Estetismo - il culto per la bellezza

Materie:Tesina
Categoria:Generale

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Testo

ESTETISMO : IL CULTO PER LA BELLEZZA.
Tesina esame di stato 2004
Di Valeria Antoniazzi
Prefazione: - Introduzione al periodo storico
- Caratteristiche della corrente artistico, filosofico, letteraria
- Figura dell’esteta
Inglese: - Introduction to the Aestheticism
- Oscar Wilde and “The Picture of Dorian Gray”
Filosofia: - Nietzsche e il mito del Superuomo
Italiano: - Decadentismo
- Gabriele D’Annunzio
Bibliografia: - A.A V.V “Enciclopedia Treccani” Editrice
- Cioffi, Gallo “Corso di filosofia 3” Mondadori
- Wilde “The picture of Dorian Gray” Mondadori
- Ansaldi, Giuli “The golden string” Petrini Editore
- D’Annunzio “Il Piacere” Mondadori
- Luperini, Cataldi “La scrittura e l’interpretazione” Palumbo Editore
- Fonti da internet
Prefazione
Il percorso che ho intenzione di intraprendere avrà come scopo il mettere in evidenza il particolare modo di concepire l’esistenza e tutto ciò che la riguarda più in particolare del decadentismo europeo. Ho ritenuto affascinante approfondire il rapporto tra il culto del bello,raffinatezza e ricerca dell’esotico con il senso di decadenza e morte nell’animo dell’esteta.
Il primo argomento che merita attenzione è il periodo storico che fa da sfondo allo sviluppo di questa corrente: Siamo alla fine dell’800, inizi del 900, per quanto riguarda l’Italia va configurandosi una profonda crisi delle istituzioni,delle arti figurative, e della letteratura. Per quanto riguarda la politica sembra venir meno delle aspirazioni democratiche . la pratica del trasformismo comportò una sostanziale impossibilità di alternanza al potere che, fondamentalmente, rimaneva nelle mani del ceto borghese. Inoltre, in abito economico , essa pose un freno al processo di apertura del mercato nazionale che poteva essere un passo avanti nella risoluzioni di problematiche interne.
È in questo clima di conflitti sociali e generale sfiducia che prende vita il decadentismo italiano.
L’estetismo però ha origine in Francia verso il 1835 con Téophile Gautier e influenzerà nomi illustri come Oscar Wilde, D’Annunzio, Huysmans…la caratteristica principale è la polemica contro il positivismo, contro il progresso scientifico, contro la borghesia di quel determinato periodo storico, preferendo isolarsi e chiudersi in una profonda solitudine.
L’arte è considerato l’unico valore autentico dell’esistenza e lo scopo dell’intellettuale è diventare parte di essa.
Ritengo che la figura dell’esteta sia una figura complessa e molto intrigante; lo scrittore si propone di suscitare nel lettore emozioni rare e sconvolgenti. Viene data importanza quasi totalmente alla forma: il verso, la rima, la ricercatezza stilistica sono spesso il fine stesso del comporre che presuppone una sensibilità e un gusto del tutto eccezionali.
L’esteta è colui che vive ricercando la bellezza e che giudica la realtà che lo circonda mediante parametri puramente estetici,disprezzando ciò che è brutto o non originale. Egli
si presenta come uomo colto, amorale, insoddisfatto ed egoista e non fa altro che cercare di evadere dalla vita (spesso ricorrendo all’uso di stupefacenti ed alcool) e disinteressarsi della politica, ritenuta ottusa e avvilente e del mondo e dagli affari. È questo il suo modo di protestare contro la società capitalistica, industriale e commerciale dell’ ottocento e si manifesta con l’eccentricità del modo di vestire, nell’atteggiarsi e nello spirito di provocazione ovvero nel dandismo. Vi è inoltre una predilezione per l’esotico,il lontano e le culture orientali.
La donna non è altro che un mezzo per raggiungere il piacere, quando la sua bellezza è sfiorita, o ha perduto qualcosa, l’uomo procederà a sostituirla. Il matrimonio non può essere accettato in quanto antiestetico ed è un impegno che porta irrimediabilmente ad una condanna per il dandy. Il timore più grande sta proprio nell’invecchiare, nel perdere prestigio e considerazione.
Filosofia.
In ambito filosofico il massimo esponente della cultura esteta è sicuramente Friedrich Nietzsche; ciò che rappresenta lo sbocco finale del suo pensiero è il mito del Superuomo.
Egli è concepito come il frutto più alto dell’evoluzione della specie umana, formatosi attraverso la lotta per l’esistenza che porta necessariamente alla vittoria del più forte contro i deboli e gli impotenti. Per alcuni quest’idea evoluzionistica sembra prendere ispirazione da Darwin o da Lamark ma ciò è da escludere in quanto egli formulò innumerevoli critiche contro gli studi di codesti scienziati, in particolare rispetto al primo contesta il fatto che spesso in natura sono i deboli a prevalere nella lotta per la sopravvivenza; al secondo invece accusa di esagerare troppo sull’influenza che l’ambiente ha avuto sull’evoluzione della specie.
Questo personaggio è presentato da Nietzsche nel suo scritto più importante “Così Parlò Zarathustra” in cui è narrata l’auspicata trasformazione dell’uomo in Superuomo. Le caratteristiche principali sono una forte inclinazione al vitalismo e al materialismo, un rifiuto a priori di ogni valore che trascende la realtà terrena. Il Superuomo rappresenta un oltrepassamento del concetto di uomo: L’ Ubermensh tedesco infatti significa oltre-uomo, di cui la traduzione italianizzata è solo approssimativa in quanto non rende completamente il significato di trascendenza dalla condizione umana ma sembra descrivere solo un potenziamento di essa. Il Superuomo infatti si può dire che appartenga ad una altra razza, egli sta all’uomo come l’uomo sta alla scimmia. È totalmente indipendente dai valori tradizionali, è colui che si pone al di là del bene e del male, accetta con gioia la vita così come gli si pone (concetto di amor fati), ha saputo identificare la propria volontà con quella del mondo, egli è volontà di potenza incarnata (concetto di volontà di potenza: forza libera e creatrice che impone se stessa sul caos del mondo).
È fondamentale accettare quindi la propria esistenza e la sua fine, senza appigli metafisici come ad esempio il cristianesimo (per Nietzsche il crocifisso era simbolo di sconfitta e rassegnazione). Il superuomo che deve dominare la vita e affrontarla come se dovesse riviverla infinite volte (concetto di eterno ritorno), questo va contro la tradizione giudaico-cristiana che attribuisce la tempo una direzione lineare ed una struttura suddivisa in passato, presente e futuro.
Italiano.
Il termine Decadentismo nasce a Parigi nel 1883 perché un poeta, Paul Verlaine pubblicò su una rivista letteraria un sonetto il cui primo verso iniziava con “Io sono l’impero alla fine della decadenza”. Nel 1886 Anatole Baju fonda la rivista “Les decadens” che diventerà la rivista ufficiale di questa nuova corrente. Le caratteristiche fondamentali sono:
- Il valore della cultura è dato non dall’impegno civile-sociale , ma dall’eleganza formale.
- Si rifiuta il metodo scientifico naturalistico e quindi quello razionale.
- Scoperta dell’inconscio che tende a scoprire ciò che di nascosto uno ha dentro di se.
- Si deve far ricorso al simbolismo.
- Accettazione dell’estetismo. Il poeta deve trasformarsi in quello definito dalla parola Dandy
L’indole esteta di Gabriele D’Annunzio emerse a 18 anni quando si trasferì a Roma e decise di abbandonare gli studi per dedicarsi alla vita mondana e iniziò anche una brillante avventura da scrittore. Egli fu per anni cronista mondano dell’aristocrazia della capitale, divenne famoso per la sua vita alla continua ricerca di piaceri raffinati e per le sue opere scandalose; si creò la maschera dell’individuo superiore che rifugge dalla mediocrità per rifugiarsi in un mondo di pura arte che ha come regola di vita solo il bello e la ricerca dell’erotismo, ideale sulla quale si sforzerà continuamente di costruire il suo ideale di vita.
Questo strettissimo rapporto tra arte e vita lo porterà a realizzare l’opera “Vivere la vita come un opera d’arte”. Condusse una vita da principe, principalmente nella sua villa di Fiesole, circondato da lusso e oggetti d’ arte con un dispendio di denaro che non riusciva a controllare. Proprio questo fu la contraddizione che non riuscì a superare: egli disprezzava il denaro borghese ma non riusciva a fare a meno della sua vita lussuriosa. Voleva dare a tutti i costi un immagine mitica di se e proprio per questo tentò anche l’avventura politica schierandosi dalla parte degli interventisti nella 1 guerra mondiale e poi al fianco di Mussolini nella seconda.
D’annunzio coglie alcuni aspetti del pensiero di Nietzsche banalizzandoli: il rifiuto del conformismo borghese e dei principi egualitari che schiacciano la personalità, l’esaltazione dello spirito dionisiaco, il rifiuto della pietà e dell’altruismo, il mito del superuomo. Quest’ultimo è interpretato come il diritto di pochi di essere eccezionali e di affermare il loro dominio sulla massa. L’artista- superuomo ha una funzione di vate, ha una missione politica di guida, diversa da quella del vecchio esteta. Il mito del superuomo viene quindi mal interpretato da D’Annunzio che si limita solamente ad esaltare le avventure erotiche e all’esaltazione della propria personalità eccezionale proponendo uno stile basato sul costume e sulla moda.
L’opera estetica più rappresentativa di D’annunzio è “Il piacere” scritto nel 1889, con esso penetra per la prima volta in Italia la nuova cultura decadente, inaugurata nella narrativa dal modello di “A rebours” di Huysmans.
Il protagonista assoluto è Andrea Sperelli, alter ego dell’autore ed eroe dell’estetismo, appartiene all’alta società e vuole vivere in modo particolare perché è controcorrente, dandy, eccentrico, non segue la morale comune e la normalità. La sua vita è divisa tra due donne Elena, che rappresenta la trasgressione e la passione e Maria, “perbene” e fedele. Seguono varie vicissitudini che lo porteranno al fallimento che consiste nel perdere entrambe le ragazze.
Questo romanzo ebbe grande successo poiché interpretava il gusto della società di quel periodo, Alla base di tutto c’è da sottolineare il culto dell’arte per l’arte. Il Dandy deve affermarsi nella società, chi non è in grado di farlo costituisce una massa amorfa. La donna è considerata un nemico perché lo attrae in modo inconsapevole che porta l’uomo a dimenticare il suo fine ultimo.
Inglese.
Aestheticism was a literary movement originated in France throughout Europe by the middle of the 19th century. It was a reaction against the moralism and the utilitarian view of Victorian sociaty. The term “aestheticism” derives from Greek and means “perciving through senses”. The message of this movement is “Living the beauty!”. The figure of the aesthete has some corrispondances with the figure of the French decadent “poete mautit” who excluded himself from the masses becouse he didn’t respect the simple, genuine, values of life and hated mediocrity. The aesthete refuse the moral rules too and the conventions.
In England the most important aesthete is Oscar Wilde. He did not want to to be serious or write seriously becouse he believed that seriousness was boring and was only an attitude adopted by people who ha little imagination. He felt that a writer could not communicate important ideas as they are but had to suggest them by comedy and paradox. When he spoke or write he tried to make people laught, but also think, using things that werw surprising and provocative.
His most famous work is “The picture of Dorian Gray”; it’s a tragic melodramma about a young man of extraordinary beauty, who becomes enslaved by his good looks to the point were he is willing to sell his soul for the eternity of his attractive appearance. A portrait painted by Dorian’s dear friend, Basil Hallaward, somehow transform into Dorian’s conscience and posses his spirit. Dorian remain forever young and beautiful while the painting shows the degradation of his soul. During his uncontrollated life he commited some life like the murder of his girlfriend and of Basil. Only on the portrait appears the signs of his cruelty. Dorian feels tormented so he hide it then tries to destroy it. The day after his servat find a repugnant old man died, with a knife on his chest and a beautiful portrait near him.
When “The picture of Dorian Gray” appared it was definited as immoral but the conclusion sounds like a punishment of a life completely devoted to the pursuit of sensation. Moreover the lack of any realistic description makes the work as an himn to the hedonism.

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