Il candido

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Testo

Il Candido
o l’ottimismo

•Presentazione storico-culturale
Il Candido fu scritto da Voltaire nel 1759, periodo durante il quale si vede affermarsi la corrente illuministica la quale si diffuse in tutta Europa, modificando strutture del pensiero e atteggiamenti civili proponendo il rinnovamento della società.
La fiducia nella ragione è il presupposto essenziale di questa corrente. Il nome stesso rimanda alla metafora della luce; la luce della ragione che dissolve il pregiudizio e l’errore.
Temi centrali della riflessione illuministica erano il rifiuto di ogni dogmatismo religioso, un vago deismo e l’esaltazione dello spirito critico, il favore per ogni ragionevole riforma della società in opposizione a tutto ciò di arbitrario, irrazionale ed arcaico che essa aveva ereditato dai secoli precedenti.
Per quanto riguarda la storia il XVIII secolo è un secolo d’innovazione e di rimessa in causa delle istituzioni religiose sociali e politiche. L’opera in questione è da collocarsi sotto il regno di Luigi XV il quale tentò di riformare la Francia soprattutto da un punto di vista religioso (con l’abolizione dell’ordine dei gesuiti) finanziaria ( con una tassa che sarebbe stata applicata a tutti, poi revocata dinanzi alle pressioni del clero e della nobiltà). Sono anche gli anni della rivalità franco-inglese (guerra della successione d’Austria 1740-1748 e la guerra dei sette anni 1756-1763) durante la quale la Francia subì delle pesanti sconfitte.

•La struttura dell’opera

Il Candido un breve racconto filosofico che si divide in trenta capitoli, ognuno dei quali ha un piccolo titolo che riassume le vicende trattate (quasi una specie di sommario). Voltaire si rivela un abile narratore anche se il suo primo intento era quello di raggiungere la fama attraverso le poesie. Il racconto fu considerato dall’autore più come un genere adatto all’ “azione” intellettuale, che come vera e propria letteratura. Comunque Voltaire fece molta strada nella sua trentennale pratica di narratore soprattutto grazie all’utilizzo di una grande quantità di materiali e strutture narrative del passato come i viaggi immaginari. Lo stile si adatta perfettamente agli scopi polemici e saggistici che si prefiggeva l’autore e il linguaggio usato è diretto e privo di retorica.

•Tema unificante

Il tema unificante dell’opera è quello del viaggio intrapreso dal giovane Candido, cacciato dal castello di Thunder-ten-Tronckh, attraverso l’intero mondo. Lungo questa linea principale si ramificheranno degli avvenimenti secondari che indurranno il giovane Candido a discostarsi dal principio leibniziano della “ragion sufficiente” secondo cui l’uomo vive nel migliore dei mondi possibili. Questo principio è ripreso più volte dal precettore del giovane, Pangloss, il quale riesce a contagiare Candido che, comunque, illuminato dalla ragione, scoprira’ che il mondo avrebbe potuto essere anche stato migliore. In definitiva l’opera vuole svelarci il segreto della felicità.: dedicarsi al proprio dovere senza pensare.

• I personaggi

I personaggi principali dell’opera sono Candido e Pangloss, suo precettore. Pangloss, ispirato dalla filosofia di Leibniz, insegna a Candido a vivere secondo i suoi canoni e in ogni esperienza che fa non perde occasione di ribadire le sue convinzioni. Potremmo considerarlo quasi l’incarnazione di Leibniz nel libro. Candido invece scopre sulla sua pelle che gli insegnamenti del suo precettore non sono poi così veritieri. Questa scoperta avviene attraverso un processo di formazione assai lungo e per buona parte del libro Pangloss è visto come un punto di riferimento. Attorno a questi due personaggi c’è una schiera di personaggi minori che contribuiranno più o meno alla formazione del giovane.

•La trama

Cacciato dal castello di Thunder-ten-Tronckh, il giovane Candido percorre il Mondo e vede dappertutto degli spettacoli affliggenti ed il male si impone dappertutto. Ci sono dei mali causati dalla natura (il terremoto, la tempesta) e dei mali che gli uomini si infliggono l’uni con gli altri (furti, intolleranza, guerra). Nondimeno Candido continua a professare l’ottimismo fino a quando non avrà constatato la potenza del male. Tra l’ottimismo e il pessimismo decide di non porsi più dei problemi teorici e tenta di rendere accettabile la sua esistenza e quella dei suoi compagni tuffandosi nel lavoro. La saggezza che Candido ha acquisito è riassunta nella formula finale del racconto: “voi dite bene, ma ora continuiamo a coltivare il nostro orto”.

• Obiettivi

Il Candido fu scritto da Voltaire per confutare l’ottimismo di Leibniz e mostrarne il lato comico ed assurdo. Il fine è stato ottenuto tramite l’esagerazione e la caricatura di certe situazioni che si rivelano tanto incredibili quanto atroci, ma trattate con una vena ironica in modo da risultare piacevoli alla lettura. Oltre al Candido, altri due testi sono stati dedicati a combattere l’ottimismo, ritenuto da Voltaire superficiale perché non riesce a spiegare il mondo; “Il disastro di Lisbona” del 1756 e l’articolo “Bien” del “Dizionario Filosofico” 1764. Un altro scopo di Voltaire è quello di satireggiare la vita politica e sociale dell’epoca e dar forza alle sue nuove proposte.

•Riflessioni personali

A livello narrativo il Candido si è rivelato una lettura piacevole a farsi, mai noiosa e abbastanza divertente a causa della moltitudine di avvenimenti ed il modo in cui questi sono trattati.
Voltaire è abile sia nella descrizione degli ambienti (notevole l’Eldorado) che nell’intreccio della trama e nella creazione dei dialoghi.
I personaggi principali sono ben strutturati e quelli secondari non sono stati affatto trascurati in quanto ognuno di essi ha una storia precisa alle spalle ed ha delle idee personali del tutto uniche che aiutano Candido a farsi una idea del mondo propria.
In conclusione Voltaire ha raggiunto pienamente i suoi obbiettivi ed ha fatto capire che l’ottimismo non è un modo corretto di pensare il mondo che è costituito, purtroppo, anche da sofferenza.

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