Il visconte dimezzato, di Italo Calvino

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Testo

SCHEDA DI LETTURA
Autore: Italo Calvino
Titolo: Il visconte dimezzato
Editore: Einaudi
Anno: 1952
Ambiente: La vicenda è ambientata in un seicento fiabesco, durante le guerre austro-turche.
Struttura: La struttura del romanzo è quella della fiaba, con elementi che riportano alla realtà come il ghetto dei lebbrosi o le persecuzioni degli ugonotti. Le sequenze sono per la maggior parte narrative o di dialogo. Il narratore è interno, è un ragazzo, nipote illegittimo di Medardo e assistente del dottor Trelawney, medico navale inglese e appassionato di fuochi fatui.
Linguaggio: Il linguaggio è semplice, lo stile immediato, scorrevole, di facile lettura.
Contenuto: Il visconte Medardo di Terralba combattendo contro i Turchi viene squarciato da una palla di cannone e di lui viene ritrovata solo la metà destra. Tornato al suo feudo, si comporta in modo malvagio, dimezzando tutto ciò che incontra; si innamora di una ragazza povera, Pamela e minacciando i suoi genitori li convince a consegnargliela, ma lei scappa e si nasconde in una grotta aiutata dal narratore. Dopo qualche tempo gli abitanti del feudo si accorgono che talvolta il visconte si comporta benissimo, riparando alle sue malefatte e compiendo buone azioni; prima il dottor Trelawney e poi Pamela si accorgono che l’autore delle buone azioni è la parte sinistra del visconte, non notata dai medici dopo la battaglia e successivamente raccolta e curata da due eremiti, è tornata alla sua terra. Sulle prime la gente del feudo prova tanta ammirazione per il Buono (la metà sinistra di Medardo) quanto odio per il Gramo (la metà destra), ma l’eccesso di carità del Buono gli provoca non pochi problemi e dopo un po’ la gente comincia ad avere le tasche piene di entrambi i mezzi visconti. Ad un certo punto Pamela decide di sposare il visconte, promettendosi sia al Buono che al Gramo, che all’altare se la contendono. La contesa finisce in un duello in cui il Buono e il Gramo si feriscono vicendevolmente riaprendo le ferite della palla di cannone e permettendo al dottor Trelawney di ricucirli riformando l’intero Medardo, che torna a governare con giustizia, in equilibrio fra bontà e cattiveria ma saggio per le esperienze di entrambe la sua metà.
Livello ideologico: Calvino propone in questo libro una riflessione sul senso di incompiutezza presente nell’uomo moderno, racchiudendo nelle figure del Buono e del Gramo due esempi di personalità dimezzate e quindi sbagliate che però si credono completamente nel giusto; è impossibile non vedere in questo ritratto anche un’allusione alla guerra fredda (il romanzo è stato scritto nel 1951), come ulteriore esempio del fatto che l’uomo moderno non è una creatura completa ma dimezzata. Un altro esempio di personalità dimezzata è il mastro Pietrochiodo, che è costretto a costruire patiboli per il Gramo sforzandosi di non pensare a cosa servono, ritratto dello scienziato del novecento. Si nota inoltre che il Medardo intero, sia all’inizio che alla fine del libro, non ha una personalità ben precisa, è un uomo comune, mentre le metà erano totalmente caratterizzate nel Bene e nel Male.

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