La casa in collina, Pavese

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Testo

SCHEDA LIBRO
AUTORE
Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo, CN 1908 - Torino 1950)
OPERA
La casa in collina
Prima edizione
1949 Einaudi
TEMPO
Epoca
Ultimi anni della II guerra mondiale.
Durata
Circa un anno e mezzo, dal giugno 1943 al novembre 1944.
SPAZIO
Colline torinesi, Torino, Langhe.
Esterni
Torino, colline torinesi, Chieri, Rocchetta.
Interni
Osteria le Fontane, villa dell'Elvira e della madre, scuola di Torino, osteria del Pino, collegio di Chieri, casa di Otino, cappella abbandonata, casa dei genitori di Corrado.
PERSONAGGI PRINCIPALI
Corrado E' il protagonista; un insegnante solitario e tuttaltro che coraggioso sulla quarantina. Di estrazione sociale molto semplice, ha studiato e ciò gli ha permesso di farsi una posizione di privilegio. Vive a Torino dove insegna in una tranquilla scuola superiore, ma ogni sera torna nelle stanze affittate in casa di Elvira e della madre di lei. Seguendo la passione per le scienze naturali, vive in solitudine in collina. Quando comincia a frequentare Le Fontane, riscopre una certa voglia di frequentare la gente: instaura uno stretto rapporto di amicizia con la sua ex ragazza, Cate; il gruppo dei “sovversivi” (come li definisce Elvira) gli piace ed anch’essi lo accettano così com’è, lo rispettano pur giudicandolo borghese (ricco e istruito), ne apprezzano le idee e sembra quasi che lo considerino del gruppo. La persona che lo conosce più a fondo è Cate; quando lo rincontra, ella ne fa un quadro completo dicendogli che “è buono ma senza voglia, lascia sempre fare, non dà confidenza, non si arrabbia neppure, non vuole bene a nessuno, non mostra se stesso agli altri, ma ha paura e questo lo spinge ad essere cattivo con gli altri nel parlare”.
Cate Quando Corrado l’aveva conosciuta e frequentata, era una ragazza “disoccupata e beffarda”, magra e un po’ goffa, vestita malamente; aveva una vita estremamente misera tanto che il regalo di un rossetto le poteva dare una contentezza grandissima. Corrado la ricorda scontenta e ignorante, con un gran contrasto tra la sua vita e i suoi desideri.Con lei era stato tutto molto semplice e dai giochi sui prati erano passati ad un rapporto veramente intimo. In realtà Cate gli si era molto legata anche affettivamente e il fatto di sentirgli affermare che la cercava solo per il sesso l’aveva spinta ad allontanarsi da lui. Da allora aveva fatto l’operaia, la cameriera in albergo, la sorvegliante in colonia. Quando, dopo otto anni, Corrado la incontra alle Fontane, Cate è la stessa, ma sembra un’altra. Ora ha un figlio che ha dato uno scopo alla sua vita; lavora come inserviente in ospedale; è una donna schietta, decisa e padrona di sé stessa; non ha bisogno di nessuno, neppure di Corrado, anzi con il suo sorriso beffardo e il suo sarcasmo si dimostra superiore a lui. Ha idee politiche ben precise: parteggia per la Resistenza e partecipa attivamente al gruppo dei partigiani tanto che insieme a loro verrà arrestata e deportata dai Tedeschi.
Dino E' il figlio di Cate (e forse di Corrado). Il suo vero nome è Corrado: Cate dice di averlo chiamato così, perché, quando era nato, lei era ancora affezionata a Corrado. La prima volta che Corrado lo incontra, è un “bianco ragazzo vestito alla marinara, quasi comico” che ha paura di Belbo e si nasconde dietro le sottane della madre. Dopo un po’ che è rimasto in collina con la nonna di Cate, la padrona dell’osteria, diventa un magro monello con i capelli negli occhi e la maglietta rattoppata. A scuola, secondo i parametri fascisti, gli avevano trasmesso la voglia di diventare soldato. Alle Fontane scopre invece altri interessi: dapprima la natura e le scienze, poi l’avventura, le idee politiche e la resistenza. Quando sua madre viene arrestata, Dino viene accolto per un certo periodo di tempo in casa di Elvira; poi però viene mandato in collegio, a Chieri. Il ragazzino in questa occasione si dimostra più maturo della sua età ( per la sicurezza di Corrado finge di non conoscerlo) e sembra adattarsi alla sua nuova vita, ma, dentro di sé, cova il desiderio di raggiungere il suo amico Fonso sulle montagne. Quando Corrado, per paura di essere scoperto, torna alla villa di Elvira, anche Dino se ne va dal collegio e se ne perdono le tracce; nonostante le ricerche di Elvira, Corrado non ne saprà più nulla.
Fonso E' un ragazzo (non arriva neppure a diciotto anni) e fa il fattorino in una ditta meccanica di Torino. Corrado lo definisce cinico, burlone, pronto ad infiammarsi; aveva frequentato le scuole serali e lì aveva preso passione per le statistiche e per i giornali. Avido di informazioni, aveva certamente colleghi che gli aprivano gli occhi. In questo modo era diventato un personaggio dal carattere deciso, pronto a sostenere le proprie idee con l’azione. E’ il fulcro del gruppo di partigiani delle Fontane ( Nando, Tono, Giulia, Cate…). Questi si ritrovano ogni sera nell’osteria: discutono sui fatti di quei giorni, ascoltano radio Londra e poi, quando la guerra finisce, organizzano la Resistenza utilizzando la cantina delle Fontane come deposito delle armi incettate e di altro materiale ottenuto svaligiando magazzini. Quando Giulia viene arrestata in fabbrica, Fonso scappa sulle montagne ad organizzare le azioni partigiane di primavera; ha intenzione di mandare più tardi i suoi a ritirare i depositi delle Fontane; ma non fanno a tempo: i depositi vengono scoperti dai tedeschi e i suoi amici ( tranne Dino e Corrado) arrestati e deportati.
Elvira Insieme alla madre ospita Corrado nella sua casa. Le due donne, che Corrado definisce “padrone sue e di Belbo”, hanno cura di lui, sono affabili, gli preparano la cena, ma vogliono qualcosa in cambio: chiacchiere e attenzioni. In particolare si fa delle illusioni sul suo conto Elvira, zitella quarantenne; in cuor suo spera di sposarlo prima o poi. E’ protettiva nei suoi confronti, lo aspetta con ansia quando è in ritardo; sopporta con sofferta rassegnazione il suo caratteraccio e non si rende conto che Corrado non ama proprio queste attenzioni, perché immagina che prima o poi anche lei esprimerà diritti e pretese. In effetti Elvira viene via via presa da gelosia per i nuovi amici di Corrado: “I sovversivi”, così diversi da loro. Tuttavia, nonostante disapprovi la stima che Corrado esprime per loro, Elvira rimane sempre pronta a proteggerlo, lo aiuta a trovare un rifugio sicuro quando è ricercato, accoglie persino il piccolo Dino in casa, unico superstite della retata dei tedeschi e si dà da fare per farlo accogliere in collegio. Si tiene sempre a disposizione di Corrado, anche quando lui decide di tornare a casa dai suoi.
STILE
Il romanzo è scritto in prima persona e l'io narrante corrisponde al protagonista. La struttura è intrecciata; l'intero cuore del romanzo è costituito da una lunga analessi. La sintassi è semplice con una prevalenza di paratassi. Il registro usato è medio. Il lessico è piuttosto semplice, privo di particolarità.
SINTESI PER CAPITOLI
Cap. 1 Corrado vive in collina dove aveva passato l'infanzia. Ricorda quando viveva a Torino e a sera saliva in collina con gli altri cittadini per riparare dai bombardamenti notturni. In collina viveva con due donne, una vecchia e la figlia Elvira, e con il cane Belbo. Una sera di giugno Corrado e Belbo sentirono tra le colline un gruppo cantare e ridere.
Cap. 2 Corrado entrò nell'osteria da cui venivano le voci e trovò un gruppo di ragazzi. Si unì alla conversazione e solo più tardi riconobbe Cate, una ragazza con cui era stato prima della guerra. Era una ragazza sempliciotta e per questo l'aveva lasciata. Tornò a casa dove trovò Elvira che lo aspettava in pensiero.
Cap. 3 Una mattina dopo i bombardamenti, Corrado scese in città. La scuola dove insegnava era pressochè deserta. Mandò Domenico a cercare Fellini e rimase in segreteria. Fuori vedeva i garzoni portare i mobili costosi fuori dalle case incendiate e Corrado si ricordò di quando stava con Anna Maria, la figlia di un ricco ricercatore.
Cap. 4 A sera tornò in collina dove oltre alle due donne trovò Egle, una studentessa quindicenne. Corrado tornò poi all'osteria dov'era stato qualche giorno prima. Qui incontrò di nuovo Cate con il figlio Dino.
Cap. 5 A fine giugno finita la scuola, Corrado passò tutti i giorni in collina. Passava spesso all'osteria le Fontane dove conobbe anche Fonso un giovane che ascoltava Radio Londra ed era sempre informato sulla guerra. Spesso Dino seguiva Corrado nelle sue gite nei boschi e presto, tra la gelosia di Cate, si affezionò al professore.
Cap. 6 Corrado scoprì che Dino si chiamava Corrado e iniziò a sospettare che fosse suo figlio. Cate però non gli confermò nulla. La domenica Corrado andò all'osteria dove chiese a Dino cosa sapeva del padre. Tornò poi a casa dove intanto era arrivato Giangi, il fratello aviatore di Egle.
Cap. 7 Il giorno seguente arrivò la notizia che il governo di Mussolini era caduto. Per le colline si sparse la voce e tutti scesero in città. Corrado accompagnò Cate all'ospedale poi girò per la città dove la gente sembrava aver riacquisito una nuova vitalità. Andò poi alla ditta dove lavorava Fonso. Qui ascoltò la radio che confermò lo stato d'assedio. Gli amici di Fonso invitarono Corrado alla riunione in piazza della sera.
Cap. 8 Corrado passò la sera a casa di Fonso e delle sue sorelle, poi rimase alla riunione nel cortile. A notte risalì in collina con Cate e Dino. Chiese nuovamente se era lui il padre ma Cate, che non sembrava volerlo confermare, si limitò ad augurarsi che il figlio diventasse un professore come Corrado.
Cap. 9 Corrado evitava le lusinghe di Elvira girando per i boschi. Quando andava con Dino gli faceva vedere i suoi libri illustrati. A volte Corrado si infiammava stranamente con Fonso e i suoi amici in discussioni di politica.
Cap. 10 Qualche notte dopo, a Torino, iniziarono i bombardamenti degli inglesi. Egle criticava Fonso e i ragazzi dell'osteria; li considerava teppisti e dava loro la colpa della guerra, che Giorgi, il suo sfortunato fratello, era costretto a combattere. Anche Elvira, gelosa forse di Cate, si unisce al parere di Egle.
Cap. 11 Venne l'otto settembre e con esso un periodo di grande confusione. Gli inglesi entrarono in Italia per cacciare i tedeschi che dal canto loro resistevano occupando le città. Le donne dell'osteria erano preoccupate perchè Fosco e l'amico Nando erano andati a liberare Tono, un collega dei due catturato durante un comizio.
Cap. 12 Corrado sembrava ora avere davvero paura della guerra, a differenza di quando sembrava conviverci tranquillamente. All'osteria spesso passavano partigiani che scappavano dall'inseguimento tedesco; gli stessi Fosco e Nando iniziarono ad andare in montagna a combattere. Corrado chiese a Cate di lasciargli Dino la mattina per insegnagli qualcosa.
Cap. 13 Dino la mattina andava a studiare da Corrado. Quando non c'era l'Elvira si metteva a raccontare le voci che aveva sentito dai passanti alle Lanterne sui tedeschi e sui partigiani. Un giorno Castelli, il professore di francese, andò a trovare Corrado, preoccupato perchè continuare a insegnare avrebbe significato accettare il fascismo. Presto infatti incominciò la scuola.
Cap. 14 Castelli presentò al preside domanda di dimissione motivandola con il suo diabete. A natale Corrado ricevette un cesto di frutta e carni dai parenti. Meta lo portò alle Fontane dove festeggiò con Cate, Dino, e i ragazzi. Il giorno dopo seppe che Castelli era stato arrestato.
Cap. 15 Corrado riuscì a trovare un momento di pace entrando in chiesa. Chiese a Cate un parere sulla religione ma Cate riteneva che un non-credente non potesse trovare sollievo pregando. Un giorno venne a sapere che Giulia, una ragazza dell'osteria, era stata arrestata. Cate, che nascondeva armi nella cantina della locanda, si preoccupò e sperava che Fosco scendesse dalle montagne a ritirarle il più presto possibile.
Cap. 16 Un giorno girando per le valli con Belbo, Corrado vide da lontano i tedeschi nell'osteria di Cate. Aspettò terrorizzato che se ne andassero, poi si avvicinò e trovò solo più Dino. Lui raccontò che i tedeschi avevano trovato le armi e caricato tutti sui camions. Corrado tornò a casa di Elvira dove seppe che i tedeschi erano passati a cercare anche lui. Su consiglio della stessa Elvira, Corrado andò a nascondersi in un collegio di preti a Chieri e di Dino si occupò lei.
Cap. 17 Corrado ritrovò una relativa tranquillità in convento, rotta solo da momenti di insensata paura nei quali si nascondeva ovunque. Conobbe Felice, un prete trentenne che lo teneva informato sulle notizie del mondo. Fu assegnato come insegnante a un gruppo di dodicenni. Un giorno l'Elvira e Dino lo vennero a trovare; dissero che i tedeschi non l'avevano più cercato e Dino fu fatto entrare in collegio.
Cap. 18 Corrado e Dino fingevano per sicurezza di non conoscersi. Un giorno un ragazzo che si vantava di conoscere le brigate nere minacciò di mandarle in quel convento dove si nascondevano molti renitenti. Corrado tornò così in collina dall'Elvira. Un giorno venne a sapere che il convento era tornato sicuro, ma Dino era scappato probabilmente da Fosco sulle montagne.
Cap. 19 Corrado tornò al collegio ma a maggio ormai non era rimasto quasi più nessuno dei rifugiati. Vergognandosi della sua codardia decise di tornare dai suoi parenti sulle Langhe, dove nessuno l'avrebbe cercato.
Cap. 20 Partì col treno e, sceso ad Asti per paura di essere trovato dai tedeschi, si fece accompagnare per un tratto dal carro di un vecchio. Proseguì poi a piedi ma si dovette fermare a riposare in una cappella abbandonata nascosto con Otino, un giovane disertore.
Cap. 21 Il giorno seguente ricominciò la marcia ma presto si fermò sulla strada sperando che qualcuno gli desse un passaggio. Incontrò invece due partigiani che, sospettosi, lo portarono sulle loro colline dove Corrado incontrò Giangi, che nel frattempo era passato coi partigiani. Potè così ricominciare il suo viaggio, ma ad un tratto si ritrovò in mezzo ad una battaglia tra partigiani e fascisti e, preoccupato, si nascose tra la vegetazione.
Cap. 22 Quando la battaglia terminò scoprì che c'era stata un'imboscata ai fascisti, e molti di questi giacevano morti per strada. Tutti temevano una rappresaglia e Corrado, capendo che non avrebbe raggiunto casa prima di sera, decise di tornare da Otino. Qui fu ospitato per due giorni nei quali potè vedere le colline su cui era appena stato in fiamme. Il terzo giorno quando si era tutto calmato, ripartì e a sera raggiunse i genitori.
Cap. 23 Corrado è ormai da sei mesi con i suoi parenti. Teme però la precarietà del suo futuro; non sa se rivedrà Cate o Dino, se la prossima casa a bruciare sarà la sua, se il prossimo cadavere ritrovato sarà il suo.

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  1. alice

    finanziario giurisprudenza genova


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