Anversa, Lilla e Lipsia

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Oggetto: ricerca su le città di Anversa, Lilla e Lipsia

Lipsia
in tedesco: Leipzig. Città della Germania, capoluogo dell'omonimo distretto, sull'Elster Bianco; 550.641 ab. Università di fama mondiale. Situata nella regione di transizione tra la Germania media e quella settentrionale, Lipsia è un'antica città commerciale, sorta in mezzo a fertili campagne ricoperte di loess, su un importante bacino di lignite. La città vecchia era situata in posizione leggermente dominante le paludi dell'Elster e della Pleisse. Nonostante le terribili distruzioni causate dalla seconda guerra mondiale, è ancora riconoscibile la pianta irregolare della città, le cui antiche mura furono sostituite da viali e giardini. Intorno alla città sorgono i quartieri borghesi del XIX sec., a pianta regolare, e poi i sobborghi estesisi in gran parte nella pianura paludosa e malsana; in questi ultimi si trovano gli stabilimenti e i grandi isolati di case popolari. Lo sviluppo della città è legato a quello delle sue celebri fiere, che vi si andarono organizzando fin dal XII sec. Servita da numerose linee ferroviarie, ricca di capitali, favorita dall'elettricità fornita a basso costo dal vicino bacino di lignite, Lipsia è stata, fin dall'inizio del XIX sec., un importante centro industriale. Al primo posto sono le costruzioni meccaniche (macchine utensili, macchine poligrafiche, macchine agricole, ecc.), specializzate anche nella produzione di strumenti di precisione. A esse si aggiungono le industrie tessili (dalla filatura alle confezioni), alimentari e chimiche (coloranti), l'industria della pelletteria e delle pellicce, le manifatture di sigarette, i mobilifici, le fabbriche di strumenti musicali, ecc. Annualmente vi si svolge ancora, a primavera, la grande fiera campionaria che ha un'importanza crescente nel commercio della Germania. Lipsia è inoltre un centro culturale di primo piano (nel campo letterario, teatrale, musicale), cui è legato lo sviluppo di un'importante industria editoriale. Fino alla seconda guerra mondiale, Lipsia ospitava una celebre fiera del libro (Buchmesse), poi trasferita a Francoforte. — Il distretto di Lipsia (4.966 km²) ha 1.371.427 ab.
Storia
Lipsia ebbe origine da un insediamento slavo, Lipsk. Nominata come centro fortificato fin dall'XI sec., ebbe il primo riconoscimento giuridico dal margravio Ottone di Sassonia; i suoi successori la ingrandirono e la fortificarono, accordandole privilegi amministrativi, fiscali e finanziari. Grazie alla sua posizione geografica Lipsia fu costantemente una città commerciale importante, con il suo consiglio dei mercanti, le sue corporazioni, le sue fiere (due, dal XII sec., una sola dopo il XV) che presero slancio con il privilegio di deposito franco concesso alla città dall'imperatore Massimiliano I nel 1507. La sua università, fondata nel 1409 per accogliere gli studenti tedeschi esuli da Praga, fu uno dei principali centri intellettuali della Germania e uno dei focolai della Riforma. Nel 1519 vi ebbe luogo la famosa disputa tra Lutero, Carlostadio ed Eck. Durante la guerra dei Trent'anni fu più volte assediata da Svedesi e imperiali e non lontano da essa Gustavo Adolfo di Svezia riportò nel 1631 la grande vittoria di Breitenfeld sulle forze dell'Impero. A partire dal XVII sec. la città s'arricchì per il commercio librario essendovisi stabiliti gli editori di Francoforte sul Meno per sfuggire alla censura troppo rigida, ed è tuttora uno dei maggiori centri librari tedeschi. Nell'ottobre 1813 attorno a Lipsia si svolse la “battaglia delle Nazioni” tra i Francesi e gli eserciti della coalizione antinapoleonica. Nel 1815 la città fu incorporata alla Prussia. Nei secc. XIX e XX sviluppò la sua preminente posizione commerciale e verso il 1870 divenne il maggior nodo ferroviario dell'Impero tedesco. Nel 1943, 1944 e 1945 Lipsia fu terribilmente provata dai bombardamenti aerei anglo- americani: gli Alleati conquistarono la città il 14 aprile 1945 (generale Hodges, 1ª armata americana) e la cedettero poi ai sovietici.

Anvèrsa
in fiammingo Antwerpen, in fr. Anvers, città e porto del Belgio, capoluogo della provincia omonima, situata in fondo all'estuario della Schelda, sulla riva destra del fiume; 490.524 ab. Sede vescovile.
Geografia
La posizione di Anversa è legata al tracciato della sua principale arteria commerciale: la città è situata, infatti, su un'ansa del fiume, dove la profondità dell'acqua è favorevole all'ormeggio dei piroscafi. La cinta di mura del XVI sec., che chiudeva la città vecchia in cui sorgono monumenti dell'epoca medievale, è oggi sostituita da una cerchia di viali alberati. La città nuova, sviluppatasi nel XIX sec., è cinta a est da viali e canali; altri viali si irradiano dal centro verso la periferia; l'area cittadina è inframmezzata da parchi, tra cui il famoso parco Alberto e il giardino zoologico, uno dei più grandi del mondo. A est si trovano i quartieri residenziali, mentre la periferia industriale segue il corso della Schelda, dove sorgono gli impianti portuali. Il porto, sviluppatosi nel XIX sec., è costituito da dieci bacini a chiusa, situati a nord, comunicanti con tre bacini per battelli che si aprono sulla Schelda a sud della città vecchia. A valle di questo complesso si trovano i bacini più recenti, usati per il trasporto di granaglie e minerali, collegati alla Schelda mediante una chiusa. Anversa è un porto internazionale che serve le regioni industriali dell'Europa nordoccidentale, fino alla Lorena e alla Renania, e costituisce il punto di convergenza di canali molto frequentati e di una fitta rete stradale e ferroviaria. L'industria è nata appunto dall'importazione e dal transito di numerosi prodotti: derrate alimentari provenienti da regioni tropicali e temperate (risifici, fabbriche di conserve, raffinerie di zucchero, mulini, oleifici); fosfati, nitrati, zolfo, sale; legname del nord; fibre tessili; minerali non ferriferi (fonderie del rame e industria del radio); petrolio (raffinerie e industrie petrolchimiche). Anche le costruzioni metallurgiche e navali e i montaggi d'automobili sono fiorenti, e così pure l'industria chimica, quella fotografica e l'elettronica. Centro finanziario e commerciale di rilevanza internazionale, Anversa è, tra l'altro, uno dei primi mercati del mondo per il caucciù, il caffè, l'avorio e il radio. La principale industria locale è la lavorazione del diamante, monopolio diviso con Amsterdam. — La provincia di Anversa ha una superficie di 2.867 km² e 1.578.869 abitanti.
Storia
Le prime notizie riguardanti la città, sorta su un'isola della Schelda, risalgono al IV sec., ma il primo documento conosciuto in cui ricorre il suo nome è del VII sec., quando furono prosciugate le paludi e giunsero nel paese i missionari cristiani (sant'Eligio, sant'Amando e san Willibrord). Castrum nel IX sec., incendiata (837), poi occupata dai Normanni per la sua posizione strategica, unita definitivamente al Sacro romano impero nel X sec., Anversa nel 1008 divenne centro di una marca imperiale costituita a profitto del duca di Brabante dirimpetto alla frontiera francese, e di cui furono poi eredi gli Absburgo fino all'occupazione del Belgio da parte della Francia (1792). Dopo il XIII sec. la città fu un importante centro industriale (drapperie, conserva delle aringhe) e commerciale (due fiere franche annuali). Posta fra l'Inghilterra, la Francia, i Paesi Bassi e la Germania e punto d'incontro delle vie marittime che univano l'Europa nordoccidentale al Baltico e al Mediterraneo, l'espansione di Anversa fu tuttavia limitata al Brabante a causa della concorrenza di Bruges, che riuscì a far annettere la rivale alle Fiandre (1347-1406). A partire dal XV sec. però il suo commercio si estese su scala internazionale in seguito al declino di Bruges, alla liberalità dei duchi di Borgogna (1406-1477) e degli Absburgo, e alla scoperta dell'America. Durante il XVI sec. l'istituzione di una borsa di commercio aperta tutti i giorni, oltre che di una borsa valori, l'utilizzazione delle più moderne tecniche bancarie (lettere di cambio, di credito, ecc.) fecero di Anversa il primo centro finanziario europeo, frequentato da commercianti e finanzieri inglesi, tedeschi (Fugger, Welser), genovesi, spagnoli, portoghesi, cui si unirono poi anche anseatici e veneziani, rimasti più a lungo fedeli a Bruges. Ottenuto il monopolio non solo della diffusione delle lane inglesi nell'Europa centrale (XV sec.), ma anche di quella dell'allume (1491) e delle spezie (1501) nell'Europa del Nord, Anversa dal 1520 al 1560 fu il primo deposito e centro di smistamento dei prodotti europei d'oltre mare, importati via Cadice e Siviglia. I capitali esistenti nella città favorirono lo sviluppo di varie industrie regionali (drapperie brabantine, raffinerie di zucchero, fabbriche di sapone, di vasellami, vetrerie) e soprattutto di quella tipografica: sono di questo periodo i celebri laboratori di Christophe Plantin, le cui pubblicazioni contribuirono a fare della città un centro di diffusione dell'umanesimo. Ma le guerre di religione, il sacco del 1576 operato dagli Spagnoli e il successivo assedio del 1584-1585 per opera di Alessandro Farnese, concluso con la presa della città, provocarono il suo declino, accentuato dalle disposizioni della pace di Vestfalia (1648), che sancirono la chiusura delle bocche della Schelda; la sua popolazione scese da 150.000 a 50.000 ab. Dopo essere stata occupata una prima volta dai Francesi nel 1792, nel 1795 fu annessa alla Francia, insieme al resto dei Paesi Bassi austriaci, divenendo il capoluogo del dipartimento Deux-Nèthes. Difesa da Bernadotte (1809) e da Carnot (1814) contro gli attacchi degli Inglesi che temevano questa “pistola puntata sul cuore” del loro paese, dopo il congresso di Vienna la città fu inclusa nel regno dei Paesi Bassi. Nel 1830, all'epoca del distacco del Belgio dall'Olanda, fu bombardata dagli Olandesi che ne occuparono la cittadella. Presa dalle truppe francesi del maresciallo Gérard (1832), Anversa tornò al Belgio e riacquistò l'antica prosperità dopo il riscatto dei pedaggi percepiti dai Paesi Bassi (accordo del 1863). Occupata dai Tedeschi dal 1914 al 1918, dopo essere stata assediata dalle truppe del generale Beseler dal 26 settembre al 9 ottobre 1914, Anversa fu nuovamente occupata dalla Wehrmacht il 18 maggio 1940. Liberata dagli Inglesi il 4 settembre 1944, prima che i Tedeschi ne distruggessero gli impianti portuali, la città poté assicurare la maggior parte dei rifornimenti delle forze alleate, nonostante i numerosi bombardamenti delle V1 e V2.
Arte
Tra i più notevoli monumenti della città sono: la cattedrale di Notre-Dame (iniziata nel 1352 e terminata nel 1619) di stile gotico brabantino, nella quale sono conservati importanti dipinti di Rubens (Erezione della Croce, Deposizione, Assunzione); la torre nord, costruita dal 1521 al 1530 da Rombout Keldermans e Domien de Waghemaekere; la chiesa di San Giacomo, costruita in stile gotico fiammeggiante su progetto di Herman de Waghemaekere, all'interno della quale si trovano la tomba di Rubens e dipinti di Jordaens e van Dyck; la chiesa di San Paolo, gotica, opera di Domien de Waghemaekere (1530-1537); il municipio (1560-1565), opera di Corneille de Vriendt, nel quale elementi di gusto nordico si combinano con influssi rinascimentali; le chiese barocche di Sant'Agostino, costruita nel 1615 su progetto di Wenzel Coebergher, e di San Carlo Borromeo, edificata per i gesuiti da Peter Huyssens (1621). Di grande interesse sono anche alcune case, sedi di antiche corporazioni, come quella di Jordaens, quella di Drake (XVI sec.) e quella fastosamente barocca di Rubens (iniziata nel 1616). Da notare che Anversa, oltre ad aver ospitato a lungo Rubens, diede i natali a van Dyck, ai due Teniers, a Snyders, a Jordaens e ad altri famosi artisti.
Musei
Oltre al Museo reale di belle arti, nel quale si conservano importantissime opere di scuola fiamminga e di maestri stranieri (Fouquet, Antonello da Messina), al Museo Mayer Van den Bergh (collezione di primitivi fiamminghi e di miniature) e alla Galleria d'arte moderna, si ricordano lo Steen (Museo nazionale della marina) che ha sede nell'antico castello di Anversa, ricostruito nel 1520 da Keldermans e da Domien de Waghemaekere, il Museo di arte industriale e decorativa nell'edificio gotico dell'antico mercato delle carni, e il Museo Plantin-Moretus nella casa dell'incisore Christophe Plantin (XVIsec.).
Sport
La città di Anversa ha ospitato nel 1920 i giochi della settima Olimpiade ai quali parteciparono duemilaseicentosei atleti di ventinove nazioni. Gli italiani conquistarono tredici medaglie d'oro, cinque d'argento e sei di bronzo.

Lilla
in fr. Lille, città della Francia, capoluogo Regione Nord-Pas-de-Calais e del dipartimento del Nord, in Fiandra, sulla Deûle; 168.424 ab. Sede vescovile cattolica. Università. Musei. Lilla conserva pochi resti notevoli del suo passato: la chiesa di Saint- Maurice (secc. XIV-XV), l'antica Borsa (XVII sec.), la cittadella costruita da Vauban. Deve il suo sviluppo soprattutto all'industria tessile, specializzata nella lavorazione del lino, del cotone e della iuta, cui sono legate numerose industrie di confezioni e maglierie. Oggi nella città sono rappresentati tutti i rami dell'industria e hanno particolare importanza le costruzioni meccaniche ed elettriche, le industrie alimentari e quelle chimiche. Anche il settore terziario è assai sviluppato. Si spiega così la grande estensione di Lilla, che forma una vasta conurbazione, con Roubaix e Tourcoing, di circa un milione di ab. Aeroporto a Lesquin. Patria del generale De Gaulle.
Storia
La posizione insulare della città, sorta tra i bracci e gli acquitrini della Deûle, è attestata dalle forme successive del suo nome: Isla (XII sec.), Insula o Insulanus (XIII sec.), poi Lisle o Lille. I primi documenti relativi alla storia di Lilla risalgono all'XI sec. ed evocano la tipica bipartizione della città medievale: sulla Motte-Madame, circondata dalle acque, il castrum, col castello dei conti di Fiandra e la collegiata di Saint-Pierre (1055); a sud, il forum, con la chiesa di Saint- Etienne e la Grand-Place, centro del commercio. Sviluppatasi grazie ai conti di Fiandra, Lilla fu conquistata e distrutta da re Filippo Augusto di Francia che volle così punirla della sua fedeltà al conte Ferdinando, da lui sconfitto e catturato a Bouvines (1214). Risorta per merito della moglie di Ferdinando, Giovanna, fu presa e persa più volte dalle truppe di Filippo IV il Bello (1297, 1302, 1304) e passò sotto il governo diretto dei re di Francia; nel 1369 tornò ai conti di Fiandra nella persona di Luigi II di Mâle, per aver questi acconsentito al matrimonio della sua unica figlia ed erede, Margherita, col nuovo duca di Borgogna, Filippo l'Ardito, fratello del re Carlo V; nel 1383 Luigi trasmise a Margherita, e quindi alla casa di Borgogna, i propri diritti sulla città. Il duca Filippo il Buono fece di Lilla la sua residenza abituale, vi edificò (1457-1462) il Palais-Rihour, di cui rimane la cappella o sala del Conclave, e vi tenne il capitolo in cui furono ordinati gli statuti del Toson d'oro (1431). Alla morte di Carlo il Temerario (1477) la città passò alla casa d'Austria; dopo l'abdicazione di Carlo V (1556), agli Absburgo di Spagna. Votata al culto di Notre-Dame de la Treille, poco sensibile alla Riforma, nel 1667 fu assediata e conquistata da Luigi XIV in persona, che affidò a Vauban il compito di farne la “regina delle cittadelle”. Nel 1708, nonostante l'eroica resistenza del maresciallo di Boufflers, si arrese al principe Eugenio e al duca di Marlborough ma col trattato di Utrecht (1713) tornò alla Francia.
Città mercantile fin dall'XI sec., vantava, nel XII sec., fiorenti manifatture di drappi, affiliate, sotto il dominio borgognone, alla Hansa di Londra; ma, in seguito al divieto di esportazione di lana, ordinato da Edoardo III d'Inghilterra, dovette dedicarsi alla fabbricazione di tessuti più leggeri. Economicamente decaduta alla fine dell'Ancien régime, ridivenne, nella prima metà del XIX sec., un importante centro industriale, grazie alla filatura moderna del cotone, cui si aggiunsero la filatura e torcitura del lino, le costruzioni meccaniche (officine di Fives, 1860) e le industrie chimiche. Nel 1850 contava 75.000 abitanti, di cui 25.000 operai; nel 1858 l'annessione di quattro comuni industriali, Wazemmes, Esquermes, Fives e Moulins-Lille, le consentì di triplicare la superficie territoriale e di raddoppiare la popolazione. Si estese poi verso Roubaix e Tourcoing, diventando il centro della regione più ricca della Francia e di una delle più importanti conurbazioni europee. Nel 1914 e nel 1940 fu occupata dalle truppe tedesche, e rimase nelle loro mani fino al termine delle due guerre mondiali.

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