Il nome della rosa, Umberto Eco

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Testo

IL NOME DELLA ROSA

AUTORE, TITOLO, EDITORE
L’autore del libro й del saggista e semiologo Umberto Eco, nato ad Alessandria nel 1932 e ordinario di semiotica all’universitа di Bologna dal 1971.
Il titolo di quest’opera й “Il nome della rosa” che, benchй sembri non abbia nulla a che fare con un libro riguardante il medioevo, acquista un significato se leggiamo le righe finali dell’opera che dicono:”Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus”.
Il libro й della Bompiani Editore.

PERIODO STORICO
Il periodo in cui si svolge il romanzo й l’ultima settimana del novembre 1327; ci troviamo quindi in pieno inverno come si puт facilmente dedurre dalle prime pagine del romanzo, dove si vede che tutto й ricoperto di neve. La situazione in Italia й complessa: in quel periodo l’imperatore Ludovico il Bavaro assediava Pisa e si apprestava a scendere verso Roma, mentre il Papa Giovanni Paolo XXIII°, che lo aveva scomunicato, si trovava ad Avignone e voleva avere al suo cospetto il generale dei francescani Michele da Cesena, il quale qualche anno prima aveva proclamato a Perugia che Cristo non aveva avuto nessuna proprietа. Si vede quindi che era presente il problema dell’eresia, il cui esempio nel libro й dato da fra Dolcino, un frate ormai morto bruciato sul rogo da duecento anni che aveva capeggiato bande armate di eretici. In questo periodo emergono i due principali ordini monastici: i Benedettini che accettavano che la Chiesa avesse dei possedimenti, in quanto il loro modo di intendere la fede li portava ad accettare il possesso di beni materiali affinchй servissero ad onorare Dio; ed i Francescani che invece erano piщ distaccati rispetto alle cose terrene e perciт andavano contro le idee papali che giudicavano eretiche e simoniache, diventando cosм alleati dell’imperatore Ludovico. Per quanto riguarda l’assetto politico, la penisola italiana si trovava divisa in una miriade di ducati e principati: i piщ importanti erano il Ducato di Milano, la Repubblica Veneta, il Ducato dei Savoia, la Repubblica di Firenze e il Regno di Napoli. Al centro della penisola si trovava lo Stato pontificio, tradizionale sede del Papa.

AMBIENTE
Il luogo dove si svolge interamente la storia и un'abbazia Benedettina situata nell'Italia centro-settentrionale, che si trovava sopra un monte ed era circondata da una cinta di mura. L'edificio era di forma quadrangolare con quattro torrioni eptagonali. Gli ambienti che assumono maggiore importanza nel corso della storia sono i dormitori, la cucina (al primo piano), lo scriptorium (al secondo) e naturalmente la chiesa e la labirintica biblioteca disposta su due piani, il terzo e l’ultimo. Tutto nella costruzione dell'abbazia segue criteri di costruzione che rimandano ad un valore simbolico e ad un numero che ha un significato religioso. Cosм, nella descrizione dei vari ambienti, come ad esempio quella dell'intero edificio nel primo capitolo, il narratore sottolinea spesso la presenza nella geometria di questa costruzione dei numeri sacri, dal "3" al "7", al "5", all'"8". La religiositа della costruzione si manifesta anche sotto altri aspetti oltre a quello dei numeri. Ad esempio sul frontone della chiesa и incisa una scena religiosa che sgomenta il protagonista al solo osservarla, e lo scriptorium detiene un alone di sacralitа dovuto al lavoro di copiatura dei libri da parte dei monaci. Ma l'intera abbazia, la cui architettura sembra poter esser facilmente compresa, possiede in realtа numerosi passaggi segreti ed una biblioteca che in realtа й un labirinto. Proprio la biblioteca assume sempre maggior importanza. Sin dall’inizio del romanzo si scopre che la biblioteca и protetta da un alone di mistero che tutti i monaci, dall'abate al piщ semplice dei novizi, contribuiscono a rimarcare. Quando i due protagonisti riescono a svelarne il segreto, viene rivelata la sua complessa struttura: l'ultimo piano dell'edificio й diviso in cinquantasei locali, di cui uno (il "finis afriacae") accessibile solamente tramite un passaggio segreto, e ogni locale presenta un cartiglio con inciso un versetto dell'Apocalisse, sul quale й evidenziata una particolare lettera. La lettura in sequenza di queste lettere crea parole che indicano specifiche sezioni, come ad esempio: Iudaea, Aegyptius, Anglia, Yspania o Roma, che il bibliotecario usa per orientarsi e sistemare i libri. La collocazione di queste sezioni rispecchiava la posizione di questi territori sulle carte, cosм a settentrione c'erano le sezioni Anglia e Germani, a meridione Roma e Yspania e ad occidente Hibernia. La biblioteca й senza dubbio l’ambiente meglio descritto, anche perchй й su di essa che in pratica verte l’intera storia, ma alla fine del romanzo essa verrа distrutta dall’incendio causato da una torcia, facendo cosм in modo di cancellare tutti i suoi segreti.

CONTENUTO
Il frate francescano Guglielmo da Baskerville ed il suo aiutante Adso da Melk vengono incaricati dall’abate Abbone di fare luce sul mistero della morte del suo frate Adelmo, il cui cadavere era stato ritrovato ai piedi di una scarpata sottostante all’abbazia. Contemporaneamente Guglielmo comincia a svolgere indagini riguardo alla biblioteca. Ma il mistero si infittisce alla luce di un secondo omicidio, quello di Venanzio il cui corpo viene ritrovato la mattina all’aperto in una giara di sangue di maiali. Nonostante ciт Guglielmo persiste nelle sue indagini riguardanti la biblioteca, aiutato da Bencio che aveva sentito qualcuno discutere sul Finis Africae, il luogo irraggiungibile di questa. Nel frattempo sta per arrivare nell’abbazia anche una legazione papale, nella quale si trova anche l’inquisitore Fernando Gui, che in seguito condannerа due monaci per aver commesso atti lussuriosi e magia nera. Ma questo, al contrario di Guglielmo, sfrutta la paura di chi й accusato per farlo confessare. Un altro sviamento dalla risoluzione del giallo й dato dal vecchio monaco Alinardo, che suggerisce che la modalitа degli omicidi ha a che vedere con una profezia riguardante l’inizio dell’apocalisse, secondo la quale la prossima morte doveva avvenire a causa dell’acqua. Ed infatti il cadavere della terza vittima, l’aiuto bibliotecario Berengario, viene ritrovato in una vasca dei balnea. Ma all’inizio della quarta giornata Guglielmo osserva che la sua morte non era avvenuta per annegamento come si riteneva, ma bensм per avvelenamento, il cui principale segno й la lingua nera di Berengario. Il quinto giorno viene ritrovato morto anche l’erborista Severino, la cui testa era stata spaccata dall’impatto con una sfera armillare del suo laboratorio, e la mattina della sesta giornata spira in chiesa sempre per avvelenamento durante la funzione anche il bibliotecario Malachia. Tutte queste modalitа di morte rimandano alla profezia di cui ha parlato Alinardo. Scombussolato da questa successione degli avvenimenti, Guglielmo non si accorge che il libro che aveva cercato cosм assiduamente si trovava nel laboratorio di Severino, e quando se ne rende conto й ormai troppo tardi, in quanto il libro era stato trafugato da qualcuno. A questo punto del libro si rivolge l’attenzione anche verso un’altra trama, quella della lotta di potere tra i monaci per eleggere il nuovo bibliotecario. Ma alla fine il mistero della biblioteca viene risolto per merito di Adso, che suggerisce a Guglielmo il modo per orientarsi all’interno del labirinto, dopo un tragico primo tentativo notturno. Essi entrano di nuovo nella biblioteca la notte seguente, e qui finalmente tutti i misteri vengono svelati. L’assassino й il vecchio monaco cieco Jorge, che nel frattempo aveva imprigionato in un passaggio segreto l’abate, che poi morirа a causa dell’incendio. Egli spiega che le prime modalitа degli assassinii erano state casuali, ma in seguito aveva saputo della profezia e aveva deciso di adeguarsi ad essa per i suoi delitti; e che tutte le morti per avvelenamento non erano state causate de lui, ma bensм dal libro, le cui pagine erano intrise di un potente veleno. Ma anche se tutto sembra essersi risolto, non й finita qui: a causa di un incendio scaturito da una torcia, la biblioteca brucia e con lei il libro misterioso ed il vecchio Jorge che ne aveva mangiato alcune pagine morendo avvelenato, chiudendo la serie degli assassinii con la sua stessa morte. Si salvano invece dall’incendio Guglielmo e Adso, il quale poi ci riporta tutta la storia per mezzo di un manoscritto.

AMBIENTE SOCIALE
L’ambiente sociale й naturalmente quello religioso dell’abbazia. Colui che deve mantenere l’ordine all’interno di essa й l’abate, tramite sue regole e suoi divieti. Al di sotto di lui c’й il bibliotecario, elemento importante in quanto era il custode del sapere all’interno dell’abbazia ed un libro a quel tempo era un oggetto veramente raro ed in quanto tale da salvaguardare. In questo compito era aiutato da tutti i monaci ed in particolare dagli aiuto-bibliotecari. Naturalmente all’interno dell’abbazia si trovavano anche i monaci amanuensi, che avevano l’importante compito di copiare i libri che avevano a disposizione creandone cosм di nuovi. Tutti i monaci erano tenuti a partecipare a prestabiliti momenti di preghiera, e tutti erano tenuti al lavoro manuale. Naturalmente l’abbazia non era autosufficiente e perciт si avevano dei contatti con persone esterne, che potevano essere commercianti o piщ semplicemente degli stallieri o dei contadini che li aiutavano nel loro lavoro. L’ambiente dell’abbazia era piuttosto colto rispetto a quello circostante, ma era anche piuttosto chiuso mentalmente ed era facile essere accusati di eresia per idee non convenzionali con quelle ritenute giuste dalla Chiesa.

ANALISI DEI PERSONAGGI
Senza dubbio il personaggio piщ importante й Guglielmo da Baskerville, un frate francescano che aveva svolto la funzione di inquisitore ma che adesso deve vestire i panni di investigatore per risolvere il mistero degli omicidi all’interno dell’abbazia. Й un uomo alto e magro; ha occhi acuti e penetranti con sopracciglia folte e bionde, naso affilato e un viso allungato coperto di lentiggini. Il suo nome deriva da quelli di due diversi personaggi; il nome й quello di Guglielmo da Occam, un filosofo empirista che per le sue idee si basava sull’esperienza, mentre il cognome deriva dal titolo di un famoso romanzo della serie di Sherlock Holmes dello scrittore Conan Doyle, “Il mastino di Baskerville”. Non poteva esserci due personaggi piщ adatti per la figura di Guglielmo da Baskerville, che piщ volte nel libro (per citarne una, la discussione con l’erborista Severino) ci dimostra la sua preparazione nello studio, la sua astuzia e la sua capacitа di osservazione. Dal punto di vista simbolico Guglielmo rappresenta la voglia di conoscere e la razionalitа.
Un altro personaggio importante й l’aiutante di Guglielmo, Adso da Melk, il cui nome ricorda quello dell’assistente di Sherlock Holmes, il dottor Watson. Il nome Melk invece й quello di un’abbazia nei pressi di Vienna. Egli й una persona semplice ed appunto per questo non й un caso che sia il piщ adatto a raccontare la storia, ma appunto perchй й lui il narratore non abbiamo una sua precisa descrizione, nи fisica nй psicologica. Egli и un novizio benedettino ed и stato affidato a Guglielmo per avere un maestro che lo istruisca.И molto giovane ed ingenuo, ma anche desideroso di apprendere dal suo maestro che stima moltissimo. La sua ingenuitа lo porta a un momento di debolezza in cui cade nel peccato della lussuria con una ragazza portata nel convento da altri monaci, un fatto questo che incide profondamente su di lui tanto che anche da vecchio й ancora perseguitato da quel ricordo.
Jorge da Burgos, и il piщ vecchio dei monaci dopo Alinardo, и cieco ma si muove e parla come se non avesse questo handicap. A causa dell’etа ha i capelli ed il viso bianchi. Egli passa molto tempo nello scriptorium parlando con altri monaci, i quali lo stimano e allo stesso tempo lo temono molto e si rivolgono spessoa lui per avere consigli. Per i sui molti anni di presenza nell’abbazia ha molta influenza ed importanza, fu lui a far eleggere Abbone come abate e Malachia come bibliotecario. Jorge disprezza il riso e gli esseri umani che ridono perchй secondo lui si prendono gioco di Dio. Per questo s'impone di tenere segreto il misterioso secondo libro di poetica di Aristotele che giustifica e apprezza il riso. Й lui il tanto ricercato assassino all’interno dell’abbazia. Non й difficile esprimere un giudizio assolutamente negativo su questo personaggio in quanto facilmente si puт ritenerlo un pazzo, ma si deve notare che rappresenta la fazione conservatrice della Chiesa del tempo.
Abbone и l’abate dell’abbazia di ordine benedettino e si occupa della vita all'interno di essa. La sua importanza risiede soprattutto nel fatto che sia lui a concedere la possibilitа di consultare i libri della biblioteca, anche se in veritа sono altri a concedere questa possibilitа. Nel libro si nota facilmente che non riesce a gestire la situazione dopo il primo omicidio, ma si puт capire che anche prima le sue regole spesso erano state trasgredite. Per molti anni senza saperlo esegue il volere di Jorge e quando tenta di ribellarsi non riesce a concludere nulla se non morire intrappolato in un passaggio segreto. Abbone simboleggia l’amore per i beni materiali, come provano i numerosi anelli che porta alle mani.
Malachia da Hildesheim и il bibliotecario dell'abbazia, l'unico che ha il diritto di accedere nel labirinto e che conosce la disposizione delle stanze, anche se in seguito scopriamo che non й cosм. Egli и manovrato da Jorge, il quale causa la sua morte.
Bernardo Gui и un frate domenicano ed й un inquisitore. E’esile e ha due occhi grigi e freddi. Ma piщ dell’aspetto fisico ciт che impressiona di questo personaggio й la sua intelligenza e la sua perseveranza, ma anche la sua ossessione di far confessare l’inquisito. Bernardo viene contrapposto a Guglielmo per il suo modo di agire e per i suoi metodi di inquisizione e di indagine.
Salvatore и un monaco il cui passato й legato all’eretico fra Dolcino.Non ha un preciso compito all'interno dell'abbazia; procura ragazze al cellario Remigio e per questo entrambi vengono catturati e condannati da Bernardo Gui.
Severino и l’erborista dell’abbazia. Cerca sempre di aiutare Guglielmo, ma quando ritrova il libro viene scoperto e ucciso rendendo vano il suo lavoro. Nel suo laboratorio ha molte erbe e piante medicinali riguardo alle quali ha un’interessante discussione con Guglielmo, dimostrando di avere una grande conoscenza su di esse e una vasta cultura in generale. Egli fornisce a Malachia sostanze che provocano visioni per i tranelli della biblioteca.
Ci sono molti altri personaggi all’intarno del libro, ma spesso hanno poca importanza o un ruolo marginale per quanto riguarda la narrazione.

TEMATICHE
Nel corso della narrazione, Umberto Eco ha occasione di trattare un grande numero di temi, di cui qui riporto i principali.
- Tema dell'eresia: il piщ grande esempio nel testo й fra Dolcino, che viene dipinto come un demone ma che alla fine vediamo come un semplice essere umano. Da ricordare riguardo a questo tema й la contrapposizione tra il metodo di inquisizione di Fernando Gui (portato a scoprire la colpevolezza dell’indiziato anche se questo era innocente tramite la paura che gli incuteva) e di Guglielmo (che invece cercava di non convincersi della colpevolezza dell’indiziato per dare una valutazione il piщ oggettiva possibile)
- Tema del conflitto fra gruppi religiosi: й facilmente riscontrabile tramite le notizie inserite da Umberto Eco sugli attriti fra le fazioni che sostenevano il Papa e quelle che sostenevano l’imperatore. Ma un esempio piщ semplice si vede nella rivalitа tra i vari gruppi di monaci per decidere la nazionalitа del nuovo bibliotecario, dopo che Malachia era stato ucciso.
- Tema del labirinto: In questo caso il labirinto й un simbolo. Й intricato in quanto all’interno di esso si svolge un complotto, ma simboleggia anche la complessitа della realtа e l’assurditа della vita (che riconduce a sua volta ad un pessimismo implicito).
- Tema della liceitа del riso: й un dibattito teologico affrontato da Guglielmo, dall’Abate e da Jorge. Teologico perchй i tre si chiedono se mai Cristo abbia riso, con i primi due che lo affermavano, in quanto essendo diventato uomo Dio deve aver riso sicuramente; mentre il terzo lo negava assolutamente, prendendo cosм la stessa opposizione che aveva avuto la chiesa del tempo. Й appunto per tenere segreto un libro che giustifica e apprezza il riso che comincia la serie degli omicidi da parte di Jorge.
- Tema del libro e della biblioteca: il libro in quel tempo era un oggetto raro e la conoscenza era fonte di potere. Perciт chi avesse preso possesso della biblioteca era come se avesse preso in mano il potere sull’abbazia e non solo, anche sulla conoscenza. Й per questo che il possesso di un libro puт giustificare cosм tante morti.
- Tema dell'amore e della donna: Nel medioevo la donna era considerato un essere impuro e portatore del demonio, ma Guglielmo rivaluta quella figura, poichй pensa che Dio non puт aver creato un essere cosм meschino, prendendo perciт una posizione contraria rispetto a quella della chiesa. Adso infatti descrive la donna che Salvatore aveva fatto entrare nel convento come un essere bellissimo e non come una portatrice di peccato, benchй poi lo conduca a compiere atti lussuriosi.
- Tema dell'Apocalisse: esso й rappresentato dalla profezia del vecchio Alinardo, un monaco che vive convinto che presto ci sarа una venuta dell’Anticristo, e gli omicidi non sono che un prologo a questo.
- Tema del numero e della geometria: questo tema й senza dubbio riferito alla struttura dell’abbazia e della biblioteca, la cui architettura rimanda a numeri che rimandano a Dio.
- Tema del simbolismo: questo й il tema portante dell’intero romanzo, in cui non solo ogni cosa, ma anche ogni persona rappresenta un’idea. Un grande esempio й la biblioteca-labirinto, a cui possiamo attribuire piщ di un significato.

VISIONE DEL MONDO
Le chiavi di lettura che ho seguito sono principalmente due, cioи quella letteraria e quella narratologica.
La prima й senza dubbio quella piщ semplice ed immediata, in quanto non si deve fare altro che seguire la storia come se fosse semplicemente un romanzo giallo. Ma non per questo si deve considerare questo livello di lettura come se fosse da trascurare, in quanto Eco ha curato molto bene questo aspetto nel romanzo, rendendolo avvincente e ricco di colpi di scena, portandoci a pensare che il colpevole sia una data persona per poi scagionarla o per farci scoprire che era stata uccisa anche lei. Ma se si segue solo questa chiave di lettura si rischia sia di non apprezzare il libro nella sua totalitа in quanto Eco porta anche notizie esterne alla narrazione e anche dibattiti su questioni filosofiche che sono parte integrante del romanzo.
Un’altra chiave di lettura secondo cui й facile apprezzare il libro й quella narratologica, cioи quella che tiene conto di tutte le notizie storiche che lo scrittore ci porta a conoscere. Infatti si nota alla prima lettura che dietro alla scrittura di questo romanzo c’й stato un ampio lavoro di documentazione su tutti i fatti storici del periodo e sul modo di vivere dell’epoca. Anche nelle descrizioni degli ambienti e nei dialoghi si nota questa preparazione storica, in quanto sembra veramente di trovarsi nel medioevo mentre si legge questo libro. Naturalmente molte persone non troveranno questa molto esauriente per certi aspetti, ma bisogna comunque pensare che questo libro non й stato scritto solo per fare una cronaca degli eventi passati, ma anche per altri aspetti.

ANALISI DELLO STILE
Questo libro й un romanzo che segue la corrente del post-modernismo, in quanto non usa un gergo ed un tipo di narrazione accessibile a pochi, ma non й neanche un romanzo semplice alla portata di qualunque lettore. Non c’й quindi una separazione netta tra l’arte sperimentale e l’arte di massa col risultato che il romanzo й complesso ma allo stesso tempo di piacevole lettura. Й presente un frequente rimando ad altri testi tramite citazioni e passi di altri brani, ma anche un rimando ad altre lingue, in quanto piщ volte si trovano nel libro frasi in latino, francese e tedesco, tanto che Eco inventa anche un personaggio che utilizza tutte queste lingue contemporaneamente, di modo che risultano frasi incomprensibili se non si presta molta attenzione o non й presente nel lettore una conoscenza abbastanza approfondita delle lingue. Ma a parte l’esempio di questo personaggio, la fusione di questi diversi linguaggi non porta eccessiva difficoltа nella lettura del libro, ed й soppesata cosм come й armonica la fusione dei diversi generi di romanzo e dei diversi stili. Caratteristico di romanzi come questo й il fatto che lo scrittore si deresponsabilizzi riguardo ai significati dell’opera, in quanto suggerisce vari piani di lettura ma non ne impone nessuno, pensando che tutti abbiano la stessa importanza e che ogni lettore puт cogliere un messaggio diverso, che magari lo scrittore stesso non aveva pensato di mettere tra le righe.

INTERESSE DEL LIBRO
Questo romanzo й stato senza dubbio interessante e piacevole da leggere. Naturalmente ho seguito maggiormente le parti attinenti al giallo, in quanto й la parte piщ accessibile e senza dubbio piщ accattivante del libro. Un altro aspetto che mi й piaciuto del romanzo sono state le varie discussioni filosofiche o culturali che, anche se non tutte piaciute o non sono riuscito a seguirle, comunque hanno trattato argomenti che per la maggior parte mi sono interessati o riguardo ai quali non avevo mai pensato, per esempio quello sulla licealitа del riso. Ho ammirato soprattutto i due personaggi principali, Guglielmo per la sua furbizia e per la sua conoscenza, Adso per la sua semplicitа e per la sua voglia di conoscere. Mi й piaciuto anche lo stile con cui Eco ha scritto questo libro, perchй ha intrecciato vari generi letterari senza segni netti di passaggio da uno all’altro, ma come se uno fosse la conseguenza dell’altro e viceversa.

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