Il santo rogo e le sue vittime, a cura di Gianni Olmi

Materie:Scheda libro
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Testo

Scheda del libro:

IL SANTO ROGO E LE SUE VITTIME a cura di Gianni Olmi

Struttura: è un testo informativo, che raccoglie documenti dal 1234 a circa il 1600; i documenti sono in ordine cronologico e ognuno di essi è accompagnato da una breve introduzione.

Data di pubblicazione: 24/10/1993

Linguaggio: è importante precisare che il documento è stato curato da Gianni Olmi in un linguaggio sintetico che si attiene ai fatti e ogni esempio, bolla del testo è originale lo stesso testo cita: “ La trascrizione dei documenti è assolutamente rispettosa dei testi originali”.

Breve trama:

VOLTAIRE

Il primo testo, è un testo tratto dal dizionario filosofico di Voltaire, che in modo ironico, ci propone la nascita dell’inquisizione attraverso San Domenico, che giustifica le sue condanne come atti voluti da Dio. Ma la Santa inquisizione come potere voluto da Dio ci viene subito sminuito con un esempio: Un semplice nobile, attraverso lettere contraffate, si è spacciato per il Papa e ha ordinato a Giovanni III re del Portogallo di instaurare un tribunale del sant’Uffizio e di giustiziare tutti gli ebrei e i mussulmani riscuotendo i possessi degli eretici; e così fece. Ben presto il furfante venne scoperto e la cosa che colpisce e che il papa Paolo IV, riordinò parzialmente quello che il furfante si inventò e rese questo tribunale, un opera di Dio sacra in tutti i suoi aspetti e cosi si stabilì a Lisbona l’inquisizione

SETTE DOCUMENTI PONTIFICI

Il testo ci propone sette documenti pontifici, che vanno dal 1234 al 1501; essi sono scritti sotto forma di bolle e mettono in chiaro come i pontefici agevolassero il lavoro degli inquisitori oppure come tentavano di mantener saldi i rapporti con personaggi politici, personaggi del calibro di Filippo re di Francia. Questi documenti inoltre sintetizzano le colpe degli eretici, la caccia alle streghe, i fanatici credenti in satana che sperimentavano diaboliche pozioni ma anche i privilegi dati agli inquisitori. I sette documenti sono:

1. Bolla con la quale Gregorio IX fonda l’inquisizione [1234]

È un documento molto importante dove il papa Gregorio IX accusa gli eterodossi, paragonandoli a volpi che saccheggiano le vigne del Signore e che per non essere puniti cercano rifugio nella conversione al cattolicesimo, la drastica decisione del Pontefice e di cacciare gli eretici senza giustizia, perché privi di diritti. Ogni eretico veniva privato di tutti i suoi beni prima di essere ucciso.

2. Innocenzo IV ordina agli inquisitori di diminuire le ritenute ed evitare le esazioni [1248]

Innocenzo IV placa le crudeltà verso gli eretici, pretendendo dagli inquisitori di applicare le pene solamente ai casi degni, per non creare troppi sospetti e non essere discussione di scandalo e vergogna.

3. Bolla di Alessandro IV per autorizzare gli inquisitori ad assolversi vicendevolmente [1256]

Il pontefice, per far compiere meglio il dovere ai frati domenicani, gli dà la possibilità di assolversi a vicenda.

4. Bolla di Clemente V al di Francia sulla rovina dei dolciniani [1307]

È una bolla per il re di Francia che comunica la cattura di Dolcinio, figlio di Belial un grande eretico , e l’uccisione dei suoi seguaci. Questa notizia “ di grandissima esultanza” viene comunicata al re perché molto religio e gratificato da ogni conquista della Chiesa.

5. Bolla super illius specula, di Giovanni XXII [1326]

In questa bolla vengono denunciati dei fanatici di satana che , con maligne pozioni, racchiudono satana dentro di loro e vengono accusati di interferire con la cristianità, cosi devono essere accusati e poi giustiziati secondo le pene stabilite.

6. Eugenio IV all’arcivescovo di Narbona perché appoggi un inquisitore [1441]

Cerca di rafforzare i diritti speciali degli inquisitori, togliendo loro ogni limitazione, in quanto i suoi poteri di arcivescovo.

7. Breve di Alessandro VI all’inquisitore angelo da Verona [1501]

Alessandro VI da il pieno consenso e libertà di dare la caccia a eretici sospettati di sortilegio nella Lombardia, e il Papa dà anche il consenso di non rispettare le leggi civili.

I CONFORTI DELLA VENERABILE ARCICONFRATERNITA DI S. GIOVANNI DECOLLATO

Subito dopo i sette documenti pontefici ci vengono proposti interessanti schede giudiziarie messe appunto dalla confraternita della misericordi a Roma, istituita nel 1488 da Innocenzo VIII. Esse sono composte dal nome dell’ eretico morto per mano della santa inquisizione, ( questi documenti sono stati rinvenuti solo nel 1900 e hanno confermato degli omicidi sempre negati dalla Chiesa, come quello di Giordano Bruno bruciato vivo il 16 febbraio 1600 ) ; poi c’è la data dell’ esecuzione, la descrizione e i motivi della punizione e in fine i “confortatori” cioè coloro che applicavano la parola del sant’uffizio e in qualche caso i costi della punizione, che lo stesso colpevole doveva rimborsare. Leggendo i vari documenti sono emersi differenti casi, soprattutto diversi tipi di pene come semplice eresia, alcuni personaggi laici si sono permessi di celebrare la santa messa senza essere di appartenenza al clero, molti altri hanno rifiutato di confessarsi e di lodare la religione cristiana, altri ancora erano protestanti oppure scienziati che affermavano le loro tesi in modo inequivocabile e molti altri. Nella varie descrizioni di ogni condannato, emergono inoltre due aspetti: uno il tipo di pena, nella maggior parte dei casi pestaggi , poi impiccagione e infine il cadavere veniva bruciato. L’altro i beni che ha lasciato l’accusato , poteva solo lasciare beni chi confessava l’assoluta esistenza della religione cristiana cattolica, venivano consegnati ai famigliari o a chi voleva lui, solitamente nessun eretico lasciava in eredità qualche suo bene. A questi due casi ci sono però delle eccezioni: un ragazzo, per esempio, non venne ne impiccato ne bruciato, messo solo su forche per farlo confessare delle sue eresie e poi lasciato libero, oppure personaggi direttamente bruciati vivi; un altra eccezione è Frate Ambrogio de Cavoli che lasciò un anello d’oro in eredità. Questi schede però sono solo una piccola parte ovviamente, ci sono confessioni di diverse pene come l’insulto a Pontefici, oppure atti di stregoneria o ancora letterati accusati di aver scritto cose contro ogni principio cristiano, comunque sia questi individui venivano brutalmente torturati e uccisi anche se confessavano da dei “ confortatori” che pretendevano ingenti somme di denaro che confiscavano dagli stessi imputati.

TOMMASO CAMPANELLA

L’ultimo documento del testo è una storia completa di un eretico che deve affrontare il tribunale dell’inquisizione; vengono messi in rilievo i lati umani e reali di cosa accadeva nelle carceri e nei tribunali dell’inquisizione del 1600 a Napoli.
I motivi di condanna per Frate Tommaso Campanella sono di aver cercato di instaurare una repubblica nella regione calabra, inizialmente fu interrogato in una identificazione dal signor Antonio Peri e Nunzio apostolico, rilevando i suoi dati anagrafici. Ma nel secondo interrogatorio Campanella afferma con frasi senza senso la sua insanità mentale per essere così graziato dal tribunale dell’inquisizione. Ma dopo diversi verbali con i signori che lo dovevano giudicare Cappella viene torturato , prima con una semplice corda con cui venne appeso, poi gli venne inflitto la condanna della veglia nella speranza che l’imputato cedesse e rivelasse la sua identità terminando la patetica finta di essere pazzo. Dopo lunghi e assillanti battibecchi e trentasei ore di interrogatori misti a torture, il frate viene rimesso nella propria cella del carcere in fin di vita ma senza essere ucciso; come scena finale c’è la dichiarazione del boia che giura di aver sentito pronunciare da Tommaso una frase compiuta che scioglie ogni prova della sua insanità mentale, ma essendo un unico testimone il boia ha dovuto rinunciare alla sua deposizione.

Descrizione con commento personale:

Questo testo ci dà un idea sui metodi e sulla realtà dei tribunali dell’inquisizione in un periodo storico piuttosto ampio dal 1234 al 1600 circa. I testi che ci vengono proposti descrivono diversi metodi per spiegare in modo neutro e nello stesso tempo reale, cioè con documenti originali , una realtà che ha caratterizzato l’intolleranza religiosa per molti anni e in un passato non molto lontano dal nostro. Voltaire ci sottolinea con vena ironica la giustificazione , senza basi, con cui gli inquisitori affermavano che il Sant’uffizio era voluto da Dio ; uno dei primi fu Luigi di Parmo il quale affermava che il primo atto antieretico fu attuato da Dio, attraverso i domenicani, con Adamo nel giardino dell’Eden. Documenti più reali sono i sette documenti pontifici che trattano i rapporti tra Chiesa e stato, oppure trattano dei favoritismi e agevolazione compiute sugli inquisitori. Ma dai testi veri e propri ho potuto notare che ripetutamente viene messo in rilievo ( come si vede nella 1° testimonianza di Gregorio IX) la confisca dei beni degli eretici prima di essere giustiziati, questo viene ripreso un po’ in tutti i documenti e viene naturale da pensare che la Chiesa si arricchiva parecchio con questi atti ( vedi nel racconto di Voltaire, il re di Portogallo in poche settimane si è arricchito di duecentomila scudi ) e la Chiesa si arricchiva soprattutto perché gli eretici, come mussulmani ed ebrei, erano il fulcro della sociètà borghese. A differenza di questi, le schede dell’arciconfraternita di S. Giovanni Decollato, ci mostrano il perché, il come e a chi venivano praticate le pene dell’inquisizione; i punti in comune tra le varie schede, oltre alla confisca dei beni e i prezzi delle pene, è il modo di giustiziare gli eretici perché ,dopo lunghe torture, ognuno veniva impiccato e poi bruciato; secondo me veniva utilizzato molto il fuoco perché è sempre stato un unico mezzo di purificazione e pulizia completa; usato dai religiosi in modo reale ma in verità è puramente metaforico per pulire l’anima del dannato. Infatti si nota che chi compiva atti eretici più gravi veniva addirittura bruciato vivo. Tutti questi documenti però non ci danno un idea su cosa accadeva realmente, cosi Gianni Olmi inserisce un esempio per chiarire, molto dettagliato in tutti i particolari su un caso di inquisizione dove l’imputato Tommaso Campanella cercava in tutti i modi di evitare la condanna degli inquisitori, addirittura fingendo la pazzia. Quest’ultimo esempio ci fa capire come funzionava nei particolari il tribunale e come la Chiesa, che dovrebbe predicare l’amore e la generosità tra i vari popoli , utilizzasse metodi come la tortura per il monopolio religioso. Il testo ci dice che indicativamente l’inquisizione termina con la perdita del potere temporale della Chiesa circa nel 1870, secondo me il tribunale dell’inquisizione è sempre esistito in diversi modi e con nomi diversi, ma con il principio di intolleranza in comune;basti pensare al nazismo , una realtà molto vicina alla nostra, i tedeschi ammazzavano impiccando, fucilando o di nuovo bruciando uomini di cultura e religione differente dalla loro; un modo diverso di intolleranza ma pur sempre paragonabile.

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