La legalità

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Testo

Istituto Tecnico Commerciale

Alunno:

Classe:

Anno Scolastico: 2007/2008

Ideologicamente alla parola Legalità viene associato il termine Libertà, come espressione di un libero voto o di un libero confronto tra associazioni di persone.
Per vivere nella legalità è necessario che tutti i cittadini siano educati a rispettare le regole e a convivere rispettando se stessi e gli altri.
Perché ciò avvenga è indispensabile iniziare dai più giovani e quindi dalla scuola.
La scuola nel suo insieme è legalità infatti va intesa come il luogo in cui per la prima volta ci si confronta con altri, dove bisogna rispettare alcune norme ed avere una precisa condotta. La scuola è la prima grande istituzione da rispettare e da rafforzare.
Per queste ragioni penso che “l’istituzione scuola” possa essere protagonista nella diffusione della cultura della legalità e della democrazia per una migliore convivenza tra adolescenti sopratutto nel rispetto delle regole.
Ciò non significa fare un corso d' educazione civica ma significa costruire un percorso in cui i protagonisti sono due: le regole e lo studente.
Proprio per questo motivo credo che sia doveroso parlare di
EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’
Ritengo che la formazione alla legalità debba coinvolgere sopratutto i giovani che hanno lasciato la scuola, che non hanno punti di riferimento attraverso attività formative e che hanno come obiettivi:
- Condividere il concetto di legalità come accettazione di regole e di norme in funzione di una reale reciprocità nelle esperienze di relazione e nei rapporti interpersonali;
- Diffondere conoscenze sulle regole di vita collettiva e sulle istituzioni pubbliche;
- Accrescere la partecipazione democratica alle attività della comunità scolastica.

LETTERATURA
L’Impegno morale di Leonardo Sciascia
e la sua sfida contro la Mafia
Leonardo Sciascia (1921-1989) siciliano di Agrigento, fu prima un impiegato statale e poi insegnante elementare, fino a quando non si affermò come scrittore di articoli, saggi e romanzi. Esordì negli anni Cinquanta con due opere narrative, Le parrocchie di Regalpetra (1956) e Gli ziì di Sicilia (1958), entrambe ispirate alla sua terra.
L’opera letteraria più compiuta fu Il giorno della civetta (1961) che denuncia il fenomeno della mafia siciliana.
Negli anni Settanta Sciascia pubblicò opere di maggior impegno civile, anche per la sua diretta partecipazione alla vita politica come deputato al parlamento nazionale ed europeo. Candido ovvero un sogno fatto in Sicilia (1977) e L’affaire Moro (1978) sono romanzi incentrati su situazioni contemporanee, anche reali, come il dossier relativo all’assassinio di Aldo Moro, esponente della Democrazia Cristiana.
Il Giorno della Civetta
Trama
Il giorno della Civetta si apre con l’uccisione di un uomo, davanti a un autobus affollato e pronto a partire. La vittima è Salvatore Colasberna, un impresario edile, rifiutando la protezione della mafia, incorrerà in una grave vendetta. Conduce le indagini il capitano dei carabinieri Bellodi, originario di Parma, il quale arriva a scoprire non solo gli esecutori del delitto, ma anche i mandanti e gli sporchi intrecci tra i capimafia siciliani e i politici di Roma. Dopo una faccia a faccia con don Mariano, boss della mafia, Bellodi riesce a incriminare i tre killer e a farli arrestare. Successivamente, il capitano viene a sapere dai giornali che tutta la sua ricostruzione del delitto è stata annullata da un alibi di ferro tardivamente dichiarato. Tutto sembra concludersi a vantaggio della mafia siciliana composta da omertà e corruzione che fa da stato dentro lo Stato. A questo punto il capitalo Bellodi decide di ritornare nell’isola siciliana.
Il Genere
Il giorno della civetta ha le caratteristiche di un romanzo giallo, per l’indagine poliziesca, condotta a seguito di delitte o altre ingiustizie,che ne costituisce la vicenda. Ma il taglio storico-saggistico qualifica il romanzo tra i prodotti della letteratura - alta – e non nell’ambito della paraletteratura. D’altra parte, manca uno degli ingredienti del giallo popolare: il lieto fine, ovvero la scoperta dei colpevoli e la loro punizione.
Le Idee
Alla base dei romanzi di Sciascia si coglie l’ansia ostinata di comprendere le contraddizioni della sua terra, la Sicilia, e di descrivere, ma anche denunciare, a un grande pubblico una realtà affetta da guasti secolari, alla quale neppure lo sforzo costruttivo del dopoguerra ha dato rimedio. All’ansia conoscitiva si unisce l’impegno morale e un forte sentimento di giustizia, purtroppo insoddisfatto e costantemente deluso, che sfocia in un pessimismo pungente, ma mai rassegnato. Il capitano Bellodi, nel Giorno della civetta, incarna una sorta di eroe, un personaggio borghese in positivo, che cerca di rinnovare dal di dentro il sistema, ma fallisce nel suo scopo di verità e di giustizia. Egli non cede le armi, ma si propone di proseguire la sua sfida contro il male dell’isola: la Mafia.
Lo Stile
La scrittura di Sciascia è lineare, elegante e nitida, priva di sbavature emotive o di sensi traslati della parola, che fanno immaginare una realtà diversa. Ne risulta uno stile essenziale, quasi lapidario, specialmente quando riferisce argomenti di cronaca, con punte di ironia o di sarcasmo.
STORIA
Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa
La lotta contro la Mafia
Il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa fu l’uomo di punta nella lotta al terrorismo. Posto alla guida del riorganizzato nucleo antiterrorismo (1978), riuscì in breve a individuare basi dei brigatisti e a compiere alcuni importarti arresti. Non pochi terroristi, protagonisti del rapimento Moro, furono arrestati nel 1979. I successi di Dalla Chiesa lo portarono, all’apice della carriera, a rivestire la carica di Prefetto di Palermo. Egli veniva indicato come l’uomo adatto a smantellare la mafia, che aveva alzato il tiro contro lo Stato. Ma lo stesso Dalla Chiesa fu assassinato poco dopo a Palermo dalla mafia, insieme alla moglie, il 3 settembre 1982. Quelle su cui Dalla Chiesa aveva iniziato a indagare erano le trasformazioni della struttura dei gruppi mafiosi nel passaggio fra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, periodo in cui la mafia aveva intrapreso una vera e propria strategia, con numerosi assassini di giudici e uomini politici, fra cui i magistrati Terranova e Costa, il democristiano Piersanti Mattarella (presidente della Regione Sicilia), il comunista Pio La Torre (che propose una legge che colpiva i patrimoni mafiosi).
La mafia siciliana godeva da sempre un ampio radicamento sociale e forti protezioni. Il salto di qualità consisteva ora nell’espansione delle attività illecite – incremento del traffico internazionale di droga, intrusione nel sistema degli appalti pubblici, traffico d’armi, riciclaggio di denaro sporco, ecc. I legami fra il potere mafioso e quello politico non erano più occasionali, conseguenza delle intimidazioni o della corruttibilità di singoli uomini.
In cambio di indagini deviate, processi aggiustati o appalti guidati, i mafiosi potevano offrire consistenti “pacchetti” di voti elettorali, in grado di garantire la vittoria di un candidato. Il maxiprocesso celebrato a Palermo fra il 1985 e il 1987 vide per la prima volta imputati in un’aula di tribunale alcuni mafiosi di primo piano, quali Luciano Liggio e Michele Greco.
La legge sui “pentiti” che Dalla Chiesa voleva estendere alla lotta alla mafia, aveva anche lo scopo di intaccare il codice d’onore mafioso che assicura l’omertà degli affiliati e dei congiunti. Nel marzo 1980, il primo ad usufruire della nuova legge fu il brigatista Patrizio Peci, al quale venne garantito protezione e diminuizioni della pena in caso di collaborazione con la Giustizia.
I successi dell’azione Antimafia non impedirono tuttavia nuovi assassini. Nel 1992 fu ucciso Salvo Lima, potente uomo politico e capo in Sicilia della corrente democristiana di Andreotti.
Probabilmente non a caso quello stesso anno, a poche settimane di distanza, vennero assassinati i giudici più esposti del fronte antimafia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, con le loro scorte, in due spaventosi attentati.
DIRITTO
Il Principio di Legalità e lo Stato di Diritto
La parola Legalità può sinteticamente significare: “Soggezione alla legge” o “Rispetto della Legge”.
La Soggezione alla legge è basata su una regola fondamentale: la norma.
Infatti la norma è una misura indispensabile nei comportamenti dei diversi soggetti di un ordinamento, come ad esempio: singoli e associati o pubblici e privati.
Alla fine del XVIII secolo, la Rivoluzione Francese rappresentò il contrario dell’assolutismo, infatti, combattendo contro l’arbitrio dello Stato, si affermò lo Stato di Diritto e il potere assoluto passò dall’Antico Regime al Parlamento.
Lo Stato di Diritto, è lo Stato in cui è vietato l’arbitrio dei poteri pubblici.
Infatti esso si preoccupa non solo che gli organi statali rispettino la legge ma soprattutto, che la legge non sia arbitraria. Essa, a sua volta, viene considerata non arbitraria solo se è espressione della volontà di un organo che rappresenta la società, ossia il Parlamento.
Gli elementi che lo Stato di Diritto prende in considerazione sono: la garanzia dei diritti dei cittadini e la separazione dei poteri.
Il potere dello Stato viene diviso e attribuito a tre organi indipendenti:
o Parlamento: potere di fare le leggi (legislativo)
o Governo: potere di eseguire le leggi (esecutivo)
o Magistratura: potere di applicare le leggi (giudiziario)
Le forme dello Stato di Diritto
Lo Stato Liberale o Stato Legale è basato sul principio di legalità, cioè la supremazia della legge che il potere esecutivo deve eseguire fedelmente e i giudici applicare rigorosamente.
Il principio di Legalità comporta che gli atti del potere esecutivo e le sentenze dei giudici sono validi solo se si fondano su una legge che li prevede e rispettano i limiti che essa impone loro.
Grazie a codesto principio, quando un cittadino viene danneggiato da un atto del potere esecutivo illegittimo, cioè non fondato sulla legge, può presentare ricorso per difendersi.
Per questa ragione, il principio di legalità è stato integrato con il principio di costituzionalità. Codesto principio significa che anche il legislatore è vincolato al rispetto del diritto, in particolare delle norme giuridiche contenute nella Costituzione.
Lo Stato Democratico è quello in cui tutte le classi sociali (e non più solo la borghesia) accedono al Parlamento e quindi partecipano all’elaborazione della legge.
Lo Stato Dittatoriale è il contrario dello Stato di Diritto, infatti si ha quando una forza politica ha usato lo Stato come proprio strumento di potere, come ad esempio:
Le Dittature di Destra: si sono sviluppate tra le due guerre mondiali con lo scopo di arrestare la democratizzazione dello Stato. L’esempio più chiaro è rappresentato dal regime fascista.
Le Dittature di Sinistra: rappresentate dagli Stati Socialisti a partire dalla Rivoluzione Sovietica fino alla caduta del muro di Berlino.
SCIENZE DELLE FINANZE
Il principio di legalità in relazione alle Imposte
Nello Stato di diritto il potere di imposizione, come tutti i poteri pubblici, è esercitato secondo il principio di legalità.
In base a questo principio, che regola il comportamento di qualunque autorità pubblica, lo Stato e gli enti pubblici sono soggetti alla legge, sicchè l’esercizio dei loro poteri deve svolgersi nelle forme e nei modi stabiliti dalle norme giuridiche, cioè secondo la Legalità.
Il principio di legalità è posto a garanzia del cittadino e corrisponde all’esigenza di impedire imposizioni arbitrarie e tutelare gli interessi pubblici senza interferire ingiustamente quelli privati.
Da ciò discende la regola che gli interessi individuali posso essere sacrificati soltanto nei limiti e con le garanzie indicati dalla legge.
Con riferimento al potere di imposizione, il principio di legalità comporta che non si può pretendere da una persona il pagamento di un’imposta se non a seguito di un provvedimento dei competenti uffici finanziari che accerti l’esistenza di tutte le condizioni soggettive e oggettive previste dalle norme tributarie.
I Tributi sono prestazioni obbligatorie in denaro che lo Stato ha il potere di imporre con lo scopo di conseguire un’entrata.
La Tassa è un tributo posto a carico di coloro che fanno domanda di determinate prestazioni rese dagli uffici pubblici.
Il Contributo è un prelievo di ricchezza imposto a coloro che traggono uno specifico e individuale vantaggio da opere o servizi pubblici di utilità generale.
L’imposta è il prelievo coattivo di una somma di denaro, senza alcuna controprestazione specifica, effettuato dallo Stato o da altro ente pubblico nell’esercizio del potere di imposizione.
La funzione dell’imposta è di porre a carico di tutti i membri della collettività, in relazione alla capacità economica di ciascuno, l’onere della spesa per i fini che riguardano l’interesse generale dei contribuenti. Infatti il potere di imposizione è un aspetto della sovranità, in base alla quale lo Stato governa il territorio nazionale senza alcuna autorità al di sopra della propria e nel rispetto dei vincoli imposti dall’Unione Europea.
Le Imposte dirette hanno come presupposto le manifestazioni dirette e immediate di ricchezza, come ad esempio: il possesso di redditi o il possesso di un patrimonio.
Le Imposte indirette hanno come presupposto fatti e attività da cui di desume: il possesso di un reddito o di un patrimonio, come ad esempio: consumi, scambi, trasferimenti, ecc.
L’applicazione delle imposte viene effettuata mediante procedure costituite da una serie di atti fra loro connessi:
o L’accertamento: è diretto a individuare somme dovute a titolo di imposta. Con la procedura di accertamento, il credito dell’Amministrazione finanziaria nei confronti del contribuente, viene reso certo.
o La Riscossione: consiste nel ricevere il pagamento delle somme liquidate. Con la riscossione dell’imposta si estingue l’obbligazione tributaria e si chiude il rapporto fra l’ente impositore e il contribuente.
o Il Versamento: accade quando l’ufficio che ha riscosso le somme, le consegna all’ufficio di tesoreria che gestisce il servizio di cassa dell’ente impositore.
ECONOMIA AZIENDALE
Le Imposte: Ires e Irap
Le imposte dirette colpiscono le manifestazioni evidenti e immediate della capacità contributiva, individuata generalmente nel reddito conseguito o nel patrimonio posseduto.
Le imposte dirette si distinguono, a loro volta, a seconda dell’oggetto che viene colpito e del soggetto a cui fanno capo. A seconda dell’oggetto preso in considerazione abbiamo:
• IRAP: L’imposta regionale sulle attività produttive
• IRES: Le Imposte sul reddito
L’imposta Regionale sulle Attività Produttive è un’imposta proporzionale il cui ambito applicativo è costituito dall’esercizio di un’attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni, ovvero alla prestazione di servizi. Sono soggetti passivi d’imposta gli imprenditori individuali, le società, gli esercenti che esercitano attività commerciali.
Pur essendo formalmente un’imposta diretta, l’IRAP non è un’imposta di reddito, ma ha per presupposto oggettivo la produzione. Infatti colpisce il valore della produzione netta determinato per competenza, prima che lo stesso venga ripartito tra coloro che partecipano alla distribuzione, ossia i lavoratori dipendenti, i finanziatori esterni, l’imprenditori o i soci e l’amministrazione fiscale.
L’irap ha un’aliquota del 4,25%, con facoltà per le Regioni di variarla per non oltre un punto percentuale. Infatti, se un’impresa è ubicata in più regioni occorre ripartire l’imposta in proporzione all’ammontare delle retribuzioni spettanti al personale a qualunque titolo utilizzato.
A seconda del soggetto a cui fanno capo, l’ordinamento tributario prevede le seguenti imposte sul reddito:
• L’imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF): è un’imposta progressiva ad aliquote crescenti per scaglioni. Grava sul reddito imponibile complessivo delle persone fisiche (somma di redditi fondiari, di impresa, di lavoro autonomo ecc.)
• L’imposta sul Reddito delle Società (IRES): è un’imposta proporzionale ad aliquota 33% che grava sul reddito imponibile complessivo delle persone giuridiche (per esempio le società di capitali)
Le scritture in P.D. relative alle imposte dell’esercizio sono analoghe alle seguenti:
Alla chiusura dell’esercizio si rilevano le imposte di competenza e si stornano i crediti verso l’Amministrazione Finanziaria:
Dare Avere
Imposte dell’esercizio X
Debiti per imposte X
Debiti per Imposte X
Imposte c/acconto X
Debiti per Imposte X
Imposte c/acconto X
Crediti per Ritenute subite X
INFORMATICA
La Sicurezza e la Pirateria Informatica
Un sistema informatico è soggetto a diversi inconvenienti che possono dare luogo a problemi gravi ed irrecuperabili, quali la perdita di dati o il degrado dei programmi.
Le cause che possono incidere negativamente e talvolta in modo irreparabile sulla sicurezza del sistema informatico di un’azienda possono essere:
• Errori del personale
A volte, la cattiva gestione dei dati, oppure errori banali possono produrre disastri.
• Hacker
Il termine Hacker indica un soggetto che si collegano, con sistemi di elaborazione, sfruttando meccanismi di rete senza avere l’autorizzazione. Infatti questi inserimenti indesiderati possono portare alla paralisi del sistema operativo.
• Virus
I Virus sono programmi costruiti con lo scopo di:
- Infettare un programma senza alternarne il funzionamento
- Rendersi visibili in qualche modo
- Autoriprodursi in un’ ambiente; creando danni (distruzione di dati e programmi) oppure contagiando programmi presenti sul sistema operativo.
Come proteggersi?
Le norme di prevenzione per i danni aziendali consistono in:
➢ Una netta separazione tra l’ambiente di esercizio e l’ambiente di sviluppo, per evitare che il programmatore inquini prove o che distrugga procedure aziendali
➢ Copie periodiche di dati aziendali attraverso supporti di Backup da conservare in luoghi sicuri per un successivo ripristino chiamato Restore.
➢ Intervento di livelli professionali in caso di ripetizione dell’errore.
Per quanto riguarda la protezione da Hacker e Virus è opportuno:
➢ Integrare sistemi di controllo degli accessi con l’uso di tessere magnetiche di riconoscimento.
➢ Controlli sistematici dei supporti usati per l’accesso alle reti.
➢ Contattare ditte specializzate in costruzioni di programmi “vaccino” con lo scopo di eliminare i virus.
La tutela giuridica del software e dei reati informatici
Per un’azienda, la preoccupazione maggiore sorge quando un software da loro acquistato, rischia di essere copiato o utilizzato da persone non autorizzate. Con il Decreto Legislativo n. 518 del 29/12/1992 la legge tutela il proprietario, punendo con pene severe, chi abusivamente riproduce software o vende copie non autorizzate.
Per i reati informatici, la legge n. 547 del 21/12/1993 stabilisce pene per il danneggiamento di dati e programmi.
INGLESE

The constitution of the United Kingdom
The United Kingdom of Great Britain and Nortern Ireland is a constitutional monarchy, a member nation of the European Union and one of the indipendent members of the Commonwealth.
The United Kingdom is the oldest democracy in the western world but the constitution of the United Kingdom is not contained in one single document but it is based an convention, common law and statute law.
The basic principle of the United Kingdom constitution is the separation of powers (legislative, executive and judiciary) among the various branches of government ; The judiciary powers is indipendent from the legislative and executive powers.
The Crown and The Parliament
The head of the State is Queen Elisabeth II. She has many functions in fact she:
• Sommons and dissolves Parliament
• Appoints the Prime Minister and judges
• Gives her approval to Government and to all laws
Morever she is the temporal head of the Curch of England, the head of the Commonwealth, the commander in-chief of all armed forces of the crown.
The British Parliament is situated in the Palace of Westminster in London. Its main functions are to pass laws, vote taxation and control the government. It is made up of two Houses:
The House of Commons: which is elected by universale suffrage
The House of Lourds: whose members are either hereditary or appointed by the sovereign.
TRADUZIONE
La Costituzione del Regno Unito
Il Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord è una Monarchia Costituzionale, un membro dell’Unione Europea ed uno dei membri indipendenti del “Commonwealth”.
Il Regno Unito è la più antica democrazia del mondo occidentale ma la sua costituzione non è contenuta in un singolo documento bensì si basa su una convenzione, un diritto consuetudinario ed una legge statutaria. Il principio di base della costituzione del Regno Unito è la separazione dei poteri (Legislativo, Esecutivo e Giudiriziario) tra i vari rami del Governo; il potere Giudiziario è indipendente dai poteri legislativo ed esecutivo.
La Corona
Il capo di Stato è la Regina Elisabetta II. La Regina svolge molte funzioni, di fatto lei:
• Convoca e scioglie il Parlamento
• Nomina il primo ministro ed i giudici
• Approva il Governo e tutte le leggi
Inoltre lei è il capo della Chiesa d’Inghilterra, capo del Commonwealth e di tutte le forze armate.
Il Parlamento
Il Parlamento Inglese è situato nel palazzo di Westminster, a Londra. Le funzioni principali sono: emanare le leggi e controllare il Governo. Il Parlamento è composto da due camere:
La camera dei Comuni: che viene eletta a suffragio universale
La camera dei Lords: i cui membri sono ereditari o nominati dal sovrano.
MATEMATICA
Le Derivate
Parziali
Funzione
Derivata
X2
2x
x
1
n

ex
ex
Esiste un metodo rapido per il calcolo delle derivate parziali
E tale metodo consiste nell’applicazione della seguente tabella.

Studio della Derivata Seconda
Dopo aver trovato le coordinate dei punti stazionari attraverso la risoluzione del sistema contenente le due derivate parziali prime, bisogna stabilire se tali punti stazionari sono dei massimi o dei minimi o di sella.
Per tale scopo si ricorre alle cosiddette derivate seconde.
Per definizione le derivate seconde sono derivate delle derivate prime, cioè si ottengono derivando nuovamente sia z1 x che z1y sia alla variabile x che alla y.
Le derivate seconde le indichiamo con i seguenti simboli: z”xx”, z”xy”, z”yy”
1

Esempio



  


  1. sara

    delle farsi sulla legalità per la scuola


Come usare