Ligeia

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Testo

ANALISI DEL TESTO

LIBRO: Racconti AUTORE: Edgar Allan Poe
RACCONTO: Ligeia

Fabula: Intreccio:
1. Presentazione e descrizione di 1. Descrizione della camera nuziale
Ligeia. 2. Segni di vita da parte della seconda
2. Malattia e morte della donna defunta.
3. Secondo matrimonio
4. Malattia della seconda moglie
5. Avvengono strane apparizioni
Nella dimora dei due sposi
6. Ritorno di Ligeia

Lo strano racconto di LIGEIA fa parte di un nuovo genere narrativo sperimentato da Poe: esso consiste nell’unire il fantastico al poliziesco, anche se in questo brano non è così evidente la presenza del secondo genere. Il narratore, onnisciente e di primo grado perché racconta la vicenda in prima persona, utilizza un lessico molto comprensibile e le frasi da lui abilmente composte sono semplici, ma allo stesso tempo complesse, data l’utilizzazione di una tecnica di scrittura quasi VECCHIA. Si può notare, inoltre, come in tutti i suoi brani, Poe, sottolinei le parole chiave con un carattere diverso come persona, riferendosi a Ligeia, oppure stranezza, sempre riferendosi alla defunta moglie.
Il narratore, che si identifica con il protagonista, non da ne una descrizione, ne una caratterizzazione del personaggio, che ci appare quindi dal suo modo di comportarsi come un grande e bizzarro amatore.
Poe descrive invece minuziosamente Ligeia, donna oltre che bellissima, anche molto dolce e straordinariamente intelligente, per definire la sua impressionante bellezza, il narratore arriva al punto di utilizzare epiteti omerici come GIACINTEA.
Qui avviene la rottura dell’equilibrio iniziale, la tanto amata Ligeia si ammala e dopo un’agonizzante malattia muore sotto gli occhi del marito. In questo punto si ha la massima somiglianza tra il narratore ed il protagonista, di cui non si ha neanche il nome proprio per favorire questa personificazione, si può notare, infatti, oltre che la sofferenza per la morte della moglie da entrambi provata, come, sul letto di morte, Ligeia chieda al marito di ripetere i versi da lei composti poco tempo prima, e analogamente Poe aveva esordito nel campo letterario come poeta.
Il protagonista, abbandonatosi al dolore, acquistò una vecchia abbazia da lui ristrutturata in modo alquanto grottesco. Si risposò, in seguito, con un’altra splendida ragazza, ma, il ricordo ed il suo amore furono sempre completamente dedicati alla moglie scomparsa. Anche quando la seconda moglie morì, lui rivisse gli attimi passati con Ligeia, ed ella tornò magicamente a vivere..
Questo finale, alquanto strano, può essere interpretato in vari modi: il risveglio di Ligeia potrebbe, infatti, essere legato alle frasi dette sul punto di morte: L’UOMO NON SI ARRENDE AGLI ANGELI, NE COMPLETAMENTE ALLA MORTE, SE NON ATTRAVERSO LA FRALEZZA DEL SUO VOLERE, e quindi ella, che amava suo marito più di ogni altra cosa, avrebbe lottato per tornare in vita fino ad ottenere la sua nuova libertà; oppure potrebbe essere il contrario, cioè, proprio il protagonista, come Poe nella realtà, si sarebbe abbandonato al dolore fino al punto di lasciarsi morire e poter quindi, tornare a vivere con la sua amata nell'aldilà.
Il secondo matrimonio è la prova posta al protagonista, Ligeia infatti, tornerà in vita solo qualora il marito le avesse dimostrato tutto il suo amore e la prova viene superata con straordinaria bravura, ed il tanto desiderato ricongiungimento ha quindi atto.
In questo racconto, come in molti altri scritti da Poe, si può notare come i protagonisti cerchino di sfuggire dalla morte, ma questa teoria non fu praticata dallo scrittore, che, invece, alla morte andò incontro a braccia aperte desideroso di scappare dal suo dolore.

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