Geografia economica

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Testo

STRUMENTI DELLA GEOGRAFIA UMANA DELL’EUROPA
Gli strumenti della geografia sono diversi:
- punti cardinali, latitudine, altitudine, meridiani e paralleli, scala
- classificazione delle carte geografiche (politiche, fisiche, tematiche)
- grafici come i diagrammi, gli istogrammi e la torta;
- indicatori demografici ed economici;
I punti cardinali sono di 4 tipi: il nord conosciuto anche come settentrione; il sud conosciuto come meridione; est conosciuto come oriente; ovest conosciuto come occidente.
La LATITUDINE è la distanza tra un punto sulla superficie terrestre e l’equatore espressa in gradi di angola. Si distingue tra Nord e Sud rispetto all’equatore.
La LONGITUDINE è la distanza tra un punto sulla superficie terrestre e il meridiano di Green Wight. Si distingue tra Est e Ovest.
L’ALTITUDINE è la distanza tra un punto sulla superficie terrestre e il livello del mare.
I MERIDIANI sono le linee rette immaginarie che uniscono 2 poli.
I PARALLELI sono le linee rette equidistanti in ogni suo punto dell’equatore.
L’ EQUATORE invece è la circonferenza del pianeta equidistante dei poli.
La SCALA è un rapporto di proporzione tra la distanza riportate sulla carta geografica.
Di carte geografiche ce ne sono di 3 tipi:
1) CARTA POLITICA è la suddivisione di un continente in Stati oppure di un Stato in regioni.
2) CARTA FISICA è la rappresentazione della forma e della altitudine della superficie terrestre e delle profondità dei mari.
3) CARTA TEMATICA è la rappresentazione della diversa intensità di determinati aspetti come quelli economici, demografici e sociali.
I grafici sono rappresentazioni grafiche su determinati aspetti.
L’ISTOGRAMMA è un tipo di grafico formato da colonne che misurano la grandezza di un determinato fenomeno.
La TORTA è un altro tipo di grafico che è formato da cerchi suddivisi in settori di diversa ampiezza che misurano la distribuzione di un certo fenomeno.
In fine il DIAGRAMMA è una rappresentazione in un piano cartesiano dell’andamento di un determinato fenomeno.
Gli INDICATORI assumono significato sole se sono confrontati con i valori che c’erano nel passato e con i valori che ci sono nel presente.
Alcuni tipi di indicatori sono:
- la popolazione che indica il numero di abitanti presenti in un determinato territorio dello Stato in un determinato momento individuato dal CENSIMENTO;
- la densità di popolazione è il rapporto tra popolazione e superficie;
- il tasso di natalità è il rapporto tra numero di nati vivi nell’anno e la popolazione;
- il tasso di mortalità è il rapporto tra il numero di morti e la popolazione;
- il tasso di incremento demografico è il risultato del n° di vivi – il n° dei morti;
- il saldo naturale è il risultato dei n° di nati vivi – in n° dei morti;
- il saldo migratorio è il risultato dei immigrati – gli emigrati
- il saldo demografico è il saldo naturale + il saldo migratorio
- fertilità è il numero di figli partoriti in media delle donne durante tutta la loro unità.
Gli INDICATORI ECONOMICI sono ad esempio il P.I.L. e l’ I.S.U.
Il P.I.L. è il prodotto interno lordo più precisamente è la somma del valore espresso in euro oppure in dollari USA di tutti i beni finali acquistati in un anno dalle famiglie (consumi) delle imprese (investimenti), dallo Stato (spesa pubblica) e dal resto del mondo (esportazioni ed importazioni) e che sono stati prodotti e venduti dalle imprese di un determinato paese.
L’ I.S.U. (indice di sviluppo umano) è un indice composto dalla media di 3 indici:
- PIL prodotto-pro capito
- Speranza di vita (in anni)
- Alfabetizzazione (% persone che hanno fatto gli studi)
UNIONE EUROPEA
1- EVOLUZIONE EUROPEA
1° periodo di evoluzione delle origini 476 d.C.
La popolazione europea cresce lentamente grazie soprattutto ai progressi realizzati durante l’epoca dell’Impero Romano
2° periodo Medioevo (dal 476 al 1942)
La popolazione europea subisce una diminuzione a causa della caduta dell’Impero Romano d’Occidente provocato dalle invasioni barbariche che portava frammentazione politico, diminuzione di commerci, epidemie e guerra.
3° periodo: scoperte geografiche della 2° rivoluzione industriale
La fortissima crescita della popolazione europea è stata realizzata grazie:
1) alle ricchezze derivanti dagli imperi coloniali dell’Inghilterra, della Francia, della Spagna, del Portogallo e dell’Olanda
2) ai progressi tecnologici della Rivoluzione Industriale infatti c’e un miglioramento della medicina e dell’alimentazione
4° periodo: XX secolo
La crescita della popolazione ha compensato i 2 temporanei cali delle guerre mondiali.
Oggi la popolazione europea tende a essere stabile. Oggi la popolazione europea tende a essere stabile a causa della diminuzione del tasso di natalità.
2-DISTRIBUZIONE DELLA POPOLAZIONE EUROPEA
Densità della popolazione dell’intero pianeta è di 42 ab/km2
Densità della popolazione europea 64 ab/km2
Densità della popolazione italiana 189 ab/km2
L’Europa è una più densamente popolata della media del pianeta con alcune aree molto densamente popolate.
Le aree più densamente popolate sono:
- in Italia: la Pianura Padana e le coste,
- in Francia: l’area parigina e la costa azzurra
- in Germania: la Valle del Reno e la Baviera
- in Regno Unito: l’Inghilterra
- in Polonia: in Slesia
- nell’Europa orientale: le aree di Budapest e del Belgrado
- in Spagna: l’area di Madrid, la Costa Brava
3-DIFFUSIONE DELLE LINGUE PARLATE IN EUROPA
Le lingue più usate sono quelle indoeuropea che le possiamo suddividere in neolatine (italiano, francese, spagnolo, portoghese, rumeno) poi anglosassoni (inglese, tedesco, danese, norvegese, suedese, fiammingo) slave( russo,polacco,ucraino,sloveno,croato)
Ci sono altre lingue come il greco, il basco, finlandese, ungherese.
4- DIFFUSIONE DELLE RELIGIONI IN EUROPA
In Europa si diffuse il cristianesimo che viene distinto in 3 tipi:
- Cattolici: nell’Europa mediterranea
- Protestanti: nell’Europa settentrionale
- Ortodossi: nell’Europa orientale.
La religione cattolica-cristiana è la prima interpretazione in ordine cronologico e ha un carattere fondamentale che è la comunità.
La religione protestante nasce nel 16° secolo con la riforma di Martin Lutero che possiede 2 fondamenti: CAPITALISMO (sottolinea l’importanza del risparmio e del lavoro) e della DEMOCRAZIA (sottolinea l’importanza delle decisioni collegiali.
La religione Cristiano-Ortodossa ha un’interpretazione autonoma della vita di Cristo scelta dall’Impero Romano d’Oriente.
5-SITUAZIONE POLITICA EUROPEA DEL XX SECOLO
Nel 20° secolo gli stati non sono tutti uguali infatti ci sono Stati Totalitari in cui chi comanda si basa su forze militari e fa tutto quello che vuole indipendentemente se il popolo da il consenso o no infatti i cittadini sono esclusi dalle scelte politiche in quanto non hanno il potere di voto.
Stati Democratici in cui chi comanda si basa sul consenso della maggioranza dei cittadini che partecipano alle scelte politiche attraverso il diritto il diritto di voto che esercitano nelle elezioni e nei referendum. La democrazia può essere rappresentativa in cui il popolo sceglie il proprio rappresentante politico e puristica in cui nello stato esistono almeno 2 partiti.
6 - SITUAZIONE ECONOMICA DELL’EUROPA NEL XX SECOLO
Nell’Europa del XX secolo di sistemi di economia sono di 3 tipi: Capitalista, collettivista, transizione.
Il sistema economico capitalista è un sistema in cui la legge tutela quasi sempre la proprietà privata e ha un intervento nella vita quotidiana limitato, la sua produzione di beni viene affidato a imprese private che si fanno concorrenza.
Il sistema economico collettivista è invece un sistema in cui la legge tutela la proprietà pubblica e a differenza del sistema capitalista lo stato interviene su tutti i settori in quanto produce beni e servizi grazie a imprese pubbliche.
L’economia a transizione è un po’ più complicata, in quanto i paesi che adottano questo sistema hanno abbandonato l’economia collettivista per diventare economie miste o economie di mercato. Per miste intendo che lo Stato si affida alla produzione di beni a imprese private e pubbliche tranne in alcuni settori in cui lo stato si affida alle imprese private.
L’Europa orientale ha abbandonato l’economia collettivista quando si è sciolto l’URSS.
L’URSS si è sciolto quando ci furono le rivoluzioni del 1989-91.
Le rivoluzioni dei popoli dell’est furono causate da:
1)limitazione dei diritti umani; 2) il rallentamento dello sviluppo economico rispetto alle aspettative dei cittadini . Questo rallentamento fu causato: dalla mancanza di concorrenza tra le imprese e dalla mancanza di concorrenza tra i lavoratori e anche dagli enormi investimenti statali in campo militare e in campo aerospaziale.
Nel 1951 nasce la C.E.C.A. (comunità per il carbone e l’acciaio)
Nel 1957 nasce la M.E.C. (mercato comune europeo)
Nel 1973 nasce la CEE (comunità economica europea)
Nel 1986 nasce la CE
Nella UE ne fanno parte la Germania,Francia, Italia,Belgio, Lussemburgo nel 1951,poi Regno
Unito, Irlanda e Danimarca nel 1973; la Grecia nel 1981, Spagna e Portogallo nel 1986, nel 1995 l’Austria e la Finlandia e infine nel 2004 la Slovenia, Malta, Cipro.

7 – PRINCIPALI TRATTATI COMUNITARI
Trattato di Roma (1957) è il trattato dell’Unione Europea. Vengono create nuove libertà per i cittadini dei paesi comunitari come quelle di circolazione delle merci (vengono eliminati i Dazi Doganali sulle importazioni intracomunitari); circolazione delle persone (eliminazione dei controlli alle frontiere interne); circolazione capitali e stabilimento delle imprese.
Trattato di Schengen (1985)
La libertà di circolazione all’interno dell’UE viene estesa anche ai cittadini extra comunitari purché siano in possesso di un regolare permesso di soggiorno rilasciato da uno dei qualsiasi paesi comunitari.
Trattato di Maastricht (1992)
Stabilisce i requisiti economici e finanziari che ogni paese comunitario deve arrivare per meritarsi l’euro. Inoltre ha introdotto la cittadinanza europea in cui chi la possiede ha il diritto di voto per le elezioni del Parlamento europeo e poi anche la possibilità di diventare sindaco di un qualsiasi comune dei paesi dell’UE.
8 – ORGANI COMUNITARI
Il Parlamento Europeo ha la sede a Strasburgo, i suoi componenti sono 750 deputati eletti ogni 5 anni dai cittadini comunitari di almeno 18 anni. Il potere di questo organo è quello di proporre norme giuridiche comunitarie al consiglio dei Ministri Europeo e approvare il bilancio comunitario che è composto dalle entrate di denaro provenienti dai governi dei paesi membri e delle spese.
La Commissione Europea ha sede a Bruxelles, i suoi componenti sono 27 commissari che hanno il potere di approvare norme giuridiche comunitarie al Consiglio dei ministri europeo. Un altro potere è quello esecutivo.
Il Consiglio dei Ministri Europeo ha la sua sede a Bruxelles ed è composto da 27 componenti per materia provenienti da ciascun governo. I suoi poteri sono 2: uno è che approvano le norme giuridiche del Parlamento e dalla Commissione che sono le direttive comunitarie e i regolamenti comunitari.
L’altro potere è che coordinano la politica comunitaria con quella dei singoli governi dei paesi comunitari poi i ministri approvano gli interventi comunitari senza creare duplicazioni rispetto agli interventi dei singoli governi nazionali.
9 – POLITICHE COMUNITARIE
Di politiche comunitarie ce ne sono di vari tipi. I quali sono la politica commerciale, agricola comunitaria, monetaria europea.
La Politica Commerciale ha un solo scopo quello di sviluppare la ricchezza nei paesi della UE attraverso lo sviluppo dei commerci. Alcuni suoi interventi sono stati l’eliminazione dei dazi doganali sulle importazioni intercomunitarie e l’aumento dei dazi doganali invece sulle importazioni extracomunitarie.
La Politica agricola comunitaria (PAC) ha il compito di aiutare e sostenere finanziariamente le aziende agricole dei paesi comunitari. Infatti la UE paga alle imprese agricole comunitarie una parte del costo di produzione affinché il prezzo dei venditori risulti basso purché queste produzioni agricole non superino predeterminati limiti detti Quote.
La Politica monetaria europea esiste per sviluppare il commercio intracomunitario attraverso l’eliminazione dei costi bancari per il cambio delle monete a proposito di questo creano l’euro che il suo valore è influenzato dalle decisioni della Banca Centrale Europea sul livello dei tassi d’interesse.
ITALIA
1 – PRINCIPALI AREE E LOCALITA TURISTICHE
Di turismi ce ne sono di vari come quello balneare, religioso, termale, arte, storico.
Le mete del turismo balneare sono la Riviera Romagnola, il Litorale Veneto, la Costa Esmeralda, la Costa Amalfitana, Promontorio del Gorgano, Versilia, Riviera di Lante e Riviera di Ponente.
Le mete del turismo religioso sono Roma (città del vaticano), Assisi (Basilica di S. Francesc), Padova (Basilica di S. Antonio), San Giovanni Rotondo (Luoghi di Padre Pio).
Le mete del turismo termale sono: Abano, Montecatini terme, Salsomaggiore terme, Fiuggi, Isola di Ischia, Sirmione.
Le mete del turismo delle città d’arte sono Roma, Venezia, Firenze, Verona e Pisa.
Le mete del turismo storico sono Roma, Valle dei Templi, Pompei, Valcamonica, Velia.
Le mete del turismo montano sono Valle d’Aosta, Piemonte, Trentino Alto Adige, Valtellina, Valcamonica, Dolomiti, Cadore, altopiano d’Asiago.
2 – CITTA DEL VATICANO
Nel 728 d.C. Liutiprando dona un pezzo di terra vicino a Roma al Papa. Dopo 164 papi nel 1870 con la breccia di porta pia finisce lo stato della Chiesa.
Nel 1929 i patti lateranensi segnarono l’accordo tra il Regno d’Italia e la Città del Vaticano e causo l’inserimento nel codice civile il matrimonio religioso, inserimento di un’ora di lezione alla settimana della religione cattolica e un aiuto finanziario a carico dell’Italia a favore della città del Vaticano.
3-STORIA ECONOMICA ITALIANA DAL 1945 AD OGGI
La storia italiana economica la possiamo dividere in 5 periodi: Ricostruzione, Boom Economico, Crisi economica, Deregolamentazione,Privatizzazione e Globalizzazione.
Il periodo Ricostruzione va dal 1945 al 1950, infatti è subito dopo la seconda guerra mondiale in cui l’Italia è un paese distrutto, povero, prevalentemente agricolo e pieno di disoccupazione.
In questo periodo inizia la ricostruzione di case, fabbriche e vie di comunicazione.
Nel periodo Boom economico il PIL italiano cresce del 5%-10% l’anno. L’Italia colma il gap economico nei confronti di Francia, Germania, Regno Unito e diventa uno dei paesi più ricchi del mondo; la forza lavoro è impiegata sopratutto nell’industria, la disoccupazione tocca i minimi (4%).
I fattori che hanno generato il boom economico 1)sono l’abbondanza di manodopera e quindi basso costo del lavoro;2) poi l’alleanza politica e economica con USA che aiutano la crescita economica italiana grazie ai finanziamenti previsti nel piano Marshall e il governo italiano spende nella realizzazione della rete autostrade italiana;3) adesione della comunità europea fin dalla fondazione e 4) lo spirito imprenditoriale cha ha fatto crescere importanti imprese private industriali: Fiat, Pirelli, Montedison, Olivetti.
Nel periodo Deregolamentazione i governi avevano l’obbiettivo di evitare la continua crescita dei prezzi. I governi decisero pertanto di aumentare la concorrenza tra le imprese.
Per aumentare la concorrenza i governi realizzano 2 interventi: la deregulation è la semplificazione delle leggi che regolano i commerci; poi privatizzazioni che è il trasferimento della proprietà di imprese statali dallo Stato a imprenditori privati.
Le principali imprese statali che vennero privatizzate furono: UNICREDIT, INTESA, BNL, ENI, ENEL, AUTOSTRADE, TELECOM, ALITALIA.
L’ultimo periodo è la Globalizzazione in cui ce la creazione dell’euro e l’apertura al commercio mondiale della Russia e della Cina che hanno reso il mondo più competitivo con effetti positivi (prezzi stabili o in ribasso) e negativi (decentramento produttivo).
4 – SETTORE PRIMARIO
L’ agricoltura è molto meccanizzata ed intensiva in quanto si impiegano macchinari per produrre tanto raccolto in ogni ettaro disponibile ma però non soddisfa il fabbisogno pertanto l’Italia importa prodotti agricoli. Le produzioni più importanti dell’Italia sono il grano, il mais, gli agrumi, le olive, le viti ei kiwi.
L’allevamento e la pesca non è una specialità italiana in quanto la produzione non soddisfa il fabbisogno e inoltre la produzione non si basa su tutta l’Italia ma solo nella pianura italiana e nel Mar Adriatico.
Per quanto riguarda il settore minerale l’Italia è un paese giovane pertanto è povero di petrolio (la Basilicata copre il 3% del fabbisogno), di carbone, di ferro, di gas metano (la pianura padana copre il 5% del fabbisogno) invece sono molto importanti i pregiati marmi.
5 – SETTORE SECONDARIO
Le principali aree industriali sono il triangolo industriale, il Nord Est, Roma e Meridione.
Il triangolo Industriale è l’area compresa tra le città di Torino (automobilistico) di Milano (centro finanziario della borsa e posto delle sedi assicurative e banche), Genova (principale porto italiano) che ha prodotto il primo sviluppo industriale in Italia tra la fine dell’800 e l’inizio dell’900..
Il nord-est che è composto dal triveneto, Emilia Romagna, toscana che hanno sviluppato un fitto tessuto industriale composto da PMI che talvolta hanno dato origine ai Distretti Industriali.
Roma che ospita le sedi delle più importanti imprese privatizzate come ENI ed ENEL.
Il Meridione in cui lo sviluppo industriale è ancora scarso nonostante i vari tentativi dei governi passati di creare i POLI INDUSTRIALI DI SVILUPPO cioè dei grandi stabilimenti industriali statali nei settori strategici (energia, chirurgia) che avrebbe dovuto attivare altre imprese private nella stessa area, ciò non avvenne e tali stabilimenti rimasero isolati e vennero chiamati cattedrali nel deserto.
I principali settori industriali sviluppati in Italia sono l’Industria metalmeccanico e tessile.
EUROPA CENTRALE
GERMANIA
In Germania arrivano importanti flussi migratori. Il loro PIL è di 2500 miliardi di euro anni invece il PIL-procapite è di 30200 annui. La Germania era il 4° PIL nella classifica mondiale (dopo Usa, Giappone e Cina). Ci sono forti squilibri economici tra la parte ovest (ricca e sviluppata) e la parte est (che ha avuto per 40 anni il sistema economico collettivista).
Ma come ogni paese anche la Germania ha dei punti deboli come l’agricoltura che non soddisfa il fabbisogno quindi importa prodotti agricoli, poi il petrolio viene importato dai paesi arabi e il carbone della Ruhr è ormai quasi esaurito.
La Germania ha anche punti di forza infatti molti settori sono evoluti è efficienti come l’industria, l’istruzione, la sanità, i trasporti e infine la borsa di Francoforte che è un pilastro della borsa mondiale.
SVIZZERA E AUSTRIA
Sono tutte e 2 repubbliche federali, i territori sono divisi in cantoni e regioni e hanno un ampio potere legislativo. Sono 2 paesi con un’economia sviluppata in quanto il PIL pro capite è di 30000 euro per la svizzera e 20000 per l’austria.
La svizzera è un paese in cui si parla 4 lingue e in cui sono presenti importanti industrie come la nestle, zurich, ubs.
L’austria fino al 1918 era un grande impero nell’Europa centrale, il settore turistico è molto sviluppato soprattutto Vienna, Salisburgo, Tirolo, Carinzia
BENELUX
Il BENELUX comprende Belgio, Olanda e Lussemburgo e formano un’area di libero scambio. Tra loro hanno 4 caratteristiche comuni sono tre monarchie costituzionali, sono molto densi e popolati, ospitano molti sedi di organi comunitari e infine il loro PIL pro capite è tra i più elevati del mondo.
L’OLANDA è conosciuta per i Pulder che sono i terreni un tempo ricoperti dal mare attraverso la costruzione di dighe oggi sono abitati e popolati. L principali multinazionali olandesi sono Philips, Royal Ducth Shell che è un gigante pilastro della raffinazione del petrolio.
Il BELGIO come la svizzera ha la caratteristica del bilinguismo in quanto ci sono 2 lingue francese e fiammingo.
Il LUSSEMBURGO ha il pil-procapite più alto del mondo. Il suo atto più importante è che è stato il primo paese a proporre ai risparmiatori i fondi comuni d’investimento detti diritto lussemburghese.
FRANCIA
1 - ASPETTI ISTITUZIONALI
È una repubblica democratica semi–presidenziale perché il potere esecutivo è attribuito:
- al presidente della repubblica per gli affari esteri
- al governo per gli affari interni (presidente del consiglio attuale è François Fillon)
Il Presidente della Repubblica e Parlamento sono eletti a suffragio universale diretto ogni 5 anni.
Il governo deve avere la fiducia del Parlamento altrimenti deve dimettersi. Il Parlamento è composto dall’assemblea nazionale (577 membri) e senato (331).
Dal punto di vista amministrativo il territorio è suddiviso in 96 dipartimenti (simili alle provincie italiane) raggruppati in 22 regioni amministrative.
2 – ASPETTI DEMOGRAFICI
La popolazione è consistente, nel 1999 c’erano 58.500.000 poi nel 2007 al 61.707.000, la superficie è di 544000 km2. La densità è di 113 ab di km2.
La recente crescita della popolazione francese è dovuta al ritorno ad un saldo naturale positivo grazie alle politiche demografiche a favore delle famiglie con tre o più figli e anche dal saldo migratorio positivo a causa di un flusso di immigrati provenienti soprattutto dalle ex colonie.
3 – ASPETTI ECONOMICI
Il PIL è di 2000 miliardi di € annui e il PIL pro-capite è di 32400 € annui.
La distribuzione del lavoro è più concentrata nel terziario cioè le imprese private del settore agricolo, industriale che sono la presenza dello Stato nei settori strategici. Nel primario la Francia è uno dei paesi più ricchi qui ci lavorano il 4% della popolazione. Infine nel secondario ci lavorano il 20 %.
La Francia è il maggior produttore ed esportatore di prodotti agricoli in Europa grazie alle sue imprese agricole dotate di una grande superficie agraria e di capitali e mezzi di produzione tecnologicamente evoluta. Le principali produzioni agricole sono il Grano (5° posizione mondiale) Mais (7° posizione mondiale) Vino(1° posizione mondiale) Bovini (14° posizione mondiale) Formaggi (3° posizione mondiale).
Le principali imprese multinazionali quotate nella borsa di Parigi sono Air France, Alcatel, L’Oreal, LV, Michelin, Peugeot, Renault, Total, Danone, Carrefour, Axa e Sanofi-Aventis.
In Francia prevalgono le importazioni di petrolio e altre materie prime invece sulle sportazioni prevalgono prodotti agricoli e automobili pertanto la bilancia commerciale risulta di deficit.
Per quanto riguarda il trasporto la francia è uno dei paesi più sviluppati grazie alla presenza del TGV. La Francia è anche il secondo produttore mondiale di energia nucleare con 58 nucleari che produce circa la meta del fabbisogno energetico. Il parco di divertimenti Euro disney riceve ogni anno circa 10 milioni di turisti.
Dagli anni 90 la francia ha un tunnel sotto la manica che collega Parigi e Londra. La Francia è il 1° paese al mondo per arrivi di turisti internazionali (circa 70 milioni ogni anno).
SPAGNA
1 – ASPETTI ISTITUZIONALI
È una monarchia costituzionale parlamentare composta da 17 regioni tra cui Castiglia, Catalogna, Paesi Baschi, Andalusia, Valencia, Isole Balneari e Isole Canarie. Appartengono alla Spagna altre 2 città in Marocco: Ceuta e Melilla.
2 – ASPETTI DEMOGRAFICI
La popolazione è di 45.000.000 di abitanti, la superficie è di 506000 km2 e ci sono 89 ab per km2.
La città più popolata è Madrid con 6ml poi Barcellona con 1,7ml e Sivilia con 0,8ml.
3 – ASPETTI ECONOMICI
Il PIL è di 1400 miliardi € il PIL pro-capite di 24000 di € annui. Il 9% della popolazione lavora nel settore agricolo, il 30% nel settore industriale e il 61% nel settore dei servizi.
I prodotti tipici della Spagna sono l’Olio d’Oliva con il 1° posto mondiale, gli agrumi con il 5° posto mondiale, i suini con il 6° posto mondiale, il vino con il 3° posto mondiale e frutta con il 6° posto mondiale.
Lo sviluppo industriale spagnolo è iniziata più tardi rispetto a Regno Unito, Francia, Germania, Italia a causa dell’isolamento politico ed economico che il mondo ha impostato alla Spagna durante la dittatura di Franco. Solo negli ultimi della dittatura è iniziata l’industrializzazione quando Franco divenne alleato con gli USA durante la guerra fredda contro l’URSS. L’industrializzazione si sviluppa sopratutto con la stabilità politica raggiunta dalla democrazia e con l’ingresso nell’UE colmando così il ritardo storico.
Le maggiori imprese multinazionali spagnoli sono Gamesa, Iberia, Repsol e Telecinco.
La Spagna è il 2° paese al mondo per arrivi di turisti internazionali con circa 60 milioni di arrivi all’anno.
La diffusione della lingua spagnola è nell’America Latina (Messico, Cuba, San Salvador, Nicaragua, Guatemala, Haiti, Venezuela, Colombia, Argentina, Uruguay, Paraguay, Cile e Perù).
PORTOGALLO
È una repubblica parlamentare. La popolazione è di circa 10 milioni di abitanti. Appartengono al Portogallo anche l’arcipelago

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