La Morte della Pizia

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Testo

Relazione del libro “La Morte della Pizia”
Autore : Friedrich Dürrenmatt
Anno di pubblicazione : 1998
Edizione del libro : Piccola Biblioteca Adelphi
Il libro narra alcune vicende relative a Pannychis XI, Pizia, ovvero sacerdotessa, di Apollo al santuario di Delphi; il suo compito e’ quello di fare oracoli e fornire previsioni inventando tutto di sana pianta, in un vero e proprio bussiness gestito dal gran sacerdote del tempio.
La storia e’ completamente ambientata nel complesso di templi di Delphi, nei tempi antichi e seguendo un ordine cronologico naturale, anche se durante la narrazione vengono richiamati altri luoghi relativi alla vicenda.
Appaiono nel libro sono moltissimi personaggi, ma quelli principali sono : l’indovino Tiresia, la Pizia, la Sfinge ed Edipo, attorno al quale ruota tutta la faccenda. La descrizione dei personaggi è prevalentemente fisica, anche se l’autore si sofferma spesso a commentare la loro condizione e il loro operato; non esiste un vero e proprio protagonista, ma solo un fulcro della storia, per l’appunto Edipo, che è comunque una figura incerta che cambia identità con ogni nuova rivelazione.
Il racconto è una dissacrazione del mito di Edipo che ripropone le vicende già note tramite la tragedia scritta da Sofocle sotto una luce diversa e con continui colpi di scena. La Pizia, sacerdotessa di Apollo che si occupa degli oracoli di Delphi (che vengono regolarmente pagati dai fruitori e registrati dal gran sacerdote), inventa tutte le profezie, come le Pizie che l’hanno preceduta e quelle che la seguiranno, a seconda del suo umore, e quando si trova davanti il giovane Edipo che vuole sapere la verità sui suoi genitori, gli fa l’oracolo che ben conosciamo; quando Edipo torna ormai vecchio e cieco al santuario e rivela alla Pizia che la sua profezia si è avverata, lei scoppia a ridere senza freno e continua anche quando il povero vecchio se ne è andato. Una sera, sentendosi vicina alla morte, si va a sedere sul suo tripode all’interno del tempio ed incominciano ad apparirle delle ombre che le si presentano come persone coinvolte nella storia di Edipo; anche Tiresia, potente indovino, le compare d’innanzi e incomincia a parlare con lei della vicenda.
Da questo momento in poi la storia è tutta un intrecciarsi di colloqui, rivelazioni, scoperte e constatazioni, che porteranno a far crollare ogni certezza nel lettore che vedrà scomparire a poco a poco ogni convinzione nei meandri di ogni nuovo enigma che si presenta.
Il narratore racconta la storia da un punto di vista esterno, e molto spazio è lasciato ai dialoghi e ai commenti.
Commento
E’ un libro che mi ha appassionato, a differenza (anche se potrebbe sembrare strano) di gialli dello stesso autore (come “Il giudice e il suo boia” e “Il Sospetto”).
Mi è piaciuta molto l’idea di una rielaborazione di un mito classico in modo non convenzionale, e il sarcastico lavoro di analisi condotto da Dürrenmatt sulla vicenda, che porta a creare supposizioni, teorie e convinzioni che vengono puntualmente deluse per poi crearne di nuove in un continuo “e se” o “ma allora” lasciando comunque l’incertezza alla fine del libro, è stata una cosa che ho trovato fantastica ed estremamente interessante.

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