Il giovane Holden

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Testo

Analisi e comprensione del testo
1. La Forma Del Testo
• Titolo: Il giovane Holden
• Titolo originale: The Catcher in the Rye
• Autore: Jerome David Salinger
• Traduttrice: Adriana Motti
• Casa editrice: Einaudi
• Genere: Romanzo di Formazione
• Stile: Autobiografico; Colloquiale
2. Le Strutture Narrative
• Intreccio: Il giovane Holden Caulfield, ormai diciassettenne, ci racconta la sua avventura durata tre giorni accadutagli quando aveva sedici anni. Egli era un ragazzo svogliato nei confronti della scuola, dell’ambito didattico e, come direbbe lui, “di tutto quello che segue”. Tutto questo pur non essendo un ragazzo ignorante ma anzi molto interessato alla lettura dei libri: si trattava solo insomma di un ragazzo pigro, poco stimolato dalla scuola che egli giudicava eccessivamente “falsa”, così come i suoi professori. Dopo una breve descrizione di se stesso, evitando “prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield”, Holden quasi subito passa in “medias res”, affermando che egli frequenta l’Istituto di Pencey, una scuola d’elite situata in Pennsylvania ma che, come generalmente sono queste scuole, è solo “tutto fumo e niente arrosto”. Egli è stato appena “buttato fuori” da questa scuola per la sua noncuranza e non - applicazione sulle materie, eccezion fatta per l’inglese, disciplina da lui ben conosciuta ed apprezzata. Sta quindi passando gli ultimi giorni in quella scuola, e mentre praticamente tutti gli altri ragazzi stanno giocando o seguendo una partita di rugby, egli va a salutare il suo professore di storia, uno dei pochi ai quali si è affezionato. Essendo sabato sera dopo aver mangiato ritorna nella sua stanza, condivisa allora con Stradlater, uno dei ragazzi che Holden riesce a sopportare, anche se eccessivamente falso con le ragazze con le quali mira ad arrivare ad una sola cosa… Holden qui ci presenta sia Stradlater sia un altro amico: Ackley. Dopo essere uscito quella sera con altri due ragazzi ed essere rincasato alle nove e mezza, non avendo sonno, comincia a fumare qualche sigaretta aspettando il ritorno di Stradlater, uscito quella sera con la migliore amica di Holden, Jane Gallagher. E Holden non riesce proprio a pensare ad altri se non a lei, che non vedeva da molto tempo e per la quale prova un forte sentimento. Ma per tutto il libro Jane resterà un etereo, irraggiungibile oggetto del desiderio, introvabile anche per linee telefoniche. Quando Stratlater afferma molto vagamente, al suo ritorno, d’averla “stantuffata” i due si cominciano a picchiare ma è Holden ad avere la peggio. Stufo di quest’edificio e della vacuità dei ragazzi che lo frequentano Holden decide di lasciarlo anticipatamente e di andare a stabilirsi in un albergo fino a martedì, giorno in cui sarebbe poi rincasato; vuole agire così perché è praticamente sicuro che i suoi genitori non verranno a sapere che è stato “buttato fuori” finché lui stesso non rincaserà. Prende un treno fino a New York e si stabilisce in un albergo economico (non che gli mancassero i soldi, ma un po’ perché voleva risparmiare, un po’ perché si era effettivamente sbagliato nel recarsi in quell’albergo); ma non è ben frequentato, anzi è “pieno nero di pervertiti”. Decide poi di uscire e di recarsi in un locale nel quale andava sempre con suo fratello D. B. Ma una volta tornato in albergo non ha ancora sonno e vive un’avventura particolare con una prostituta… A partire da qui, per non annoiarsi, Holden cerca di organizzare qualsiasi diversivo o appuntamento per la domenica: prima incontra la “vecchia Sally”, poi il “vecchio Luce”, poi, ubriacatosi, va a trovare la sorellina Phoebe che è contentissima di vederlo ma intuisce che Holden è stato buttato fuori dalla scuola. Per aiutare Holden, che nel frattempo aveva deciso di stanziarsi da qualche altra parte finché non si fossero calmate le acque, Phoebe gli da dei soldi che Holden cerca di gestirsi nel migliore dei modi riducendo le spese al minimo. Quindi va per quella notte a dormire dal suo ex professore Antolini, che gli aveva offerto gentilmente questa possibilità. Ma Holden scappa nel cuore della notte perché aveva sorpreso il suo professore mentre gli accarezzava la testa. Holden decide a questo punto di fuggire da tutto e da tutti, non senza salutare prima la sua sorellina. Ma proprio quest’ultima gli fa teneramente cambiare idea, e quindi tutti i suoi progetti di fuga si spengono. E qui finisce il libro. Io ovviamente mi sono limitato a parlare degli avvenimenti, ma è da ricordare che Holden durante tutto il libro continua a “sputare sentenze”, analizzando e dando un suo personale giudizio su ogni singola cosa, avvenimento o persona di cui anche solo per caso fa il nome, per tutta la durata del libro.
Schema:
➢ Breve introduzione su di Holden e del suo contesto
➢ Saluto al professore Spencer
➢ Cena e successiva uscita con Brossard ed Ackley
➢ Fuga da Pencey
➢ Aperitivo con le tre ragazze dell’albergo
➢ Al locale di Ernie
➢ L’avventura con Sunny e Maurice
➢ Acquisto del disco per Phoebe
➢ Uscita con Sally
➢ Aperitivo con Luce
➢ Ubriacatura di Holden e successiva rottura del disco
➢ Ritorno a casa per parlare con Phoebe
➢ Notte a casa del professor Antolini e poi vicino alla stazione
➢ Ritorno alla vecchia scuola per salutare Phoebe
➢ Uscita con Phoebe fino allo zoo
➢ Decisione di rimanere a New York
• Personaggi: Holden Caulfield, il protagonista della storia, il quale è (come lui stesso afferma ripetitivamente) un po’ pazzo, giacché per molte cose cambia spesso il parere affermando magari prima di amare e di volere sposare una ragazza, e poi, subito dopo, di odiarla e di ripudiarla. In questo senso è quindi mutevole, ed è un ragazzo che vuole vivere la sua vita “alla giornata”, non progettando quasi nulla e pronto spessissimo a cambiare programma; forse questo è per lui un modo per sfuggire alla noia che spesso lo attanaglia. L’impressione che ad un certo punto ho avuto è che a lui di questo mondo non gli piacesse assolutamente niente e che si sentisse vuoto. Devo poi dire un’altra cosa: egli molte volte mette per terminare le sue affermazioni, forse per non perdersi in eccessive descrizioni o forse presupponendo che il lettore sappia come vanno solitamente le cose a questo mondo, delle frasi come “e tutto quello che segue”, “e così via”, “e tutto il resto”.
Altri personaggi rilevanti sono Jane Gallagher, che anche se non appare mai è l’esplicito-implicito oggetto del desiderio di Holden; poi Phoebe, che Holden stesso ci descrive spesso come fantastica, sveglissima ed interessata a tutto; lei è l’unica che riesce a far cambiare idea a Holden. Tutti gli altri personaggi sono, a mio avviso, solo di compendio o comunque funzionali per l’avventura vissuta da Holden.
Sistema degli attanti
Protagonista: Holden Caulfield
Antagonista: Forse proprio la stessa vita, che crea in Holden una certa insoddisfazione di fondo, sempre presente ma mai direttamente espressa. Questa sua insoddisfazione è ben esemplificata nella provocatoria domanda della sorellina Phoebe: “Dimmi una cosa che ti piace realmente a questo mondo?!” Holden esita un po’, riflette, ma cose che realmente gli piacciano non ce ne sono, non riesce proprio a pensarle…
Adiuvanti del protagonista: Probabilmente sono da considerare adiuvanti quasi tutti i personaggi incontrati da Holden, i quali lo aiutano a compiere una sorta di viaggio di formazione; ma in particolare ricorderei le suore che incontra alla stazione e la piccola Phoebe.
Oggetto del desiderio: Come già detto prima l’implicita-esplicita ricerca di Jane Gallagher, quasi mitizzata da Holden e forse anche un implicito desiderio di trovare i propri spazi e la propria indipendenza, per sentirsi più grande.
Destinatario dell’azione del protagonista: Sé stesso
• Punto di vista: Focalizzazione interna fissa (Il punto di vista è sempre quello di Holden, e quindi prima persona)
• Voce narrante: Narratore interno onnisciente, autodiegetico (Il narratore sa già tutto ed è stato partecipe in prima persona ai fatti narrati)
• Spazio e tempo:
Luoghi: L’istituto di Pencey in Pennsylvania, l’albergo a New York, la sua sala da aperitivi, il locale di Ernie, il teatro, il parco, la casa di Holden, la scuola, il museo, lo zoo.
Arco di tempo trascorso: Tre giorni: sabato, domenica e lunedì.
Tempo Discorso > Tempo Storia Passano tre giorni, ma per leggere il libro occorre un po’ più di tempo, ma non molto. Il tempo della storia inizia quando Holden va dall’ammalato professore Spencer per salutarlo.
Tutto il racconto è ovviamente un’Analessi rispetto al narratore in prima persona Holden.
3. Il Rapporto Tra La Realtà e La Finzione
• Maschere narrative dell’autore: L’autore si impersona fortemente, a mio avviso, nella figura di Holden, a tal punto che credevo, quasi fino alla fine del libro, che esso fosse un’autobiografia di Salinger
• Mondo reale e mondo narrato: Non possiamo sapere con certezza se i fatti narrati sono avvenuti veramente: certo è che sono verisimili e che rispecchiano le caratteristiche generali degli adolescenti di allora e di sempre.
4. La Ricezione
• Modelli letterali dominanti:
• Scelte dell’autore in rapporto al sistema letterario, al gusto e alle attese del pubblico: Secondo me Salinger centra bene ciò che il pubblico si aspettava da lui, attenendosi bene al genere letterario scelto tramite l’Analettico racconto operato da Holden.
• Produzione letteraria dell’autore: “The Catcher in the Rye” (1951); “Nine Stories” (1953); “Franny and Zooey” (1961); “Raise high the roof, carpenters!” (1963); “Hapworth 16, 1924” (1965)

Il contesto storico
1. L’Autore
• Biografia ragionata dell’autore comprensiva di tempi e luoghi:
Jerome David Salinger nacque nel 1919 a New York. Per molto tempo aveva creduto di essere mezzo ebreo perché i genitori gli avevano nascosto le vere origini della famiglia. Solo da adulto venne a sapere che sia da parte di padre che di madre era ebreo, e questo lo condizionerà ed influenzerà negativamente per tutta la sua esistenza successiva. La sua è stata una vita turbolenta per quanto concerne la scelta delle religioni cui rifarsi, visto che ha cambiato più volte la sua dottrina spirituale. Pubblicò nel 1951 il libro che lo ha reso famoso in tutto il mondo: “Il Giovane Holden”, che divenne quasi subito un modello di tutta una generazione. Si sposò numerose volte ed ebbe molte donne, sempre fedele al suo spirito libero. Talmente forte era la volontà di Salinger di vivere come un eremita che neppure un invito alla Casa Bianca lo smosse; Insomma la sua è una vita movimentata, volutamente vissuta al di sopra delle righe e lontano dai media, sebbene questi ultimi cercassero insistentemente, ma anche inutilmente di avvicinarlo ed intervistarlo. È ancora vivo e da sempre protegge gelosamente la sua privacy vivendo recluso nella sua casa di campagna del New England.
2. Il Testo
• Scrittura, pubblicazione, eventuali riscritture e riedizioni: Il libro viene pubblicato nel 1951 a New York e non ci saranno riscritture o riadattamenti. Esso è stato poi edito in Italia nel 1961 dalla casa editrice Einaudi.
• Modi e luoghi di diffusione del testo: Tramite pubblicazione; esso si diffonde ovviamente prima a New York, ove viene pubblicato e poi gradualmente diviene un best-seller in tutto il mondo.
3. Il Lettore
• Reazioni del pubblico e della critica al momento della comparsa dell’opera: Il libro venne molto apprezzato sia dal pubblico sia dalla critica, poiché esso era considerato “l’incarnazione” del modello culturale americano dell’epoca, con le sue qualità, i suoi limiti, i suoi atteggiamenti ed il suo modo di porsi di fronte alla vita.
La capacità comunicativa del testo
1. Temi e Problemi Aperti dal testo
• Tematiche: Secondo me in questo libro non vi sono delle tematiche esplicite, ma c’è sicuramente una tematica di disagio esistenziale di fondo, fortemente esemplificata nella determinata ricerca da parte di Holden di dove si vadano a rifugiare d’inverno le anatre di un laghetto sito nel parco centrale; questo è lo specchio della situazione interiore di Holden, che non riesce a trovare una sua collocazione stabile all’interno della società, così come le anatre nel loro laghetto.
• Problemi: Forse il problema aperto da questo libro è proprio quello esistenziale, che alla nostra età ed in generale per tutta l’adolescenza è un problema sempre cardine ed attuale; se esso poi non viene superato si rischia di portaselo appresso fino all’età adulta…
2. Efficacia Del Testo Rispetto Alle Esigenze Culturali Del Passato e Del Presente
• Passato: “Il Giovane Holden” è, come già ripetutamente detto, adatto alle esigenze culturali dell’epoca, a tal punto che Holden divenne quasi subito un personaggio famoso, caratteristico e proverbiale in tutti gli Stati Uniti.
• Presente: A mio avviso questo libro è, nei suoi contenuti e nel suo genere, ancora efficace; io lo ho trovato molto intrigante, coinvolgente ed ancora decisamente attuale.

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