Canada

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CANADA

Cànada: Stato dell'America del Nord, membro del Commonwealth, costituito da una federazione di dieci province: Nuova Scozia, Nuovo Brunswick, Quebec, Ontario, Manitoba, Columbia Britannica, Isola Principe Edoardo, Alberta, Saskatchewan, Terranova e Labrador; e due Territori (del Nord-Ovest e dello Yukon); 9.970.610 km², di cui 755.165 km² di acque interne; 29.606.000 ab.
• Capitale Ottawa.
• Città principali: Montreal, Toronto, Vancouver, Winnipeg, Hamilton, Quebec, Windsor, Edmonton, Calgary, London, Halifax.

Settore terziario
Commercio , trasporti, amministrazioni e servizi impiegano oltre la metà della popolazione attiva. Lo sviluppo delle funzioni finanziarie è legato a quello delle industrie e delle città: Montreal e Toronto si contendono il primato in campo bancario e in quelli della borsa, delle assicurazioni e delle sedi sociali; Vancouver comincia a svolgere tali funzioni.
Comunicazioni
Il popolamento e la valorizzazione economica delle varie regioni hanno proceduto di pari passo con l'estendersi della rete di comunicazioni: i 6.500 km che separano la Nuova Scozia dalla Columbia Britannica avrebbero potuto costituire un ostacolo all'unità politica ed economica del paese. Per questa ragione la Columbia Britannica pose come condizione alla sua entrata nella Confederazione, nel 1871, la costruzione di una ferrovia transcontinentale: nel 1880 una società accettò di costruirla. I lavori della Canadian Pacific Railway cominciarono nel 1882 e, nel 1886, il primo treno attraversava le Prairies. Un'altra compagnia, la Canadian Northern, formata dall'unione delle compagnie ferroviarie del Manitoba e del Nord-Ovest, costruì parecchie linee attraverso le Prairies in direzione della Columbia Britannica, dell'Ontario e del Quebec. Nel 1928 la ferrovia della baia di Hudson completò in sostanza la rete canadese, una delle prime del mondo per lunghezza (71.000 km). Inoltre numerose vie d'acqua sono state rese navigabili. Il San Lorenzo, asse della navigazione fluviale, è stato canalizzato a monte di Montreal in modo da permettere alle navi di grande tonnellaggio di risalire attraverso i Grandi laghi fino al centro del continente americano (“Via marittima del San Lorenzo”, una delle più importanti del mondo, inaugurata nel 1959). Lungo tutto il San Lorenzo e sulle rive di questi laghi si trovano porti ben attrezzati (Montreal, Quebec, Thunder Bay, Toronto, ecc.), collegati ai porti dell'Atlantico e del Pacifico.
La rete stradale (884.249 km, l'81% dei quali asfaltati) è stata migliorata ed estesa a regioni rimaste per lungo tempo inaccessibili (Yukon, Mackenzie, Ungava) e viene tenuta aperta anche durante tutto l'inverno. Di particolare importanza sono l'autostrada Transcanadiana (Trans-Canada- Highway), lunga 7.820 km, che corre da Saint John's (Terranova) a Victoria (Columbia Britannica), e l'austostrada dell'Alasca (Alaska Highway), che unisce Dawson Creek (Columbia Britannica) a Fairbanks (Alasca). Assai sviluppate e di fondamentale importanza per le comunicazioni
con le regioni artiche e le relazioni tra le principali città sono infine le linee aeree.
La flotta mercantile del Canada è relativamente modesta (4 milioni di t di stazza lorda), ma i suoi porti, dei quali Vancouver è il più importante, sono in rapporto con il mondo intero.
Commercio estero
Il commercio con l'estero ha un'importanza fondamentale per l'economia canadese, sul cui sviluppo ha avuto un'influenza molto più forte di quanto non sia avvenuto nella maggioranza dei paesi sviluppati. Gran parte dell'aumento del commercio estero canadese è attribuibile all'integrazione del mercato canadese in quello statunitense (scopo in vista del quale sono state organizzate ferrovie, vie d'acqua e linee aeree). Circa il65% delle importazioni e l'80% delle esportazioni canadesi sono infatti con gli Stati Uniti. Nonostante il persistere di forti vincoli commerciali con la Gran Bretagna e gli altri paesi dell'Europa occidentale, il principale cliente fornitore, dopo gli Stati Uniti, è ormai divenuto il Giappone. Anche le esportazioni verso l'Australia e la Cina sono aumentate considerevolmente. Principali voci dell'esportazione sono: frumento, veicoli e loro parti, carta da giornali, pasta di legno, legname, nichel, rame, alluminio, amianto, ferro e acciaio, gas naturale, prodotti chimici, ecc.; dell'importazione: materiale da trasporto, materiale elettrico, petrolio, metalli non ferrosi, prodotti chimici, materie plastiche, derrate alimentari, tessili, ecc. La bilancia commerciale è generalmente in attivo.

Livello di vita e sviluppo economico
Con un prodotto nazionale lordo medio pro capite di 13.240 dollari Usa, il Canada è, dopo Stati Uniti e Svizzera, uno dei paesi a più alto tenore di vita, più o meno sul livello dei paesi scandinavi. Il tasso di disoccupazione, che era salito notevolmente all'inizio degli anni Ottanta, è in via di diminuzione (10,5%). Il livello di istruzione è elevato e l'analfabetismo praticamente inesistente. Buono è anche il servizio sanitario, con un medico ogni 538 abitanti e un posto letto ogni 165. La quasi totalità dei nuclei familiari possiede telefono, televisore, frigorifero e automobile.
Lo sviluppo economico è stato promosso da tre successive ondate di massicci investimenti di capitali (la prima dal 1896 al 1913, la seconda dal 1920 al 1929 e la terza dopo la seconda guerra mondiale), dall'afflusso di immigrati, soprattutto di origine britannica, e dalla forte richiesta in tutto il mondo di prodotti agricoli e forestali. In seguito alla prima ondata di investimenti dall'estero (in particolare dalla Gran Bretagna), l'agricoltura poté estendersi verso ovest senza difficoltà, approfittando dell'aumentata richiesta di prodotti alimentari. La prosperità dell'agricoltura favorì, dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, in conseguenza del diminuito afflusso dai paesi dell'Europa occidentale di certi beni di consumo, il primo sviluppo industriale del Canada. Perciò il periodo 1914-1918 fu caratterizzato da uno sviluppo della produzione, soprattutto nel campo della trasformazione dei prodotti agricoli e forestali (pasta da carta), della lavorazione dei metalli non ferrosi, delle costruzioni navali e delle macchine agricole. Infine, la guerra permise al Canada di passare da un bilancio deficitario a un bilancio attivo e di investire capitali all'estero.
A partire dal 1920, la seconda ondata di investimenti contribuì soprattutto a consolidare i risultati dell'espansione precedente. Il volume degli investimenti aumentò, ma la percentuale di capitali stranieri investiti fu inferiore rispetto a quella che aveva caratterizzato il periodo 1896-1913; inoltre gli Stati Uniti presero il posto della Gran Bretagna come fornitori di capitali. La crisi e la depressione del 1929 rallentarono lo sviluppo dell'economia canadese. La ripresa, iniziatasi nel 1935, non fu caratterizzata da investimenti notevoli. Alla vigilia della seconda guerra mondiale, sebbene l'economia canadese si stesse orientando sempre più decisamente verso uno sviluppo industriale, il Canada rimaneva uno Stato economicamente giovane, fornitore in prevalenza di prodotti grezzi e semilavorati e importatore di prodotti lavorati.
La seconda guerra mondiale fu all'origine della terza ondata di investimenti, molto superiore alle precedenti. In pochi anni essa diede all'industria canadese uno sviluppo prodigioso; sorsero industrie di nuovo genere (gomma sintetica, vetro e strumenti ottici, specialità farmaceutiche, ecc.) e si consolidarono quelle già esistenti, che sfruttavano e utilizzavano le materie prime locali (cellulosa, pasta da carta). Diverse circostanze favorirono questo sviluppo: nuovi sbocchi commerciali, minore incidenza dei prezzi di costo, possibilità per il Canada, grazie agli accordi di Hyde Park, di importare dagli Stati Uniti le attrezzature e le materie prime necessarie. Alla fine della guerra, passate le incertezze della riconversione, numerosi fattori contribuirono ad accelerare la valorizzazione di un territorio nuovo, eccezionalmente ricco di materie prime. Tra questi occorre segnalare la scoperta dei giacimenti di petrolio e di gas naturale, il progresso tecnico, l'incremento demografico, l'allargamento del mercato interno. Nei rapporti con l'estero, il Canada trasse vantaggio da un insieme di circostanze favorevoli: la ricostruzione dei paesi europei devastati dalla guerra; l'enorme fabbisogno di prodotti alimentari; la politica di incetta di materie prime attuata dagli Stati Uniti; quella di riarmo dei paesi occidentali dopo la guerra di Corea; l'instabilità politica di altri paesi, che spinse gli Stati Uniti a dirottare capitali verso il Canada.
Tuttavia, appunto perché così rapido, tale sviluppo economico creò seri problemi. In primo luogo causò, in quasi tutti i settori dell'attività economica, un aumento della richiesta, d'altronde favorito da un'espansione del credito, facendo pesare sull'economia canadese la minaccia dell'inflazione: la forte richiesta di prodotti canadesi in tutto il mondo intensificò infatti le esportazioni, provocando un rialzo dei prezzi. Alcuni settori, come l'agricoltura, furono posti in difficoltà dalla rapidità stessa di questo sviluppo economico. Il reddito degli agricoltori diminuì infatti in seguito a un ribasso dei prezzi dei prodotti agricoli, conseguenza della diminuzione della richiesta di prodotti alimentari. L'aumento dei salari ebbe conseguenze negative dal punto di vista della concorrenza sul piano internazionale, per alcune industrie come quelle delle costruzioni navali o le industrie tessili, costrette a sostenere la fortissima concorrenza delle industrie statunitensi.
Lo sviluppo accelerato del Canada dopo il 1945 mise infine in luce l'insufficienza del risparmio disponibile; indirettamente, questa insufficienza venne confermata dal fatto che il risparmio, sollecitato da attività industriali estremamente redditizie, fu distolto da investimenti meno remunerativi (come l'edilizia o le opere pubbliche), il che spiega come l'attrezzatura sanitaria e sociale non fosse riuscita a mantenere un ritmo di sviluppo pari a quello dell'aumento della popolazione e della ricchezza reale. Così, per valorizzare alcune loro risorse, i Canadesi furono obbligati a lasciare entrare capitali stranieri, vale a dire, in massima parte, statunitensi. Tali capitali sono stati impiegati soprattutto per incrementare lo sfruttamento delle grandi risorse minerarie (petrolio, rame, zinco, piombo) e delle industrie-chiave.
Ciò ha però avuto la conseguenza di creare una preoccupante dipendenza del Canada dagli Stati Uniti, tanto nel campo del commercio estero quanto in quello della produzione, dato che ormai le grandi multinazionali americane controllano buona parte delle ricchezze e delle potenzialità produttive del paese: l'industria dell'alluminio, quella petrolifera, quella automobilistica, quella della gomma e quella chimica sono infatti interamente o in gran parte in mano a società statunitensi.
Data una simile situazione, la ripresa del paese che, colpito anch'esso dalla recessione mondiale della fine degli anni Settanta e dell'inizio degli anni Ottanta, ha sperimentato una delle peggiori crisi economiche della sua storia (diminuzione del coefficiente di crescita economica, aumento dell'inflazione e della disoccupazione), dipende in forte misura dal comportamento dell'economia statunitense.

La Federazione canadese
La legge del 1867, nota come Atto dell'America Settentrionale Britannica creò un nuovo Stato: la Federazione del Canada, unendo le quattro province del Nuovo Brunswick, della Nuova Scozia, dell'Alto Canada (l'Ontario) e del Basso Canada (il Quebec). Gli erano riconosciuti piena autonomia interna e l'uso ufficiale dell'inglese e del francese, e i poteri venivano divisi tra governo federale e province.

Costituzione
Secondo la costituzione del 25 aprile 1982, il capo dello Stato è il sovrano del Regno Unito, che viene rappresentato da un governatore generale nominato dalla Corona, ma su designazione del primo ministro canadese. Il potere legislativo è esercitato dal parlamento, formato dal senato e dalla camera dei comuni. I senatori sono 102, nominati a vita dal governatore generale su proposta del primo ministro, mentre i deputati sono 282, eletti a suffragio universale per cinque anni. Il potere esecutivo è esercitato dal consiglio dei ministri, presieduto dal primo ministro, il quale è responsabile di fronte al parlamento. Il potere giudiziario in suprema istanza è dal 1875 esercitato in materia civile e penale dalla corte suprema d'appello. I tribunali provinciali dipendono dalle province, ma i giudici delle alte corti provinciali sono nominati dal governo canadese. Il governo federale nomina in ogni provincia un suo luogotenente-governatore, investito del potere esecutivo, per la durata di cinque anni. Ogni provincia possiede, inoltre, un'Assemblea legislativa eletta dal popolo, mentre la provincia di Quebec ha conservato un consiglio legislativo, specie di senato i cui membri sono nominati a vita. Il governo municipale varia a seconda delle province. Ognuna divide il proprio territorio in regioni, generalmente chiamate “municipalità” e, più particolarmente, contee, città, villaggi, cantoni, municipalità rurali o distretti municipali.

Religione
La popolazione del Canada si divide in vari gruppi religiosi. I più numerosi sono i cattolici (47,3%) seguiti dai protestanti, i cui due nuclei principali sono costituiti dagli anglicani e dai membri della Chiesa unita del Canada, sorta nel 1925 dall'unione delle Chiese congregazionaliste, metodista e presbiteriana. Vi sono poi cospicue minoranze rappresentate dalla Chiesa greco-ortodossa, dagli israeliti, ecc.

Letteratura
La coesistenza di due lingue nel Canada ha dato origine a due letterature che, pur completamente autonome, riflettono entrambe le vicende storiche del paese. Sia la letteratura franco-canadese sia quella anglo-canadese sono state condizionate dai seguenti eventi storici: la cessione del Canada all'Inghilterra, la Rivoluzione americana e la Rivoluzione francese.

Letteratura in lingua francese
La condizione d'inferiorità dei coloni francesi dopo il trattato di Parigi, al termine della guerra dei Sette anni, e l'orrore destato in essi dalla Rivoluzione francese determinarono un distacco culturale dalla madrepatria e un lungo periodo di sterilità intellettuale.Storia del Canada di François-Xavier Garneau (1809-1866) segnò una svolta importante perché Garneau, risvegliando il senso della nazionalità e della tradizione francese, ispirò numerosi poeti, romanzieri e storiografi; fra questi ultimi ricordiamo l'abate J. B. A. Ferland (1805-1865), Antoine Gérin-Lajoie (1824-1882) e specialmente Raymond Casgrain (1831-1904), che nelle sue opere, sempre rigorosamente documentate, fece rivivere in uno stile vivace numerosi episodi della vita nazionale. Nel 1860 si costituì a Quebec un movimento letterario di giovani intellettuali, ardenti promotori di una letteratura nazionale in francese. Fra essi si distinse Octave Crémazie (1827-1879), le cui poesie, dettate da un sincero slancio patriottico, godettero di una lunga popolarità. Louis Fréchette (1839-1908) ottenne largo consenso con le sue poesie per le quali si ispirò a Victor Hugo. Nel 1895, il parnassiano Jean Charbonneau (1875-1960) fondò la “scuola di Montreal”, fra i cui membri, simbolisti ed esteti, spiccano Emile Nelligan (1879-1941), influenzato da Verlaine e da Baudelaire, Paul Morin (1889-1963) e Louis Dantin. Dopo la prima guerra mondiale si affermarono due correnti: quella tradizionalista con Robert Choquette (1905) e Alfred Des Rochers (1901-1978), e quella simbolista con Alain Grandbois (1900-1975), Anne Hébert (1916) e soprattutto con Saint-Denys Garneau (1912-1943), che si volsero a una poesia più astratta. In tempi più vicini a noi, negli anni Settanta, oltre ai grandi nomi di P. M. Lapointe, F. Ouellette, R. Giguère, si sono proposti: M. Beaulieu, M. Bélanger, J. Brault, G. Langevin, A: Lefrançois, P. Morency, M. Uguay, M. Lemaire. Nella seconda metà degli anni Ottanta, la poesia quebecchese sembra intraprendere la via di un rinnovamento lirico più individualista e spesso intimista (M. Delisle, Malinconia, 1985; C. David, Terroristi d'amore, 1986; MARC . DESGENT , Lo stato di grazia, 1989), affiancato tuttavia da una vasta gamma di problematiche quali il ritorno politico (P: Harvey, Montreal francese, 1987); l'introspezione amorosa (J. Royer, Dall'amore, 1987; L. Dupré, Felicità, 1988); l'immaginario transculturale che assume sempre maggior rilievo grazie anche agli autori di origine italiana A. D'Alfonso, F. Caccia, L. Tassinari. Appare anche la figura di C. Beausoleil, la cui oscurità (L'usage du temps, 1994) si contrappone alla tendenza alla leggibilità, nel tentativo di cogliere nella sua totalità il reale in quanto parte dell'esistenza quotidiana (R. Melançon, L'Avant-printemps à Montreal, 1994). Si afferma, inoltre, A. Roy nel connubio fra amore e malattia esposto nel suo On sait que cela avait été écrit avant et après la grande maladie (1992) dove il “prima” celebra il linguaggio dell'amore mentre il “dopo” è un grido di dolore di fronte all'AIDS.
Il concetto stesso di genere poetico viene messo in questi anni in discoussione attraverso alcune riviste e opere come Boisde nmarée, di G. Vigneault che riunisce verso e prosa. Infine, sono da ricordare: La terre est remplie de langage (1993) di M. Gagnon e Le cycle de Prague (1993) di S. P. Thibodeau. Il romanzo si affermò con Philippe Aubert de Gaspé (1786-1871), autore degli Antichi Canadesi (1862), vivace quadro della vita del paese. Il romanzo del XXsec. è molto spesso storia romanzata, ricostruzione dell'ambiente e del clima morale in cui operarono i primi coloni, fautori della grandezza del Canada. Primo di questi romanzi fu Maria Chapdelaine (1916, postumo), inno alla vitalità di una nazione, di Louis Hémon (1880-1913). Su questa scia proseguirono Antoine Savard e Ringuet, pseudonimo di Philippe Panneton (1895-1960). Ma contro questo regionalismo troppo limitato si sviluppò la reazione di Robert Charbonneau (1911-1967) che nel 1934 fondò la rivista La relève e che espresse la tendenza a cercare maestri tra gli scrittori degli Stati Uniti, e di Gabrielle Roy (1919-1983), che in Felicità d'occasione trasportò il suo campo d'osservazione in un quartiere operaio di Montreal. Negli ultimi tempi, anche il romanzo assume il ruolo di un'interrogazione poliedrica sull'identità el'appartenenza in un universo per lo più frammentario e ibrido, con toni parodistici (D. Laperrière, Come fare l'amore con un negro senza stancarsi, 1985), con modi poetici (M. Latif Ghattas, Il doppio racconto dell'esilio, 1990), o con molteplicità di prospettive (P. Nepveu, L'inverno di Mira Cristophe, 1986). Nei romanzi dei giovani autori, si nota un rifiuto di memoria e progettualità el'esiguità della trama cede il passo, spesso, a innovazioni linguistiche (L. Hamelin, La rabbia, 1989; M. La Rue, Copie conformi, 1989). Vi domina spesso un disorientamento quasi tragico (P. Gobeil, La morte di Marlon Brando, 1989) o nichilista (S. Trudel, Terra del re Christian, 1989). Prosegue una ricerca d'impronta femminista rivolta a estrarre dalla realtà i deliri e le deviazioni del quotidiano (L. Bouchard, Le immagini, 1985; C. MasséUomini, 1987); mentre Montreal è sempre la grande protagonista della narrazione come investigazione di uno spazio continuamente rivissuto (S. Lamy, La convenzione, 1985; J. Marchand, Il primo movimento, 1987); o come luogo di conflittualità familiare. La narrativa affronta anche temi barocchi con una scrittura semplicissima (P. Harvey, La città degli zoppi, 1982); l'integrazione della fantascienza alla letteratura tradizionale con E. Rochon e la rivalutazione della novella con B. Bergeron (Percorsi improbabili, 1986). Ultime realizzazioni sono state: Due settimane in settembre (1991), di A. Girard, sui problemi di un uomo alla ricerca della giovinezza perduta; La Traversée(1992), di P. Zumthor, che trae ispirazione dal diario di bordo di Colombo e Il bambino carico di pensieri di A. Hébert (1992), che riprende il tema del passaggio dall'adolescenza all'età adulta già trattato nel racconto Il torrente (1950).
Nel teatro, ultimamente, s'impongono in campo internazionale M. Garneau (n. 1939) e M. Laberge (n. 1950): il primo, anche poeta, è attento al ritmo del linguaggio pur prediligendola satira sociale franca e fantasmagorica insieme; la seconda affronta gli aspetti più drammatici dell'esistenza umana (L'uomo grigio, 1986; Dimenticare, 1987). La figura del creatore e della follia sono, invece, gli elementi cardine del teatro di N. Chaurette (Sogno di una notte d'ospedale, 1980) e libere associazioni fra diversi livelli di lingua, situazioni, paesi, epoche o tra miti antichi e storia moderna caratterizzano le opere di R. D. Dubois fra cui sono da segnalare Non biasimate mai i beduini (1984) e Stare a casa con Claude (1985)

Letteratura contemporanea
• Il fenomeno più frequentemente rilevabile nella letteratura contemporanea è un vago senso d'isolamento, e la coscienza di quanto sia arduo, per autori ormai staccati dalla remota matrice coloniale e immersi nella vita sociale ed economica americana, comunicare con immediatezza in una lingua che ambisce a mantenersi nel solco della tradizione letteraria francese, rifiutando commistioni con il dialetto locale. A questo problema di “incomunicabilità” espressiva hanno dedicato lucidi saggi alcuni dei più noti critici letterari, come J. Le Moyne (n. 1913), G. Bessette (n. 1920), autore del volume Letteratura canadese- francese (1969). G. Marcotte (n. 1925), di cui si ricorda Il tempo dei poeti: descrizione critica della poesia attuale nel Canada francese (1969), Pierre de Grandpré, che furono anche romanzieri. Altri critici da segnalare sono Jean Ethier Blais (n. 1925), Jean Louis Major (n. 1937), Jean Marcel (1941), André Brochou (n. 1942).
• Il campo poetico manifesta sperimentazioni ermetiche e le crisi dell'uomo contemporaneo, rivelate dalle difficoltà di comunicazione espressiva. Tra i nomi di maggior spicco è quello di Paul-Marie Lapointe (n. 1929), la cui lirica è considerata una delle più audaci (Opere, 1971; Scritture, 1980); e da citare sono Rina Lasnier (n. 1915), Roland Giguère (n. 1929), Jean Guy Pilon (n. 1930). Gaston Miron (n. 1928), che costituisce il punto di riferimento per tutta la cultura francofona, nel 1970 pubblica la raccolta dei suoi testi sotto il titolo L'homme rapaillé. Fernand Ouellette (n. 1930), oltre che poeta, è saggista e narratore e riflette nella sua opera un animo attratto nello stesso tempo verso la solitudine e la solidarietà, verso la contemplazione e l'azione. Paul Chamberland (n. 1939), uno dei fondatori della rivista Parti-Pris (1963), dopo il periodo violento degli anni Sessanta, ha scoperto un nuovo modo di essere rivoluzionario, rifiutando la civiltà moderna oppressiva e capitalista e sognando una solidarietà e una sovranità fondate sull'amore (Terra sovrana, 1980). Tra gli autori dell'avanguardia figurano anche Raoul Dugnay (L'apocalisse, 1971), Claude Péloquin, Gilles Chartier. Molti scrittori si riuniscono attorno alle testate delle riviste (oltre a Parti-Pris, Les Herbes Rouges, La barre du jour, Chroniques) e alle piccole case editrici, fondandone e animandone di persona: L'Hexagone, L'Etincelle, VLB, quest'ultima fondata da Victor Lévy Beaulieu (n. 1945), una delle personalità più singolari degli anni Settanta, editore, romanziere, drammaturgo, saggista. Poeti di spicco sono ancora Patrick Straram, Le Bison ravi (Bisonte rapito è il suo soprannome indiano), Jacques Brault (n. 1933), Yves Préfontaine (n. 1937), Philippe Haeck (n. 1946) e François Charron, che rivela profonda maturità nella sua raccolta poetica (1980, poesie).
• La narrativa, il cui filone regionalista è andato lentamente esaurendosi, affronta l'analisi della società urbana e dei conflitti in cui si dibatte l'uomo moderno con Yves Thériault (1916-1983), P. Baillargeon (1916-1967), J. Simard (n. 1916), di cui è noto il romanzo La separazione (1970); o evade nei modi del racconto fantastico, di tono umoristico o macabro, con Jacques Ferron (n. 1921). Ai temi della narrativa beat si accosta Claude Jasmin (n. 1930). Rilevante nella narrativa di lingua francese è la presenza femminile, che assume maggiore consapevolezza con il movimento femminista e con la riflessione sulla scrittura. Oltre ad Anne Hébert (n. 1916) che ha al suo attivo anche opere di poesia e di teatro e alla quale si devono numerosi romanzi (Le camere di legno, 1958; Kamouraska, 1970; I fanciulli del sabba, 1975; Héloise, 1980), assai interessante appare la prolifica Marie Claire Blais (n. 1934), che traduce in forme beffarde e grottesche la sua critica al mondo borghese (tra gli ultimi libri, Visioni di Anna, 1982). Si dedicano contemporaneamente al romanzo e all'attività drammatica Antonine Maillet (n. 1929), che con il romanzo Pélagie-la-Charrette ha ricevuto nel 1979 il premio Goncourt, e Denise Boucher (n. 1935). Sono da ricordare inoltre Louky Bersianik (n. 1928), Nicole Brossard (n. 1934), Madeline Gagnon (n. 1938). L'impegno verso la conoscenza della problematica realtà del Quebec è testimoniato da André Langevin (n. 1927) e Jacques Godbout (n. 1933), che hanno documentato attraverso i loro scritti l'epoca della “Révolution tranquille” (1960-1968), mentre il già ricordato Victor Lévy Beaulieu spicca con la sua attività di polemista. Réjean Ducharme (n. 1942) acquista fama di autore difficile e di personaggio sfuggente, per il carattere sperimentale della sua scrittura e l'uso del joual. Questo termine (deformazione fonetica di cheval) compare per la prima volta nel 1959 a opera del giornalista Laurendeau, per indicare il linguaggio usato nei quartieri operai di Montreal. Servirsi del joual nelle creazioni letterarie può essere quindi un gesto di denuncia delle condizioni di vita del proletariato urbano, una forma di rivolta contro la cultura ufficiale, accademica. Romanzi di successo ha scritto Michel Tremblay (La grossa donna accanto è incinta, 1979; Thérèse, 1980; Pierrette alla scuola dei Santi Angeli, 1980) che è soprattutto autore di teatro.
• Il teatro ha rivelato autori originali, come Paul Toupin (n. 1918), Marcel Dubé (n. 1930) e Hubert Aquin (suicidatosi nel 1977), offrendo, soprattutto dagli anni Settanta, lo spazio più aperto alle possibilità di sperimentazione e di creazione; dominante è l'opera del rivoluzionario Michel Tremblay (n. 1942), già ricordato per i romanzi, che ha sollevato polemiche per l'uso del joual e per il contenuto scandaloso dei suoi lavori, in cui viene presentato in tutta la sua cruda tragicità il mondo delle trasgressioni, che è quello degli omosessuali, dei travestiti, delle prostitute, dell'amore incestuoso (Le cognate, 1968; A te per sempre, tua Marie-Lou, 1971; Buongiorno, là, buongiorno, 1974; Santa Carmen della Via, 1976). Anche Antonine Maillet, già ricordata per i suoi romanzi, ha usato per il teatro un linguaggio particolare, nel quale arcaismi, espressioni tipiche, ritmi e sonorità sono propri della sua terra, il Nuovo Brunswick, l'antica Acadia (Les Crasseux [I lerci], 1968; La Saguine [La sudiciona], 1971). Scandalo ha suscitato l'opera della già citata Denise Boucher Le fate hanno sete, rappresentata nel 1978. Nell'ambito della contestazione del teatro d'autore sono nati i primi esperimenti collettivi di Jean Barbeau (n. 1945), mentre Jacques Languirand (n. 1931) è considerato un bravo commediografo e regista, ed è inoltre soggettista cinematografico e autore di drammi radiofonici.

Letteratura in lingua inglese
Il sorgere della letteratura canadese in lingua inglese si può fare coincidere con la guerra d'Indipendenza americana. I lealisti fedeli alla Corona britannica, emigrando nelle colonie del Nord, vi recarono un notevole apporto culturale, ma ne determinarono l'isolamento dagli Stati Uniti. D'altra parte, dai contatti con la madrepatria vennero gli impulsi per le prime manifestazioni letterarie, il che accentuò il carattere coloniale della letteratura. La prima opera narrativa di qualche importanza, Wacousta, fu pubblicata solo nel 1832; in essa John Richardson (1796-1852) descrisse la guerra del 1812 contro gli Stati Uniti. Thomas Chandler Haliburton (1796-1865), creatore della gustosa figura di Sam Slick nell'Orologiaio, non ebbe continuatori, e solo più tardi con Stephen Leacock (1868-1944) si ebbe una ripresa del romanzo umoristico. Catherine Parr Traill (1802-1899) e Susanna Moodie (1803- 1885), benché autrici di numerosi romanzi e poesie, meritano di essere ricordate solo per i loro scritti a carattere autobiografico. Tra i prosatori della fine DEL XIX sec. e dell'inizio DEL XX citiamo Ralph Connor (1860-1937), i cui romanzi sono ispirati all'epopea dei pionieri dell'Ovest, e Lucy M. Montgomery (1874-1942), scrittrice fine e delicata.
La poesia anglo-canadese ebbe inizio con Oliver Goldsmith (1794-1861), pronipote dell'autore del Deserted Village (Il villaggio abbandonato), che egli imitò nel Rising Village (1825). Tre poeti la cui opera è caratterizzata da una più genuina originalità sono: Charles Sangster (1822-1893), Isabella Valancy Crawford (1850-1887) e soprattutto William Drummond (1854-1907), autore di brevi e suggestive poesie sulla vita dei campi. Archibald Lampman (1861-1899), William Bliss Carman (1861-1929) e Duncan Campbell Scott (1862-1947) sono i migliori poeti canadesi prima del 1920.

Letteratura contemporanea
• Dall'inizio del Novecento la narrativa si caratterizza con romanzi a sfondo sociale che ritraggono la vita e le caratteristiche regionali; si distinguono Mazo de la Roche (1885-1961), che scrisse quattordici volumi sulla storia di una famiglia, Philip Grove (1872-1948), le cui opere sulla vita dei pionieri risentono però di una certa freddezza stilistica, e Thomas Raddall (n. 1903). È frequente nella narrativa di lingua inglese il desiderio di misurarsi con lo spazio delimitato a nord dai ghiacci e dalla neve e a sud dall'imperialismo americano: una ricerca continua di una propria identità espressa con una ricca simbologia spesso recuperata da un passato remoto quasi fino a ora sconosciuto alla civiltà bianca. I rappresentanti più validi sono Morley Callaghan (n. 1903), Ethel Wilson (1890-1980), Ernest Buckler (n. 1908), Sinclair Ross (n. 1908), Hugh Garner (n. 1913), W. O. Mitchell (n. 1914) e soprattutto Brian Moore (n. 1921), Farley Mowat (n. 1921), che ha scritto piacevoli romanzi sulla vita degli Eschimesi, Margaret Lawrence (n. 1926), interprete delle ragioni dei popoli oppressi, e ancora Rudy Wiebe (n. 1934.). Alcuni scrittori riscoprono il racconto breve come via di approccio al romanzo; così è ad esempio in Alice Munro (n. 1931), con Le lune di Giove(1982), e in Margaret Atwood (n. 1939) con la raccolta Bluebeard's eg (1983); quest'ultima si fa conoscere come una delle voci più sicure e originali specialmente nei romanzi La vita prima dell'uomo (1979), un'incursione satirica e pungente nei salotti intellettuali di Toronto, e Danno fisico (1981), di genere psicologico ed esistenziale. Anche Robertson Davies (n. 1913) si cimenta sia nei racconti brevi (High Spirits, 1982) sia nel romanzo, tra cui Gli Angeli ribelli (1982), in cui vengono rappresentate le passioni e gli intrighi di una piccola città universitaria, mentre in Il quinto incomodo viaggia tra realtà e fantasia. Ancora nel genere dei racconti brevi si segnala la raccolta di Mavis Gallant (n. 1922) dal titolo Verità domestiche: racconti canadesi (1981), in cui vengono ripresi i temi tradizionali della terra e delle tradizioni del popolo canadese. Un genere ben coltivato è quello del romanzo satirico e allegorico, di cui sono esempi La resurrezione di Joseph Bourne (1979), di Jack Hodgins, in cui la vita dell'isola Vancouver diventa una parodia popolata di personaggi inverosimili, e Prendere accordi (1979), di Robert Harlow, una metafora della società canadese condotta attraverso il punto d'osservazione di un cavallo di razza. Negli ultimi decenni, continuano la loro attività le già citate Munro e Atwood: la prima ha pubblicato la raccolta di racconti Il percorso dell'amore, mentre la seconda ha consolidato la propria reputazione non solo come romanziera ma anche come saggista e poetessa.
• Notevole lo sviluppo della saggistica (scienze politiche, sociologiche, storiche): oltre a Northrop Frye (n. 1912), si ricorda H. Marshall McLuhan (1911-1980), critico letterario e studioso di mass-media.
• Nel Novecento ebbe grande sviluppo la poesia, che ebbe il suo riferimento attorno a vivaci riviste d'avanguardia (Canadian Mercury, New Providence). Domina il nome di E. J. Pratt (1883-1970), che celebrò nelle sue opere le forze della natura e la grandezza degli eroi. Pratt è una figura isolata, senza predecessori e seguaci, imitato solo nel completo distacco dagli schemi tradizionali da E. J. Smith (n. 1902), F. R. Scott (n. 1899) e Leo Kennedy (n. 1907), modernisti sia per il contenuto sia per lo stile delle loro opere. Volta alla ricerca di nuove tecniche formali o all'espressione della protesta sociale, come con Irving Layton (n. 1912), con la sua Scelta di poesie (1971), la contemporanea poesia canadese ha una delle sue più originali correnti nella scuola mitopoetica promossa da Jay Macpherson (n. 1931), che si rifà alla visionarietà mistica ed ermetica di W. Blake. Alla definizione dei presupposti teorici di questa scuola ha dato contributo, con un saggio su Blake, anche il già ricordato Northrop Frye, una delle personalità più interessanti della critica nordamericana di oggi (Anatomia della critica, 1957), le cui opere mirano a illustrare il rapporto fra cultura e società moderna (Cultura e miti del nostro tempo, 1967; La struttura ostinata, 1970). Tra i lirici più intensi della nuova generazione è Leonard Cohen (n. 1939), di cui ha ottenuto notevole successo anche il romanzo Beautiful Losers (1966). Sempre più affermati, sia nel campo della poesia sia in quello della narrativa, sono i nomi delle scrittrici Margaret Atwood, già ricordata, autrice di Poesie d'amore(1981), e Gwendolyn Mac Ewen, la cui vena si traduce in grandi visioni cosmiche (Le armate della luna, 1972). Oltre a questi si sta affermando una folta schiera di poeti indissolubilmente legati da una coscienza della terra, ancor più di quanto non accada per i narratori, resa con un linguaggio incredibilmente canadese, fatto di tradizioni, mitologie, civiltà, memorie. Fra i tanti è doveroso citare: Robert Finch (n. 1900), Ralph Barker Gustafson (n. 1909), John Glassco (n. 1909), Doroty Livesay (n. 1909) che con I periodi dell'amore (1982) dà vita a una poesia di forte intensità lirica, Anne Marriot (n. 1913), Douglas Valentine LePan (n. 1914), Miriam Waddington (n. 1917), Margaret Avison (n. 1918), Al Purdy (n. 1918), Jones Reaney (n. 1926), Joe Rosenblatt (n. 1933), George Bowering (n. 1938), John Newlove (n. 1938), Dennis Lee (n. 1939).
Una tendenza che si riscontra nella poesia canadese contemporanea è la ricerca di una scrittura sperimentale, come testimonia l' Antologia di poesia concreta (1979), che raccoglie tutti i tentativi di dar vita a una poesia visiva e materiale. Sulla stessa linea di uno sperimentalismo condotto senza mezzi termini è anche Bill Bisset con la raccolta Sa N His Crystall Ball(1982). Un uso più convenzionale del linguaggio e dell'ispirazione poetica caratterizza invece la poesia di Michael Ondaatje (n. 1943), autore di C'è un trucco con un coltello che sto cercando di imparare (1979).
• Certamente il genere meno ricco e più recente è il teatro. Oltre a Earle Birney (n. 1904) e James Reaney (n. 1926), più noti come poeti, si stanno affermando in questi ultimi anni George Ryga i cui drammi trattano particolarmente degli oppressi e degli emarginati nella società canadese; David Freeman; Michael Cook che descrive i pescatori della Terranova, il loro isolamento e l'inutile lotta con la natura; infine Beverly Simons, autrice di atti unici che portano sulla scena la problematica femminile nella società contemporanea.

Arte
- Periodo delle scoperte
Dopo la sua scoperta, il Canada ispirò i disegnatori di carte geografiche, come il curato d'Arques, Pierre Desceliers (c. 1500 - dopo 1558), e gli incisori, illustratori di racconti di viaggi, come l'autore della pianta di Hochelaga (l'odierna Montreal) che compare nei libri Delle navigationi et viaggi (1550-1559) dell'italiano Gian Battista Ramusio. Gli stessi esploratori forniscono carte e disegni agli incisori professionali europei, come ha fatto Champlain a un certo David Pelletier, che data la sua carta 1612. Si forma così una prima immagine del paese e dei suoi abitanti, piuttosto travisata dai preconcetti sugli “uomini selvaggi” che abitavano “ai confini del mondo conosciuto”. Il contributo maggiore alla conoscenza del paese è costituito probabilmente dai disegni del Codex canadiensis, destinati a illustrare l'Historie naturelle (c. 1685) del gesuita Louis Nicolas e che danno una visione d'insieme degli abitanti, della fauna e della flora della Nuova Francia in un gustoso stile naïf. Mentre in Francia si va elaborando questa visione immaginaria del Canada, i coloni si insediano in Acadia (Nuovo Brunswick) e sulle rive del fiume San Lorenzo. La pianta dei primi abitati, a Port Royal (oggi Annapolis Royal), nell'isola Santa Croce (oggi Dochet, nel fiume Santa Croce) e a Quebec ci è fatta conoscere da Champlain. Si tratta al massimo di edifici disposti in quadrato e circondati da piante coltivate. Ben presto case, depositi, cappelle si moltiplicano sia lungo la costa sia lungo le rive del San Lorenzo.
- Periodo francese
Fondata nel 1608, la città di Quebec acquista una sua propria fisionomia già alla fine DEL XVII sec. Una pianta di Jean Bourdon (c. 1601-1668), che porta la data del 1660, distingue già la città bassa commerciale dalla città alta amministrativa e religiosa. Il governatore ha il suo “palazzo”, il castello di Saint Louis (ricostruito nel 1694 da Frontenac); il vescovo ha la sua cattedrale, Notre-Dame-de-la-Paix (1647), ricostruita nel 1684 da Claude Baillif, poi nel 1744 da G. Chaussegros de Léry (c.1680- c.1755), e il suo seminario (1677); i gesuiti la loro residenza (1666), orsoline e recolletti i loro conventi (1641 e 1693), e non mancano gli ospedali (1654 e 1671). Montreal, fondata più tardi (1642), si sviluppa allo stesso modo. Dapprima limitata a un forte, la città poi si amplia e viene fortificata. In essa si trovano una chiesa parrocchiale, Notre-Dame (1672), diretta dai sulpiziani, un ospedale maggiore (1645), conventi di gesuiti (1692) e di recolletti (1693) e la piccola cappella Bonsecours (1657), la sola tra tutte queste costruzioni a esserci pervenuta nella sua struttura originaria. All'inizio modesti, sia a Quebec sia a Montreal, tutti questi edifici vennero via via ingranditi e rifatti per far fronte alle esigenze di una popolazione in espansione. Chiese e cappelle, molto severe all'interno, sono spesso ornate di pale d'altare scolpite, dipinte e dorate, come quella delle orsoline a Quebec (1734- 1739), opera di Noël Levasseur (1680-1740), la più notevole. Le decorazioni e le piante di questi edifici religiosi servirono da modello alle chiese rurali. Si trovano sia le chiese dette à la récollette (ad abside piatta), sia chiese con transetto (ad abside rotonda). A poco a poco si formano scuole di scultura, soprattutto di intaglio del legno, le principali delle quali sono quelle delle famiglie Levasseur e Baillairgé a Quebec, di Gilles Bolvin (1711-1766) a Trois-Rivières, di Philippe Liébert (1732-1804) e di Louis Quévillon (1749-1823) a Montreal. Pur non rifacendosi al sistema medievale delle corporazioni, gli scultori si valgono dell'opera di apprendisti ai quali trasmettono quanto sanno per più generazioni, tanto che i loro stili si prolungano fino ALXIX sec. I luoghi di culto richiedono anche quadri e arredi di oreficeria, ma il mercantilismo della madrepatria scoraggia la produzione di opere sul posto. La maggior parte dei quadri delle chiese è importata. Nel Canada vengono prodotti solo ex voto naïf (per es. a Sainte-Anne-de-Beaupré) e alcuni ritratti di religiose e di ufficiali. Documentano questo periodo Jean Guyon (1659-1687) e Michel Dessailliant de Richeterre (attivo tra il 1701 e il 1711).
- Periodo inglese
La conquista inglese non apportò subito cambiamenti profondi nello sviluppo dell'arte canadese. Furono piuttosto incisioni e disegni a riflettere questo mutamento. Alcuni ufficiali inglesi, come Richard Short e soprattutto Thomas A. Davies (c. 1737-1812), moltiplicarono le carte topografiche e le vedute di paesaggi allo scopo di riportare in patria ricordi delle terre conquistate o semplicemente per combattere la noia della vita di guarnigione. Le cose cominciarono a cambiare con l'afflusso dei coloni inglesi. Fondata nel 1749, York riceve questo nome nel 1793 e nel 1796 diventa la capitale dell'Alto Canada. Ma solo nel 1834 assume il nome di Toronto, quando diventa città. Gli architetti che vi lavorano si volgono all'imitazione degli stili antichi. Gli edifici principali testimoniano sia l'influenza neogotica (University College, 1859) sia dello stile neogreco (Saint Lawrence Hall, 1850). Anche nel Basso Canada si fa sentire l'influenza del neogotico inglese; ne è l'esempio più signficativo l'attuale cattedrale di Montreal (1823- 1829), realizzata dall'architetto di origine irlandese James O'Donnel (1774-1830), mentre la Banca di Montreal (1817) si rifà a influenze di tipo palladiano.
In questo periodo si registra uno sviluppo senza precedenti nella pittura, soprattutto nella ritrattistica; tra coloro che portarono ai maggiori vertici quest'arte si segnalano François Beaucourt (1740-1794), formatosi in Francia, Louis Dulongpré (1754-1843), Louis C. de Heer (c. 1750 - c. 1808), di origine alsaziana, e François Baillairgé (1759-1830). Le tradizioni romantica e accademica in Canada vengono invece imposte da Joseph Légaré (1795- 1855), pittore e patriota (prese parte attiva alla rivolta del 1837), Antonio Sébastien Plamondon (1804-1895) e Théophile Hamel (1817- 1870). In questo periodo il pittore di genere più famoso è Cornelius Krieghoff (1815-1872), di origine olandese. È da segnalare ancora Paul Kane (1810-1871) e il suo tentativo di fermare sulla tela la vita degli indiani canadesi.

- Epoca moderna
L'architettura moderna canadese sperimenta nuove forme e nuovi spazi grazie all'uso di materiali come il ferro e il vetro prima, poi il cemento. Le tappe di queste realizzazioni sono segnate dal ponte Victoria a Montreal (1859), dalla Sterling Tower (1928), grattacielo di 21 piani, a Toronto, dalla metropolitana e dal celebre “Habitat 67”, di M. Safdie, a Montreal. L'Esposizione internazionale di Montreal del 1967 ha enfatizzato la tendenza al rinnovamento urbanistico. Oltre all'Habitat 67, opere di risonanza mondiale sono state realizzate in particolare dagli architetti O. Frei (padiglione della Germania Occidentale) e B. Fuller (padiglione USA).
Notevole è l'evoluzione della pittura. Influenzati dai paesaggisti americani, come Frederick E. Church e Albert Bietstadt, alcuni pittori di Toronto scoprono la maestosità del paesaggio canadese e specialmente delle Montagne Rocciose; i nomi più significativi sono quelli di Lucios R. O'Brien (1832-1899) e John Fraser (1838-1898). Altri pittori, come Homer Watson (1855-1936), si ricollegano a Barbizon, mentre l'influenza francese prevale in William Brymner, suggestionato dall'impressionismo, James Wilson Morrice (1865-1924), ammiratore di Henri Matisse, e Ozias Leduc (1864-1955), maggiormente attratto dai simbolisti e dai Nabis. Per reazione contro questo entusiasmo per i modelli europei, un gruppo di pittori di Toronto tentò di creare attorno agli anni Venti una scuola canadese, il “gruppo dei Sette”, dipingendo in maniera originale i grandi paesaggi del paese; ne facevano parte Tom Thomson (1877-1917), Lawten Harris (1885-1970) e altri. La pittrice Emily Carr (1871-1945), che dipinge il West canadese, pur essendo attratta dal gruppo dei Sette, propone un'interpretazione più audace del fauvismo. La reazione contro il regionalismo dei Sette si fa sentire ben presto a Montreal; John Lyman (1886-1967) fonda la Società d'arte contemporanea (1939- 1948) per riunire tutti coloro che credono nel modernismo. Alfred Pellan (n. 1906) e Paul Emile Borduas (1905-1960), ciascuno a suo modo, adattano in forme canadesi il surrealismo francese. Nel 1948, pubblicando il manifesto Refus global (Rifiuto totale), Borduas conferisce una portata politica all'automatismo pittorico; Jean-Paul Riopelle (n. 1923) è per un'arte non figurativa lirica o paesaggistica. L'arte astratta geometrica trova nuovi esponenti a Toronto con Jack Bush (1909-1979), a Montreal con Fernand Toupin (n. 1930), Guido Molinari (n. 1933), Claude Tousignant (n. 1932), mentre si rifanno all'arte figurativa Jean-Paul Lemieux (n. 1904), nel Quebec, e Alex Colville (n. 1920) nelle Province Marittime.
La scultura contemporanea è più lenta ad affermarsi: Louis Archambault (n. 1915) tenta un'espressione postcubista; Armand Vaillancourt (n. 1929) e Robert Roussil (n. 1925) esplorano forme più contemporanee. Si interessano infine ai nuovi mezzi d'espressione dell'avanguardia internazionale artisti come Michael Snow (n. 1929), Les Levine (n. 1935), Greg Curnoe (n. 1936).

Musica
La presenza francese e poi quella britannica hanno lentamente formato la vita musicale nel Canada. Particolarmente nel Quebec, nella seconda metà DEL XVII sec. e nel XVIII sec., l'insediamento dei Francesi procede con una diffusione della musica dell'epoca di Luigi XIV, le cui tracce vengono via via scoperte negli archivi e nei periodici; influenza che poi viene sostituita da quella della musica britannica. Nel XIX sec. il Canada conosce le sue prime manifestazioni di musica nazionale con compositori come Calixa Lavallée (1842-1891), Guillaume Couture (1815-1915) e Alexis Contant (1858-1918), il cui stile rimane ancora legato alle norme fissate dai conservatori europei. Parallelamente alla creazione di scuole di musica e di formazioni sinfoniche e corali, la ricerca degli elementi folclorici (indiani, inglesi e francesi) utilizzati per una identificazione nazionale, ha coinciso, dopo il 1910, con l'adesione alle discipline più moderne. L'influenza di Debussy e dei Francesi, più evidente nella scuola di Montreal (Claude Champagne [1891-1965], François Morel [n. 1926], Jean Papineau-Couture [n. 1916], Clermont Pépin [n. 1926]), si è allora contrapposta a quella di Hindemith e dei Viennesi nella scuola di Toronto (John Weinzweig [n. 1913], Harry Somers [n. 1925], Harry Freedman [n. 1922], John Beckwith [n. 1927]). A partire dal 1940 si è verificata una rapida espansione di quest'arte che si vuole sempre più libera dalle tradizioni europee, pur accettando le tendenze più varie di stile ed espressione. Con la creazione dello studio di musica elettronica dell'università di Montreal e del centro di musica sperimentale dell'università di Toronto, la maggior parte dei giovani compositori ha superato le preoccupazioni di scrittura per esplorare le prospettive offerte dai nuovi mezzi. Otto Joachim (n. 1910), Maurice Blackburn (n. 1914), Istvan Anhalt (n. 1919), Pierre Mercure (1927-1966), Roger Matton (n. 1929), Serge Garant (n. 1929), Gilles Tremblay (n. 1932), Lloyd Burritt (n. 1940) hanno mostrato la tendenza a sfuggire agli imperativi culturali dell'Europa e degli Stati Uniti, e sono stati sostenuti dagli organismi ufficiali o privati.

Città Nazioni Alt. T.med- T.med+ Prec. gg Piogg.

Montreal Canada N.D. -8 21 999 164
Ottawa Canada N.D. -10 20 851 152
Toronto Canada N.D. -4 22 790 145
Vancouver Canada N.D. -2 17 161 1 068
Winnipeg Canada N.D. -18 19 535 535

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