GLI INDIANI NAMBIKWARA

Materie:Tesina
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GLI INDIANI NAMBIKWARA

I Nambikwara
Nella stagione delle piogge gli indiani Nambikwara si ritirano su una piccola altura presso un ruscello e costruiscono rozze capanne con rami di palme. Essi riescono a disboscare e coltivare certe zone della foresta. Le donne preparano poi i frutti del raccolto velenosi, come la manioca,per essere mangiati.
Finita la stagione delle piogge, inizia la stagione secca e gli indiani Nambikwara si dividono in gruppi, che vagano nella savana alla ricerca di cibo e selvaggina. Per vivere queste persone costruiscono delle rozze capanne che gli dureranno per due o più giorni. Gli uomini cacciano con grandi archi di legno di palma e frecce di diversi tipi: alcune imbevute di veleno altre con punte più larghe per vari usi.

L’aspetto e l’abbigliamento
Gli indiani Nambikwara sono di statura piuttosto ridotta (1,60 m. media per gli uomini e 1,50 m. media per le donne), hanno la pelle scura, i capelli nero scuro e tratti sul viso piuttosto marcati.
L’abbigliamento delle donne consiste in una cintura di conchiglie legata alla vita, orecchini di madreperla e qualche altro ornamento. Gli uomini invece, come unico paramento hanno un fiocco di paglia legato alla cintura, oltre a questo hanno anche un arco con delle frecce per la difesa. Portano anche una specie di talismano per uso magico.
Tutti i beni dei Nambikwara sono custoditi all’interno di una gerla che le donne custodiscono durante il periodo nomade. Queste gerle sono fatte con dei bambù intrecciati e sono alte fino a un metro e cinquanta centimetri, cioè l’altezza di una persona.
Il tono di voce dei Nambikwara è basso e un po’ sordo.

Vita di gruppo
Gli indiani dell’america del sud dormono in terra, scaldandosi come meglio possono. Il mattino dopo la colazione con gli avanzi della sera, gli uomini partono per la caccia. Le donne e i bambini si bagnano, spesso per gioco e poi si scaldano vicino al fuoco.
Le occupazioni quotidiane subiscono poche variazioni, la preparazione del cibo è quella che richiede più tempo e più cura.
Nelle ore più calde l’accampamento è più silenzioso. I bambini oziano per gran parte della giornata e le ragazze si dedicano alle faccende delle donne.
Verso sera gli uomini tornano dalla caccia, si mangiano gallette e quanto è stato trovato durante la giornata, alcune donne invece vanno a prendere della legna per il fuoco e per la notte.

I bambini
I Nambikwara hanno pochi bambini, la madre porta il bambino a cavalcioni.
Durante gli spostamenti il bambino viene sostenuto da una bandoliera di corteccia. I bambini molto spesso piangono, ma nonostante questo non sono mai puniti e men che meno picchiati.
I bambini vengono spidocchiati dalla madre quando il bambino appoggia la testa sulle sue ginocchia. I pidocchi sono subito uccisi e schiacciati.
Per i bambini l’età dell’ozio finisce ai 10 anni, quando il padre inizia ad insegnargli, le tecniche per costruire armi e per combattere.
Le bambine invece vengono seguite dalle madri e gli vengono insegnate tutte le doti. Sia i bambini che le bambine però si rendono conto ben presto del problema della fame.

Le Bande
Gli indiani Nambikwara hanno una struttura sociale molto fragile: se il capo esige troppo o se è incapace di dare una risposta alle carestie, sorge il malcontento e molte famiglie se ne vanno in cerca di una vita migliore. Quando non ci sono più persone anche il capo se ne va da un'altra parte.
Le bande si creano perché la gente è povera e per vivere deve riunirsi in gruppi.

Il capo e il potere
Presso i Nambikwara non esiste il capo che ha potere ereditario, quando un capo diventa vecchio sceglie il suo successore. Malgrado ciò però tutti devono essere d’accordo sulla scelta, compreso il nuovo capo. Infatti spesso capita che lo stesso nuovo capo rifiuta l’incarico per via delle responsabilità e degli impegni.
Il capo viene creato perché il gruppo ha bisogno di qualcuno di forte che li guidi e li conduca.
Il prestigio personale e la capacità di inspirare fiducia sono i fondamenti del potere della società. Per tutto il tempo il capo è responsabile, egli decide dove andare durante la stagione secca, scegli l’itinerario, organizza la caccia e i rapporti con le bande vicine.
Occorre inoltre far notare che il capo non ha un’autorità ben definita e non è pubblicamente riconosciuto, quindi un malcontento può mettere in serio pericolo la piccola comunità. Il capo può espellere una persona indesiderata dalla comunità solo se sono tutti d’accordo, deve quindi dare prova di essere un sovrano assoluto.

La generosità
Il capo adempisce a questi obblighi attraverso degli strumenti. Il primo è la generosità che nei popoli primitivi è un attributo essenziale del potere. Sebbene il capo non sia privilegiato egli deve avere sotto mano tutte le scorte di cibo e alimenti, cosicché se una famiglia ne ha bisogno egli glielo dà.
L’ingegnosità è la forma intellettuale della generosità, un buon capo deve conoscere i territori frequentati dal suo gruppo, per fare questo deve esserne un frequentatore abituale. Il capo è costantemente in giro alla ricerca di nuovi territori e nuovi posti di caccia e raccolta.

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