE E LA SUA GEOGRAFIA
Si capisce un po' meglio il Brasile dopo aver preso coscienza della sua immensità. Quinto paese del mondo per estensione (8.511.965 kmq), ha una superficie ventotto volte piú grande di quella dell'Italia e rappresenta quasi la metà dell'America dei Sud. Con i suoi 15.719 km di frontiere, confina con tutti i paesi dell'America latina, tranne il Cile e l'Ecuador, mentre le sue coste sono lunghe 7.410 km circa. Può essere inscritto in un quadrato di 4.320 km di lato. Il Brasile è un vasto altopiano che si estende su tutta la costa est e digrada progressivamente verso ovest per poi giungere ai bacini del Rio delle Amazzoni e del Paraná. Al Nord il rilievo aumenta nuovamente formando la frontiera con le Guiane. Il Brasile non arriva fino alle Ande e perciò le sue montagne sono poco elevate. Le cime piú alte si trovano nello Stato del Minas Gerais, lungo la Serra da Mantiqueira, la cui vetta piú elevata è il Pico da Bandeira (2.890 m), e al confine con il Venezuela con il Pico da Neblina (3.014 m).
Il Brasile è un vasto altopiano che si estende su tutta la costa est e digrada progressivamente verso ovest per poi giungere ai bacini del Rio delle Amazzoni e del Paraná. Al Nord il rilievo aumenta nuovamente formando la frontiera con le Guiane. Il Brasile non arriva fino alle Ande e perciò le sue montagne sono poco elevate. Le cime piú alte si trovano nello Stato del Minas Gerais, lungo la Serra da Mantiqueira, la cui vetta piú elevata è il Pico da Bandeira (2.890 m), e al confine con il Venezuela con il Pico da Neblina (3.014 m). Il Paranà irriga tutta la regione del sud (con il Rio Uruguay), mentre il suo principale affluente, il Rio Paraguay, bagna tutto il Sud-ovest del Mato Grosso. Il loro punto di confluenza si trova in Argentina. Inoltre il Rio Paranà e il Rio Iguazu formano le cascate Iguazu ,divise tra Argentina e Brasile. Il bacino del Rio delle Amazzoni presenta una temperatura pressoché costante, che supera raramente i 27 C. In quest'area piove praticamente tutti i giorni. Anche sulla costa del Nordeste (Recife, Salvador) piove molto e le estati possono essere calde e umidissime. L'interno del paese, il Sertáo, caldissimo, è noto per le terribili siccità. Rio e Sáo Paulo sono soggette a sbalzi di temperatura e a variazioni climatiche considerevoli, con un'elevata igrometria che si avvicina all'80%. Nel Sud piove molto e può far molto freddo (temperatura prossima agli 0 C). In certi anni, in Brasile può capitare che, mentre l'Amazzonia subisce devastanti inondazioni, nel Nordeste vi sia una terribile siccità e al Sud si abbatta una forte ondata di freddo.
LE CASCATE IGUACU
Le frontiere che dividono gli stati Sudamericani sono per la maggior parte liquide, fiumi enormi e giallognoli creano all' interno della foresta meandri d'incredibile bellezza. Grazie poi ad una serie di chiuse, che uniscono i cinque fra i maggiori corsi d'acqua del Brasile, un'autostrada fluviale corre da San Paolo do Brasil a Asunción in Paraguay gettandosi infine nel Rio de la Plata e nell'Atlantico, con Buenos Aires a destra e la costa dell'Uruguay a sinistra. Ed è quest'idrovia a dover essere sfruttata dal turista più avventuroso per conoscere uno dei paesi più sorprendenti al mondo. Si viaggia in automobile, quando possibile in traghetto o sui barchini dei pescatori locali, e a mano a mano che ci si spinge avanti, si scoprono bellezze naturali fatte d'acqua, create dall'acqua o sommerse d'acqua che nessun catalogo di viaggi ha ancora pubblicato. L'itinerario fantastico potrebbe partire ad Ibitinga dove il turismo deve ancora arrivare. La città è circondata da una palude inesplorata considerata dai locali una versione in miniatura del Pantanal del Mato Grosso, grande attrazione turistica brasiliana, soprannominata appunto 'Pantaninho'. Si naviga su una coltre soffice di piante acquatiche, ci si infila in gallerie verdi create da fronde rigogliose intrecciate tanto da coprire il sole. Vi si incontrano tucani, giaguari, pappagalli, scimmie e boa che penzolano indolenti dai rami. Quando le gallerie si aprono, appaiono aironi e alligatori che amano la luce e si crogiolano immobili al sole. Il ritmo è lento, i rumori sono quelli della natura. Più a sud il fiume si dilata a dismisura e prende il nome di alto Paranà: diventa un lago insidioso, cattivo. Il paesaggio qui è diverso. Nonostante le migliaia di tonnellate di merce che ogni anno solcano le acque, non è affollato. In ogni città fluviale c'è un piccolo bar che si affaccia sull'acqua, ed in ogni bar c'è sempre una persona che non ha niente da fare e passa il tempo a bere birra e a fissare il fiume. Andando ancora verso sud l'emozione più grande che offre l'acqua s'incontra a Foz do Iguagu.
In mezzo al fragore solenne ed agli spruzzi che il vento trascina per centinaia di metri, l'acqua marrone ed impetuosa dell' Iguacu divide il Brasile dall'Argentina. Oltre che un confine territoriale l'enorme cascata marca nettamente anche la differenza tra i due Paesi, almeno per quel che riguarda il saper sfruttare le risorse naturali. Le guide di Puerto Iguazù commentano ironiche:" Le cascate sono lì a disposizione di entrambi i paesi. Ma in Brasile hanno costruito 180 alberghi, qui ce ne sono solo 13!". Le cascate di Iguacu furono scoperte tra il 1541 ed il 1542 da un conquistatore nobile spagnolo: Alava Nume Carezza de Vaca, durante un viaggio che iniziò sulla costa del Brasile e terminò ad Asunción, odierna capitale del Paraguay. Le cascate offrono la spettacolare realtà di un precipizio di 60 metri, con un estensione di oltre 2 chilometri e mezzo, dove si riversano ogni secondo 1750 metri cubi d'acqua che si spezzano in 275 cascate . Sono molti i modi di pronunciare il suo nome: in indio, U-Guazù, in brasiliano Iguacu, per gli argentini è Iguacù e per i paraguaiani Iguassu ma la sensazione di potenza e meraviglia è la stessa per tutti. Nel 1986 sono state dichiarate patrimonio internazionale (insieme al Pantanal) dall'UNESCO.
VICENDE STORICHE
Il Brasile, prima della colonizzazione europea, era abitato da popolazioni che non avevano elaborato una civiltà del livello di quella azteca o maya o incas, né stabilito organizzazioni statali complesse. La conquista portoghese, iniziata nel 1501 da Alvares Cabral e da Amerigo Vespucci, fu piuttosto rapida e facile. I coloni portoghesi, stanziatisi dapprima sulla costa, si spinsero poi nell'interno, dove cercarono di catturare gli indigeni per utilizzarli come schiavi nelle piantagioni di canna da zucchero. Poiché questi non si adattavano alle diverse condizioni ambientali e di lavoro, venne iniziata l'importazione di schiavi neri dall'Africa, un vergognoso commercio durato fino alla metà dell'Ottocento. Durante l'Impero napoleonico i sovrani del Portogallo si rifugiarono in Brasile ed al Paese furono fatte alcune Concessioni, tra cui la liberalizzazione delle attività industriali; ciò attenuò i movimenti indipendentisti. Fu nel 1822 che il Brasile divenne indipendente con Pietro I di Braganca. Sotto tale imperatore il Brasile fece notevoli progressi. Nel 1889 venne fondata la repubblica senza alcun spargimento di sangue. La vita della repubblica ha visto alternarsi nel tempo governi dittatoriali, conservatori e riformisti fino al 1964, quando un colpo di Stato instaurò un regime militare durato più di vent'anni. Solo nel 1985 si tennero libere elezioni democratiche.
RISORSE NATURALI ED ECONOMIA - L'AGRICOLTURA
Il Brasile è uno degli Stati più ricchi di risorse naturali del mondo, ma la maggior parte della sua popolazione vive in condizioni di povertà e di miseria. Gli squilibri sociali e le differenze di reddito tra i vari strati della popolazione sono evidenti e rappresentano uno dei problemi più gravi di questo Paese. Altri problemi sono causati dalle dimensioni stesse del territorio brasiliano: distanze enormi separano i centri, la popolazione non è distribuita omogeneamente, zone molto ampie sono ancora ignote ed il loro sfruttamento è al centro di controversie e dibattiti internazionali.Il Brasile è l'emblema dei contrasti : enormi problemi convivono con forti spinte progressiste. Nel settore agricolo la situazione è la medesima di quella sociale e politica: problemi agrari e produzioni in rapido aumento. si distribuiscono sul medesimo territorio. Il 40% della superficie agricola è in mano a pochi proprietari latifondisti, i quali non solo la sottoutilizzano, ma sottopagano.i coloni che la lavorano. 1 piccoli proprietari non godono di una situazione migliore: gli arretrati mezzi agricoli di cui dispongono e le ridotte dimensioni delle aziende non consentono loro di instaurare colture produttive ed economicamente remunerative. In questo stato di cose non solo i salari dei lavoratori sono sempre bassi e insufficienti, ma anche i terreni offrono scarsi rendimenti, accentuando il divario tra agricoltura e allevamento. La complessità del problema fondiario non è mai stata sottovalutata dal governo brasiliano: il golpe del 1964 per il controllo del Paese da parte dei militari affondava le radici proprio in queste vicende economiche.
Eppure molto rimane ancora da fare: le misure economiche, (ad esempio l'espropriazione delle terre), che per legge dovrebbero essere applicate, non vengono quasi mai attuate. I poveri sono il ceto sociale su cui maggiormente grava non solo il peso fiscale, ma anche la confusa azione governativa. Se infatti lo Stato obbliga le aziende ad aumentare i salari ed a fornire maggiori garanzie sociali, queste misure si concretizzano in licenziamenti in massa di operai che, senza lavoro, vanno ad affollare le periferie delle città. Il Brasile può risollevarsi da questa situazione negativa poiché dispone, a differenza di altri Paesi del Terzo Mondo, di molte risorse e, soprattutto, di ampi spazi disordinatamente sfruttati o addirittura ancora ignorati. Mentre il territorio di Nord- Est, con la ricca regione costiera, è l'area della canna da zucchero e delle palme da cocco, del tabacco, del cotone e del cacao, quello di Nord- Ovest è il regno del riso, mentre la zona meridionale è occupata dalle grandi praterie. Se la zona di Sud- Est è il "triangolo industriale" del Paese (San Paolo, Rio de Janeiro, Belo Horizonte), nel Nord del Brasile si nasconde il tesoro della Nazione. La foresta amazzonica, infatti, con il suo legname e le riserve del sottosuolo costituisce, forse, il Paese dell'avvenire. Forse, poiché le potenzialità di questa terra sono, a tutt'oggi, sfruttate malamente dai Brasiliani (e indirettamente dalle multinazionali) che stanno degradando (irrimediabilmente?) questa ricchezza naturale
LE POTENZIALITA' DELL'INDUSTRIA
Il Brasile è, fra i Paesi dell'America Latina, quello che più degli altri ha goduto, dopo un inizio incerto, di progressi rapidi nel settore industriale, in virtù delle abbondanti materie prime, da quelle provenienti dall' agricoltura (piante da olio, caffè, cotone) a quelle del sottosuolo (ferro, minerali preziosi, gas naturale). Tuttavia anche nell' industria si fanno pesantemente sentire gli ostacoli allo sviluppo, legati essenzialmente alla scarsità di capitali nazionali disponibili, alla ridotta presenza di manodopera qualificata, al problema energetico. Le risorse energetiche di cui il Brasile dispone, dal carbon fossile al petrolio, sono, infatti, poco consistenti. Imponenti centrali idroelettriche e atomiche stanno sorgendo, grazie all'impiego di capitali stranieri, in quanto attualmente l'importazione di petrolio costa allo Stato cifre insostenibili.
Le società straniere controllano già gran parte delle industrie presenti sul territorio, da quelle del cotone a quelle alimentari, elettriche, chimiche e meccaniche. Solo sfruttando ordinatamente le enormi risorse di cui dispone, il Brasile potrà giungere a ricoprire il ruolo di "leader" nell'America Latina, e di guida verso lo sviluppo economico e sociale del Sud America. Tuttavia, le tensioni politiche interne, nonché la concorrenza attuata da altri Paesi (soprattutto dall'Argentina), rischiano di impedirne il decollo. il Brasile, per superare questi contrasti interni, ha orientato la propria politica estera verso partner commerciali di altre parti dei mondo (Stati Uniti, Giappone), ma in tal modo il Paese, anziché cercare una via di sviluppo autonomo, si rende ancora più dipendente dai Paesi stranieri. A questi problemi economici si sommano quelli legati alle misere condizioni in cui vive la maggior parte della popolazione brasiliana, i quali contribuiscono ad accentuare le contraddizioni
POPOLAZIONE E CITTA'
La popolazione brasiliana è concentrata principalmente sulla fascia costiera atlantica. In contrasto con questa regione densamente popolata, il Nord (bacino amazzonico) è abitato da pochissimi Indios, oggi ancor più ridotti di numero. La capitale Brasilia (1.803.000 ab.) è una città sorta dal nulla. Nel 1955 l'allora presidente del Brasile, approvò un piano di sviluppo in base al quale era necessario abbandonare le città della costa per spingersi nell'entroterra costruendovi la nuova capitale. L'architetto Lucio Costa, allievo di Le Corbusier, fu chiamato a dirigere i lavori che avrebbero portato, nel giro di pochi anni, alla nascita, a 1.200 m d'altitudine, del " simbolo dello spazio". La città ha la forma di un aereo: gli edifici pubblici costituiscono la carlinga, le abitazioni le ali. Tutto è stato realizzato ex novo: il Palazzo del Presidente sorge sulle rive di un lago artificiale e da quella che era una pianura deserta a più di 1.000 km dalla costa si dipartono le arterie che raggiungono tutti i punti più lontani della Nazione, dal Mato Grosso a San Paolo, alla foresta amazzonica. Eppure, anche questo piano di sviluppo della Nazione non ha raggiunto i risultati ipotizzati. Il Brasile infatti non è Brasilia, diventata solo la sede ufficiale del governo nazionale.
Le maggiori città del Paese,. con i loro enormi problemi, si affollano lungo la costa atlantica o nelle sue immediate vicinanze. Le due grandi metropoli di Rio de Janeiro (5.336.179 ab.; 11.100.000 ab. l'area metropolitana) e di San Paolo (9.480 427 ab.; 18.700.000 ab. l'area metropolitana) si spartiscono il potere economico e politico della Nazione. Se Rio è l'antica capitale del Brasile e ancor oggi è il centro degli affari, San Paolo è una città avveniristica, densa di realizzazioni audaci, il vero cuore dell'economia nazionale. San Paolo infatti è il più grande centro industriale dell'America Latina; vi si fabbricano i tre quarti dell'attrezzatura pesante e del materiale elettrico dei Paese e oltre la metà dell'intera produzione industriale nazionale. San Paolo deve inoltre il suo sviluppo e la sua ricchezza alla produzione agricola del caffè ed alle industrie ad essa collegate. Rio de Janeiro non è solo la "capitale del carnevale", il simbolo della samba, il Cristo Redentore del Corcovado, la spiaggia di Copacabana. Indubbiamente nessun'altra città del mondo sorge in un luogo così incantevole; tuttavia, accanto ai grattacieli maestosi, lungo le colline disposte a corona attorno alla città, si distendono le "favelas" della miseria .
RIO DE JANEIRO
Quando l'aereo atterra a Rio si corre il rischio di risentire della nettissima differenza di clima rispetto a quello da poco lasciato in Italia. Si prende contatto con Rio a partire dai quartieri industriali e operai della zona nord: una zona triste, inquinata, non c'è verde. Pazienza, però, la Rio desiderata è quella dei quartieri sud. Si rimane anzitutto incantati dalla sua posizione naturale, perché la baia di Guanabara, lungo la quale si stende Rio, è tra le piú belle del mondo assieme a quelle di San Francisco e Hongkong. Non ci si stancherà di girare in lungo e in largo per Rio a bordo di qualche taxi il cui conducente, gentilmente, lascerà ammirare la città in tutti i suoi diversi aspetti. Il rilievo tormentato conferisce alla regione un aspetto grandioso e spettacolare. Il clima stesso provoca un certo languore, una certa pigrizia, ma pur essendo talora molto pesante non è cosí spiacevole come può esserlo sotto i tropici africani. Esso spinge a vivere dolcemente al ritmo dei caríocas (abitanti di Rio) e a sentirsi felici di vivere. Si apprezzerà subito la gentilezza della gente, il suo bisogno di chiacchierare lunghe interminabili ore davanti a una birra o sulla soglia di una porta. Ma non ci si adombri se le promesse di rivedersi non vengono mantenute, perché i cariocas vivono di amicizie passeggere. Attraverso incontri fortuiti è possibile farsi molti amici, ma con il rischio di perderli altrettanto velocemente. In tutto il Brasile è certo a Rio che si incontrano i tipi fisici piú belli, forse perché vi si sono riunite tutte le qualità necessarie: incroci tra razze diverse, desiderio di piacere, buona alimentazione e valore tonificante della zona balneare. D'estate, nei quartieri in riva al mare si vive praticamente in costume da bagno. Eccezionale la bellezza delle ragazze, le cui languide movenze sembrano abbozzare una samba. Lo sport preferito dal brasiliano è certamente il football, cosicché si deve assolutamente assistere a una bella partita tra le squadre piú famose. Come accade anche in qualche stadio italiano, piú che i giocatori, sono gli spettatori a interpretare uno spettacolo vivo e affascinante (soprattutto nella partita "Fla-Fu" (Flamengo contro Fluminense). A ogni goal si scatena un delirio di entusiasmo, sventolano enormi bandiere con i colori delle squadre, piovono dappertutto carte, talco ecc. Lo stadio piú famoso è il Maracaná, av. Maracaná, a Sáo Cristováo. lo Stadio Maracaná (Estádío Mário Filho), è il piú grande stadio del mondo. Costruito nel 1954 in occasione del quarto campionato mondiale di calcio, con una capienza di 155.000 spettatori arriva a contenerne, in occasione dei grandi incontri, oltre 200.000. Ha un perimetro di 944 m. A lato si trova il Maracanazinho, piccola costruzione circolare, che è una sorta di palazzetto dello sport.
Alto 710 m, il picco del Corcovado è in una posizione tale da essere praticamente visibile da tutti i quartieri. A seconda della posizione del sole, della luminosità dell'aria e del passaggio delle nubi che talvolta lo avvolgono, il Cristo Redentore che si leva dritto con le braccia a croce sulla cima, conferisce alla montagna un aspetto mistico. Di sera il Cristo assume un aspetto imponente, illuminato com'è dalle luci violente dei riflettori, che attirano nugoli di farfalle e insetti. Il modo più pittoresco per arrivarvi è dato da un trenino a cremagliera che passa sopra curiosi ponti a gabbia. Sulla cima, sistemato su una piattaforma, si eleva il Cristo Redentore, alto 30 m, opera dello scultore francese P. Landowski. Da questo punto di osservazione si capisce meglio la topografia di Rio che si offre completamente allo sguardo, maestosa e d'una tranquilla bellezza. Con un solo sguardo si scoprono tutti i quartieri della Lagoa (Ipanema, Leblon, Jardim Botánico e Gávea) e, dietro le montagne, gli ultimi piani dell'hotel Nacional. Si riconosceranno anche i diversi quartieri sulle rive della baia (Botafogo, Flamengo, Glória, il centro) e si avvertirà allora quanto il Pan di Zucchero sia essenziale per il paesaggio. Il Pao de Acùcar è l'immagine stessa della città. Alto più di 395 m., se ne raggiunge la cima mediante due teleferiche.Meraviglioso il panorama su Rio e la sua baia che lo circonda da ogni parte; in evidenza i quartieri di Copacabana e Botafogo, su cui domina il maestoso Cristo del Corcovado.
CON LA COLLA SULLA STRADA
All'inizio degli anni novanta, la popolazione infantile latino-americana toccava i 57 milioni. I ragazzi tra i 5 e i 14 anni erano 102 milioni. In totale, poco più di un terzo di tutta la popolazione è costituito da minorenni. Ogni anno nascono 12 milioni di bambini e ne muoiono 852.000 nella fascia inferiore ai 5 anni di età. Come dire che ogni giorno muoiono 2.334 bambini piccoli, al ritmo di circa 100 ogni ora. Dei sopravvissuti, circa 4 milioni sono in condizioni di denutrizione, fatto che mette una serie ipotetica sul loro sviluppo successivo. Si calcola che attualmente circa 170 milioni di latino-americani vivono in condizioni di povertà assoluta, cioè il 40% della popolazione, e di questi, 75 milioni sono ragazzi minori di 15 anni. In altre parole, si può affermare che praticamente la maggioranza dei bambini latino-americani sono poveri e che la maggioranza dei poveri sono bambini. Circa un milione di minori di 5 anni muore ogni anno per cause in gran parte evitabili. Si calcola che 6 milioni di bambini della stessa fascia di età soffrano in condizioni di denutrizione media e un milione di denutrizione grave. In tutto il continente latino-americano 44 milioni di ragazzi non hanno terminato la scuola elementare e 12 milioni non sono mai andati a scuola. Circa 15 milioni di minorenni, cioè circa un decimo della popolazione nella fascia tra i 6 e i 18 anni, lottano per la propria sopravvivenza in mezzo alla strada. Senza istruzione, senza appoggi familiari e senza nessuna integrazione sociale, nelle vaste aree marginali delle grandi città molti di questi ragazzi sono oggetto di ogni genere di sfruttamento: sul lavoro, nel traffico di droghe, nella prostituzione e nella delinquenza più o meno organizzata. Si stima che circa 30 milioni di ragazzini siano costretti a lavorare per contribuire al magro bilancio familiare. Bambini e bambine di strada, o che stanno per strada. Si chiamano bambini/e "di strada" quelli/e che vivono costantemente o provvisoriamente per la strada rompendo i legami familiari o con altri adulti facenti le veci dei genitori. Si dice che i bambini/e "stanno per strada" quando stanno tutto il giorno lontani da casa per poter aiutare economicamente la famiglia senza che si sia avuta una rottura dei vincoli familiari. Secondo dati dell'UNICEF riferiti a undici paesi latino-americani, in tali paesi dai sette agli otto milioni di minorenni sono bambini/e "di strada", e di essi probabilmente solo l'1% riceve qualche aiuto per i suoi bisogni primari. I paesi con maggiori indici di bambini/e "di strada" sono il Brasile, il Messico, la Repubblica Dominicana, la Bolivia, l'Argentina e il Perù. Nei paesi con grandi concentrazioni urbane gli indici sono più elevati; il fenomeno è più allarmante nelle grandi metropoli come Sao Paulo, Lima, Bogotà e Città del Messico. Vale la pena di ricordare che negli ultimi 30 anni l'indice di urbanizzazione in America Latina è passato dal 49% al 72%.
Tra i bambini brasiliani le droghe più diffuse sono i diversi tipi di inalanti (con prevalenza della colla da calzolaio) che abbondano sul mercato, hanno un prezzo accessibile per i ragazzi di strada e non sono sotto il controllo dei trafficanti di droga perché il loro valore aggiunto non è remunerativo. D'altro canto la maggior parte dei prodotti consumati dai bambini di strada non sono droghe illegali: la vendita di colla è proibita ma non ne è proibito il consumo. Questo peraltro non evita ai bambini la repressione della polizia militare coi suoi interventi pesanti ed arbitrari, e la considerazione dei bambini da parte della pubblica opinione come tossicodipendenti e delinquenti. La vita del bambino di strada non contribuisce a farlo diventare tossicodipendente: lo costringe a mettere in atto una moltitudine di strategie di sopravvivenza, di cui la droga non è un elemento predominante: è assunta in compagnia di altri bambini e soprattutto con una forte connotazione ludica e di sfida verso gli adulti. E' probabile che sviluppino una maggiore dipendenza i bambini che non hanno lasciato il loro ambiente locale o che, i bambini di strada diventino dipendenti dell'alcool o dei farmaci e comunque possano cessare immediatamente di consumare inalanti. Consumare inalanti è dunque uno stile di vita, una strategia temporanea di sopravvivenza, non una patologia, un bisogno di auto distruzione. Perché consumano inalanti? Per sentirsi all'altezza di una impresa che si intende intraprendere, piacevole o pericolosa che sia. Per motivi compensatori: far passare i momenti difficili meglio possibile, lottare contro il nemico. L'inalante non è dunque solo una sostanza che modifica le sensazioni e le percezioni individuali e non è un fine in sé, ma un mezzo che permette al bambino di partecipare alle attività di un gruppo. E il bambino sa dosare in modo deliberato la quantità di prodotto da inalare, in funzione degli effetti che vuole ottenere. Ci sono anche fasi di consumo diverse, ora più rimarcato ora meno, secondo cicli variabili in rapporto alla carriera del bambino di strada. Sembra dunque che mentre le droghe in uso nei paesi del Nord prendono il sopravvento sulla persona e ne determinano la dipendenza, gli inalanti sono sempre sotto il controllo del consumatore. Gli inalanti sono droghe di una classe d'età che si identifica col mondo di strada. Quando questa identificazione cessai essa porta alla diminuzione o all'arresto del consumo di questa sorta di prodotti.

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