Disastri ecologici

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Testo

DISASTRI ECOLOGICI
CERNOBYL 1986
Il disastro di Chernobyl è stato descritto come "la peggiore catastrofe tecnologica della storia umana". Lo shock causato dall'incidente ha provocato la cancellazione di programmi nucleari ed è stato un vero punto di svolta nell'evoluzione dell'industria nucleare nel mondo.
Dieci anni dopo, si comincia a vedere quanto possa essere grave l'impatto di un incidente nucleare. Circa 9 milioni di persone sono state colpite, centinaia di migliaia gli evacuati che non torneranno più nelle loro case, migliaia i bambini che stanno tuttora vivendo in aree fortemente contaminate.
"Prima, quando gli amici di mia madre venivano a trovarla, ridevano e parlavano per lo più di politica e di arte. Dopo, le loro conversazioni si concentravano sempre di più sulle malattie dei loro bambini e deli guai delle famiglie dei loro amici e conoscenti" (Alexsandr Sirota, bambino di 9 anni al tempo dell'incidente).
LE CAUSE
Solo nel 1993, l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA), riconosceva i difetti progettuali del reattore tipo RBMK, e le carenze nella sua gestione, cancellando l'ipotesi dell'"errore umano" come causa dell'incendio.
L'incidente è stato causato durante un test effettuato per dimostrare che in caso di emergenza, nei tre minuti richiesti per azionare il generatore diesel, l'energia immagazzinata in un generatore turbo era sufficiente ad azionare il sistema di raffreddamento d'emergenza.
LE CONSEGUENZE
La contaminazione
E' stato stimato che il rilascio di radioattività dal reattore n.4 di Chernobyl sia stato circa 200 volte superiore alle esplosioni di Hiroshima e Nagasaki messe insieme. Ma sulla quantità effettiva di radioattività vi sono stime molto incerte. La maggior parte delle fonti ufficiali la stimava in 50 MegaCurie (gas nobili esclusi); recentemente l'agenzia nucleare dell'OCSE ha valutato una emissione pari a 4 volte questa quantità.
In tutto, sono state seriamente contaminate aree in cui vivono 9 milioni di persone. In Gran Bretagna, a causa dell'incidente, ancora nel gennaio 1996 vi erano restrizioni e controlli in 219 fattorie.
In Ucraina, Russia e Bielorussia, circa 400.000 persone sono state evacuate, mentre altre 270.000 vivono in aree la cui contaminazione richiede restrizioni nell'uso del cibo prodotto localmente.
I danni economici
In Gran Bretagna il costo della compensazione agli allevatori e agricoltori è di circa 30 miliardi di lire; in Germania, di circa 500 miliardi e in Austria di 150 miliardi di lire.
L'Unione Europea non è stata in grado di calcolare il costo economico totale dovuto alle conseguenze dell'incidente di Chernobyl, includendo le restrizioni alimentari, la perdita di prodotti alimentari, le campagne di misura e controllo della radioattività, i programmi d'emergenza.
I danni sanitari
Il rapporto presentato dall'AIEA nel 1991 stabiliva che molto difficilmente le conseguenze sanitarie dell'incidente saranno osservabili in futuro, le ricerche concluse pochi anni dopo, mostrano un incremento estremamente preoccupante, specie tra i bambini.
Nella regione Gomel della Bielorussia l'incidenza del cancro alla tiroide nei bambini è letteralmente esplosa: un aumento di 100 volte tra il 1991 e il 1994. Nello stesso periodo, in Russia si registra un aumento di 10 volte e in Ucraina di 7 volte.
Secondo il Presidente della European Thyroid Cancer Association, Dilwyn Williams sostiene che nei prossimi 30 anni saranno migliaia i casi di cancro contratti: il 40% di quelli che avevano 1 anno all'epoca dell'incidente.
In Ucraina 2 milioni di bambini vivono in zone contaminate e 900.000 dei quali in zone ad alto rischio. Sia in Russia che in Bielorussia vivono circa mezzo milione di bambini in aree ad alto rischio.
CONCLUSIONE
Nonostante la crescente gravità degli effetti sanitari e gli aiuti finanziari pervenuti nell'ex URSS, non vi è stato alcun miglioramento della sicurezza nucleare e nessuno dei reattori ad alto rischio è stato finora chiuso.
Anziché finanziare programmi di efficienza energetica e di sviluppo delle fonti alternative al nucleare, la maggior parte delle risorse sono ancora dirette verso il nucleare. Se non vi sarà un rapido cambiamento della politica dei Paesi occidentali e si avvierà al più presto un serio programma di chiusura dei reattori ancora funzionanti, il rischio di un altro incidente continuerà ad incombere su tutti noi.
SEVESO 1976
Il 10 luglio 1976 a Seveso, alle porte di Milano, scoppia il reattore di una fabbrica di prodotti chimici. La ICMESA. Una nube tossica come una nebbia autunnale ma puzzolente invade il territorio. E' diossina, un sottoprodotto della sintesi di erbicidi, che colpisce il sistema nervoso centrale. Solo i responsabili della fabbrica ne conoscono i veri effetti devastanti ma tacciono, mentre le autorità sanitarie chiamate sul posto brancolano nel buio, si fermano ai segni esteriori più evidente, all'odore, alla puzza, e non indagano. L'ignoranza e la disinformazione costituiscono il più grosso pericolo, e le conseguenze della contaminazione iniziano a farsi sentire, sempre più pesanti quando emerge che si é di fronte a un disastro ecologico di enormi proporzioni. Accade tutto come in un film dell'orrore. Cominciano a cadere gli insetti stecchiti, poi stramazzano al suolo le rondini, i polli non stanno più in piedi, i cani impazziscono, i gatti diventano tigri, le mucche muggiscono di dolore e ultime a morire sono le rare capre.
Scatta con un enorme ritardo l'allarme per la difesa dell'uomo, dei cittadini, e solo dopo 15 giorni viene decisa l'evaquazione della popolazione e la recinzione dell'intera zona, quando la zona era ormai diventata diserbata e disfogliata, e le colture distrutte per anni.
"Ci avevano detto che non esisteva pericolo". Già, ma dove viene dato il permesso di costruire una fabbrica come la Icmesa esiste sempre un grosso pericolo, e non è quello della fabbrica, ma è l'ignoranza di chi permette che si costruisca una tale fabbrica - una "bomba chimica" ad alto potenziale distruttivo - in mezzo a un quartiere abitato dove vivono impotenti abitanti per nulla salvaguardati.
L'incidente di Seveso ha suscitato un notevole interesse nel mondo scientifico, anche a causa delle difficoltà incontrate per spiegarne le cause, e ha prodotto numerosissimi dibattiti e pubblicazioni.
ALASKA 1989
Il 24 Marzo 1989, la petroliera Exxon Valdez si incagliò sulle coste dell'Alaska nello stretto di Prince William, riversando in mare 232.000 barili di petrolio, pari a oltre 38 milioni di litri di petrolio. Gli effetti di questo incidente non sono realmente noti, ma si sa che solo il 25% della popolazione di salmoni immigratori fece ritorno in quell'area la stagione successiva, che migliaia di otarie furono avvelenate e che migliaia di uccelli morirono. Le dimensioni di questo incidente portarono allo sviluppo dei Principi Valdez, che si stanno lentamente diffondendo nell'industria.
I danni ambientali che ne conseguirono costrinsero il governo degli Stati Uniti a rivedere i requisiti di sicurezza delle petroliere e ad assegnare i costi delle operazioni di pulizia della costa alle compagnie petrolifere. In questo modo la Exxon si è trovata costretta a dover pagare 4 miliardi di dollari per danni e interessi inerenti a questo disastro. Lo ha stabilito la giustizia faderale degli Stati Uniti, che ha condannato la compagnia al pagamento della somma.
GOLFO PERSICO 1992
Golfo Persico è un settore del mare Arabico, nell'Asia sudoccidentale, compreso tra la penisola arabica a sud-ovest e la costa dell'Iran a nord-est; si estende per circa 965 km in direzione sud-est nord-ovest, dallo stretto di Hormuz alla foce dello Shatt al-Arab, il fiume formato dalla confluenza del Tigri e dell'Eufrate.
Il golfo (chiamato anche Arabico) è largo da 47 a 370 km, ha una superficie complessiva di 233.000 km2 e la sua profondità massima è di circa 100 m. Sulle sue acque si affacciano numerose nazioni: gli Emirati Arabi Uniti, l'Arabia Saudita, il Qatar e il Kuwait a sud-ovest, l'Iraq a nord e l'Iran a nord-est. Il golfo è collegato al mare Arabico tramite lo stretto di Hormuz e il golfo di Oman. Le isole principali sono Qeshm e Bahrein; sulle sponde arabiche del golfo sono presenti estesi banchi di ostriche.
I porti principali sono Kuwait, nella nazione omonima, Ad-Dammam e Al-Jubayl in Arabia Saudita, Bushehr in Iran, Manama nel Bahrein, Doha nel Qatar e Abu Dhabi e Dubai negli Emirati Arabi Uniti. Le ingenti fuoriuscite di petrolio dai pozzi, avvenute nel 1983 (durante la guerra Iran-Iraq); nel 1991 (durante la guerra del Golfo); e nel 1992, come pure l'inquinamento causato dalle operazioni di manutenzione ordinaria delle petroliere, hanno seriamente danneggiato l'ambiente costiero del golfo Persico.
ALTRI DISASTRI ECOLOGICI NEL MONDO
1967 → il 18 marzo la petroliera “ Torrey Canyon ” naufraga nel canale della Manica:
120.000 tonnellate di grezzo s riversano so 180 km di coste inglesi e francesi.
Distrutte 35.000 tonnellate di pesci, crostacei, conchiglie, oltre a 100.000
tonnellate di alghe.
1976 → il 17 ottobre, al largo delle isole de Sein, affonda la petroliera “ Bohelen “.
Delle 9.700 tonnellate di petrolio ne vengono recuperate solo 2 000; le altre
7.700 in parte si disperdono in mare, in parte si riversano sulla costa.
1978 → il 16 marzo la petroliera “Amoco Cadiz naufraga davanti a Porstall ( Finistere).
233.564 tonnellate di grezzo si riversano in mare. Alla fine di agosto, da Brest
alla baia di Saint-Bneuc, 200.000 ettari di costa sono devastate.
1979 → al largo di Trinidad e Tobago: la collisione di due superpetroliere, la Aegean
Captain e l’Atlantic Empress, provocò allora la fuoriuscita di circa 2.160.000
Barili (270.000 tonnellate) di petrolio.
1980 → il 7 marzo la petroliera “ Taino “ si spezza in due al largo delle isole de Batz. La
prua cola a picco; la poppa è rimorchiata fino a Le Havre. 8.000 tonnellate di
petrolio si disperdono in mare e vanno ad inquinare 140km di costa tra Finistere
e la Cote di Amour.
1991 → davanti al porto petroli di Genova, durante un operazione di travaso di greggio,
verifica un’esplosione. La Haven affonda.
1991 → 3 dicembre: la petroliera greca Aegean Sea urta contro il molo di La Coruna
(Galizia, Spagna) e 79.000 tonnellate di petrolio finiscono in mare.
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Esempio



  


  1. maurizio

    devo fare una ricerca sulle più gravi catastrofi del mondo, per tesina esami terza media.