"Il fantasma di Kanterville"

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale
Download:2410
Data:25.07.2001
Numero di pagine:8
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
fantasma-kanterville_1.zip (Dimensione: 8.1 Kb)
trucheck.it_il-fantasma-di-kanterville-.doc     31.5 Kb
readme.txt     59 Bytes


Testo

TITOLO: “Il fantasma di Kanterville”

AUTORE: Oscar Wilde

CASA EDITRICE: Editrice Piccoli –Milano-

ANNO I ED: 1986

GENERE DEL TESTO IN ESAME: Il testo in esame può essere considerato un buon racconto fantasioso giacché, come tutti sanno, non esistono fantasmi, ma nel testo, la loro presenza aiuta a conferire originalità e suspance alla storia; l’autore, inoltre, fa un passo in più rispetto al semplice racconto giallo e v’inserisce un tema, quello dell’amicizia, molto importante per i ragazzi, anche se nel racconto è un po’ strana perché questa è tra una ragazzina di quindici anni e un povero fantasma. In questa fiaba (che può anche essere considerata una satira) il protagonista è un povero fantasma disprezzato che, contrariamente alle altre storie, non incute timore, ma è intimorito dalla strana famiglia americana.

COLLOCAZIONE TEMPORALE: Il racconto letto si colloca alla metà del 1800 circa; ciò si nota dalle due famiglie, l’una appartenente all’aristocrazia britannica, mentre l’altra appartiene ad un’America repubblicana, in netto contrasto con la monarchia inglese; di queste due famiglie, la prima è portatrice di novità e caratterizzata da una concretezza e da una freddezza che ha dell’incredibile. Questi repubblicani credono, infatti, che si possa comprare tutto con il denaro e ciò si nota dall’affermazione del primo ministro americano “…E va bene, sono disposta a comprare mobili e fantasma in un unico blocco…”.

INDIVIDUAZIONE DELLE TEMATICHE PRINCIPALI: In questo racconto che è adatto anche alla letteratura per bambini, non mancano le tematiche su cui ognuno, anche un adulto può riflettere. Prima di tutto il tema dell’amicizia: l’autore presenta in modo strano questo tema; con un’amicizia instaurata tra una bambina e un fantasma: questa non è una vera e propria amicizia, ma un dialogo strano tra persone prima molto distanti. A mio parere l’amicizia non deve essere un valore importante solo all’interno del romanzo o valido solo per i bambini, ma è importantissimo per tutti, dai giovani agli anziani, dai ricchi ai poveri, dai racconti alla realtà; a questo proposito cito anche il proverbio “Chi trova un amico trova un tesoro” che evidenzia l’importanza di un amico e l’importanza per ognuno di avere un amico a cui poter confidare i propri segreti, su cui poter contare in caso di difficoltà, a cui chiedere aiuto in caso di pericolo, ma anche con cui condividere le gioie e i momenti più belli.
Questo racconto trasmette, inoltre, un messaggio di pace che è molto importante e grazie al quale il “povero” fantasma può ricevere una collocazione “serena” nel giardino della morte. E, a proposito di pace, vorrei ricordare che, nel mondo d’oggi, c’è proprio bisogno di pace; viviamo infatti in un mondo pieno d’ingiustizie e di guerre civili, dove è il più forte a comandare, dove la gente muore per una votazione o, addirittura, per una partita di calcio. Ma se questo è il mondo davvero si è perso un valore, quello della pace sul quale bisognerebbe invece far affidamento per poter condurre una vita migliore.

CARATTERISTICHE DEI PERSONAGGI PRINCIPALI: I personaggi più importanti di questo racconto sono: il Fantasma, il signor Otis, la signora Otis, Virginia, i gemelli “Stelle e Strisce” e Cecil, il fidanzato di Virginia.
Il Fantasma che, se vogliamo, è anche il protagonista di questa storia, è un personaggio simpatico e molto, ma molto buffo e sfortunato. Lui, che vive in quella casa da anni e anni, vorrebbe spaventare i nuovi arrivati, ma qualche cosa non va e finisce lui per cadere nella disperazione fino a non voler più esercitare il suo mestiere poiché era stato ferito nell’orgoglio. Solo la dolcezza di Virginia riuscirà poi a fargli riprendere fiducia in se e ad accompagnarlo ad una fissa dimora per la vita ultraterrena come Sir Simon (così si chiamava il fantasma) aveva sempre desiderato, nel giardino della morte. Il povero fantasma si sente tanto “…Solo e Infelice – dicendo – non so proprio cosa fare, ho tanta voglia di andare a dormire ma non posso…”. E’ con quest’esclamazione che coglie impreparata la povera Virginia, che gli consiglia di andare a letto e spegnere la candela, senza capire che il fantasma, in realtà, esprime il suo desiderio di andare a dormire per sempre. Vista poi la sua triste esistenza nel presente, si può notare da una frase del fantasma come sia incuriosito dalla morte “Si, la morte, deve essere così bella la morte…”
Il signor Otis è un uomo molto deciso e sicuro di se come si può notare dalle sue stesse parole “…Ma io le dico che i fantasmi non esistono, e non penso che le leggi di natura possano essere cambiate a favore dell’aristocrazia britannica…”. Inoltre, da quanto emerge, sembra un abile fantino e un buon padre di famiglia: si preoccupa molto, infatti, alla scomparsa di sua figlia e parte subito alla ricerca in prima persona, nonostante che fosse già stata avvisata la polizia londinese. E’ anche dalla sua ricerca in prima persona che si nota il coraggio di quest’uomo, un coraggio che si manifesta soprattutto nel momento in cui l’uomo esce dalla stanza per andare a vedere cosa stesse succedendo nel corridoio e, alla vista del fantasma, con gran freddezza, non corre al riparo, ma gli offre del lubrificante affinché le sue catene fossero meno rumorose. Caratteristica lampante di questo signore è la sua ammirazione verso i prodotti della tecnologia come il Detergente Incomparabile Pinkerton che utilizza per ripulire la macchia di sangue trovata nella biblioteca. Questo signorotto americano si dimostra però un po’ingiusto e superficiale al momento della scomparsa della figlia, accusando immediatamente un gruppo di zingari presenti nel loro terreno.
Vi è poi la signora Otis, anche lei, ottima madre di famiglia, che non parte alla ricerca della figlia in prima persona, ma, dalla descrizione appare veramente shockata e, una volta ritrovatala non sta più nella pelle “…Tesoro mio, grazie a Dio ti abbiamo ritrovata; non devi lasciarmi mai più…”. La signora deve anche essere una donna molto precisa e amante della tradizione, infatti alle sei in punto vuole tutti riuniti intorno al tavolo per bere un delizioso tè. La donna appare inoltre molto paurosa e intimorita da ogni cosa strana che vede, come per esempio la macchi di sangue (che poi scopriremo che è di tempera); ogni volta che la donna la vede arriva sempre sul punto di svenire.
Virginia, poi, si può definire la seconda protagonista di questo racconto, l’eroina. E’ lei infatti l’unica persona che vuol veramente bene al fantasma - “…Povero, povero fantasma, non c’è luogo dove lei possa dormire?…” - e anche quando s’insospettisce che sia il fantasma a rubarle le tempere per disegnare la macchia di sangue, non lo dice alla famiglia per evitare che possano fare del male al poveretto. Si può definire anche coraggiosa infatti non so quante persone si sarebbero avventurate in quel viaggio per perdonare il fantasma, ma lei lo fa, nonostante che ci siano parecchi “spiriti” che le suggeriscono di voltarsi e ritornare indietro. Virginia è poi molto fedele al fantasma e anche quando il suo fidanzato le chiede di rivelargli il segreto, lei rifiuta con decisione dicendo che è una cosa troppo personale. Per quanto riguarda l’aspetto fisico, posso notare che la quindicenne è davvero molto bella.
I migliori, a mio parere, sono i Gemelli che sono disperati e, in coppia, ne combinano di tutti i colori, facendo continuamente scherzi al povero fantasma. Sono soprannominati “Stelle e Strisce” poiché sono sempre in moto, coi capelli al vento come una bandiera (con chiaro riferimento a quell’americana). La persona che odiano di più è sicuramente il fantasma, quando si parla di scherzi, infatti, loro sono d’accordo sul fatto di non farli a tutti, “…Tranne che al fantasma, tranne che al fantasma…”.
Quello di cui penso ci sia meno da dire è Cecil, il fidanzato di Virginia; lui è molto innamorato della giovane mormorandole “…Tieni pure il tuo segreto, purché io abbia il tuo cuore…”e le vuole molto bene: anche lui, infatti, va alla ricerca della piccola in prima persona, senza temere niente. Al momento della scomparsa ha un momento di rabbia nei confronti del padre e lo accusa di non avergli permesso di sposarla subito, causando tutto ciò. Comunque non sì da per vinto e, al ritrovamento della sua amata, è la persona più felice sulla faccia della terra.

LINGUA E STILE: Quello appena letto è, secondo me un libro molto semplice siccome appartiene ai libri per la letteratura infantile. Nonostante che ciò è adatto anche agli adulti perché, come detto prima, contiene degli ideali sui quali si dovrebbe molto riflettere: inoltre il linguaggio usato dall’autore è molto semplice e scorrevole, assicurando una veloce lettura del teso in esame. Questo libro presenta anche un linguaggio vivace e brioso, privo di lunghe e noiose descrizione che appesantirebbero notevolmente il racconto, facendo magari perdere di vista la storia vera e propria. Noto inoltre che durante la descrizione del cimitero vi sono anche particolari poetici che abbelliscono e valorizzano il racconto.

CONOSCENZA DELL’AUTORE: Dal testo appena letto non emergono notizie su Oscar Wilde, scrittore britannico che visse nella seconda metà dell’800; è un personaggio originale e, nello stesso tempo eccentrico, che condusse una vita intensa e difficile. Scrisse molto, dalle fiabe ai romanzi, passando perfino per opere teatrali. Patì il carcere, dove morì solo e triste.

GIUDIZIO PERSONALE DEL TESTO: Nel complesso, si può dire che ho apprezzato questo racconto, perché, l’autore, mediante una storia gialla, è stato molto bravo nell’ambientare una storia che si fonda su una vera amicizia, quella, come già detto tante volte, tra il fantasma e Virginia, senza però tralasciare una dose di particolari ironici che alleggeriscono la storia e la rendono più piacevole al lettore, come i fatti capitati al povero fantasma che, tanto per citarne alcuni, “…è costretto ad aspettare tutta la notte il secondo canto del gallo…” che in realtà non arriverà mai, costringendo il poveretto alla fuga per l’arrivo della domestica, oppure quando “…fa un terribile ruzzolone per aver inciampato su un piano inclinato ricoperto di burro che i gemelli avevano preparato…” o, da ultimo, ma non per comicità, quando, “…Volendo fare un’entrata teatrale nella camera dei gemelli, spalancò del tutto la porta e gli si rovesciò addosso un secchio d’acqua gelida che lo costrinse a rimanere a letto con un terribile raffreddore…”. Continuando, vorrei sottolineare che questo libro è adatto un po’ a tutti, da 2 a 99 anni e che lo consiglio a chiunque volesse leggere un libro che sia corto, si legga in fretta, insegni qualcosa e faccia anche sorridere, gesto semplice che è però molto importante nella vita di tutti i giorni, ma che è sempre più in disuso, sopraffatto da una società all’insegna dell’informatica e dell’alta tecnologia, che permette di comunicare in tempo reale dall’altra parte del mondo, senza però sentire e vedere colui con cui si sta parlando. Comunque penso che sia inutile fare critiche in quanto anch’io sono un amante di questa società all’insegna della velocità e dell’usa e getta.

FRASE O PAGINA PIù BELLA: La pagina che più mi piace è quella in cui vi è una battuta del fantasma, che spiega a Virginia il significato della profezia incollata sulla porta della biblioteca; spiegandola dice “…Significa che tu devi piangere per i miei peccati, perché io non ho lacrime, e pregare per me per la mia anima, perché io non ho fede, e poi se tu sarai sempre stata dolce buona e gentile, l’angelo della morte avrà pietà di me. Tu vedrai nell’oscurità figure spaventose, e voci malvagie ti bisbiglieranno nelle orecchie, ma non ti potranno fare del male, poiché contro la purezza di un essere innocente le forze dell’inferno non possono prevalere…”. E’ in questa corta battuta che si racchiude il lato più intimo e nascosto del Fantasma, che sa di non avere fede e tento meno lacrime con le quali poter piangere e per questo si affida ad una sua “amica”, chiedendole di piangere per lui, di pregare per lui e di accompagnarlo al giardino della morte dove “…L’usignolo canta tutta la notte e la luna di cristallo si china a guardare e il tasso allarga le sue braccia ai dormienti…”. La cosa più importante è che comunque il fantasma si sia pentito e abbia riconosciuto i suoi errori; è proprio grazie al pentimento che potrà poi essere perdonato e che potrà finalmente riposare in pace per tutta la vita. In questa pagina si nota inoltre come il fantasma dia dei consigli utili alla dolce Virginia perché lo possa accompagnare nel suo viaggio senza essere influenzata da spiriti maligni che le consiglierebbero invece di darsela a gambe, dicendole che dopo potrebbe essere troppo tardi. Leggendo questo libro ho capito che forse anche un fantasma qualcosa da insegnare ce l’ha.

Esempio



  



Come usare