Arabia Saudita

Materie:Tesina
Categoria:Geografia

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ARABIA SAUDITA
▪ Ambiente naturale. Il paese è diviso in quattro grandi regioni: il Neged, che corrisponde alla parte centrale della penisola, lo Higiāz a Ovest sul mar Rosso, l'al-Hasā sul golfo Persico e l'`Asīr a SudOvest ed il Najrān. Il Neged è la regione più vasta, comprendendo il deserto arabo centrale e le relative alture; non è completamente arido, essendo interrotto da diverse oasi. L'Higiāz comprende parte della fascia costiera sul mar Rosso; è questa la parte più popolata. La regione di al-Hasā è in gran parte una pianura desertica delimitata e intercalata da rilievi collinari. Nel Sud della regione le oasi di Hasā e Qaif rappresentano le aree più ricche, cui si aggiunge la fertile pianura che si estende per 20 km ad Est di Hufūf, intensamente coltivata e umanizzata. L'`Asīr è la principale area agricola del paese. In gran parte montuosa. Il sistema idrografico è praticamente inesistente, le precipitazioni minime, le temperature elevate. La vegetazione e la fauna sono quelle tipiche della regione desertica indiana e nordafricana. La prima consiste soprattutto in arbusti e vegetazioni cespugliose, mentre la seconda comprende un'ampia varietà di specie: dalle iene alle manguste alle gazzelle ed ai leopardi. Fra i volatili si segnalano il falcone, l'aquila, il pellicano.

▪ Popolazione. Il tasso di crescita annua è molto sostenuto, in virtù di un intenso movimento naturale. La vita media è di 70 anni. L'analfabetismo è ancora molto diffuso circa il 40%, anche se in misura inferiore alla media dei paesi arabi.
In forte aumento è l'urbanizzazione. Le città più popolose sono Gedda e la capitale Riyādh, seguite da Medina e la Mecca. Gran parte della popolazione è costituita da nomadi. L'arabo è la lingua parlata nella regione. La religione è quella musulmana, spesso di rito sunnita.

▪ Economia. L'economia si basa in gran parte sull'estrazione petrolifera, fonte principale della ricchezza. Il terziario occupa il 43% della popolazione. Numerosi gli oleodotti che convogliano il greggio ai terminali di esportazione e ai centri di raffinazione. Di crescente rilievo anche l'estrazione di gas naturale.
Nel sottosuolo saudita sono presenti altre risorse minerarie, fra cui carbone, oro, argento, uranio, fosfati, ferro, rame, manganese.
Per quanto riguarda l'industria, sono stati completati diversi impianti nei settori della petrolchimica, della siderurgia, della produzione di fertilizzanti, della chimica-farmaceutica. Tra le altre attività industriali emergono le produzioni di materiali da costruzione, quelle metallurgiche e meccaniche. L'industria delle calzature, dei mobili, quella elettrica e dei beni di consumo in genere, sono limitate a soddisfare la domanda locale. All'agricoltura è riservato l'1,7% della superficie del regno, in corrispondenza delle oasi. È questo un settore su cui si è investito molto, è molto aumentata la produzione di cereali (frumento e orzo), in parte anche esportati. L'allevamento, basato in gran parte sugli ovini e sui caprini, costituisce la risorsa quasi esclusiva della popolazione nomade.

▪ Commercio e comunicazioni. Il petrolio rappresenta circa il 90% del totale del valore delle esportazioni saudite. I trasporti marittimi contano su 5 porti principali. Il turismo conosce un certo incremento; si segnala soprattutto la corrente di pellegrini.

STORIA. ▪ Dalle origini agli anni sessanta. La nascita del regno dell'Arabia Saudita ha i suoi antefatti nella lotta per il controllo della parte centrale della penisola arabica conclusasi nei primi anni del Novecento con l'affermazione dell'autorità saudita. Durante la prima guerra mondiale il paese si tenne neutrale e nel dopoguerra iniziò una politica di espansione territoriale. Nel 1934 il regno si estese a SudOvest. Poco dopo la costituzione dell'Arabia Saudita, alcune compagnie petrolifere statunitensi, ottenute ingenti concessioni dal governo saudita, iniziavano lo sfruttamento delle sue immense riserve petrolifere. Durante la seconda guerra mondiale, l'Arabia Saudita si mantenne neutrale e solo poco prima della fine del conflitto dichiarò nominalmente guerra alla Germania e al Giappone. Nel 1948 si schierò con gli altri stati della Lega araba contro il riconoscimento di Israele. Successivamente assunse il ruolo di portavoce degli interessi occidentali in Medio Oriente. Per quanto riguarda la politica interna, non furono varate riforme sociali, né istituzionali.
Negli anni settanta il quadro politico dell'Arabia Saudita mutò dopo il conflitto arabo-israeliano del ‘73 e il connesso rialzo del prezzo del petrolio, allorché, come massimo produttore di greggio, assunse un ruolo di leadership nell'ambito dell'OPEC.
▪ Gli anni ottanta e novanta. L'arrivo di re Fahd alla guida dell'Arabia Saudita non ne mutò la linea della politica estera. Nonostante il forte legame con gli Stati Uniti, infatti, l'A. mantenne un risoluto rifiuto verso Israele e continuò a finanziare le organizzazioni palestinesi, puntando a detenere la leadership del mondo arabo. Nel ‘94 le relazioni con il restante mondo arabo restarono difficoltose e complesse, in particolare quelle con la Giordania e la Siria. Negli ultimi anni '90 l'economia e l'intera società saudita continuarono a dipendere pesantemente dalla rendita petrolifera e dall'andamento alterno dei prezzi internazionali del greggio.

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