Il sentiero dei nidi di ragno,Calvino

Materie:Scheda libro
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Testo

SCHEDA LIBRO:
IL SENTIERO DEI
NIDI DI RAGNO
di Italo Calvino

Calvino scrisse Il sentiero dei nidi di ragno nel 1946, giovane scrittore alle prime armi, fresco fresco di Resistenza.
Il libro narra le vicende di un ragazzino di nome Pin, che, quasi per gioco, si trova a partecipare alla lotta partigiana contro i tedeschi durante la seconda guerra mondiale, dapprima nel suo paese e più tardi sull’Appennino ligure. Il ragazzo, ribelle e scanzonato, viene rinchiuso in prigione, avendo rubato la pistola di un tedesco per vincere una scommessa con i “grandi” dell’osteria. Riesce però a fuggire con un compagno di prigionia: Lupo Rosso, un sedicenne dalle idee chiare ( fermo sostenitore del comunismo). Durante la fuga i due si persero di vista e Pin, vagando per le Prealpi Liguri, incontrò cugino, un omone armato di mitra. Anch’egli era un partigiano e lo condusse al suo distaccamento.
Così Pin entra tra i partigiani. Il suo scopo, però, non è quello di combattere, ma di trovare un amico che abbia le sue stesse idee, per confidarsi, per sentirsi importante. Egli raggiunge il suo obbiettivo al termine del romanzo quando porta cugino al sentiero dei nidi di ragno: cugino fu l’unico che si dimostrò interessato ai nidi e Pin riconobbe in lui l’amico tanto cercato.
Il testo è realistico, in quanto narra le vicende di un ragazzino a contatto con gli adulti durante la guerra partigiana; oltre alla descrizione di figure verosimili, anche quest'elemento storico rende il racconto credibile e verosimile. Con questo racconto Calvino descrive le vicende del carruggio e del distaccamento partigiano, e contemporaneamente fa riflettere il lettore sul mondo dei giovanissimi spesso incompreso dagli adulti.
Ritengo dunque che si tratti di un romanzo storico, incentrato sulle vicende della Resistenza.
Il romanzo è ambientato in Liguria, in particolare nel paese dove viveva Pin e poi sull’Appennino Ligure. I luoghi sono descritti a mio avviso molto superficialmente, ad eccezione del sentiero dei nidi di ragno che viene descritto abbastanza dettagliatamente, come anche il fienile usato come rifugio dai partigiani. L’autore si sofferma di meno sulla descrizione della casa di Pin e su quella dell’osteria, forse perché sono considerati di secondaria importanza.
Come ho già citato in precedenza il romanzo è ambientato nel periodo della resistenza, anche se l’autore non fa mai diretti riferimenti a battaglie o tantomeno a date ma è comunque molto evidente che si tratta della guerra partigiana.
A mio giudizio la narrazione è lineare e gli eventi vengono descritti in ordine cronologico senza stravolgere eccessivamente la fabula, infatti il testo è facilmente comprensibile lo definirei a tratti molto appassionante.
IL PROTAGONISTA
Pin è il protagonista del romanzo, un bambino orfano di entrambi i genitori allevato dalla sorella prostituta, abbandonato perciò a se stesso e libero di fare sempre ciò che vuole; egli è il garzone del ciabattino Pietromagro, ma non si reca mai al lavoro preferendo girare per il paese. La sera solitamente va all'osteria dove degli uomini gli offrono da bere e gli chiedono di cantare alcune canzonacce.Pur sentendo questi uomini a lui più vicini dei "mocciosetti" della sua età, tra loro si sente sempre escluso, di troppo,ed essi gli sembrano misteriosi, ambigui "con quella loro fissa di donne e di armi". Pin è molto influenzato dal mondo degli adulti, dai loro vizi di cui scherza, ma che non comprende del tutto. Quando la storia ha inizio, Pin è un ragazzino scanzonato; preferisce infatti andare in giro piuttosto che lavorare, in apparenza è molto sicuro di sè (si capisce dal fatto che non si fa problemi a intromettersi nei fatti altrui e a raccontarli), ma in realtà è pieno di dubbi e di complessi, perchè ha una personalità ancora in formazione e in mancanza di una guida stabile (come potrebbero essere stati dei genitori) non riesce a capire come effettivamente funzioni la realtà; all'occorrenza è eccessivamente sfacciato, infatti non si ferma nei suoi scherzi neanche quando capisce di aver esagerato e per questo motivo molti hanno paura di quello che lui potrebbe dire. Nel corso del romanzo vive una serie di esperienze che lo fanno maturare.
Egli,quando arriva al distaccamento, si comporta allo stesso modo di come faceva all’osteria;anche lì diverte tutti gli uomini con i suoi scherzi e le sue canzoni come faceva in paese. Vive anche delle esperienze che lasciano il segno, come per esempio l'uccisione di un compagno e quella di due soldati tedeschi, che gli permettono di vedere la morte da vicino, il tradimento di Pelle, che lo metterà a contatto con l'egoismo umano. L'ascoltare le diverse esperienze dei compagni lo renderà conscio di diverse realtà, l'assistere in disparte ad una battaglia gli farà provare la gioia di aver vinto il nemico, l'uccisione del corvo di Mancino da parte dello stesso farà capire al bambino che spesso la crudeltà umana supera gli affetti. Tutto ciò andrà avanti finchè non si sentirà costretto a fuggire a causa di battute troppo pesanti nei confronti del capo, di Giglia e di Mancino. In conclusione, quando, dopo il lungo periodo passato con i partigiani, torna a casa, scopre che la sorella si è fidanzata con un tedesco, si trova per questo motivo a pensare male di lei: in questo momento egli ritrova la sua città deserta (a causa delle retate fasciste) e quindi completamente cambiata, tanto da non riconoscerla più come sua. Il romanzo si conclude infine con il ritorno al sentiero dei nidi di ragno, stavolta però non solo, ma con Cugino, il Grande Amico da tanto tempo cercato. Tutta la vicenda è centrata intorno a Pin, alla sua solitudine e alla sua continua ricerca di un Grande Amico con cui condividere gioie e dolori, a cui poter mostrare dove fanno i nidi i ragni e a cui ciò interessi più delle donne.
I personaggi secondari (Frick, Pietromagro, Mancino e Giglia, Pelle, Conte, duca e barone, Zena il lungo, Carabiniere, Dritto, Cugino, La sorella di Pin, Lupo Rosso, Il commissario Kim, Gli uomini dell'osteria, Ferriera, Comitato) sono spesso in attrito con Pin ( a differenza di Cugino, di cui non si parla molto durante il romanzo ma per lo più alla fine), che li canzona pesantemente, anche se poi praticamente tutti si dimostrano indifferenti nei suoi confronti. Gli stati d’animo di tutti i personaggi sono espressi esplicitamente dall’autore, per questo sostengo, come ho già detto in precedenza, che non è assolutamente difficile cogliere il significato del romanzo.
Per quanto concerne la conclusione, a mio giudizio è abbastanza scontata; l’autore aveva già insistito in precedenza sulla ricerca dell’amico ideale da parte di Pin, ma fino ad allora non aveva trovato nessuno a cui interessavano i nidi dei ragni e allo stesso tempo disprezzava le donne (infatti cugino, dopo aver chiesto della sorella di Pin, cambia idea e torna sui suoi passi).
Il romanzo è scritto in terza persona ed è spesso interrotto da dialoghi, prevale inoltre la narrazione di eventi.
Per quanto riguarda la scelta lessicale, l’autore ha raccontato le vicende di Pin optando per un linguaggio semplice, anche se ogni tanto compaiono termini settoriali come:
• gap - organizzazione partigiana;
• sim - altra organizzazione partigiana;
• sten - tipo di pistola;
• P-38 - tipo di pistola (quella rubata al militare tedesco);
GIUDIZIO PERSONALE:
Il romanzo mi è piaciuto molto soprattutto perché mi ha colpito la storia di Pin, che a mio giudizio è verosimile. Inoltre mi piace molto lo stile di Calvino, molto semplice ma nello stesso tempo incisivo ed esplicito.Mi ha inoltre colpito l’atteggiamento di Pin nei confronti degli adulti, le sue riflessioni e i suoi ragionamenti da “bambino” che dimostrano apparentemente che, anche se viveva sempre a contatto con il mondo degli adulti, era ancora allo scuro di molte cose su quell’ambiente.
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