Carlo Cassola: "Il Taglio del Bosco"

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale
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Data:27.07.2001
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Testo

RIASSUNTO
Il romanzo narra della storia di Guglielmo, un boscaiolo vedovo con due figlie affidate alle cure della sorella essendo lei non sposata. Il racconto si apre con il protagonista che torna a casa dopo tanto tempo e che finalmente può stare un po’ con le sue bambine. Il suo ritorno è molto atteso, infatti il suo lavoro lo porta spesso lontano da casa. La sua prossima destinazione è Massa Marittima dove è allocato un grosso taglio: l’affare sembra ottimo data la qualità del bosco e il prezzo vantaggioso a cui è stato acquistato. In realtà il lavoro, oltre per mantenere la famiglia, gli serve per allontanare il dolore della perdita della moglie.
La storia, durante il taglio del bosco è un susseguirsi di vicissitudini per i boscaioli. Un legame particolare si instaura tra il carbonaio, anch’egli vedovo da poco, e Fiore che aveva perso in guerra uno dei suoi figli. Solo quest’ultimo si rassegna alla perdita, Guglielmo e il carbonaio invece non riescono a immaginare la vita senza le loro mogli e soffrono tremendamente. Per questo si immergono nel lavoro con estrema dedizione.
Una volta esaurito il suo compito, Guglielmo, si sente ancora più svuotato e solo. Sulla strada di casa passa davanti al piccolo cimitero del paese e nella disperazione si butta in terra arrivando a pensare al suicidio. Un passante gli offre aiuto, ma Guglielmo, dopo aver rifiutato, si alza e prega la moglie perché dal cielo buio e cupo gli possa dare coraggio.

PERSONAGGIO PRINCIPALE
GUGLIELMO: è il personaggio principale. Viene descritto con la sua giacca dal bavero di pelliccia ormai rovinato, cappello, viso magro, naso dritto, labbra ferme e mani ossute e robuste. Ha l’età di 39 anni.
Tutto il romanzo è incentrato sulla sua sofferenza a causa della perdita della moglie per una malattia improvvisa e incurabile.
Tra i suoi pregi c’è quello di essere molto protettivo e aperto con le sue figlie: quando ha un po’ di tempo libero lo passa con loro e soprattutto non fa pesare il suo dolore per la scomparsa della moglie. E’ inoltre un uomo ordinato e attento alle spese di famiglia che ama annotare sul suo taccuino, è assiduo nel suo lavoro in cui si butta a capofitto per non pensare alla perdita della moglie deceduto 3 mesi prima dell’avvio della vicenda.
Guglielmo ha però il difetto di essere molto introverso e questo non gli permette di sfogare anche un po’ sugli altri la sua tensione nervosa e la sua sofferenza. E’ deplorevole il fatto che durante la malattia e soprattutto davanti al cimitero dove è sepolta la sua amata arrivi a meditare su un possibile suicidio. Questo è un gesto egocentrico ed è criticabile in quanto egli non pensa alle sue due figlie e a tutte le persone che gli vogliono bene.
La moglie, per lui, è ormai un chiodo fisso, che ricorda sempre e la sua implorazione finale mostra quanto senta accanto a sé la sua presenza.
COMMENTO
Il romanzo è incentrato sulla sofferenza di Guglielmo, un uomo come tutti gli altri, senza particolari pregi o difetti e con due figlie che lo amano profondamente.
Il tema centrale del romanzo è il dolore della vita quando vengono a mancare le persone che si amano. Tutta la vita del protagonista si base sulla figura della moglie che viene descritta come una persona molto cara. La carenza di Guglielmo è quella di non riuscire ad accettare la morte al contrario del suo compagno Fiore che, dopo la morte del figlio maschio, capisce che la vita va avanti e che anche per il bene delle altre persone vicine, è necessario farsene una ragione e attendere i momenti felici della vita.
Guglielmo non comprende questo modo di pensare, durante il suo lavoro continua a pensare alla sua vita precedente, in compagnia della donna amata, delle figlie e di quella felicità quotidiana di cui molto spesso si dimentica la presenza. Pur essendo quasi cinico, il ragionamento di Fiore non è sbagliato, in quanto tutti gli uomini vivrebbero meglio se accettassero la morte, ma questo è in realtà il gesto più coraggioso da chiedere ad un essere umano.
Accanto a questa storia sentimentale c’è la perfetta ricostruzione storica della vita dei boscaioli, relativa al periodo antecedente la Seconda Guerra Mondiale. I cinque boscaioli protagonisti della vicenda sono cinque uomini comuni che l’autore descrive in certi casi con termini paralleli e in altri diversificandoli per le loro caratteristiche personali. Questi uomini sono costretti a passare autunno e inverno suoi colli toscani, a lavorare in un bosco, cercando di concentrarsi solamente sul loro lavoro e dimenticando tutto ciò che ne è estraneo. I boscaioli vivono in condizioni malsane in quanto sono obbligati a stare in fredde capanne, a lavorare giorno e notte, a fare durissimi turni di veglia e a dover sopportare alcuni momenti di noia opprimente. Gli unici attimi di svago sono le partite a carte e le favole raccontate dai compagni di Guglielmo. Egli invece si accorge che il suo dolore non si scioglierà mai anche se si butta a capofitto nel suo lavoro.
E’ triste la scena della malattia in cui l’uomo spera e prega di avere lo stesso male della moglie e di aver così la possibilità di raggiungerla. Nulla nella sua vita ha più importanza ormai.
L’ultima scena è la più commovente: l’uomo forte e introverso crolla, si lascia andare davanti al cimitero, si butta a terra, medita il suicidio, ma fortunatamente un uomo di passaggio lo risveglia dall’incubo offrendogli il suo aiuto. Infine lo sguardo al cielo cupo e la struggente preghiera rivolta più alla moglie che a Dio dimostra la grandezza e la maestria riproponendo il Cassola come uno dei più grandi autori italiani.

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