Ecuador

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Ecuador

Stato (República del Ecuador) dell'America Meridionale.
Superficie: 283.561 km2.
Popolazione: 9.648.000 ab.
Capitale: Quito.
Lingua: spagnolo.
Religione: cattolica (90%).
Unità monetaria: sucre.
Confini: confina a nord con la Colombia, a est e a sud con il Perú, e si affaccia a ovest all'Oceano Pacifico.
Ordinamento: Repubblica presidenziale.

GEOGRAFIA
Il Paese è attraversato da nord a sud da due catene andine parallele: la Cordigliera Occidentale e la Cordigliera Reale, di natura vulcanica e sovrastate da imponenti coni vulcanici (altezza massima Chimborazo, 6267 m), molti dei quali attivi. A ovest della Cordigliera Occidentale fino all'Oceano Pacifico si estende una regione pianeggiante, bassa e paludosa nella fascia costiera, lievemente ondulata nella parte più interna. Dell'Ecuador fa parte anche l'arcipelago delle Galápagos, distante oltre 1000 km dalla costa. Il clima nella regione costiera è caldo umido, fresco nelle zone montuose, temperato nelle valli. La popolazione comprende Amerindi (39%), meticci (41%) e creoli (10%); la densità più elevata si registra sugli altopiani. L'economia si basa sulle colture di piantagione: cacao, caffè, banane. Discrete le risorse minerarie (petrolio, oro, miniere di ferro); l'industria ha uno sviluppo molto modesto e si limita ai settori tessile, alimentare, chimico e del cemento.

STORIA
Abitato originariamente, secondo la leggenda, dai Quito, invaso dagli Scyri o Caras (800 a. C.), fu poi occupato dagli Inca (XV sec.). Una guerra dinastica scoppiata alla morte dell'inca Huayna Cápac favorì la conquista spagnola (1526-1533) e la costituzione della Real audiencia di Quito (1563), dipendente dal vicereame del Perú e dal 1740 da quello di Nueva Granada. Alla fine del XVIII sec. una serie di ribellioni sfociarono nella proclamazione d'indipendenza del 9 ottobre 1820 (divenuta però effettiva nel 1822). L'Ecuador, associatosi alla Repubblica della Grande Colombia, se ne distaccò nel 1830, dichiarandosi Repubblica indipendente ed eleggendo alla presidenza Juan José Flores. La vita dell'Ecuador è stata segnata da una serie di sfortunate guerre per i confini col Perú e con la Colombia, conclusasi solo nel 1942 con la perdita di due terzi dell'originario territorio nazionale. A partire dal 1980 si sono affermate, nonostante le pressioni dei militari, forme democratiche di governo, con alternanza di socialcristiani e di sinistra democratica. Nel 1992, al presidente socialdemocratico Rodrigo Borja, è succeduto Sixto Duran Ballen (centrodestra), il cui piano di austerità ha provocato violente reazioni popolari e la perdita della maggioranza nel 1994. Nel 1995 sono ripresi gli scontri col Perù per il controllo di una zona di frontiera lungo la Cordigliera del Condor, che si sono conclusi, nonostante la chiara infriorità militare ecuadoriana, con la sottoscrizione di una tregua e la creazione di una zono smilitarizzata di confine.

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