Due di due di Andrea de Carlo

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Testo

Scheda del libro “Due di due”

AUTORE: Andrea de Carlo
TITOLO: “Due di due”
ANNO DI EDIZIONE: 1989

TRAMA: un giorno di novembre Mario cade dal motorino e a soccorrerlo è un ragazzo come lui di nome Guido, che incontra per la prima volta.
Dopo nove mesi i due ragazzi si ritrovano nella stessa classe e affrontano una prima fase di conoscenza nella quale l’uno scopre le qualità nascoste dell’altro: tutto ciò col tempo muta in una forma di amicizia ben più attiva e nella quale si sentono più coinvolti.
Affrontano insieme una serie di vicende e difficoltà che caratterizzano in modo diretto la loro adolescenza: dalla scoperta e la ricerca di nuovi approcci con il mondo femminile alla consapevolezza dello stato di impotenza e inefficacia che la scuola e i suoi metodi conferisce loro, dalla rivendicazione dei propri diritti di studenti alla ricerca di stabili ideologie politiche (siamo negli anni intorno al ’68).
Successivamente Guido, ormai stufo, lascia il liceo e tre anni più tardi Mario si iscrive alla facoltà di filosofia all’Università; nonostante ciò i rapporti tra i due rimangono più o meno gli stessi: intraprendono anche un viaggio insieme a Lesvos.
Da questo punto però, entrambi sembrano prendere strade diverse: Guido comincia una vita affidata quasi al vagabondaggio e viaggia alla ricerca di un preciso scopo nella propria esistenza e Mario, in seguito a un periodo di depressione, va via da Milano e si stabilisce a Gubbio. Si innamora di Martina, la quale gli darà anche due gemelli e la loro vita, lontano dall’opprimente e caotico paesaggio urbano, non è più comune e ripetitiva di quando abitavano a Milano.
Intanto Guido viaggia andando allo sbaraglio e sempre con un’ansia “insaziabile” di avere e provare nuove avventure per deviare il corso terribile degli avvenimenti, comincia a coltivare la passione per lo scrivere e pubblica due libri (molto criticati dall’opinione pubblica) e tuttavia inizia ad assumere una posizione sempre più oscillante nei rapporti e nelle relazioni che instaura nella vita, tanto che il suo matrimonio con la sorella di Martina, Chiara, dalla quale avrà peraltro un figlio, va completamente a rotoli.
Sarà proprio questo il momento decisivo nel quale la sua indole troppo libera e che ama vivere al momento, aggravando il suo stato di insoddisfazione e di instabilità personale, lo porterà purtroppo alla morte.

MESSAGGIO DELL’AUTORE: Andrea de Carlo racconta la vita avventurosa e difficile di due comuni ragazzi, e la riporta così com’è, in una dimensione pura e reale dalla quale dimostra di avere una straordinaria capacità di immedesimarsi in un animo giovanile, acuto nell’osservare aspetti della vita in una vasta gamma di punti di vista e di sfaccettature.
Mediante un groviglio di verità e aspetti inequivocabili, egli descrive l’esatta immagine di un mondo giovanile nel quale prende il sopravvento un assoluto e incondizionato crollo di valori morali, che influenza duramente i protagonisti di tale generazione, rendendoli, a suo parere, esseri privi di spunto e di punti di riferimento.
Egli si pone, comunque, in una relazione piuttosto particolare: dalle sue parole, che in fondo si “materializzano” nel personaggio di Guido Laremi, trascende un significato piuttosto conciso e puntuale che va contro la moderna e utopica società di oggi.
Guido, infatti, rappresenta l’immagine controversa e per certi aspetti instabile, delle generazioni giovanili attuali, affascinate da fonti di energia, rabbia e divertimento, senza avere alcun obbligo, alcun riguardo e alcuna spiegazione e simulazione di ragionevolezza per nessuno. Il suo è un mondo che rincorre, ossessionato, il mito del potere, del successo, del divertimento, sostituendolo magari all’assenza, nella vita, di prospettive per un avvenire sicuro e alla mancanza sempre crescente di precisi e profondi valori umani.
E’ questo ciò che De Carlo è intento a far capire: l’immagine di Guido, sia pur essa un immagine di fuga e liberazione da qualcosa con cui non si riesce o non ci si vuole commisurare, è l’immagine di una nascente generazione in degrado, che, in qualche misura, rappresenta la conseguenza dei continui impulsi negativi che il mondo tecnologico e consumistico è intento a dare e che porta i ragazzi d’oggi a sentirsi a una “distanza incredibile dalla vita”.
Lo stesso Guido risulta un po’ lo strumento per mezzo del quale l’autore esprime le proprie idee e afferma, infatti, di avere un odio per tutti i materiali e le forme innaturali, le gabbie architettoniche e le alterazioni chimiche tra gli elementi. Secondo lui l’origine di quasi tutto l’orrore del mondo è appunto nella civiltà industriale, che brutalizza lo spazio e distrugge i ritmi e gli equilibri complessi dell’esistenza per adattarli a quelli delle macchine.
A tale ragione la vita di Guido si presenta sempre in termini di volubilità e indecisione, perché l’autore fa in modo che sia incline ad un rapporto incostante tra coraggio e incoscienza, tra consapevolezza della propria situazione e totale menefreghismo dovuto all’angoscia che la stessa comporta.
Il ragazzo, consapevole infatti che il suo stato di avversione e ostilità si origina nella società attuale, diventa direttamente vittima di questa e ne subisce tutte le conseguenze, rimanendo passivo e perciò insoddisfatto.
De Carlo costruisce questo personaggio quasi fosse una sorta di figlio del mondo brutale che lo circonda, uno come tanti ragazzi ricchi di qualità e talenti per nulla presi in considerazione e che resta impassibile e costretto a dover osservare la società a cui appartiene come un luogo oppressivo nel quale chi è coinvolto o è corrotto o fa tutto a scopo di lucro.
Comunque l’autore, in questo romanzo dai densi significati, riporta, al di là dei suoi messaggi, un complesso sistema di emozioni, sensazioni e opinioni personali, quello di un estemporaneo ragazzo che col tempo diventa uomo.
Mario subisce la nitida realtà così come gli si prospetta davanti, e soprattutto prova a immaginarsela sotto gli occhi di Guido, personaggio che in fondo lo affascina e dal quale riesce a trarre ogni minimo particolare.
L’autore presenta così la visione pessimistica e negativa dei suoi messaggi ambientando questi in una amicizia davvero indimenticabile, un’amicizia nella quale l’amico rappresenta un altro sé stesso, a volte con qualità che in realtà neanche si hanno, dove ci si identifica esaminandosi ben più facilmente che nella vita personale, dove insieme si analizza e si commenta una realtà brutale dalla quale è difficile ricavare dei nuovi valori e dove magari fare le stesse avventure comporta davvero qualcosa di diverso perché lo si fa in due. De Carlo li definisce come due di due percorsi cominciati dallo stesso bivio perché Mario e Guido sono due ragazzi che insieme e dalla stessa situazione affrontano, chi più e chi meno, le medesime avventure e difficoltà, e in un gioco di corrispettivo, ma mai espresso in modo diretto, bisogno dell’altro, diventano grandi, se pur in modo completamente differente.
Superata la fase di adolescenza iniziano ad intraprendere vite separate, lontani e desiderosi di avere affianco l’altro, anche se in fondo non manifestano mai questa debolezza e mentre Mario, nel momento decisivo dimostra maturità e senso della vita, Guido non sa più che fare dinanzi allo stato di avversione e insoddisfazione che questa gli porta dietro: non fa parte più di una società evasiva ed elusiva costruita sui sogni e sulle velleità di adolescenti ingenui come lui è stato, si trova ora in un mondo ai suoi occhi ostile che non riesce più a combattere, o se non altro decide di arrendersi e inconsapevolmente va incontro alla morte.
Così la casa nella quale avrebbe dovuto abitare rimane vuota, vuota di qualcuno che nella vita non era stato capace di trovare una propria dimensione di uomo e di padre e che era precipitato proprio sotto il dominio di tutto ciò che aveva da sempre cercato di negare.
Mario, colmo di rancore e preso da impulsi istintivi affini a quelli di Guido, incendia la casa e per lui risulta tremendamente difficile dare una spiegazione a come quella figura che aveva creato da lungo tempo, la quale lo aveva portato a prendere migliore coscienza di sé, a capire quale fosse giusto e quale meno, quale dolce e allietante nella vita, ora se ne fosse andata via lasciandolo solo a combattere contro tutti e il mondo...quando erano in due a farlo.
Non riesce e non può capire perché Guido nella vita non era riuscito a trovare una giusta immagine quando nel suo cuore ne costituiva una così forte e positiva ...eppure è stata la sua ossessione per le infinite possibilità parallele alle proprie che ha messo fine a questa esasperata ricerca.

Esempio



  


  1. mattia

    bello molto molto riassuntivo


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