globalizzazione

Materie:Riassunto
Categoria:Geografia
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Testo

GLI ELEMENTI DELLA GLOBALIZZAZIONE
FENOMENO COMPLESSO
La globalizzazione è 1fenomeno molto complex grazie al quale il mondo si presenta sempre + come 1 insieme d elementi interconnessi che si condizionano a vicenda e tutti i paesi del pianeta sono legati da una fitta rete di relazioni culturali,economiche e politiche.
LA GLOBALIZZAZIONE DELL’ECONOMIA
La globalizzazione dell’economia vede il predominio mondiale del capitalismo industriale avanzato degli USA,Giappone e Europa occ sul resto del mondo,quindi prevale 1unico modello economico.
Con l’aumento degli scambi internazionali,il ruolo degli organismi internazionali è diventato sempre + importante.Le organizzazioni che raggruppano paesi che si trovano in una stessa area geografica(unione europea)o che affrontano uno stesso problema(opec)hanno oggi un peso sempre maggiore.
Nel campo dell’organizzazione del lavoro,la divisione del lavoro tra impiegati e operai ha fatto si che nascessero strutture + flessibili e in molte aziende l’organizzazione interna di una ditta èha la stessa importanza di un’analisi di un bilancio.(preso come esempio nell’organizzazione il modello giapponese).
Uno dei principali elementi della globalizzazione è il trasporto,che ha avuto la sua rivoluzione negli anni 50 con l’affermazione di nuovi mezzi e tecniche permettendo una riduzione dei tempi e dei costi;l’aereo si è imposto come il mezzo + adatto negli spostamenti e ha contribuito ad accorciare le distanze.
La presenza di paesi produttori d merci ha determinato un aumento degli scambi commerciali che sono aumentati negli ultimi anni e con la nascita del mercato globale finanziario molti stati hanno incontrato difficoltà nell’impostare strategie autonome di politica economica e monetaria e vengono spiazzati dalle rapide e incontrabili fluttuazioni che caratterizzano il sistema delle borse.
Anche il mercato di lavoro si è modificato:nei paesi a nuova industrializzazione si è creata occupazione mentre quelli ad antica industrializzazione cresce la disoccupazione.Inoltre si sono intensificati i flussi migratori di chi è alla ricerca di occupazione.
MUTAMENTI NEGLI EQUILIBRI POLITICI
Dopo la caduta del muro di berlino,si stanno sviluppando fenomeni d integrazione tra paesi che prima erano tra loro distanti ma si stanno anche moltiplicando conflitti su base regionale e locale, e la natura di questi conflitti è difficile da determinare in molti casi a causa delle disegualianza di ricchezza tra diverse regioni o anche per diversa cultura.
SVILUPPO DELLE NUOVE TECNOLOGIE
Una + importante evoluzione è avvenuta nelle telecomunicazioni caratterizzato da trasmissioni sempre +rapide grazie a nuovi mezzi come i satelliti,le fibre ottiche e la posta elettronica.La diffusione dei mezzi telematici consente in tempo reale un collegamento tra le aziende lontane tra loro,e questo ha prodotto una trasformazione della logica localizzazione delle attività produttive con il decentramento delle filiali all’estero,e una ridefinizione della divisione internazionale del lavoro.
Notevole importanza hanno assunto le banche dati,vere e proprie casseforti di informazioni.
Grazie a tutti questi mezzi telematici,si è diffuso 1unico modello culturale,contribuendo all’omologazione culturale,in cui da una parte c’è un marcata standardizzazione dei costumi occidentali e dall’altra la scoperta di molte culture tradizionali.
COMMERCIO INTERNAZIONALE
L’attività commerciale risale al medioevo,fino ad arrivare alla rivoluzione industriale a partire dal XIX con l’accrescimento di materie prime e prodotti energetici.Verso la fine del XIX,per sopperire alla crescente carenza di materie prime necessarie allo sviluppo industriale,si diede inizio alla conquista e allo sfruttamento di nuovi spazi coloniali.
La prima guerra mondiale segna la fine del dominio europeo e l’inserimento nel commercio internazionale degli Usa e nel contempo s’inseriscono nuovi elementi nel sistema del commercio mondiale come:l’adozione di politiche protezionistiche,la preferenza negli scambi a alleati politici e si sviluppano monopoli.
Dopo la 2guerra mondiale,nei paesi +sviluppati si afferma 1economia volta ai consumi di massa,subendo così il commercio internazionale delle modifiche dovute sia all’evoluzione tecnologica nel campo dei trasporti e comunicazioni sia al fattore di decolonizzazione,liberalizzazione degli scambi,un sistema monetario stabile,creazione d organismi sopranazionali ecc
LE LINEE D TENDENZA
La crescita degli scambi internazionali è connessa ad alcuni fenomeni collegati tra loro e con le decisioni prese dalle potenze mondiali come:l’elevato livello dei capitali,l’aumento dell’importanza dell’innovazione tecnologica,la riduzione della competizione dei prezzi e la divisione internaz del lavoro creata all’interno delle multinazionali.
Inoltre vari fattori come la crescente competizione per la conquista del mercato e la sempre maggiore competizione con il Giappone e nuovi paesi industrializzati ha portato alla ripresa di politiche di tipo protezionistico(neo-protezionismo).
Un’altra tendenza è l’affermarsi di un mercato sempre + interconnesso e l’instaurarsi d forme d’integrazione economica sopranazionale.
I POLI DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE
Il commercio internazionale è la principale forma di interazione fra stati,ed anche se è aumentata negli ultimi anni,la struttura del commercio internazionale rimane squilibrata a causa della forte polarizzazione degli scambi attorno alle 3principali potenze.
L’esistenza e le dimensioni degli scambi tra paesi è determinato da.
-posizione geografica,storica,politica e culturale e a seconda delle aree d’integrazione e di dominanza.
Gli stati uniti sono i protagonisti degli scambi internazionali,sono grandi esportatori di prodotti agricoli e prodotti ad alta teconologia.Nonostante gli USA rimangano il principale partner commerciale di molti paesi anche se ultimamente si è manifestato 1 arretramento soprattutto in europa,sud-est asiatico,medio oriente,america latina e soltanto in africa si è avuto un aumento.
Oggi l’area di dominanza statunitense si concentra in america centrale e settentrionale fino a raggiungere l’america latina.1992 è stato stipulato 1accordo commerciale con Canada e Messico(NAFTA)che istituiva 1area d libero scambio e tra Canada e Usa si registra il massimo valore mondiale di scambi bilaterali. Importanti sono anche gli scambi con i paesi di nuova industrializzazione e i paesi del sud-est asiatico e estremo oriente dove xò l’influenza statunitense è contrastata da quella giapponese.
L’aerea di influenza giapponese si è consolidata negli anni 60,anche se la sua costituzione aveva avuto già inizio negli anni 20,essa si estende fino alla costa orientale dell’india e paesi medio oriente.
L’elemento principale della sua espansione è la specializzazione dell’economia giapponese nella produzione di beni di consumo in particolare in trasporti e prodotti di elettronica domestica che esporta in tutto il mondo,dove è dominante rispetto ad altri paesi.Inoltre il Giappone utilizza un vasto spazio per l’approvvigionamento di materie prime.In questi ultimi anni xò sta emergendo con forza l’economia cinese,in cui si penserà che sarà la futura leadership a livello mondiale,grazie anche all’apertura del mercato cinese agli scambi con l’estero.
Oggi l’Ue costituisce il 3polo del commercio internazionale e ha 1importanza maggiore rispetto agli altri 2,xchè domina gli scambi in 1area che si estende alla sezione orientale del continente alla russia,medio oriente e africa.Attraverso la convenzione di Lomè,l’UE ha instaurato rapporti commerciali preferenziali con la maggior parte dei paesi africani e isole del pacifico e carabi.
Un’importanza crescente è stata assunta dalla germania che nel corso degli anni 80 ha conteso agli USA il ruolo d esportatrice mondiale e si è rilevato il vero motore dell’economia europea.La germania è diventata il principale partner commerciale della maggior parte degli stati europei ed è esportatrice d prodotti d medio contenuto tecnologico ma di alta quantità.
LE REGOLE DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE
La realizzazione del GATT e del WTO hanno fatto si che si realizzasse un sistema di commercio internazionale non discriminatorio in cui un paese deve garantire a tutti gli altri membri del WTO lo stesso trattamento commerciale e inoltre le merci e prodotti stranieri devono avere lo stesso trattamento commerciale dei prodotti locali.Quindi queste organizzazioni puntano alla liberalizzazione degli scambi e alla riduzione di tariffe e barriere commerciali .WTO ha stabilito una serie di norme che regolano il ricorso alle azioni necessarie x contrastare:-pratiche d dumping—vendite all’estero effettuate sottocosto;-misure di compensazione—bilanciano i sussidi all’esportazione di alcuni prodotti;-clausole d salvaguardia—restrizioni sulle importazioni d 1prodotto per proteggere 1industria locale
LE COMUNICAZIONI
La necessità d scambiarsi informazioni nacque con la rivoluzione industriale fino ad arrivare oggi con mezzi d comunicazione sempre +avanzati.La rivoluzione +grossa si ebbe con l’invenzione dell’elettricità che permise la velocità d’informazioni come il telegrafo fino ad arrivare al telefono,alla radio,al radiotelegrafo.Nella seconda metà dell’ottocento inoltre si svilupparono i mezzi di comunicazione d massa quali come il quotidiano e negli anni 20 del novecento il settimanale illustrato.Dopo la seconda guerra mondiale,l’aumento degli scambi internazionali e l’aumento dei consumi accrebbe il bisogno d’informazioni.Da qui apparvero nuovi strumenti come la telescrivente e i primi computer;ma fu soprattutto l’invenzione della tv e della rete telefonica gli elementi che diminuirono le distanze tra le varie parti del mondo.
Le conseguenze furono:
-massificazione—paesi lontani tra loro ora molto vicini
-stile di vita uniforme—rispecchia i canoni dell’occidente
-ruolo di lingua universalizzata—come l’inglese
-mercato dell’informazione
MERCATO DEL LAVORO E LA MOBILITà DEI LAVORATORI
Negli ultimi anni la popolazione attiva è aumentata xò questa espansione è geograficamente squilibrata a seconda delle regioni del mondo.Un terzo della popolazione in età lavorativa nei paesi meno avanzati non è occupata,molti xkè studiano,altri nella gestione della famiglia altri xkè impossibilitati a trovare il lavoro,e chi lavora è occupato nel settore primario(60%).Nei paesi sviluppo intermedio circa il 40%della popolazione in età lavorativa è senza impiego e tra gli occupanti,il 35%,lavora in agricoltura.Nei paesi sviluppati anche qui un terzo della popolazione non è attiva,oltre il 60% dei lavoratori trova lavoro nel settore dei servizi mentre in agricoltura solo il 3%.Con l’apertura delle multinazionali in aree a basso costo d manodopera e con l’aumento degli scambi—è destinata ad aumentare le opportunità di occupazione nei paesi a sviluppo intermedio,xò l’aumento dei posti d lavoro non significa l’aumento dei redditi visto che il costo di lavoro è basso.
Su scala mondiale la disoccupazione è del 3%,esso costituisce il problema sociale e economico + rilevante nei paesi industrializzati,specialmente x i giovani.Le prospettive di risoluzione d questo problema stanno nella capacità delle politiche economiche dei singoli stati di investire capitali e attenzione sulla formazione dei giovani e la loro qualificazione professionale.
GLI SQULIBRI ECONOMICO-SOCIALE DELLA GLOBALIZZAZIONE
La globalizzazione dell’economia presenta grandi opportunità d crescita e di sviluppo ma anche grossi squilibri economico-sociale,il divario tra i paesi ricchi e quelli poveri,che è aumentato sempre di +.La povertà è diffusissima,1miliardo d xsone vivono con un dollaro al giorno e non hanno accesso all’acqua potabile,la qualità della vita è a livelli bassissimi(scuola,sanità ecc)e nell’africa a sud del Sahara si trovano la maggior parte dei paesi +poveri del pianeta e dove sono esplosi i conflitti +sanguinosi.Queste situazioni sono collegate ai bassi livelli di reddito,alla produttività al di sotto della media e politiche di mercato del lavoro che mirano a tener basso il costo della manodopera.Questi bassi redditi inoltre non permettono il risparmio e né gli investimenti e questo limita lo sviluppo di nuove opportunità.
Questi squilibri si trovano anche all’interno di uno stesso paese,le aree +povere sono quelle rurali a causa della forte crescita demografica,del clima ecc gli abitanti delle zone rurali percepiscono meno della metà del reddito pro capite degli abitanti delle zone urbane,accedono con difficoltà ai servizi pubblici e si vedono costretti all’emigrazione dall’impossibilità d trarre dalla terra il necessario x vivere.Anche nelle aree urbane,gli esclusi vivono nelle baraccopoli delle xiferie.La popolazione infantile è quella che soffre d +degli effetti del sottosviluppo:-il tasso d mortalità infantile è molto alto nei paesi meno avanzati,molti sono i casi di denutrizione,molti non accedono all’istruzione,inoltre la diffusione dell’AIDS che incide sui bambini sia direttamente sia indirettamente(privandoli dei genitori).Il numero di bambini sulla strada sta crescendo sempre d +
GLI ASPETTI POLITICO SOCIALI
La globalizzazione coinvolge anche gli aspetti dell’organizzazione politica e culturale della società,infatti ha subito una grossa crisi lo Stato nazionale,infatti le domande di benessere vanno oltre la capacità dello stato di soddisfarla,l’esercizio del potere non è sempre trasparente,lo sviluppo economico è rallentato e la sicurezza sociale non è garantita.La globalizzazione infatti tende ad aumentare la complessità dei rapporti plotici e sociali,infatti da un lato si moltiplicano le democrazie,dall’altro aumentano le spinte che contrastano l’integrazione tra gli stati.
La cultura dominante a livello mondiale è quella occidentale che viene adottata dai paesi che vogliono perseguire uno sviluppo economico attraverso l’integrazione dei mercati,questo sta modificando le culture tradizionali d alcuni paesi come l’estremo oriente in cui si tende a uniformarsi a un unico modello.Dall’altra parte si assiste alla rinascita di nazionalismi(territori dell’ex-urss e Iugoslavia dove sono sorti nuovi stati su base etnica) e localismi e al diffondersi di atteggiamenti fondamentalisti (fondamentalismo islamico)

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