Origine dell'Europa

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LE ORIGINI DELL’EUROPA

INTRODUZIONE

L’Italia è il risultato di un cammino storico e culturale molto antico, iniziato con la colonizzazione della parte occidentale del continente da parte dei Romani, proseguendo poi con la diffusione del cristianesimo e del feudalesimo. L’Europa, patria dell’umanesimo, della scienza moderna e dell’illuminismo entra in cristi nel XX secolo soffrendo le conseguenze delle due guerre mondiali.

IL MEDITERRANEO CULLA DI CIVILTÀ

Nella storia dell’Europa, il bacino del Mediterraneo ha avuto un ruolo centrale.
Dopo essersi stanziati lungo le coste del Mediterraneo, alcune gruppi umani provenienti dall’Africa iniziarono a dedicarsi all’agricoltura e all’allevamento.
Il Mediterraneo costituiva una facile e importante via di comunicazione facilmente navigabile.
Le grandi civiltà agricole e commerciali che si svilupparono sulle sponde del Mediterraneo erano tecnologicamente e culturalmente più evolute, conferendo una posizione di supremazia nei confronti del continente europeo.
Nel corso del tempo prevalsero diversi popoli: Egizi, Fenici, Cartaginesi, Ebrei, Greci, Etruschi e Romani.

LA CIVILTÀ GRECO-ROMANA

I Greci e i Romani furono protagonisti di una vasta opera di colonizzazione, indelebile per la civiltà europea.
I Greci costituirono le poleis, le città-Stato, permettendo la nascita e lo sviluppo di un’idea di cittadinanza che garantiva la libertà d’iniziativa economica e di espressione politica (democrazia = potere del popolo). Con questo popolo, sorgono delle espressioni culturali come la matematica, la geometria e la filosofia, grazie alla quale sono stati chiariti i concetti fondamentali della politica e della morale.
I Romani crearono un ordinamento dello Stato (efficienti istituzioni, un esercito stabile e ben organizzato, un buon sistema fiscale) e un sistema giuridico in grado di garantire il controllo dell’intero territorio. Essi rappresentarono una civiltà di tipo urbano.

IL CRISTIANESIMO

Il cristianesimo è un elemento essenziale della cultura europea. Le questioni sorte con questa religione rappresentano il fondamento della cultura europea.
Nel 313, con l’editto dell’imperatore Costantino, fu proclamata religione ufficiale dell’impero.
Il cristianesimo recepì dalla civiltà romana la struttura organizzativa del potere, cominciando a distinguere con chiarezza il potere temporale e potere spirituale.

L’INCONTRO CON I BARBARI

L’Europa ad est è aperta all’Asia con un lungo confine che è stato varcato da numerosi popoli.
Il confine romano, che da tempo era stato attraversato da popoli germanici visti come alleati militari, fu travolto in definitiva a partire dal 405.
Franchi, Alemanni, Goti, Burgundi, Longobardi altri popoli delle steppe orientali come gli Unni divennero padroni dell’Europa.
La causa principale del crollo dell’Impero fu una crisi agraria e commerciale con conseguente aumento dei prezzi e lo spopolamento delle città.
Ma la potenza culturale dell’Impero ebbe la vittoria sui Barbari. Nel cuore dell’Europa, i Franchi, convertiti al cristianesimo, nell’800, con Carlo Magno, spostarono la frontiera dell’Europa sempre più verso est.
La Germania divenne baluardo dell’Europa a oriente. Il Sacro Romano Impero fermò gli Unni nel 955 ponendo le basi di un’ulteriore conquista verso est.
La frontiera marittima occidentale aprì l’Europa all’incontro con nuovi popoli e culture, quali ad esempio i Normanni che presero d’assalto le coste europee e i pirati saraceni, per la zona sud dell’Europa.

LA CIVILTÀ ISLAMICA
Alla fine del VII secolo d.C., ebbe inizio la spinta espansionistica musulmana.
Gli Arabi crearono un impero capace di dominare un’ampia fascia di terre e di mari, controllando le grandi piste carovaniere e dominando le rotte marittime dell’Oceano Indiano e del Mediterraneo.
L’Europa si procurava spezie, merci preziose dell’Oriente e oro della Guinea solo grazie agli Arabi, favorendo la prosperità e la potenza della civiltà islamica.
Il Mediterraneo conservò un ruolo strategico ma il predominio islamico e la decadenza dell’Occidente lo trasformarono in un lago musulmano, proibito ai cristiani.
Il Mediterraneo sarà riconquistato dagli europei alcuni secoli più tardi con le crociate. Ciò non fermerà gli incontri e gli scambi commerciali, dove i veneziani furono maestri (repubblica marinara).

LA CIVILTÀ FEUDALE
Quando nell’Impero, il potere politico non ebbe più un riferimento centrale, gli europei si affidarono ad un sistema politico organizzato a livello locale: il feudalesimo.
Furono stipulate delle alleanze, dei patti tra uomo e uomo, che custodivano la pace e la sicurezza e che garantivano la sopravvivenza delle comunità.
La base economica di questa struttura sociale fu garantita dal lavoro dei contadini, in condizioni di servitù e che mantenevano con il loro operato il signore che li proteggeva.
Nonostante l’estremo frazionamento politico, si presentavano dei valori morali e religiosi che assieme a quelli politici ed economici delineavano un’unica civiltà.

LA CIVILTÀ URBANA E LE LIBERTÀ
Con l’evento del feudalesimo, si ebbero delle conseguenze positive, quali il rifiorire delle città, caratterizzate dall’incremento delle attività manifatturiere, del commercio e del libero mercato.
Il commercio a lunga distanza favorì la nascita delle prime forme di capitalismo, frutto dell’intraprendenza dei mercati italiani delle città di Venezia, Genova, Pisa e Amalfi, repubbliche marinare.
Per sopravvivere, le città contrattarono con i poteri feudali alcune libertà, le franchigie, condizione fondamentale per lo sviluppo della loro diversità economica.
Le città libere, indipendenti dai poteri feudali, di affermarono in Italia, nelle Fiandre e in Germania, varando istituzioni politiche dette Comuni che avevano come fondamento, gli ideali della libertà dell’uomo e della sovranità popolare.
Questi comuni approfitteranno dello scarso potere papale e dell’impero per intraprendere politiche espansionistiche.

LO STATO MODERNO
Nelle reti di rapporti feudali non hanno importanza solo le città, ma anche re e imperatori, sovrani feudali deboli perché il loro potere dipendeva dalla fedeltà dei rapporti di vassallaggio. Questi avevano un potere superiore ai signori feudali perché il popolo li vedeva come figure della giustizia, contro soprusi dei nobili e del clero.
Per questo motivo, le monarchie europee estesero il loro controllo su territori sempre più vasti. Per controllarli, il sovrano si circondò di collaboratori.
Il diritto romano divenne la base per la costruzione di un sistema di leggi valido in tutto il regno.
La civiltà europea che per secoli era stata civiltà urbana divenne civiltà territoriale, primo passo per la formazione dello Stato nazionale.

LA RIFORMA SPIRITUALE
Il pensiero europeo nasce e si sviluppa in continuo dialogo con il cristianesimo.
L’umanesimo era una corrente di pensiero, trama di tutto il pensiero europeo fino ai nostri giorni.
Inizialmente, nasce un umanesimo dalle origini cristiane. Umanesimo vuol dire fiducia in un cammino di progressiva liberazione dell’uomo dal male; fiducia che si fonda sulle capacità dell’uomo del genio umano ma anche sulla benevolenza di Dio.
Esistono quindi due umanesimi, un umanesimo ateo e uno cristiano, uniti nell’affermare la necessità di una trasformazione dell’uomo.

LA RIFORMA RELIGIOSA
Il cristianesimo visse una profonda crisi nel corso del XVI secolo, diventando fattore di divisione ma nello stesso tempo causa di una profonda riforma religiosa.
In ambito protestante, soprattutto con Lutero e Calvino, sono messe in discussione le consuetudini corrotte dalla Chiesa e i fondamenti della dottrina cristiana per costruire una fede rinnovata.
Il Concilio di Trento compì uno sforzo significativo per riformare la struttura della Chiesa.
Dallo scontro fra cattolici e protestanti, nel corso delle guerre di religione, maturano altri due elementi chiave: le idee di libertà di coscienza, tolleranza e la libertà religiosa.

LA SCIENZA MODERNA
La prima teoria della scienza prodotta dall’umanità, frutto di Aristotele (IV sec. a.C.) raggiunse l’Europa grazie a commentari scritti da Averroè. Egli è il primo a pensare l’universo fisico come una struttura dove il tutto e le parti sono unite armonicamente.
Cartesio e Fermat, Huygens e Newton elaborano i principi della scienza, la concezione meccanica dell’universo e la possibilità di misurarne la struttura matematica.
Questi principi durano fino alla revisione critica di Einstein; non a caso si parla di rivoluzione scientifica.
Con la rivoluzione industriale e quindi con una produzione più produttiva, queste scoperte emergeranno con più forza.

COSTITUZIONE E PARLAMENTO
Inizialmente caratterizzata dalla presenza di monarchie, con il progetto di costituire uno stato assoluto con un forte potere centrale, in Europa si svilupparono delle alternative politiche.
In alcuni regioni, come l’Italia e le Fiandre, si formarono le Repubbliche dei mercanti.
Nel Regno d’Inghilterra, il tentativo di costruire lo Stato assoluto da parte della monarchia diede vita ad una ribellione che sfociò in una rivoluzione armata.
Carlo I Tudor fu il primo re d’Europa condannato a morte dai rappresentanti del popolo.
La repubblica di Cromwell non durò molto, ma il ritorno di un re sul trono d’Inghilterra segnò la nascita della prima monarchia costituzionale, fondata sulla Carta dei Diritti (Bill of Rights), dove il re condivideva il potere con il parlamento.
Il parlamento, la divisione dei poteri, la carta dei diritti, la Costituzione (patto sociale fra monarchie e popolo, fondamento dello Stato) furono temi discussi che trovarono applicazione durante la Rivoluzione francese.

IMPERIALISMO E NAZIONALISMO
Tra il 1480 e il 1520, le potenze europee diedero inizio a grandi viaggi di esplorazione geografica per espandere i raggi commerciali.
Le conseguenze videro l’importanza dell’atlantico, la decadenza dell’impero arabo che perse le basi della sua ricchezza, l’espansione coloniale e una forte dominazione europea.
I viaggi di esplorazione si trasformarono in imprese coloniali e imperialistiche. Spagnoli e Portoghesi per primi crearono imperi coloniali in America, sterminando popolazioni e sfruttando le risorse naturali.
Il sostegno ideologico dell’imperialismo fu la nazionalizzazione delle masse, ossia il diritto di civilizzare popolazioni considerate inferiori (da parte della civiltà francese, inglese, tedesca)
Il mito, creato dal Romanticismo, della nazione come unità spirituale e culturale, come origine e destino del popolo, fu ampiamente utilizzato fino a raggiungere sfumature razziste.
La nazionalizzazione delle masse darà i suoi frutti più amari nel XX secolo quando diventerà causa delle due guerre mondiali.

LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
Nonostante fosse nata e si fosse sviluppata l’economia mercantile (nata nel medioevo), il sistema economico europeo aveva mantenuto le caratteristiche del sistema antico. La terra continuava ad avere la sua importanza e le tecniche agricole erano piuttosto arretrate.
Alla fine del XVIII secolo si avviò la seconda grande trasformazione economica, dopo la rivoluzione agricola del neolitico: la rivoluzione industriale.
Lo sviluppo dell’industria garantì un aumento della produzione e una trasformazione dei metodi di lavoro.
Nacquero e si svilupparono il capitalismo (i capitalisti, ossia i borghesi, possiedono i mezzi di produzione) e il sistema dalla fabbrica. Sorgono della associazioni di lavoratori, i sindacati, che lottano per ottenere un aumento dei salari e un miglioramento delle condizioni di lavoro.
Per sostenere le rivendicazioni dei lavoratori, gli intellettuali europei elaborarono l’ideologia socialista. Il socialismo si oppose all’idea di libero sviluppo del mercato e delle forze produttive proponendo la politica economica, il controllo e la programmazione che favoriscono uno svolgimento coordinato della produzione.

LA FINE DELL’EGEMONIA EUROPEA

La diffusione del capitalismo in Europa determinò una trasformazione anche nel sistema economico mondiale. I Paesi colonizzati furono inseriti nello sviluppo dell’industria come fornitori di materie prime e come consumatori dei prodotti europei.
Gli Stati Uniti e il Giappone furono in grado di costruire un sistema industriale capace di competere con quello europeo.
Nel primo decennio del Novecento l’invenzione di nuove tecniche, come la catena di montaggio, consentì agli Stati Uniti di avviare la produzione per il consumo di massa, di superare Inghilterra e Germania e di diventare la prima potenza industriale per il consumo.
La competizione di nuovi mercati e risorse e la diffusione delle dottrine nazionaliste favorì lo scoppio della prima guerra mondiale.
Dopo la fine della prima guerra mondiale, l’aumento delle forze produttive continuò il suo corso accompagnato da crisi frequenti.
Lo sviluppo della civiltà industriale in modo disordinato e tumultuoso fu causa di molte trasformazioni politiche in vari paesi. In Italia, nacque infatti la dittatura fascista e in Germania nacque il nazismo.
Nell’Unione Sovietica, primo stato socialista, nata nel 1917, le istituzione di democrazia popolare ebbero vita breve e furono ben presto sostituite da un regime totalitario (totalitarismo= dottrina politica che ammette un solo partito a guida dell’azione statale o
sostiene che il potere governativo debba disciplinare direttamente tutti i rapporti sociali e specialmente quelli economici).
Il permanere di gravi tensioni politiche ed economiche portò l’Europa alla nascita della seconda guerra mondiale, conflitto voluto soprattutto dalla Germania nazista.
Il conflitto si concluse con un ingente numero di vittime.

L’EUROPA DEL BIPOLARISMO

La conclusione della seconda guerra mondiale, con la sconfitta della Germania, dell’Italia e del Giappone, determinò la nascita di nuovi equilibri mondiali che resero evidente la fine dell’egemonia europea: l’affermazione di due grandi superpotenze mondiali, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica e la disgregazione degli imperi coloniali.
La forte rivalità tra USA e URSS, alleati contro un comune nemico ma che avevano sistemi politici ed economici differenti, caratterizzò il secondo dopoguerra.
Questo scontro venne chiamato “guerra fredda” perché non sfociò mai un conflitto aperto fra le due potenze.
Fu una pace armata, caratterizzata dalla costruzione di armi nucleari che divennero sempre più potenti e numerose. Le due potenze si affrontarono in numerosi conflitti locali nei quali le sostenevano Stati differenti o fazioni opposte in un medesimo Stato.
Il mondo fu così diviso nei cosiddetti due blocchi: i sostenitori dell’URSS e i sostenitori degli USA. I paesi alleati con nessun blocco furono chiamati “Paesi non allineati”.
NATO o North-Atlantic Treaty Organization era l’organizzazione del trattato dell'Atlantico del Nord per i paesi del Blocco occidentale; il Patto di Varasia era l’alleanza militare fra i paesi del Blocco orientale.

IL CROLLO DEL MONDO SOVIETICO

Nel corso degli anni Ottanta, i Paesi socialisti entrarono in crisi economica.
Nel 1985, con la salita al potere di Gorbaciov ebbe inizio nell’URSS una serie di cambiamenti:
• la riforma dell’economia socialista in modo graduale;
• il libero mercato;
• la democratizzazione della vita politica e sociale (obbiettivo: economia liberista).
Le resistenze interne fecero fallire questo tentativo.
Il mancato successo di questa politica accelerò la disgregazione del sistema politico ed economico sovietico.
Movimenti di massa provocarono pacificamente la fine dei regimi comunisti e la transizione dell’Europa orientale verso l’economia di mercato e la democrazia liberale.
Di questo cambiamento fu simbolo il crollo del muro di Berlino, nel 1989.
Si ebbero due conseguenze:
• cambiamenti geopolitici: l’Unione Sovietica si è disgregata facendo nascere la Federazione russa e altri Stati Indipendenti. La Germania è stata riunificata causando una sorta di calo in quanto le due parti si trovavano in situazioni economiche ben diverse e la Cecoslovacchia è stata divisa in due Stati;
• diffusione di una forte violenza.

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