La metamorfosi di Kafka

Materie:Scheda libro
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Testo

Dario Massano Classe 4ªB
Liceo Scientifico di Carignano 13/07/’00

AUTORE: Franz Kafka
TITOLO: La metamorfosi
CASA EDITRICE: Mondadori
ANNO: 1994

Una mattina, al suo risveglio, Gregor Samsa destandosi si trova trasformato in un insetto.
Dopo aver osservato il suo nuovo e ripugnante corpo, egli si ricorda i propri impegni di lavoro (è un commesso viaggiatore) e si accorge di essere in ritardo; non è ancora sceso dal letto che i genitori e la sorella Grete bussano alle porte delle stanze attigue alla sua per richiamarlo all'ordine. Le porte sono chiuse a chiave, nessuno può entrare; tuttavia Gregor, anche se malvolentieri, è costretto a scendere e aprire quando a chiamarlo è il procuratore della sua azienda, accorso per assicurarsi che il suo dipendente abbia una scusa sufficiente.
Gregor ha ormai accettato la sua condizione e nella speranza che gli altri facciano la stessa cosa, spalanca faticosamente la porta, ma immediatamente tutti gli altri scappano alla sua vista; dopo lo sconcerto il padre impugna un bastone e ricaccia lo scarafaggio gigante nella stanza da letto. Questo rimane incastrato tra gli stipiti della porta e riceve una violenta pedata che lo ferisce su un fianco, ma che lo conduce finalmente al sicuro.
Destatosi, Gregor trova del latte in una ciotola: subito si getta su quel cibo prelibato, ma resta deluso di non riuscire a berlo, disgustato.
Inizia così la lunga prigionia di Gregor, che chiuso in camera origlia i discorsi dei genitori ed ha solo il conforto di vedere la sorella Grete, l'unica ad occuparsi di lui, portandogli del cibo e riordinando la sua stanza.
Presto l'intera famiglia deve trovare un lavoro per mantenersi, poiché è venuto meno l'apporto economico di Gregor, che prima era fondamentale.
Gregor si nasconde con un lenzuolo sotto il divano per non spaventare sua sorella; questa ricambia la cortesia organizzando il trasloco dei mobili della camera, per permettergli di muoversi liberamente sui muri e sul soffitto.
Gregor si oppone però allo spostamento di un quadro che ritrae al sua fidanzata, appiccicandovisi sopra. La madre lo scorge e sviene, così sopraggiunge il padre e punisce il parassita scagliandogli addosso con brutale violenza alcune mele. Una di esse si conficca nel dorso di Gregor, che ferito gravemente si rifugia stordito nella sua tana.
La famiglia disgraziata conduce una vita sempre più faticosa e annoiante; ben presto la sorella perde la pazienza e nega le cure all'insetto, il quale da qualche tempo non tocca più cibo.
Entrano in scena nuovi personaggi: una vecchia donna per le pulizie, che deride bonariamente lo scarafaggio, e tre affittuari, che sono molto esigenti nei confronti dei padroni di casa.
Una sera essi cenano nel salotto attiguo alla camera di Gregor che esce dalla porta e li spia incuriosito. Terminato il pasto, gli ospiti si fermano ad ascoltare Grete alle prese con il violino; lo scarafaggio è sempre più interessato alla musica e si espone, invece gli ospiti, che non gradiscono più lo spettacolo, restano solo per cortesia. All'improvviso lo notano mentre avanza: nello stupore generale, si rifugiano in camera e annunciano di disdire immediatamente il contratto affittuario. Gregor è immobile, paralizzato; sua sorella denuncia il suo comportamento deleterio per tutta la famiglia, accusandolo di essere la causa di tutti i guai.
Il padre concorda e si avvicina cupo verso quello che non considera più suo figlio; questi, sempre più debole, a fatica ritorna in camera e decide di liberare i suoi da tante sofferenze, lasciandosi morire di fame. Il mattino seguente la donna di servizio lo trova disteso inerte per terra e dà l'annuncio della sua morte ai familiari; essi accorrono e considerano il fatto come una liberazione.
I pensionati vengono cacciati da casa, come pure la domestica; l'intera famiglia si congeda dal lavoro, per ritrovare la serenità e la prosperità che il parassita Gregor aveva tolto.
Riconquistata la pace, eliminato il problema, essi sono finalmente liberi.

TEMPO

In questo libro vi è isocronia: infatti, fabula e intreccio procedono paralleli e gli eventi si dispongono su una catena cronologica progressiva e lineare. Kafka non utilizza né analessi né prolessi, per incentrare l'attenzione sul presente, sulla metamorfosi di Gregor. L’autore utilizza diversi “movimenti narrativi”, quali le analisi (molto usata per le riflessioni di Gregor sulla sua metamorfosi), le pause (usate per descrivere i vari personaggi del racconto e, in particolar modo, Gregor), le scene (usate quando vi sono i dialoghi fra i vari personaggi, nei quali Gregor rientra solo all’inizio quando la sua voce è ancora minimamente comprensibile), e infine i sommari (molto utili per riassumere in poche righe eventi non degni di nota).

SPAZIO

La vicenda è ambientata interamente in casa Samsa e in modo particolare nella stanza di Gregor e nel salotto ad essa attiguo.
Le descrizioni degli interni sono poche e brevi, per lasciare spazio al racconto e non distrarre il lettore. Hanno, però, la funzione di caratterizzare gli stati d'animo dei personaggi, in particolar modo quello di Gregor, che si riflette nella stanza col tempo sempre più buia e vuota.
Lo scarafaggio vive prigioniero nella sua stanza da letto, e cerca un contatto con il mondo esterno affacciandosi alla finestra e restando per ore ad osservare la strada: nei suoi pensieri si scatena allora l'idea di evadere, ma n’è incapace perché troppo legato alla famiglia. Due citazioni possono rendere tutto più comprensibile. “Ma quell'alta e grande stanza nella quale era obbligato a giacere disteso sul pavimento gli dava angoscia, senza che però egli riuscisse a spiegarsene i motivi, dato che era la camera che occupava ormai da ben cinque anni.../ Oppure non rifuggiva dalla grossa fatica di respingere una poltrona fino alla finestra, e arrampicandosi sul davanzale vi si sporgeva puntellandosi contro la poltrona; era ovviamente per lui un modo di ricordare il senso di liberazione che prima gli aveva sempre dato il guardare fuori dalla finestra”.

STILE

Lo stile di Kafka è conciso ed essenziale per lasciare spazio di riflessione ed immaginazione al lettore; egli elimina la similitudine per raccontare la propria esperienza, adottando una metafora che colpisce il lettore (non è come uno scarafaggio, bensì uno scarafaggio).
L'autore non ricorre a particolari tecniche stilistiche, ma la sua abilità è evidente nell'inventare i personaggi (prendendo in ogni modo spunto dalla realtà) e nel descrivere alcune scene, che sembrano prese dai più recenti film d'azione. “era una mela, immediatamente seguita da una seconda; Gregor si fermò atterrito; era inutile proseguire la corsa, poiché il padre aveva deciso di bombardarlo. Si era riempito le tasche alla fruttiera sopra la credenza e adesso, senza mirare con precisione, gettava una mela dopo l'altra. Quelle piccole mele rosse rotolavano come elettrizzate sul pavimento urtandosi tra loro. Una di esse, lanciata con poca energia, sfiorò la schiena di Gregor, ma scivolò via senza fargli male. Un'altra, gettata subito dopo, gli penetrò letteralmente nella schiena; Gregor tentò di trascinarsi ancora un po', come se l'improvviso e incredibile dolore potesse svanire mutando luogo; si sentiva però come inchiodato al suolo e, nel totale sconvolgimento dei suoi sensi, si tese inarcandosi. Poi la madre si precipitò dal padre; nell'attraversare la stanza le gonne slacciate scivolarono in terra, una dopo l'altra; e incespicando nelle vesti ella si precipitò dal padre e lo abbracciò, si strinse a lui (mentre la vista di Gregor si offuscava) e con le mani intorno alla sua nuca lo implorò di risparmiare la vita di Gregor”.

NARRAZIONE

La narrazione è condotta in terza persona da un narratore che compare nella storia e che va identificato con Franz Kafka, il quale espone con semplicità e senza tanti artifici le avventure di se stesso, ma invece di farlo adottando "l'io" decide di trasportarle su una figura a lui parallela, frutto della sua fantasia: Gregor Samsa.
In questo modo la narrazione risulta originale e permette al lettore di trarre conclusioni personali , senza che ci sia un io narrante a guidarle.

PERSONAGGI

I personaggi del racconto sono pochi e costituiscono un unico nucleo familiare , ma i rapporti che li legano sono estremamente complessi da analizzare.
Gregor Samsa è un commesso viaggiatore alle dipendenze di una ditta molto esigente.
Il suo lavoro è stressante ed alienante, ma egli vi si dedica con tutto il fervore possibile, tanto che da ben cinque anni non prende un giorno di ferie.
Gregor lavora per ripagare i debiti del padre e mantenere la sua famiglia; sulle sue spalle grava un fardello che è troppo pesante per una persona sola; Gregor però aumenta le sue privazioni e fatica il doppio pur di non desistere.
Ed ecco che col passare del tempo, il lavoro inghiotte tutto il tempo di Gregor, il quale non ha più né svaghi né solidi rapporti umani; il giovane diviene schiavo dell'azienda e della famiglia, prigioniero della sua camera, e senza svaghi egli perde anche la facoltà della parola; a questo punto Gregor non è più un essere umano, bensì un rifiuto prodotto dalla società, una vittima che incapace di reagire si sveglia un mattino, si ritrova scarafaggio, in un corpo che il narratore descrive poco per volta, come fosse una scoperta graduale.
Analizzando i comportamenti di Gregor e cercando di capire come un uomo possa diventare un insetto, si ottiene la chiave per comprendere la psiche dell'autore.
In primo luogo, risulta evidente il difficile rapporto che lega padre e figlio: Samsa si sente parassita, ma i veri parassiti sono i familiari, e persecutore, invece è una vittima, totalmente dipendente dagli ordini paterni.
Il signor Samsa è così arrogante che il figlio non osa neppure opporsi alla sua autorità, rimanendo sempre privo di qualsiasi forma di indipendenza.
Gregor è vittima della figura paterna, ma al contempo è anche colpevole, perché incapace di reagire scappando di casa. Consapevole di questa colpevolezza, non esiterà a porvi rimedio con la morte volontaria, espiazione di tutti i mali della famiglia Samsa.
Kafka dunque visse il comportamento con il padre con un complesso di inferiorità che non riuscì mai ad eliminare. Doveva lottare, ma non ne fu capace: per questo motivo preferì arrendersi e subire. Ma il padre non è l'unico ad opprimere la coscienza di Gregor; in maniera più sottile Grete desidera possedere suo fratello. Per questo motivo si occupa di lui fin dal primo giorno, ma, si badi bene, pretende di essere l'unica a farlo e non riversa sul fratello vero e proprio amore. La donna decide per lui, lavora per lui, si occupa di lui finché questi non è diventato un vero parassita, incapace di vivere senza il suo aiuto.
Durante il trasloco Gregor viene privato dei libri, che rappresentano la letteratura per Kafka, ma si oppone quando le due donne vogliono togliergli anche il quadro che raffigura la donna della sua vita già presentata all'inizio del racconto.
E' qui necessaria una spiegazione: Franz Kafka si era fidanzato per due volte con Felice Bauer, ma era stato osteggiato dalla sua famiglia; egli aveva visto nel matrimonio la giusta via di salvezza per ottenere l'indipendenza dai parenti più stretti, ma era stato incapace di difendere la sua volontà sino in fondo.
Così tra lui e la sorella più grande, Ottla, era nato un amore illegale che li vedeva entrambi complici.
Nel racconto il legame particolare tra i due è solamente accennato da alcune riflessioni che Gregor fa e dalle amorevoli cure che Grete apporta nei primi mesi all'insetto. Ma dopo che Gregor-Franz dimostra di voler abbandonare la famiglia per quella donna che va identificata con Felice Bauer, la sorella cambia totalmente atteggiamento nei suoi confronti.
Grete trascura Gregor, è negligente e gli nega anche il cibo; per lei, l’insetto schifoso non ha più alcun senso. Al contrario, Gregor degenera arrivando a desiderare fisicamente la sorella (vedere l’episodio del violino). Gregor, con quest’episodio, è arrivato al termine della sua metamorfosi: non è più un essere umano, bensì un animale che va eliminato.
Al culmine del rapporto, durato anche troppo, Grete dà un taglio netto al passato e pone fine ad un'ignobile situazione, denunciando agli occhi del severo padre il fratello parassita.
Gregor è vissuto senza un vero amore, senza svaghi, senza libertà di parola, senza emozioni: che senso ha la sua vita?
Egli è ormai un insetto da eliminare, e solo con la morte la sua esistenza ottiene un significato, difatti l'intera famiglia viene liberata da una grande sventura e può finalmente ritrovare la pace e la prosperità.

COMMENTO PERSONALE

In questo capolavoro Kafka vuole esprimere la sua opposizione all'ordine oppressivo della famiglia borghese della sua epoca e attraverso un racconto che lo vede protagonista in terza persona rende noto tutto il suo disagio e la sua ostilità nei confronti di una figura paterna subordinante.
È un libro a cui ho dedicato molto tempo per la sua comprensione. Con una prima lettura; infatti, non ero riuscito a comprendere il parallelo tra la vita di Kafka e quella di Gregor ma con una buona documentazione sull’autore e una seconda lettura più accurata credo di essere riuscito a comprendere parte di ciò che Kafka voleva trasmettere con quest’opera.
Il libro, è inutile dirlo, mi è piaciuto molto poiché la sua lettura include un continuo lavoro di interpretazione dei fatti correlati alla vita di Kafka. È un testo che fa riflettere sulle condizioni di lavoro e familiari dell’epoca in chiave critica, quindi posso definirlo anche un romanzo storico. Spero di avere una nuova occasione in futuro di leggere altre opere dello stesso autore e soprattutto dello stesso spessore culturale.

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