Giuseppe Pederiali: "Ragazzi d'onore"

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Data:18.09.2001
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Testo

RAGAZZI D’ONORE
Giuseppe Pederiali

Presentazione:
Questo libro è stato scritto da Giuseppe Pederiali ed è stato pubblicato dalla Bruno Mondadori.
I temi trattati sono l’adolescenza e la mafia.
Il linguaggio è medio, infatti, è tutto molto comprensibile e no c’è alcuna presenza di termini aulici.

Autore:
Giuseppe Pederiali è nato a Finale Emilia (Modena) e vive a Milano.
Ha fatto il marinaio e il giornalista.
Tra i suoi romanzi ricordiamo “La compagnia della Selva Bella”, “Il drago della fumana”, “Il ragno d’oro”, ”Donna di spade”.
Per le Edizioni Bruno Mondadori ha scritto anche “Le porte del tempo”, “ I ragazzi di Villa Emma”, “Dove vanno gli zingari” e “Il tesoro del Bigatto”.

Ambientazione:
Le vicende si svolgono a Palermo e dintorni e ad Alcamo (Trapani): “perdersi lungo le strade di Palermo”, “i cittadini di Palermo” “ad Alcamo ci aspettano per metà pomeriggio”, ”al loro ritorno da Alcamo”.
L’arco di tempo in cui si svolge la storia è di qualche settimana.

Personaggi:
I protagonisti del racconto sono Rinaldo e Salvatore. Sono citati anche Tonino Gioia, Turi Calì, Nino Puccio e altri.
Rinaldo è un ragazzo di circa sedici anni che vuole a tutti i costi entrare nel giro della mafia.
E’ un ragazzo molto ambizioso, in una posizione sociale molto sfavorevole, in quanto abitava in uno dei quartieri più degradati di Palermo.
L’unica possibilità per lui di diventare una persona potente, era quella di diventare un mafioso. Si sentiva più potente del suo amico Salvatore, in quanto lo chiamava “picciotto”, anche se aveva solo sei mesi meno. Sceglie di rischiare la vita nella mafia piuttosto che lavorare come benzinaio.
Salvatore è anch’esso un ragazzo di circa sedici anni. Come Rinaldo vive in un quartiere degradato di Palermo.
Rispetto al suo amico è più timido e meno volenteroso di entrare a far parte della mafia.
Alla fine salva la sua vita scegliendo di farla finita con la mafia e lavorare come benzinaio.
Tonino Gioia è il “boss” del quartiere. E’ lui che immette i due ragazzi nella malavita.
Nino Puccio è la vittima di una delle prime esperienze criminali dei due ragazzi.
Gli vengono rubati dei “pupi”, per questo si rivolge a Tonino Gioia per riaverli.

Breve trama:
Due ragazzi, Salvatore e Rinaldo, rubano dei pupi credendo in precedenza che fossero dei soldi. Decidono di chiedere il riscatto, in modo da ricavare qualcosa. Dalla lettera, il proprietario dei pupi, ai quali era molto affezionato, capisce di avere a che fare con dei ragazzini.
Così si rivolge al Boss del quartiere, Tonino Gioia, chiedendogli di cercare di ritrovare quei pupazzi a lui molto cari.
Tonino Gioia contatta i due giovani e li convince a cedere i pupi al legittimo proprietario. Nella conversazione, il boss scopre di avere trovato due ragazzi molto interessati al suo lavoro. Così dà loro un compito da svolgere: avrebbero dovuto recapitare un pacchetto ad Alcamo, ad un mafioso più importante di lui.
In questo viaggio riscontrano molti pericoli, tanto che Salvatore rinuncia all’incarico e si trova un lavoro dal benzinaio ed esce definitivamente dalla mafia.
Rinaldo, invece, per salvare il segreto del pacchetto si fa uccidere. In seguito si scoprirà che nella scatola erano presenti dei fichi secchi, e non una bomba come tutti pensavano.

Tecniche narrative:
La storia è narrata in terza persona. E’ usata la focalizzazione esterna con il narratore omnisciente. Il narratore sa di più di tutti i personaggi. Ci sono tratti di fatti storici, come la scomparsa di Falcone e Borsellino o della bambina perdita in un quartiere di Palermo, il Cep, di Santina Renda.
Tutto ciò dipende dal fatto che lo scrittore è soprattutto un ex giornalista, e l’influenza del giornalismo si sente in tutto il racconto.
Infatti, le vicende sono raccontate con un perfetto ordine cronologico, senza fare uso di prolessi, analessi, sinestesie ecc.

Commento personale:
Il racconto mi è piaciuto molto perché tratta argomenti molto attuali.
La storia scorre molto, grazie al lessico e alla sintassi usata.
Come detto in precedenza, c’è l’uso di una narrativa giornalistica.
Questo comprende il fatto che le vicende raccontate siano molto realistiche e comprensibili.
Nel complesso è un buon racconto.

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