La Chimera

Materie:Scheda libro
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Testo

Zivieri Cristian II D
SCHEDA LIBRO DELLA CHIMERA
di Sebastiano Vassalli
Titolo : La Chimera
Autore : Sebastiano Vassalli
Editrice : Einaudi
Anno di pubblicazione : 1990
Note sull' autore : Sebastiano Vassalli nasce a Genova nel 1941; giovanissimo prende parte alle vicende del "Grupppo 63", poi esordisce come scrittore con alcune prose sperimentali; attualmente, oltre che scrivere romanzi, collabora con importanti testate giornalistiche, sia italiane che straniere, quali "il Corriere della Sera" e il "Neue Zurcher Zeitung".
Tra le sue opere ricordiamo Mareblщ( 1982 ), La notte della cometa( 1984 ), L' oro del mondo( 1987 ), Marco e Mattio( 1992 ), Il cigno( 1993 ) e 3012 (1995 ), oltre naturalmente alla Chimera, scritta nel 1990, che gli и valsa negli anni successivi il Premio Strega e il Premio Selezione Campiello.
Note sull' ambientazione storica e geografica : Il romanzo si svolge per intero nella provincia novarese, piщ precisamente in un piccolo paesino della bassa, Zardino, che come l' autore ripete piщ volte tra "premessa" e "congedo", ora non esiste piщ, probabilmente cancellato dalle pestilenze, dalle battaglie, dagli incendi o chissа cos' altro.
Zardino era un piccolo borgo come tanti altri ce n' erano nella pianura padana a quei tempi : un paesino abitato da volonterosi contadini, circondato dai campi di granturco e dalle risaie, e dominato da due collinette, l' unica particolaritа del villaggio, formatesi con i sedimenti del Sesia che scorreva a poche centinaia di metri, e che gli abitanti di Zardino chiamavano "il dosso dei ceppi rossi" e "il dosso dell' albera", dove le dicerie e le fantasticherie di paese affermavano avvenissero i sabba, in altre parole i riti satanici nei quali le streghe venivano possedute dal demonio.
Nel romanzo abbondano poi citazioni e riferimenti a luoghi reali e personaggi storici, cioи realmente esistiti : si pensi a Filippo II Re di Spagna, Federigo Borromeo, l' inqisitore Manini, Clemente VIII, oppure alla storia del Caccetta o a quella di Bascapи, o anche alla meticolositа della descrizione della prigionia di Antonia, prima nelle carceri del Tribunale dell' Inquisizione, poi nella Torre dei Paratici; di certo queste informazioni aiutano a collocare con precisione la tragica vicenda della "strega di Zardino".
Anche l' ambientazione storica и accurata : il romanzo si colloca a cavallo tra il XVI e il XVII secolo, quindi in piena dominazione spagnola e, forse simbolicamente, l' autore lo fa iniziare con la nascita di Antonia il 17 gennaio 1590 e lo termina precisamente il 20 agosto 1610, data della sua morte; tuttavia, durante il racconto, la ragazza sembra passare in secondo piano e i suoi sentimenti sembrano tralasciati, quasi come Antonia fosse sopravanzata dagli eventi, piщ veloci di lei.
In conclusione, si puт parlare della Chimera come di un romanzo storico a tutti gli effetti, anche perchи и stato tratto da un vero manoscritto che, se pur non imparzialmente, ha testimonianto il processo alla strega sino ai giorni nostri.
Note su un personaggio : Una cosa che mi ha molto affascinato nel racconto и la descrizione di Carlo Bascapи, il vescovo di Novara, che a mio parere и un pezzo di rara bravura: proprio perchи ad ogni pagina и come se il lettore se lo ritrovasse davanti, quell' ometto gracile, magrissimo, con la pelle smorta color della cera, le mani bianche e ossute come quelle di un morto, quasi un "cadavere vivo" come lo descrive l' autore; cosм pieno di mali, catarri, allergie, emicranie, dolori alle ossa e chissа cos' altro ancora, che tutti pensavano avrebbe presto raggiunto il Signore a cui tanto era devoto; invece lui restava lм, non voleva andarsene, e sognava di riportare la Chiesa, con i suoi fedeli e i suoi ministri all' antico splendore e all' antica moralitа, ripercorrendo le orme dell' defunto "amico-guida" Carlo Borromeo, a cui si rivolge sempre nei momenti di difficoltа e sconforto.
Non riuscirа nel suo intento, che rimarrа soltanto "una chimera", e anzi si allontanerа in questo modo sempre piщ dai suoi fedeli, isolandosi all' interno della Chiesa romana, ed arrivando persino ad affermare, verso la fine del romanzo, che la Chiesa faceva Santi solo per "liberarsene", mettendoli nel calendario e quindi in soffitta, cercando di dimenticarli il piщ in fretta possibile.
La storia di Bascapи, della sua quasi elzione come pontefice, del suo "esilio" a Novara, della lotta contro l' inquisitore Domenico Buelli, corre parallela a quella di Antonia, apparentemente senza alcun punto in comune, se non un fugace incontro alla Pia Casa quando Antonia era ancora una bambina e fu incaricata dall' educatrice di porgere i saluti e gli onori al vescovo a nome di tutta la comunitа, essendo lei la piщ carina tra le esposte al convento.
Cosм Bascapи, a discapito di tutti i suoi nemici, come giа detto in precedenza, sarebbe sopravvissuto sino a sei anni dopo la condanna a morte della "strega di Zardino", come un cadavere che non vuole entrare nel sepolcro.
Sintesi dell' opera : La storia di Antonia ha inizio il 17 gennaio 1590, quando una bambina appena nata venne abbandonata sul torno della Pia Casa di San Michele a Novara : le monache la accolsero tra loro come facevano con tutti gli orfani, poichи non rari erano a quel tempo i casi di abbandono, le diedero nome appunto Antonia, e ben presto "la nuova arrivata" conobbe e divenne amica di tutti gli altri esposti ed esposte( cosм infatti si chiamavano bambini abbandonati sul torno).
Durante la sua permanenza in convento Antonia ebbe modo di conoscere Rosalina, una bambina purtroppo costretta dalle sue condizioni di miseria a prostituirsi, che mise in discussione per la prima volta nella vita di Antonia l' operato delle sorelle della Pia Casa, aprendole una volta per tutte gli occhi alla vita ; ma il culmine della vita in convento della bambina fu l' incontro con il vescovo Bascapи, al quale invece di cantare una canzone sacra come segno di benvenuto e rispetto, svenne davanti agli occhi, a causa di un uovo crudo che suor Clelia le aveva fatto mangiare a tutti i costi.
Antonia era molto bella per la sua etа, forse troppo bella , perchи nessuno si attentava ad adottarla, preferendo le ragazze gobbe e storpie che allontanavano i maschi, e i pericoli di gravidanza con loro, con un solo sguardo; ma fortunatamente ( o sfortunatamente) per Antonia, all' etа di circa dieci anni, una coppia di contadini della bassa, Bortolo e Francesca Nidasio, la adottarono e la portarono con loro a Zardino, in piccolo borgo nelle campagne novaresi.
Qui Antonia crebbe bene, si fece anche delle amiche, Anna Chiara e Teresina Barbero, figlie di amici dei Nidasio, e la vita pareva trascorrere felice, tra le consuetudini contadine e i risaroli che andavano e venivano.
Poi un giorno arrivт in paese un certo Don Teresio, dicendo di essere il nuvo parroco, mandato dal vescovo per sostituire quel quistone imbroglione di Don Michele : e lтa gente non potи farci niente, perchи purtroppo era tutto vero. E di lм in poi cominciarono i guai : il nuovo prete pretendeva decime, offerte, regalie in continuazione, e riusciva ad abbindolare quei contadini ignoranti con il suo complicato modo di parlare.
Anche Antonia non sfuggм alla furia di Don Teresio : solamente per aver criticato i suoi nuovi metodi fu scomunicata, finchи non avesse fatto atto di pentimento ; e in questo modo cominciarono a Zardino le dicerie di paese su Antonia: che era cosм bella e non aveva ancora il moroso, che forse era lei sola la causa di tutte le sventure del paese: gli animali morivano, i bambini non parlavano piщ, il Caccetta saccheggiava puntualmente il villaggio ; e purtroppo per lei le magagne aumentarono quando fu vista ballare con uno dei lanzichenecchi che un giorno piombarono a Zardino, e fecero razzia di vino e cibarie ; naturalmente tutte coincidenze, ma non per i contadini della bassa.
Crebbe cosм sempre piщ solida l' opinione secondo cui Antonia non fosse altro che una strega, che partecipasse ai sabba sul dosso dell' albera, e fu vista piщ volte dai risaroli alloontanarsi furtivamente di notte da casa Nidasio. In realtа Antonia si incontrava di nascosto col moroso, un certo Gasparo, di professione "camminante"( vagabondo), che la "stregava" con i racconti dei suoi strabilianti viaggi e avventure.
Ma la gente di paese si sa com'и fatta, e senza pensarci due volte informт il parroco Don Teresio, che preoccupato all' idea di avere una strega nella sua comunitа, si rivolse direttamente al Tribunale dell' Inquisizione di Novara e all' inquisitore Manini.
Questi, colta al balzo l' occasione di ridare vigore all' istituzione navarese ormai in declino, indisse immediatamente un regolare processo alla "strega di Zardino", e dopo aver ascoltato alcuni testimoni, tra cui l' intera famiglia Barbero e altra gente di paese, incarcerт Antonia con l' accusa di stregoneria.
Nella carceri del tribunale la ragazza rimase un paio di mesi, e qui fu torturata e fu abusato di lei dai due custodi del tribunale, Taddeo e Bernardo. Intanto, dopo gli inutili e disperati tentativi di Bortolo Nidasio di corrompere l' inquisitore con un porco, la sentenza venne infine emanata, e si trattava di condanna a morte al rogo, sullo stesso dosso dell' albera dove si diceva avvenissero i sabba.
Antonia fu trasportataper un breve periodo nella Torre dei Paratici, dove casualmente reincontrт Rosalina, e li aspettт pazientemente il 20 agosto, giorno della sua morte.
Quando quel giorno arrivт, tantissima folla accorse a Zardino per vedere la strega bruciare, mentre Don Teresio aveva trionfalmente indetto una solenne processione per esorcizzare il demonio;e tutti aspettavano impazienti la capitolazione della strega, perchи tornasse finalmente a piovere sul novarese. Antonia andт in contro alla morte serenamente, e quando la prima fiamma del rogo si innalzт in cielo, si sentivano giа i primi applausi e urli di gioia dei presenti.
Note sullo stile e commento personale : La Chimera puт essere paragonata per molti versi ai Promessi Sposi : entrambi si ispirano ad un manoscritto che ha fornito loro gli elementi storici sui quali costruire le vicende ed entrambi hanno la religione come tema dominante, anche se nella Chimera viene vista negativamente, come strumento di potere e ricchezza.
Il libro и scritto abbastanza chiaramente, ma devo dire che non mi и piaciuto molto : l' unica cosa che ho apprezzato, come detto anche in precedenza, sono le descrizioni dei personaggi, veramente ben fatte. In conclusione posso aggiungere che secondo me il titolo ha un valore piщ che altro simbolico : ogni personaggio del racconto ha di fatto una sua chimera, un sogno irrealizzabile, un' utopia, che molto spesso и legata al suo modo di porsi rispetto alla religione e alle sue autoritа.

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