Il giorno della civetta

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale
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Data:27.02.2001
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Testo

IL GIORNO DELLA CIVETTA

(DATA DI PUBBLICAZIONE): 1961

AUTORE: Leonardo Sciascia

TRAMA:
Nella prima pagina del libro viene descritto l'omicidio di Salvatore Colasberna e nella decima viene svelato come é stato ucciso e perché; tutto il libro é dedicato alla ricerca delle prove giuridiche che possano incriminare i veri colpevoli, prove che non saranno trovate costringendo le forze dell'ordine a desistere e a dichiararsi sconfitte. Il racconto prende spunto da due fatti realmente avvenuti: l'omicidio del sindacalista socialista Miraglia avvenuto nell'immediato dopoguerra, e la presenza in Sicilia di un ufficiale dei carabinieri, Renato Candida divenuto poi molto amico di Sciascia.

Salvatore Colasberna, piccolo impresario edile, onesto titolare di una ditta che riesce ad ottenere modesti appalti per la costruzione di opere pubbliche, viene ucciso alle 6,30 di mattina sull'autobus che congiunge il piccolo centro con Palermo da due colpi di arma da fuoco; subito dopo è descritto l'arrivo dei carabinieri che tentano di capire dagli astanti cosa è successo ma cozzano contro un muro di silenzio. Sciascia ci pone subito di fronte al problema della omertà generalizzata e al distacco fra cittadini e rappresentanti dello Stato che caratterizzano la società che egli si accinge a descrivere. Nella scena seguente i parenti del morto vengono chiamati in caserma per l'interrogatorio: i due fratelli Colasberna bruciano di vergogna per il luogo in cui si trovano, non per la tragica morte del fratello, ci avverte Sciascia: lo scontro fra "cittadini" e carabinieri diviene ancora più esplicito all'arrivo del protagonista del racconto, il capitano Bellodi, giovane ufficiale dei carabinieri, democratico ed ex partigiano: ".... dalle prime parole che disse i soci della Santa Fara pensarono continentale con sollievo e disprezzo insieme; i continentali sono gentili ma non capiscono niente". Tuttavia, contrariamente alle loro convinzioni, i fratelli del morto si trovano di fronte ad un continentale molto intelligente, già penetrato fino in fondo ai segreti della Sicilia, capace di ricostruire con chiarezza e lucidità il meccanismo del delitto e le sue motivazioni. In questa ricostruzione Sciascia descrive attraverso Bellodi gli interessi della Mafia in ambito edilizio ed i meccanismi con cui esercitava e manteneva il potere. Le vicende del capitano Bellodi in Sicilia si alternano nella narrazione a quelle del Palazzo, a Roma, dove parlamentari e ministri vengono informati sul troppo zelante ufficiale che cerca di inchiodare alle loro responsabilità quadri intermedi e boss mafiosi. Nel dialogo fra un imprenditore siciliano e un parlamentare riguardo alle coperture politiche su un problema relativo alle zolfare Sciascia denuncia amaramente la cattiva gestione dello Stato e la collusione manifesta fra Mafia e politica. Nelle pagine successive compare un nuovo personaggio, un confidente, che darà la possibilità al capitano di provare giuridicamente le sue supposizioni. Parrinieddu, questo il soprannome del confidente, è il personaggio più ambiguo del romanzo: egli vive assediato dalla paura: egli é costretto dalle circostanze a convivere con la Mafia e con lo Stato, cercando di cavarsela tra queste due realtà inevitabili; tuttavia il confidente nel momento in cui incontra il capitano Bellodi capisce che la sua speranza di trarre profitto dalla sua posizione di informatere é conclusa e che é destinato a rimanere schiacciato da quella stessa ambiguità. subito entra in scena un altro personaggio, il potatore Paolo Nicolosi, scomparso dalla mattina del delitto, secondo la dichiarazione della moglie. Il capitano Bellodi intuisce che tra i due fatti c'é una relazione. Conduece così un interrogatorio complesso con grande rispetto per la donna, moglie di Nicolosi, che finalmente confessa l'ingiuria , cioè il soprannome con cui è conosciuto in paese l'uomo che suo marito ha incontrato pochi istanti dopo il delitto divenendone uno scomodo testimone: Zicchinetta. Dunque Zicchinetta - Diego Marchica - viene arrestato e subito il confidente capisce di essere un uomo morto. Spedisce dunque al capitano Bellodi una lettera con due nomi e poi, come temeva, qualche ora dopo viene ucciso; la lettera con la sua delazione arriva sul tavolo di Bellodi dopo la sua morte e subito il capitano può fare arrestare i due personaggi denunciati: il Pizzuco, ma soprattutto il mandante dei delitti, il noto capomafia, il protettissimo Don Mariano Arena. Malgrado il grande rispetto per Bellodi Don Mariano ha amici potenti in Parlamento e nel Governo che userà per far cadere come un castello di carta tutta la corretta impalcatura logica costruita dall'ufficiale. Persone degnissime, incensurate, forniranno alibi inoppugnabili ai rei confessi; dopo la loro scarcerazione le indagini proseguiranno ma su altre strade. Il capitano Bellodi saprà che la vedova Nicolosi e il suo amante sono fortemente sospettati per quei delitti: si preferisce orientare le indagini verso il motivo passionale, più facile e tranquillizzante per tutti. Il capitano Bellodi è stato sconfitto, il maresciallo Ferlisi trasferito. Nelle ultime pagine del libro lo scenario cambia, siamo a Parma dove Bellodi incontrandosi con i suoi vecchi amici discute della Sicilia. La conversazione prosegue, tutti commentano, citano, rabbrividiscono; poi Bellodi,sconfitto dalla Mafia, umiliato dai superiori, confuso, tornando a casa lucidamente si rende conto di amare la Sicilia e di volervi tornare. Questa conclusione ottimista, dopo tante sconfitte e tanto pessimismo che Sciascia ha disseminato nel romanzo, mi fa pensare che la lezione che l'autore ha voluto darci, nel lontano 1961, é una lezione di
impegno civile e di alta moralità.

NARRATORE: il narratore è un narratore onniscente.

PERSONAGGI:
(per l’elenco dei personaggi e la loro descrizione vedi trama).
I personaggi sono descritti mediamente per le loro caratteristiche esteriori, per il loro ruolo nel romanzo e le sensazioni, la psicologia, degli stessi viene fuori poco a poco, con il susseguirsi di avvenimenti e di dialoghi (metodo più eloquente a mio parere, per comunicare senzazioni in questi tipi di letture).

AMBIENTE: prevale l’ambiente sociale.

LINGUA: sciascia adopera un lignuaggio abbastanza

CONTESTO:
sono praticamente sicura che il pensiero che stò per esprime su questo romanzo di sciscia sia condiviso da molti; penso, infatti, che con questo romanzo Sciascia esponga le sue critiche alla corruzione mafiosa, alla situazione di degradazione morale della sicilia e dell’italia in generale, che è andata sempre peggiorando; Nella lettura del "Giorno della civetta" i temi fondamentali restano tre: lo Stato, la Legge, la Mafia. I rappresentanti dello Stato (giudici, ufficiali, questori, appuntati) dovrebbero garantire la legge; ma quello stesso Stato permette il trasferimento o l'allontanamento di uomini che fanno troppo il loro dovere. Per il siciliano, spesso ancora suddito, la Mafia si presenta come il potere più forte, quello a cui affidarsi…reputo quindi questo testo particolarmente interessante dal punto di vista della costruzione linguistica, dell’intreccio e della fattura generale del romanzo, ma di interesse sociale dal punto di vista del messaggio…riterrei utile apporfondire, con la lettura di altri testi dello stesso o di altri autori, il tema mafia e omertà.

Margherita Bigonzi 2° As

Esempio



  


  1. marco

    mi servono gli appunti.per italiano. ho dei compiti da svolgere


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