Alpi

Materie:Appunti
Categoria:Geografia

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Testo

LE ALPI: ASPETTI FISICI ED ANTROPICI

Questa è la storia della genesi dei monti:
- due masse di terreno si spostano;
- queste, quando si incontrano, creano un rialzo, detto montagna;
- gli agenti atmosferici agiscono su esso, cambiando il suo aspetto;
- infine rimangono le colline, cioè la montagna erosa e livellata dagli agenti atmosferici.
Le Alpi sono delle montagne giovani, non avendo subito grandi variazioni da parte degli agenti atmosferici. Esse sono nate assieme alla catena dell’ Himalaya, dallo scontro fra l’Africa e l’Europa Orientale. Le Alpi liguri erano basse, vicine al mare e popolate da uomini primitivi. Al termine della glaciazione queste popolazioni iniziarono a spostarsi verso l’Europa settentrionale. In questo periodo, però, l’aspetto fisico dell’Italia era caratterizzato dalla presenza di molti boschi:
- ai piedi di questi monti, vi erano i boschi di latifoglie;
- al di sopra, i boschi di conifere;
- gli uomini primitivi erano quindi costretti a costruire i propri villaggi nei campi al di sopra del bosco.
I villaggi venivano anche costruiti sui conoidi di deiezione, ovvero la zona posta alla confluenza di due fiumi e molto fertile, perché formata dai detriti trasportati “a valle”. Il suo nome fu inventato così, perché appunto assume una forma a forma di cono. Un altro dove venivano costruiti i villaggi era la “valle glaciale”, ovvero:
- i ghiacciai, dopo l’ era glaciale, iniziarono a sciogliersi ed a modellare le montagne formando delle valli ad U;
- essi, però, non riuscirono a mantenersi compatti, e diedero vita a dei fiumi;
- i fiumi continuarono il processo d'erosione delle montagne, formando delle valli a V;
- al termine dell’erosione, da parte del ghiacciaio e, poi, del fiume, si formarono delle valli ad UV, permettendo che si ergessero dei villaggi, proprio al fondo del gran processo d'erosione del ghiacciaio.
Ogni villaggio veniva costruito in modo diverso in base alla propria origine; ad esempio, le abitazioni romane venivano costruite in pietra, mentre quelle barbare, in legno.
Le case fortemente esposte al vento ed alla pioggia, spesso erano caratterizzate da balconi sorvolati da archi in pietra. Nei villaggi, spesso il raccolto di castagne era misero; quindi, per farle durare tutto l’anno, si costruivano delle piccole casette di legno, ognuna dotata di un caminetto con sopra un graticcio, per far seccare il raccolto.
I Romani, avendo paura delle Alpi, definivano questa catena di monti “terra di nessuno”.
Tuttavia le Alpi Cozie erano popolate dai Cozzi ed i Romani, per valicarle, approfittarono dell’aiuto di questo popolo, nominando regulo (= piccolo re) il sovrano cozio.
Grazie all’aiuto dei Cozzi, i Romani costruirono possenti postazioni di difesa lungo le Alpi.
Nella prima metà dell’ottocento vi fu una forte crescita demografica e le popolazioni montane iniziarono a disboscare e terrazzare il terreno, per coltivarlo ed abitarlo.
Nella seconda metà dell’ottocento iniziarono, però, ad arrivare, dall’America, bastimenti carichi di prodotti alimentari sconosciuti in Europa e venduti a basso costo. In Europa vi fu quindi un calo dei prezzi e la nascita di nuove industrie.
I contadini abbandonarono la montagna per trasferirsi in città o per cercare lavoro nelle industrie di fondovalle.
In Trentino e nel Veneto, la vita era montana, simboleggiata dal maso chiuso (azienda agricola ereditaria, cioè quando il capofamiglia moriva, tutti i suoi poderi passavano direttamente nelle mani del primogenito).
Napoleone emanò, però, un codice di leggi che faceva sì che il terreno venisse spartito tra i vari figli del capofamiglia. Questo portò ad un frazionamento della proprietà e creò dei disordini, che portarono all’abbandono della montagna.

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