Germania

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Testo

La Germania , o Repubblica Federale di Germania, Stato dell'Europa centrale, nato nel 1871, scisso nel 1949 in Repubblica Federale Tedesca, o Germania Occidentale, e Repubblica Democratica Tedesca, o Germania Orientale, riunificato nel 1990. Confina a nord con la Danimarca, a ovest con i Paesi Bassi, il Belgio, il Lussemburgo e la Francia, a sud con la Svizzera e l'Austria e a est con la Repubblica Ceca e la Polonia. Ha come capitale la città di Berlino.
Geografia
 Geografia fisica

Rilievo e idrografia La Germania si estende su tre grandi regioni naturali d'Europa: a sud, le Alpi e l'altopiano bavarese; al centro, la cosiddetta Germania media; a nord, una grande pianura molto uniforme. Il legame fra questi diversi luoghi è costituito dal Reno e dai suoi affluenti.
All'estremità meridionale, dal lago di Costanza al fiume Salzach, si estende la fascia marginale delle Alpi. Le cime più elevate rimangono inferiori ai 3.000 m. Le catene, orientate da ovest a est, sono in parte costituite da rocce calcaree che si elevano con imponenti forme piramidali; tra l'una e l'altra catena si allungano numerose vallate percorse da fiumi provenienti dall'Austria. Ai piedi delle Alpi si stende l'altopiano bavarese, costituito da una fossa colmata da sedimenti dell’era glaciale quaternaria. La Germania media è un territorio assai vario, che si divide in diverse regioni minori: il Reno scorre in una profonda fossa tettonica che, colmata in parte da una serie di sedimenti, costituisce una pianura ampia ai piedi della pittoresca Selva Nera.
Gli antichi massicci della Germania Nord-Occcidentale sono ricchi di minerali,ma è raro il carbone. Le linee di cresta di alcuni massicci antichi corrispondono agli spartiacque, ma l'Elba attraversa la regione di arenarie di Dresda percorrendo una valle pittoresca, profondamente incassata.
La grande varietà dei terreni, il carattere complementare delle piccole unità regionali, l'assenza di ostacoli naturali alle comunicazioni e l'abbondanza di risorse minerarie hanno contribuito a fare di questa parte della Germania la culla della civiltà tedesca (a partire dall' XI sec.).
La pianura settentrionale (bassopiano germanico) è una parte della grande pianura che dai Paesi Bassi arriva fino agli Urali. Il basamento è formato da rocce ricche di sale e di idrocarburi. Il cretaceo forma l'ossatura visibile, ma è ampiamente ricoperto da depositi glaciali.
I grandi fiumi, come l'Elba, scorrono in canali proglaciali. I ghiacciai hanno ricoperto di sabbie estensioni enormi, formando lande o altipiani, chiamati Geest. Sono frequenti le torbiere, soprattutto a ovest.
L'innalzamento del livello marino, provocato in epoca relativamente recente dalla fusione dei ghiacci, ha sommerso parte della costa. Le isole Frisone orientali sono quanto resta appunto dell'antico litorale. L'importanza della costa è data essenzialmente dagli ampi e profondi estuari, anch'essi conseguenza dell'innalzamento del livello marino, dell'Elba, sui quali o in prossimità dei quali sono sorti i grandi porti di Brema e, soprattutto, di Amburgo.
All'interno, come zona di collegamento tra la Germania media e la pianura settentrionale, vi è la regione dei Börde, la quale possiede i terreni agricoli più ricchi del paese (cereali, barbabietola da zucchero). La regione di Berlino corrisponde a un vasto canale proglaciale.
Clima La Germania ha un clima di transizione tra quello oceanico e quello continentale. D'inverno accade abbastanza spesso che a causa di venti provenienti dal continente o dalla Siberia l'intero paese vanga portato a temperature assai basse.
La Germania, durante l’inverno, è soggetta a precipitazioni nevose dovute al fatto che il Baltico, viene ricoperto dai ghiacci e non può quindi esercitare influssi mitigatori. Se i venti irrompono all’interno della nazione, allora la neve cede il passo alla pioggia. D'estate la costa baltica è temperata, il che favorisce lo sviluppo del turismo. Tra le alte e le basse terre vi sono forti scarti termici. Così, nella valle del Reno l'inverno giunge circa quindici giorni più tardi che sugli altipiani ai suoi bordi; viceversa la primavera vi inizia circa quindici giorni prima.
La mezza montagna è un vero serbatoio d'acqua, il che consente l'approvvigionamento idrico della vicina Ruhr.
 Geografia umana
L'eredità storica e la vita quotidiana La Germania è stata per lungo tempo spezzettata, il che ha reso più difficile individuare una reale continuità dell'evoluzione economica e culturale sul territorio attuale.
I massicci antichi, ricchi di minerali, sono stati oggetto di uno sfruttamento intensivo fin dal Medioevo. L'estrazione dei minerali e la trasformazione dei metalli sono state legate anche allo sfruttamento delle foreste e all'utilizzazione dei corsi d'acqua.
Questa tradizione industriale spiega la velocità esplosiva, ma per nulla sorprendente, dell'espansione economica della Germania nella seconda metà del XIX sec. Nacque così tutta una serie di città divenute poi vere e proprie metropoli regionali e addirittura europee (Berlino, Monaco, Francoforte, Hannover, ecc.).
Dopo il 1945 gli Alleati hanno frazionato la Germania per indebolirla; nella Germania Orientale le divisioni amministrative erano i distretti, mentre il regime federale è stato imposto in quella Occidentale e oggi sopravvive questo sistema. Ogni Land ha il suo governo, i suoi ministeri, le sue amministrazioni, il suo bilancio, le sue banche regionali.
Il sistema scolastico è sottoposto al controllo federale, ma la competenza legislativa è dei Länder, per cui gli ordinamenti scolastici sono diversi da un Land all’altro. Grandi sforzi sono stati fatti a livello universitario e oggi la Germania conta 97 università e circa 200 istituti superiori. Il medesimo sforzo è stato compiuto per quanto concerne le biblioteche universitarie.
La Germania occupa un posto di primo piano nel campo dell'editoria, classificandosi quarta dopo Gran Bretagna, Stati Uniti e Giappone per numero di titoli pubblicatim, e conta oltre duemila case editrici. La stampa quotidiana e periodica è in mano dell'impresa privata.
La popolazione Alla vigilia della seconda guerra mondiale il territorio della Germania ospitava diversi milioni di abitanti, ma tale cifra subì un crollo notevole successivamente alle numerose emigrazioni. Dopo un breve periodo di spopolamento, la nazione accolse numerosi profughi, ma nonostante questo massiccio afflusso, si trovò a dover fare appello alla manodopera straniera.
Il coefficiente di natalità è andato continuamente abbassandosi fino al 9,4‰, ed è inferiore a quello di mortalità (10,8‰). Il risultato è un saldo demografico negativo, tale da incidere profondamente sulla struttura della popolazione.
La popolazione tedesca è per oltre l'86% urbana e il motivo di tale forte concentrazione è dovuto essenzialmente alla posizione occupata dalle industrie.
L'agricoltura impiega ormai solo il 4% della popolazione attiva, l'industria ne impiega circa il 40%, per cui il vasto settore terziario dà lavoro a oltre la metà della popolazione attiva.
Come tutta l'Europa, anche la Germania negli anni Novanta si è trovata a dover fronteggiare indici di disoccupazione in crescita.
Le religioni prevalenti sono quella cattolica (40,6%) e quella protestante (41,2%).
La lingua ufficiale è il tedesco, parlato dalla totalità della popolazione, che come seconda lingua adotta l’inglese.
 Geografia economica

Agricoltura Per quanto poggi su antiche tradizioni, l'agricoltura costituisce il settore più debole dell'economia della Germania, sia per il tipo di organizzazione, sia per la scarsa fertilità della superficie coltivata, sia per la netta divergenza di sviluppo tra le due Germanie che oggi è difficile da uniformare.
A Ovest la grande proprietà è molto rara e l’economia si basa soprattutto su aziende a conduzione familiare (e sovente part-time), ma con utilizzazione massiccia di fertilizzanti e fortissima meccanizzazione.
A Est, la campagna subì una complessiva collettivizzazione e la produzione fu progressivamente concentrata secondo unità specializzate di grandi dimensioni, basandosi così sul lavoro di imprese specializzate. Dalla riunificazione è stato però attivato un processo di privatizzazione dei terreni.
La viticoltura, praticata spesso come attività secondaria, raggiunge in Germania l'estremo limite climatico europeo e fornisce per lo più vino bianco pregiato.
Tra le colture specializzate va ricordato il luppolo, la cui raccolta è largamente meccanizzata. Estesamente coltivate sono la barbabietola da zucchero, la colza, il tabacco, il lino e le patate.
La frutticoltura (mele, pere, prugne, albicocche, ecc.) è diffusa soprattutto nella Bassa Sassonia e nelle regioni centrali.
L'allevamento dispone di prati e pascoli permanenti, situati in tutta la nazione. Vengono allevati suini e bovini di razze pregiate (di cui oltre un terzo sono vacche da latte). Il patrimonio zootecnico tedesco conta inoltre un notevole numero di ovini e di animali da cortile, il cui allevamento ha avuto un notevole incremento. Prodotti dell'allevamento sono: latte, burro e formaggio, che coprono completamente il fabbisogno interno e consentono anche una certa esportazione. Si produce anche carne, uova, cuoio e pelli, che alimentano il calzaturificio.
Foreste e boschi ricoprono il 30% della superficie territoriale, e sono particolarmente abbondanti nella parte meridionale del paese. Vengono sfruttati per la produzione di cellulosa, di carta e di legname da opera. La pesca, nelle acque interne e costiere, è pressoché irrilevante, mentre ha notevole importanza quella d'alto mare.
Industria Fulcro della ricchezza della Germania, l'attività industriale è legata allo sfruttamento delle ricchezze minerarie e del patrimonio forestale.
Comunque la localizzazione delle industrie, concentrata fin dal tempo della rivoluzione industriale nei distretti minerari (presenza delle materie prime) o lungo l'asse renano (comodità di trasporti), è ora distribuita abbastanza egualmente su tutto il territorio.
Il petrolio si estrae soprattutto dall'Emsland, presso il confine olandese e nella regione di Hannover: Con il petrolio si estrae anche gas naturale. Alle necessità energetiche fanno fronte le centrali idroelettriche per il 3% ed elettronucleari per il 30%; le centrali nucleari della Germania Orientale, considerate troppo pericolose, sono state chiuse dopo la riunificazione.
Terza potenza mondiale dopo Stati Uniti e Giappone, la Germania copre tutto l'arco dei settori produttivi. I settori dominanti non sono più l'estrazione del carbone e la siderurgia, ma le costruzioni meccaniche, l'elettrotecnica e l'elettronica, l'industria automobilistica, l'industria chimica, l'industria alimentare, l'industria tessile e la confezione.
L'elettrotecnica è il regno di alcuni giganti. La Siemens è una delle cinque «grandi» mondiali del settore. La gamma dei prodotti è assai vasta e va dall’orologio e dall'apparecchio telefonico alle apparecchiature mediche, ai sistemi di trasporto, alle centrali nucleari. La società investe circa un decimo della sua cifra d'affari nella ricerca. La sua sede effettiva è a Monaco.
L'industria automobilistica è dominata da Volkswagen, Audi, Opel, BMW (Bayerische Motoren Werke), Ford e Porsche.
La chimica è dominata dalle tre «grandi»: BASF (Badische Anilin und Soda-Fabrik), Bayer e Hoechst, ma esistono altre società più piccole che svolgono un ruolo non indifferente.
La concentrazione finanziaria è molto minore nel settore dell'industria alimentare, che è comunque molto attiva e assicura circa un decimo della cifra d'affari dell'industria tedesca occidentale. Accanto alle grandi fabbriche di birra, presenti soprattutto in Baviera, e ai grandi zuccherifici, si possono citare un paio di marche conosciutissime: Hag (caffè) e Bahlsen (biscotti).
L'industria tessile e della confezione presentano una struttura analoga: si tratta infatti di un'attività già assai diffusa alla fine del medioevo in relazione con l'allevamento ovino e la coltura del lino.
Nella regione orientale, dopo la riunificazione, sono rimaste poche imprese competitive: apparecchiature scientifiche, cavi elettrici, locomotive, cantieri navali, tessile, materie plastiche, coloranti, fibre, agroalimentari.
Terziario Anche il settore dei servizi è più sviluppato nelle regioni occidentali rispetto a quelle orientali, dove invece proliferano le attività di commercio al dettaglio e di terziario povero. Grande importanza hanno assunto soprattutto i servizi bancari, finanziari e assicurativi.
Il turismo è sviluppato, ogni anno visitano la Germania 14 milioni di persone, ma soprattutto di passaggio. Sono inoltre diffuse le strutture di ricezione extralberghiere quali i castelli attrezzati, i villaggi vacanze e i bungalow, le fattorie, gli ostelli della gioventù e i campeggi.
Trasporti I trasporti nella Germania sono assicurati (soprattutto nella parte occidentale) da una fittissima rete di ferrovie, strade e autostrade, fiumi e canali navigabili. La principale via d'acqua è costituita naturalmente dal Reno.
La rete stradale ha uno sviluppo di oltre 230.000 km, dei quali la maggior parte sono autostrade.
La flotta è ancora insufficiente ad assicurare totalmente il considerevole commercio estero marittimo che passa per i porti tedeschi occidentali.
Assai sviluppati sono pure i trasporti aerei: la compagnia di bandiera (Lufthansa) è una delle maggiori compagnie aeree del mondo e l'aeroporto internazionale di Francoforte è non soltanto il più importante del paese, ma anche uno dei più attivi d'Europa.
Commercio La Germania (ai primissimi posti nel commercio mondiale) ha sviluppato una fitta rete di scambi soprattutto con gli altri paesi dell'Unione Europea, con gli Stati Uniti e il Canada, ma negli ultimi anni è aumentato l'interscambio con la Russia e con i paesi dell'Europa orientale. Le esportazioni superano le importazioni.
Storia
 L'età romana
I Romani designavano col nome di Germania la parte dell'Europa centrale limitata a nord dal mare del Nord e dal Baltico, a est dalla Vistola, a sud dai Carpazi e dal Danubio, a ovest dal Reno. Corrispondente all'odierno territorio della Germania, della Boemia e della Polonia occidentale, era abitata da molte tribù complessivamente designate con il nome di Germani.
Paese di immense foreste e di grandi estensioni paludose, la Germania colpì di stupore i Romani, quando vi penetrarono, con la sua vastità non meno che con il numero e la varietà delle popolazioni, costituite da guerrieri e da lavoratori della terra e divise in piccoli popoli isolati, nemici fra di loro e costantemente in guerra. Crocevia naturale di grandi migrazioni, la Germania, dall'età del bronzo fino al X sec. d.C., fu occupata o traversata da numerosi popoli e continuamente soggetta a rimescolamenti etnici conseguenti alla dislocazione dei gruppi indigeni.
Per più di tre secoli i Romani tentarono, spesso riuscendoci, di conquistare i territori della Germania, ma con il passare del tempo il loro dominio si affievoliva e tali possedimenti ritornavano “liberi”.
L'anno 378 segnò la fine delle operazioni romane oltre il Reno; verso il 394 la prefettura delle Gallie fu trasferita da Treviri ad Arles e la frontiera renana fu abbandonata.
Tuttavia, nonostante il crollo del sogno augusteo di una grande Germania romana che avrebbe dovuto avere il suo centro a Colonia, la regione fu intensamente romanizzata dall'esercito con la costruzione di strade, acquedotti, monumenti e lo sfruttamento di miniere e di cave. I frequenti movimenti di truppe lungo la via del Danubio fecero penetrare in Germania influssi orientali, religiosi (culto di Mitra), artistici e artigianali (scultura e arte vetraria).
 Le origini dell'Impero
La storia della Germania o piuttosto, sino alla formazione di uno Stato vero e proprio, dei popoli germanici, iniziò quando, sotto la pressione di genti asiatiche venute dall'Est, i barbari Germani penetrarono nell'Impero installandosi sulle due rive del Reno e cancellando rapidamente ogni traccia di influsso romano.
Nel periodo compreso tra il regno di Clodoveo e quello di Carlo Magno, popoli germanici (Alamanni, Sassoni, ecc.) ricevettero molti elementi della civiltà dei Franchi; questo processo accelerò anche la loro conversione al cristianesimo.
Con Carlo Magno i Germani acquistarono una maggiore coesione. La loro spontanea o forzata cristianizzazione contribuì a gettare le prime lontane basi di un'unità nazionale germanica, staccando i Germani sottoposti alla dominazione franca da quelli di uguale origine stanziatisi nelle zone dell'Europa settentrionale, e fornendoli di un'organizzazione amministrativa che sopravvisse all'unità politica.
 Organizzazione politica della Germania medievale
I poteri del sovrano tedesco furono sempre variabili sia per l'ampiezza dei territori su cui si estesero nel corso dei secoli, sia per quanto riguarda i concreti contenuti della sovranità. Infatti la corona di Germania, legata a quella d'Italia e a quella imperiale, venne poco per volta a dipendere non solo dai signori tedeschi, ma dai feudatari italici e soprattutto dal Papa e da altri sovrani europei che potessero condizionare in qualche modo l'elezione imperiale.
Se variabile fu l'estensione dell'Impero tedesco, costantemente debole fu il potere del sovrano che non poteva neppure levare imposte o truppe senza il consenso della dieta che si riuniva annualmente. La dieta si divideva in tre collegi o curie: degli elettori, dei principi dell'Impero e delle città imperiali. Le sue decisioni erano, d'altronde, sempre contestate se non si realizzava l'unanimità, non avendo mai potuto prevalere il principio del voto maggioritario.
In ogni caso sotto il regno di Ludovico IV (1314-1347), i principi elettori riuniti nella dieta di Rhens affermarono che se il papa rifiutava il titolo d'imperatore al re da loro eletto, questi lo sarebbe stato ugualmente.
Altro elemento che regolò l'elezione imperiale fu la Bolla d'oro del 1356. Il papa continuò a officiare la cerimonia dell'incoronazione a Roma, fino all’elezione di Federico III, dopo di che gli imperatori venivano incoronati mediante una cerimonia “regia”.
La complessità, eterogeneità ed inefficienza di questa assemblea erano aggravate da altre particolarità: in essa sedevano principi «personalisti», che non avevano alcun possesso territoriale nell'ambito dell'Impero, mentre altri elementi non avevano diritto né di voto né di presenza. Tutto ciò indusse l'imperatore Massimiliano I a tentare alcune riforme, ma con scarso consenso e successo ancora meno avidente.
Gli Stati principeschi o ecclesiastici cercarono d'aumentare la loro indipendenza e la loro estensione territoriale a spese dell'Impero, le città con statuti municipali sempre più larghi si trasformarono in autentiche repubbliche urbane amministrate da consigli di mercanti; i cavalieri, infine, utilizzarono la loro immediatezza feudale rispetto all'imperatore al solo scopo di non essere assorbiti dai loro più potenti vicini. Così, poco alla volta, istituzioni regie si vennero sostituendo alle vacillanti istituzioni imperiali.
 L'influenza della Riforma
Fu in un ambiente favorevole che Lutero lanciò le sue 95 tesi (31 ottobre 1517), dando il via a uno dei più profondi rivolgimenti politico-religiosi della storia dell'intera Europa, oltre che della Germania.
Le lotte religiose nate dalla Riforma, infatti, così impregnate di problemi politici e sociali, posero in crisi la stessa autorità dell'imperatore rafforzando il territorialismo dei principi e nello stesso tempo fornirono agli abitanti della Germania un ideale comune: la lotta contro il papato e la Chiesa cattolica. Creando un efficace mezzo di espressione, il tedesco moderno in cui tradusse la Bibbia, Lutero contribuì potentemente alla nascita del sentimento nazionale tedesco.
Nel 1555 la pace d'Augusta sanzionò, con la formula l'assolutismo dei principi. Ormai sovrano d'una Germania divisa sia in religione sia in politica, l'imperatore non poté più pretendere il controllo sulle questioni degli altri paesi, in un momento in cui gli altri capi di Stato europei vedevano facilitati i loro interventi negli affari tedeschi. Per di più, la pace d'Augusta non pose fine agli scontri religiosi, giacché solo il luteranesimo aveva ricevuto diritto di cittadinanza in Germania.
A ciò si aggiunse nella seconda metà del XVI sec. la diffusione di una nuova forma di protestantesimo, il calvinismo. Adottato in particolare dall'elettore palatino, esso non beneficiò che di una semplice tolleranza e fu esposto agli attacchi della Controriforma, vittoriosa nella Germania del Sud.

 Bismarck

Nella seconda metà del 1800, apparve sulla scena politica, come primo ministro di Prussia, Otto von Bismarck. Conservatore, di profonde convinzioni monarchiche ma realista di grande lucidità, Bismarck portò a compimento, in meno di dieci anni, quell'unificazione di cui si era discusso per mezzo secolo. L'obiettivo della sua politica (instaurare l'egemonia prussiana e scacciare l'Austria dalla Germania) fu raggiunto per mezzo della diplomazia e dell'esercito, il quale, ben riorganizzato, collaudò la propria efficienza nelle guerre contro la Danimarca e poi contro l'Austria. Poiché quest'ultima potenza acconsentì a disinteressarsi delle questioni tedesche, Bismarck organizzò, sotto l'egemonia della Prussia, una confederazione della Germania del Nord, con un Reichstag (capo dello Stato, assolutista) eletto a suffragio universale. La presiedeva il re di Prussia, coadiuvato da un cancelliere, Bismarck, la cui politica ricevette l'appoggio di tutti i nazionalisti tedeschi.
Bismarck riuscì a far accettare la sua politica prussiana e assolutista anche dagli industriali liberali, promettendo loro quell'unità nazionale di cui avevano bisogno. Facendo leva sul Lassalle, tentò perfino di conciliarsi, mediante l'introduzione del suffragio universale limitato agli uomini, il movimento operaio socialista che cominciava allora a organizzarsi.
La vita della confederazione della Germania del Nord fu breve (circa dieci anni).
La guerra, dichiarata dalla Francia, assunse per il popolo tedesco il carattere di una difesa contro le pretese di Napoleone III. Le grandi vittorie del 1870 permisero di completare l'opera di unificazione. I sovrani tedeschi del Sud s'inchinarono alla forza prussiana e proclamarono re Guglielmo I di Prussia imperatore tedesco.
Questo fu il periodo noto come I Reich.
 L'Impero tedesco (II Reich)
Sotto l'Impero bismarckiano e guglielmino, la Germania, popolata e ricca, divenne una delle più forti potenze mondiali.
I primi anni furono dedicati al perfezionamento delle istituzioni, che lasciarono ai ventisei Stati le loro dinastie e le loro assemblee, senza tuttavia rinunciare a un'Assemblea nazionale, che, eletta per la prima volta nel marzo 1871, votò la costituzione del 20 aprile.
Bismarck, cancelliere dell'Impero, diresse la diplomazia. L'organizzazione militare, le poste, la moneta divennero comuni a tutti gli Stati, che delegarono una parte delle proprie competenze amministrative al Consiglio federale, composto da rappresentanti dei vari Stati.
La questione delle prerogative della Chiesa cattolica in terra tedesca, d'altra parte, fece sorgere una lunga e violenta disputa tra Bismarck e i cattolici. Dopo aver fatto votare le leggi laiche dette «leggi di maggio», il cancelliere ritornò a una linea più moderata e, a partire dal 1880, si riconciliò col Vaticano.
L'anno 1878 segnò l'inizio di un nuovo periodo. Furono votate leggi protezionistiche e leggi eccezionali contro i socialisti. Il partito socialista tedesco, ora sotto la guida della frazione marxista, aveva realizzato la sua unità ed i suoi crescenti successi elettorali inquietavano Bismarck. Pertanto, egli decise di frantumarlo con la forza, promuovendo contemporaneamente un certo numero di riforme (assicurazioni contro la vecchiaia, gli infortuni sul lavoro e le malattie) che sperava avrebbero accontentato gli operai. Ma il partito socialdemocratico tedesco resistette alla prova delle leggi eccezionali e la sua azione continuò a svilupparsi.
Sul piano internazionale, Bismarck si sforzò di consolidare la sua opera mediante il patto dei Tre imperatori, ma una politica troppo audace in Oriente frantumò i contatti amichevoli con la Russia. Consapevole del pericolo di avere la Russia nemica, cercò peraltro di conciliarsela, rinnovando il vecchio patto dei Tre imperatori in un formale trattato. Ma la Russia, i cui interessi erano opposti a quelli della Triplice nei Balcani, finì per cercare nuove alleanze altrove.
Nel 1890, con la caduta di Bismarck, iniziò un nuovo regno. Nessuno dei capi di governo che seguirono svolse un'azione personale paragonabile a quella di Bismarck, poiché di fatto l'imperatore impose loro la sua politica.
 Hitler e il III Reich ( 1933 - 1945 )

Dopo un lungo periodo di fortissime crisi e soprattutto dopo le ingenti somme di denaro da pagare in seguito alla prima Guerra Mondiale, la Germania rivive con l’avvento al potere di Hitler e con il III Reich.
I nazisti giustificavano le loro violenze e le loro misure eccezionali col pericolo d'una rivoluzione comunista. L'incendio del Reichstag (27 febbraio 1933) fu attribuito al partito comunista che venne messo fuori legge; i suoi membri furono rinchiusi a migliaia in campi di concentramento, assieme a socialisti, democratici, cattolici ed ebrei: un numero grandissimo vi perse in seguito la vita.
Frattanto il Reichstag votò il 23 marzo 1933 i pieni poteri a Hitler, che completò rapidamente la distruzione del parlamentarismo e instaurò una dittatura in cui i deputati non avevano più che una funzione decorativa. Il cancelliere ebbe come sostegno il partito nazionalsocialista (il solo partito ammesso), i cui organi si affiancavano, in tutti i gradi, e condizionavano quelli della vecchia amministrazione dello Stato e i cui poteri, praticamente illimitati, rendevano nulle le garanzie legali ancora in vigore. Per conservare l'appoggio dello stato maggiore, Hitler sacrificò gli estremisti del suo partito. Infine, la morte di Hindenburg (2 agosto 1934) permise a Hitler di diventare anche capo dello Stato.
In quel medesimo periodo il riarmo tedesco venne sempre più apertamente intensificato; si aprirono grandi cantieri di costruzione e, dopo la soppressione dei sindacati, si inquadrarono i lavoratori nel Fronte del lavoro, un organismo a struttura corporativa e paramilitare. Mediante il servizio obbligatorio del lavoro di sei mesi, la gioventù fu sottoposta a una rigorosa disciplina in campi appositamente creati.
Fin dal 1935, minacciando di ricorrere alla forza, Hitler ottenne successi diplomatici che consolidarono la sua dittatura.
L'accordo navale anglo-tedesco (18 giugno 1935) permise la rinascita della flotta tedesca; fu ristabilito inoltre il servizio militare obbligatorio (16 marzo 1935), dopo di che Hitler, superando le esitazioni dei generali che temevano una reazione francese, fece entrare le sue truppe nella Renania smilitarizzata. Infine, egli si avvicinò all'Italia di Mussolini, con il quale costituì l'asse Roma-Berlino (ottobre 1936). Ebbero allora inizio le annessioni che condussero alla seconda guerra mondiale.
Hitler realizzò dapprima quella dell'Austria, preparata con l'aiuto del partito nazionalsocialista austriaco. L'occupazione (12 marzo 1938) di questo paese non fu che la prima tappa verso la costituzione di una Mitteleuropa tedesca.
Poiché in pratica l'Inghilterra e la Francia non reagirono, il Führer reclamò e impose con gli accordi di Monaco lo smembramento della Cecoslovacchia con relativa annessione tedesca del territorio dei Sudeti. Nel marzo 1939 egli obbligò il governo cèco a dimettersi. Infine, avendo per obiettivo immediato l'occupazione del corridoio di Danzica, fece invadere la Polonia. Mentre questa veniva rapidamente piegata dai Tedeschi (settembre 1939), i Russi ne occupavano la parte orientale. A seguito di questa aggressione si provocò l'intervento degli alleati della Polonia e la seconda guerra mondiale.
 La seconda guerra mondiale

Dopo i fulminei successi iniziali, la guerra all'URSS (dichiarata il 22 giugno 1941) impegnò Hitler in una campagna che, nonostante le vittorie, gli fu fatale.
Mentre lo sforzo bellico si intensificava, la dittatura diveniva sempre più opprimente: le risorse in uomini e in materiali della Germania e dei paesi occupati furono mobilitate; il paese venne trasformato in un immenso campo di lavoro nel quale milioni di stranieri erano obbligati a prestare la loro opera. Ogni opposizione venne stroncata con la forza. In Polonia i nazisti eliminarono più di 4 milioni di ebrei. Su tutta l'Europa occupata regnavano la Gestapo, le SS (Schützstaffeln) e i servizi tedeschi di requisizione.
Intanto la resistenza al nazismo si veniva organizzando in tutta l'Europa occupata; gruppi di partigiani si formarono nelle regioni meno accessibili, a cominciare dalla Iugoslavia. Contro di essi i Tedeschi fecero ricorso alle rappresaglie collettive, alle fucilazioni di ostaggi e alle deportazioni in massa nei campi di concentramento.
Dopo la battaglia di Stalingrado (conclusasi nel gennaio 1943) e l'apertura del secondo fronte (6 giugno 1944), la situazione della Germania divenne critica. Ciò nonostante, Hitler si rifiutò di trattare.
Un gruppo di ufficiali e di civili capeggiati dal generale Beck e dal Goerdeler decise allora di eliminarlo, con l'obiettivo di arrestare la guerra almeno sul fronte ovest; ma il Führer sfuggì miracolosamente alla bomba che avevano deposto nel suo quartier generale (20 luglio 1944). Nell'inverno del 1944-1945 il paese, invaso, subì terribili bombardamenti. Hitler scomparve con i suoi ultimi fedeli (suicida, senza dubbio) alla fine dell'assedio di Berlino, il 30 aprile 1945; infine, l'8 maggio, l'esercito tedesco si arrese agli Alleati senza condizioni.

Costituzione
L'ordinamento della Germania riunificata (1990) è di fatto quello della Repubblica Federale.
Quindi, il potere legislativo spetta congiuntamente al Bundestag (camera dei deputati) e al Bundesrat (consiglio federale). Il Bundestag è costituito da 662 membri eletti ogni 4 anni a suffragio universale e diretto. Il Bundesrat è formato da 69 membri dei governi regionali, in proporzione alla popolazione di ogni Land. L'organo esecutivo è il governo federale, costituito dal cancelliere eletto dalla camera dei deputati su proposta del presidente della repubblica, e dai ministri, eletti dal presidente della repubblica su proposta del cancelliere. Sono competenza del governo federale, fra l'altro, la politica estera e la difesa.
Capo dello stato è il presidente della Repubblica, eletto da un'assemblea composta dai membri della camera dei deputati e da un egual numero di membri eletti secondo il sistema proporzionale dai parlamenti dei singoli Länder, e dura in carica 5 anni. La federazione riunisce 16 Stati o regioni con propri organi legislativi ed esecutivi a larga autonomia, i quali sono composti da distretti amministrativi, a loro volta divisi in circondari, a loro ripartiti in più comuni autonomi.

Letteratura
Finché il territorio di parlata tedesca coincide pressappoco coi confini del Sacro romano impero tedesco, si parla d'una sola letteratura tedesca; ma quando nel XIV sec. i cantoni svizzeri di lingua tedesca diedero inizio alla formazione d'una nuova nazione, e poi nel XIX sec. anche l'Austria diventò uno Stato indipendente, le letterature della Svizzera tedesca e dell'Austria assunsero caratteri loro propri. Occorre tuttavia tener conto delle opere che esse hanno prodotto per avere un quadro completo della letteratura di lingua tedesca; certi scrittori svizzeri e austriaci hanno esercitato infatti, sullo sviluppo delle lettere in Germania, un'influenza tale che i loro nomi devono esser citati in uno studio della letteratura tedesca anche se a rigore non appartengono a essa.
 L'età contemporanea

Con l'avvento del totalitarismo nazista nel 1933 tutta la migliore cultura letteraria e artistica fu messa al bando come «arte degenerata»; molti scrittori presero la via dell'esilio, anzi la migliore letteratura tedesca dopo il 1933 è opera di esuli.
Negli anni immediatamente successivi al 1945 sono numerose le testimonianze sulla guerra, sempre critiche, spesso ironiche o più impegnate, che pongono in particolare il problema dell'obbedienza a ordini in contrasto con la coscienza morale del combattente. Le conseguenze materiali e morali del conflitto costituiscono il tema dei racconti di Heinrich Böll. Poi la descrizione brutale della miseria e dello smarrimento morale lascia il posto a una sorta di «realismo magico» in cui fatti reali e immaginari compongono un universo assurdo Elisabeth Lang-gässer.
Arte
Le notevoli tracce dell'occupazione romana in Germania, particolarmente importanti a Treviri, vanno configurate nella produzione gallo-romana. È inoltre difficile, nello svolgimento dell'arte in Germania, tenere distinti gli apporti propriamente germanici da quelli austriaci.

 L'età contemporanea
Nella Germania del secondo dopoguerra anche per il mondo artistico si assiste a una diversificazione tra Est e Ovest.
In quest'ultima significativa è la rinascita della tradizione realista, in numerose varianti: il discorso della Nuova oggettività viene ripreso con tecniche che ricordano la pop- art, ma sostanzialmente fedeli alla poetica dell'immagine «fredda», dell'atmosfera rarefatta e impersonale.
Nella Germania Orientale, invece, il «realismo socialista» ha acquistato particolare vigore, nutrendosi della tradizione dell'arte impegnata fiorita tra le due guerre e giovandosi di un accurato supporto critico che ricerca le radici culturali e sociali della Nuova oggettività, dell'espressionismo, del realismo borghese; tipica per l'aderenza naturalista, la grande padronanza dei mezzi tecnico-formali e la coscienza storica.
Nella nuova situazione della Germania riunificata avanguardia e realismo socialista, provocazione e tradizione si sono quindi confrontati da vicino, stimolando nuove soluzioni e mettendo a nudo le vecchie contraddizioni. Questa intensa attività artistica è messa in evidenza ogni quattro anni dai Documenta di Kassel, esposizione che compie un'ampia panoramica sulla produzione tedesca e internazionale.

Musica
Dalla fine del Settecento la musica tedesca si pose, nei vari generi, all'avanguardia dello sviluppo musicale europeo. Nel campo sinfonico Beethoven, erede delle esperienze di Mozart, aprì la via a una nuova concezione della forma, mentre i suoi allievi si mostrarono più fedeli ai modelli classici.
Nel sinfonismo romantico tedesco sono presenti due correnti di gusto ben distinte. La prima, comprendente Schumann, Brahms e personalità minori, pose l'accento sui puri valori formali, perseguendo l'ideale di un «classicismo romantico» nel quale l'ampliamento delle strutture compositive, delle funzioni tonali e della tecnica orchestrale coesisteva con un forte senso dei valori della tradizione. La seconda, cui appartennero Liszt, Richard Strauss, esponenti di una sorta di «realismo romantico», mirò invece ad affidare al linguaggio strumentale l'espressione di contenuti extramusicali, letterari, pittorici, simbolici, su una linea di gusto già propria alla musica a programma.
BIBLIOGRAFIA
 AUTORI VARI, Enciclopedia Rizzoli Larousse 2001, alla voce Germania, Copyright RCS, Libri S.P.A., Edizione 2001
 Direzione ANGELO SOLMI, Enciclopedia Multimediale Universale a colori Larousse, alla voce Germania pp 214 a 221, Nuovo Istituto d'Arti Grafiche, Bologna, 1990
 AUTORI VARI, Grande Enciclopedia 20, alla voce Germania pp 341 a 368, Istituto Geografico DeAgostini S.P.A., Officine Grafiche Novara, 1976
 AUTORI VARI, Atlante Geografico Illustrato, pp 40 a 41 voce Germania (cartina), Isituto Geografico DeAgostini S.P.A., Novara, 1996
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Esempio



  


  1. marco calcina

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