Il sentiero dei nidi di ragno, di Italo Calvino

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Testo

Scheda Libro
“Il Sentiero dei nidi dei ragni”, I. Calvino
Narratore
Narratore esterno, solo in un’occasione, nel cap. IX, il narratore entra nel racconto immedesimandosi nel personaggio di Kim, usa questa tecnica per descriverne in modo abbastanza esauriente il pensiero durante l’intero capitolo; la focalizzazione è interna e per lo più fissa dal punto di vista del protagonista, il lettore, infatti, conosce della storia solo quello che il protagonista sa.
L’opera è ricca di espressioni deittiche; inoltre nel testo sono presenti molti rimandi alla politica e alla storia sia contemporanea sia anteriore al tempo sella storia.
Impianto narrativo
L’intreccio e la fabula sono per la maggior parte del testo corrispondenti, tuttavia sono presenti molte analessi e prolessi. Le analessi, nel maggior numero dei casi, non sono di molto antecedenti alla storia e si esauriscono in poche righe, la stessa cosa avviene per le prolessi, il narratore le inserisce per avvenimenti dell’immediato futuro che potranno essere sia reali sia ipotetici; e in numero assai minore si allontanano di molto dal tempo della storia.
Si individuano, infatti, moltissime scene in tutta l’opera.
Si nota, inoltre, una piccola accelerazione, in cui non vengono descritti tre giorni, nei capitoli VII e VIII.
Contesto
Gli elementi contestuali sono presenti in gran numero, difatti:
- l’ambiente in cui si svolge la storia è caratterizzato dalla presenza di molti militari tedeschi e fascisti, lo stesso amante della sorella del protagonista è un marinaio tedesco (cap. I e successivi), che influenzano in modo vistoso il normale andamento quotidiano di ogni personaggio e, quindi, il clima del paese in cui la storia inizia;
- il parlare abbastanza insistentemente del “coprifuoco” (cap. III e XII);
- la descrizione di posti di blocco delle milizie tedesche (cap. XII);
-la presenza determinante di tutti i gruppi partigiani (cap. II in poi);
- le molteplici analessi dei personaggi che rimandano a guerre non molto lontane quali quella in Croazia, sul confine austriaco, in Albania e in Grecia (cap. VIII);
-in una prolessi viene detto che finita la guerra ci sarà una grande rivoluzione civile interna a tutti gli Stati che si concluderà con l’abolizione di tutte le frontiere e, quindi, con la vittoria della “bandiera rossa” (cap. VII);
-la menzione di date precise con riferimenti al luoghi: 1940 a Napoli con la rivolta degli studenti e “l’otto settembre” (cap. VIII);
-il continuo ripetere di elementi comunisti: bolscevichi, Unione Sovietica, Lenin (cap. IX);
-la successiva adesione da parte della sorella del protagonista alle SS (cap. XII)
rimandano immediatamente al periodo della seconda guerra mondiale e sicuramente hanno un’incidenza fondamentale sullo svolgimento delle vicende.
Come detto prima molti di questi elementi sono contenuti in analessi e pochi in prolessi e determinano delle rotture nella narrazione.
Ambiente
La rappresentazione dei luoghi è senza dubbio realistica.
Gli ambienti sono molto ben qualificati; gran parte dell’opera è di tipo descrittivo. Già l’incipit del libro inizia con una descrizione dello spazio urbano assai dettagliata.
Esiste una similarità tra spazio urbano e quello rurale, infatti, il paese, le sue case e le vie hanno elementi che li imbruttiscono e che li degradano, mentre i grandi spazi aperti sono descritti a volte come vuoti e con vegetazione bassa se non inesistente, a volte come ammassi di alberi che non ne permettono l’orientamento e che, quindi, ostacolano i personaggi.
La coppia basso/alto si può identificare per la prima parte (basso) nel paese in cui inizia la storia, che ostacola il protagonista nella sua crescita e nella sua ricerca di qualcuno con cui instaurare un rapporto, mentre per la seconda (alto) si ha la sicurezza dei rifugi sulle montagne e sulle colline; da loro, infatti, si può dominare tutto senza correre il rischio di pericoli.
Un’altra coppia esterno/interno è identificabile con la sicurezza e il conforto che il protagonista e gli altri personaggi ricevono nello stare in uno spazio chiuso, protetto da tutto ciò che può essere pericoloso, e con la paura e la necessità di rifugiarsi da tutti gli attacchi esterni.
La natura non è vista solo come ostile: i personaggi hanno trovato una sorta di adattamento a questa, e grazie a ciò riescono a sopravvivere e riuscire nei propri intenti.
Protagonista/i
E’ identificabile un unico protagonista: Pin.
Il suo aspetto fisico non viene mai completato: di lui, infatti, si sa solo che ha capelli spinosi, “due braccine smilze smilze” (cap. I), con la faccia piena di efelidi rosse e nere e con “dita capaci di fare a pezzi i grilli” (cap. III).
Non ha ricevuto un’educazione né da familiari, né da altre persone (si dice che conosce l’alfabeto e sa scrivere poche cose), è cresciuto in un ambiente ostile a lui: è sempre stato antipatico agli altri bambini della sua età e visto che questi lo picchiavano spesso ha deciso di ritirarsi in uno spazio che riusciva a capirlo di più. Credeva, infatti, che gli adulti fossero in grado di comprenderlo e di accettarlo per quello che era. Gli viene difficile anche questo contatto e, quindi, per avere un rapporto con qualcuno ha iniziato ad esprimersi come le persone che vivevano intorno a lui.
Per essere accettato farà di tutto, anche a costo di rischiare la vita (cap. II).
Pin non ha ancora un pensiero su cosa sia lui e cosa debba fare, egli segue quello che fanno gli altri perché gli pare giusto, ma soprattutto per essere accettato da qualcuno e per trovare una persona che lo sappia capire.
Ciò che farà e molto prevedibile, è ancora un bambino e quindi si lascia trascinare dagli eventi e dagli altri personaggi, senza ben capire cosa stia facendo. La vita è per lui come un gioco: nell’incendio del fienile in cui erano rifugiati i partigiani lui rimane divertito e quasi compiaciuto (cap. VII), ma ancora prima quando ruba la pistola e accidentalmente parte un colpo, anche qui, il protagonista trova piacere nel fare qualcosa di proibito (cap. II).
Lui vive alla giornata, in base alla opportunità che gli si pongono davanti (anche pericolose), tenta di mettercela tutta per riuscire in cose che nemmeno conosce interamente.
Il suo viaggio alla ricerca di qualcuno come lui, che lo riuscisse a capire è ricco di alti e bassi,
Con i vari punti si identificano la situazione iniziale in cui il protagonista vive la sua vita normalmente, il giorni in cui gli uomini dell’osteria lo scherniscono e gli pongono la sfida di rubare l’arma dell’amante della sorella, il raggiungimento dello scopo (l’arma), l’arresto del protagonista da parte dei tedeschi, e il momento in cui viene portato in carcere. La lieve salita si ha quando Pin incontra Lupo Rosso che gli dà un minimo di speranza di fuggire, la vertiginosa, invece, si ha con la fuga dei due. Gli altri punti rappresentano i momento in cui Pin viene abbandonato dal suo compagno, con l’incontro di Cugino e il successivo con i partigiani, l’abbandono del primo casolare, il nuovo rifugio, la decisione di abbandonare i suoi compagni, il ritorno dalla sorella e infine il secondo incontro con Cugino.
Si può affermare che il protagonista venga usato da tutti i personaggi per distrarli da quello che stava accadendo in quei luoghi.
Personaggi
La descrizione nei personaggi non è molto abbondante, di loro, come del protagonista, vengono date solamente le indicazione più rilevanti dell’aspetto e del carattere di ognuno; ogni personaggio, infatti, viene chiamato con degli epiteti soprattutto relativi all’aspetto fisico.
L’opera contiene in certo numero di personaggi che non vanno a modificare sostanzialmente o in parte la vicenda e il protagonista, essi possono essere: tutti gli abitanti del vicolo in cui vive anche il protagonista (Pascà Mangiasapone), i bambini del carruggio (Costanzo, Giacomino), le guardie e le sentinelle della prigione, e alcuni partigiani del suo gruppo (Carabiniere, Gilda, Giacinto, …).
Negli aiutanti si identificano sicuramente Lupo Rosso, Mancino, Cugino, e in un certo senso anche Frick (il marinaio tedesco), da lui, infatti, riesce a prendere la pistola che gli starà in cuore per tutta la storia.
Gli antagonisti sono di certo lo stesso marinaio tedesco Frick e tutti gli altri militari fascisti che lo imprigionano per aver rubato la pistola, Pelle, e da una parte tutti gli individui che lo schernivano tutte le volte che parlava.
Lingua – Stile
L’opera è interamente scritta in italiano, alcune parole, però, sono straniere (i nomi dei fucili). Il narratore non ha di certo scelto un linguaggio complicato e di alto livello, molte sono le infiltrazioni di parole gergali o di parole sconosciute al protagonista che vengono, quindi, scritte nel modo in cui egli le avrebbe scritte.

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