Conversazione in Sicilia di Elio Vittoriani

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Testo

Arianese Valentina classe V ginnasio 12 dicembre 2000
Autore: Elio Vittoriani
Titolo: Conversazione in Sicilia
Editore: BUR
Anno della prima edizione: 1953
Anno edizione utilizzata: Giugno 2000
Localizzazione: Biblioteca Personale
Fabula: Silvestro tipografo siciliano che vive a Milano decide un giorno di prendere il primo treno diretto in Sicilia spinto da una lettera del padre che aveva lasciato anni prima la moglie. Quella lettera invoca in lui nuovamente vecchi ricordi, inizia cosi’ un viaggio nel passato della sua terra. Giunge cosi’ in Sicilia, terra tranquilla lasciandosi alle spalle l’insofferenza e la malinconia che lo consumavano di sofferenza a Milano. Ma nonostante la pace di quel paesaggio, i ricordi passati di Silvestro si confondono con il malessere del presente. Durante il viaggio incontra persone che continuano a tenerlo legato alla miseria del presente: i piccoli siciliani da terza classe, affamati e infreddoliti, senza cappotto, le mani nelle tasche dei pantaloni, il bavero della giacca rialzato con barba da quattro giorni, operai, braccianti dei giardini d'aranci, ferrovieri con i cappelli grigi; il piccolo siciliano con la moglie bambina che non voleve mangiare arance e che rimane disperato con la sua miseria. i due poliziotti, Coi Baffi e Senza Baffi e il Gran Lombardo con il quale inizia un discorso che terminera’ in seguito con l’arrotino Calogero che vorrebbe combattere con forbici, punteruoli, spade per la sua rivolta. Il primo incontro con la madre e’ segnato da continuo evocare ricordi nella mente di Silvestro, di qui i ricordi, fichi d’indìa che allevavano figli e maiali, cicale, chiocciole e cicoria selvatica, che formavano gli elementi essenziali di una famiglia di un povero ferroviere, il quale era ricco per dieci giorni al mese, subito dopo aver preso la paga, e poi affamato per altri venti giorni, lui e la famiglia.
La conversazione con la madre crea cosi’ in Silvestro un rapporto critico tra passato e presente. Nel racconto della madre la storia del nonno si confonde inevitabilmente con quella del marito, e da quella confusione di immagini prende corpo l'immagine assoluta dell'Uomo, sensibile e buono come il marito, ma anche forte e proteso verso altri doveri come il nonno, tanto che alla fine alla mente di Silvestro le due immagini si identificano con quella del Gran Lombardo. In questa profonda conversazione Silvestro riesce a far confessare alla madre di aver tradito (come il marito faceva con lei) il suo coniuge. Nella terza parte del romanzo, Concezione, madre di Silvestro, si fa accompagnare nelle varie case del paese dove va a fare delle iniezioni per guadagnarsi da vivere. Si trova in seguito a discutere in un cimitero con un suo io nascosto nei panni di uno pseudo-fratello soldato morto in battaglia dove riconosce maggiormente il suo cupo sentimento di impotenza che consumava dentro di se in un “furore astratto”. Questo sentimento continua anche nella seguente conversazione insieme a Calogero, Ezechiele e Porfirio i quali rappresentavano tre simboli di ideologie diverse da quelle del fascismo. Con un fuggitivo saluto alla madre termina la “Conversazione in Sicilia” di Silvestro, durata tre giorni con le relative notti. Ma accadde ancora un cosa dopo: trovo sua madre che lavava ai piedi ad un uomo che assomigliava molto a suo padre ma dai capelli bianchi poteva sembrare maggiormente suono nonno. Lascia cosi’ la casa con una vena di mistero senza salutare lo sconosciuto uscendo in punta di piedi.
Luogo: Silvestro, lasciando lascia la sua citta’ nel nord d’Italia per andare a trovare la madre residente in Sicilia, dove si svolgono i fatti. L’intero romanzo e’ caratterizzato dalla presenza della casa della madre, dove spesso i due famigliari si ritrovano a parlare. Ma molta importanza e’ anche data alle stradine del paese e al cimitero dove il protagonista si lascia andare in discorsi profondi ed ideologici.
Tempo: Il tempo della narrazione e’ assolutamente riconducibile grazie a numerosissimi accenni durante tutto il romanzo ad un periodo immediatamente precedente alla seconda guerra mondiale.
Tema: In questo romanzo Vittorini comprende l’essenza del fascismo in un pesante clima di indifferenza e inettitudine
Rapporto tra fabula e intreccio:

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