"Cronaca di una morte annunciata" di Gabriel Garcia Marquez

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale
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Data:29.01.2001
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Testo

La storia
Nel libro, scritto sotto forma di intreccio, l'autore intervista dopo ventisette anni i suoi conoscenti sull'omicidio del cugino Santiago Nasar.
Questi apparteneva ad una famiglia benestante e viveva in un paesino dell'America centro meridionale agli inizi del novecento con la madre, Placida Linero, e le serve.
Un giorno giunse in paese uno straniero, un uomo sui trent'anni con gli occhi dorati e la pelle abbronzata, Bayardo San Roman, capitato lì senza alcuna ragione e di cui non si sapeva niente.
Egli vide passare una splendida ragazza, Angela Vicario, che camminava con la madre e se ne innamorò. Dopo poco tempo, nonostante ella non volesse, i due si sposarono.
Il matrimonio fu una grande festa in paese e, per l'occasione, giunsero anche i genitori dello sposo, il generale Petronio San Roman e la sua famiglia, in compagnia di persone illustrissime.
La prima notte di nozze, però, Bayardo rimandò la giovane a casa, poiché non era vergine.
La madre della ragazza, sentendosi offesa per quello che era accaduto, picchiò la figlia e la interrogò; questa, frastornata dalle percosse subite, pronunciò con voce incerta il nome "SANTIAGO NASAR".
I fratelli di Angela decisero, allora, di vendicare l'onore della famiglia uccidendo il fautore del misfatto. Fissarono il giorno ed il luogo in cui lo avrebbero ammazzato, misero a conoscenza delle loro intenzioni il maggior numero di persone ed eseguirono i preparativi per l'uccisione in pubblico, in modo che tutti li potessero vedere, come se volessero che qualcuno avvisasse Santiago o li fermasse.
Ciò, però, non avvenne: ormai tutti conoscevano le intenzioni dei gemelli, tranne la vittima, che continuava a camminare tranquilla per le strade del paese in occasione dell'arrivo del Vescovo, ignorando quello che sarebbe successo..
Una serie di coincidenze permisero che il delitto avvenisse. Placida Linero, credendo che Santiago fosse in casa, non aprì la porta quando sentì bussare, impedendo al figlio di entrare e di sfuggire ai coltelli affilati dei fratelli Vicario che ormai l'avevano raggiunto e lo stavano massacrando.

Commento
L'autore tratta l'importanza che l'onore aveva in quel tempo e di ciò che si era disposti a fare pur di conservarlo. Con questo romanzo Gabríel Garcia Marquez intende esporci come "si era costretti ad agire" nel caso venisse messa in dubbio la reputazione di una famiglia. Nella vicenda i fratelli Vicario, nonostante fossero consapevoli di ciò che avrebbero subito ed avessero paura, consumarono il delitto ugualmente, come fosse un loro dovere a cui non si potevano sottrarre.
Il decoro veniva visto, infatti, come l'aspetto più importante di una persona; si viveva in una società che oserei dire della vergogna, come quella greca, molto distante dall’ideale cristiano. Una persona valeva quanto gli altri la stimavano, creando quindi un’ossessione nelle persone “degne di rispetto”, che dovevano sempre misurare le loro azioni in pubblico e cercare di non far trapelare notizie sui loro segreti, se non ad amici fidati.
Il tema trattato non è nuovo, sostanzialmente è stato ripreso da opere precedenti e antiche; tuttavia conserva una certa freschezza, dato che fatti di questo genere avvengono tuttora in alcune regioni meridionali, dove c'è una mentalità che può essere definita "arretrata".
La tesi sostenuta dall'autore è quindi valida se viene calata in determinati contesti, periodi storici dove questo comportamento era giustificato dalla mentalità del tempo, oppure oggi, in alcuni luoghi del sud del mondo, dove esiste ancora questo modo di pensare.
L'autore usa le testimonianze di varie persone riguardo all'omicidio di Santiago Nasar, che venne ucciso poiché aveva disonorato una famiglia.
Tratta lo stesso argomento anche Natalie Hawthorne nel libro "La lettera scarlatta", dove una donna che commise adulterio venne costretta a portare a ricordo della sua colpa una "A" cucita sul petto del vestito, che significava "adultera", in modo che tutti la potessero vedere; infatti coloro che portavano questo simbolo venivano disprezzati e costretti a vivere in luoghi lontani dal paese.
Il libro mi è piaciuto non solo per la vicenda, ma, soprattutto, perché mi ha fatto vedere una realtà diversa da quella in cui vivo. Ha riportato alla luce un tema sì antico (la IIIIIgreca) ma allo stesso tempo attuale, al quale spesso pochi fanno riferimento. L’onore è sempre stato prerogativa dell’uomo, del vero uomo, di qualunque ceto sociale. Sfortunatamente ora i soldi, la fama, la notorietà lo hanno soppiantato.
Il romanzo è scritto con un linguaggio assai semplice e anche abbastanza piano, permettendo quindi di essere fruito praticamente da tutti. Non si riscontra terminologia tecnica, anche se sono presenti parole in “gergo” cavalleresco, spesso in spagnolo, dato che sono intraducibili.
Forse proprio per questa sua caratteristica, di essere un libro che tratta una storia avvincente e coinvolgente con un linguaggio essenziale, a volte schietto, mi ha “catturato”.
Biografia
García Márquez, Gabriel (1928 - vivente), novelist colombiano e produttore di brevi romanzi, conosciuto come uno dei creatori del realismo fantastico, uno stile che tesse insieme il realismo alla fantasia. Ha vinto il premio Nobel per letteratura nel 1982.
Iscritto all'università nazionale della Colombia, non si è mai laureato. Diventò invece giornalista e poi editore, lavorando a Cartagine in 1946, a Barranquilla dal 1948 al 1952 ed in Bogotá nel 1952.
Tra il 1959 e il 1961 ha lavorato per la “La cuban Prensa” ad Avana, Cuba e successivamente anche a New York City.
García Márquez era di stampo liberale, il cui pensiero politico di sinistra non confaceva al dittatore conservatore Laureano Gómez ed al suo successore, General Gustavo Rojas Pinilla. Per evitare una vicina e sicura persecuzione, García Márquez ha passato gli anni 60 e gli anni 70 in esilio volontario nel Messico ed in Spagna. All’inizio degli anni 80 è stato invitato formalmente di rientrare nuovamente in Colombia, in cui ha fatto da mediatore fra il governo ed i ribelli colombiani del movimento rivoluzionario.
Bibliografia
• La hojarasca. Bogotá: Ed. S. L. B., 1955.
• El coronel no tiene quien le escriba. Medellín: Auguirre Ed., 1961.
• La mala hora. Madrid: Talleres de Gráficas "Luis Pérez", 1962 (ed. desautorizada por el autor); 2. ed.: Mexico: Ed. Era, 1966.
• Los funerales de la Mamá Grande. Xalapa 1962.
• Cien anos de soledad. Buenos Aires: Ed. Sudamericana, 1967
• Monólogo de Isabel viendo llover en Macondo. 1969.
• Relato de un náufrago. Barcelona: Tusquets Ed., 1970.
• La increíble y triste historia de la cándida Eréndira y de su abuela desalmada. Barcelona: Barral Ed., 1972.
• Chile, el golpe y los gringos. 1974.
• Ojos de perro azul. Barcelona: Plaza y Janés, 1974.
• Cuando era feliz e indocumentado. Barcelona: Plaza y Janes, 1975.
• El otono del patriarca. Barcelona: Plaza y Janes, 1975.
• Todos los cuentos. Barcelona: Ed. Bruguera, 1975.
• Obra periodística. Vol. 1: Textos costenos. Barcelona: Ed. Bruguera, 1981.
• Crónica de una muerte anunciada. Barcelona: Ed. Bruguera, 1981.
• El rastro de tu sangre en la nieve: el verano feliz de la senora Forbes. Bogotá: W. Dampier Editores, 1982.
• Viva Sandino. Managua: Nueva Nicaragua, 1982.
• El secuestro (screenplay). Salamanca: Lóquez, 1982.
• El asalto: el operativo con el FSLN se lanzo al mundo, Nueva Nicaragua, 1983.
• Erendira (screenplay from his own novella), N.P., Les Films du Triangle, 1983.
• El amor en los tiempos de cólera. Bogotá: Oveja Negra, 1985.
• El general en su laberinto. Bogotá: Oveja Negra, 1989.
• Doce cuentos peregrinos. Bogotá: Oveja Negra, 1992

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