Arrivederci ragazzi

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale
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Data:19.09.2001
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Testo

“Arrivederci ragazzi”
Relazione del libro

AUTORE:

“Louis Malle”; è un regista cinematografico francese nato a Thumeries nel 1932. Sin da giovanissimo si dedicò all’attività artistica, prima in televisione, poi al cinema. Iniziò collaborando con J.-Y. Cousteau alla realizzazione di "Il mondo del silenzio" (1955), e con Bresson per "Un condannato a morte è fuggito" (1956). La sua prima opera come regista fu "Ascensore per il patibolo" (1957) che vinse il premio Delluc e ne mise in luce una padronanza tecnica, forse un po’ fine a se stessa, ma eccezionale per un esordiente. Poi vennero "Gli amanti" (1958) vincitore di un Leone d’argento, "Zazie nel metrò" (1961), "Vita privata"(1961) e "Fuoco fatuo" (1963) forse il suo film più sentito e migliore. In seguito ci furono "Viva Maria!" (1965) e "Il ladro di Parigi" (1966) che testimoniano egualmente la sua discontinuità d’artista e il suo comunque raffinato mestiere. Nel 1978 Malle partì per gli Stati Uniti dove sembrò accusare qualcosa di più di un senso di stanchezza: quello che appesantì il suo stile rendendolo farraginoso e anonimo fu probabilmente la perdita di solide radici, lo spazio che s’interpose fra la sua terra d’origine e la sua ispirazione, fino ad annullare quest’ultima. Perciò tornò a Parigi dove produsse "Arrivederci ragazzi" (1987). E’ ancora vivo.

ANNO DI STAMPA: “1995”.
LUOGO DI STAMPA: “Tipografia Torinese Grugliasco (TO)”.
CASA EDITRICE: “Archimede”.
GENERE LETTERARIO: “Romanzo storico”.

PERSONAGGI:
Julien Quentin: è un ragazzo dodicenne, figlio di un imprenditore. È molto legato alla madre e al Padre Jean nel quale ritrova la figura del padre quasi sempre assente per motivi di lavoro ed è per questo che nasce in Julien l’idea di diventare frate.
Jean Kippelstein: conosciuto nel romanzo come Jean Bonnet; è un ragazzo ebreo, molto amico di Julien. È molto riservato e intelligente ed è ospitato nel convento sotto la protezione di Padre Jean il quale lo nasconde dai tedeschi.
Padre Jean: è il rettore del collegio, l’unico adulto che sembra consapevole della tragedia incombente e che agisce in nome dell’amore e della giustizia aiutando un gruppo di ragazzi ebrei.
Joseph: è il garzone, responsabile dei piccoli traffici nel collegio, autore del tradimento, che porterà i ragazzi ebrei nei lager; rappresenta tutti coloro che nei regimi totalitari si schierano dalla parte del più forte contro le vittime, per compensare le proprie frustrazioni e per fare un po’ di soldi con il mercato nero.

EPOCA-AMBIENTE

Il romanzo è ambientato in Francia,nel 43/44, negli anni dell’occupazione nazista, delle persecuzioni razziali. La vicenda si svolge all’interno di un collegio : è uno spazio circoscritto, che dovrebbe proteggere i figli dei benestanti dalle minacce della guerra, dal mondo degli adulti. La guerra è lontana, ma non assente : se ne avvertono i segni nella scarsezza dei viveri, si sente tramite il suono d’allarme per i bombardamenti. Lo spazio esterno del collegio è rappresentato dalle vie del paese, dai bagni pubblici, dalla sala del ristorante. In ognuno di questi spazi si leggono i segni inquietanti dell’antisemitismo. Un altro ambiente descritto nel libro è il bosco, dove i ragazzi si perdono per trovare poi l’amicizia.

TRAMA

Il libro narra di un dodicenne di nome Julien Quentin mandato a Fontainebleau, in un collegio di Gesuiti, per essere protetto dai pericoli della guerra. E’ l’inverno del 1943/44. L’Europa è lacerata dalla II Guerra Mondiale. Un giorno arrivano tre ragazzi, uno dei quali, Jean Bonnet, attira la curiosità di Julien. Curiosità e diffidenza verso i nuovi arrivati si manifestano tramite scherzi, dispetti, insulti, da parte dei giovani del collegio, ma nonostante tutto Bonnet è piuttosto riservato e non fa caso alle baggianate fatte dai compagni. È questo atteggiamento, il suo talento e la sua competenza nel suonare il pianoforte con scioltezza e nella scuola che attira l’attenzione di Julien che si manifesta inizialmente con atti di gelosia.
Infatti il loro rapporto all'inizio non è dei migliori: non si parlano, non sorridono, non stanno mai insieme, se non alla sera quando si coricano.
Ma un pomeriggio Julien rovistando nell'armadietto di Jean trova una foto del ragazzo con i genitori. Dopo aver osservato questa fotografia rimase perplesso e capì che il suo compagno di stanza provava un senso di nostalgia verso i suoi familiari.
All'interno di un libro rilegato in cuoio Julien trova un diploma assegnato a Jean, come primo premio di un concorso di matematica. Julien nota che il cognome del ragazzo è stato cancellato, ma riesce a leggerne gran parte, risalendo al cognome Kippelstein , Jean Kippelstein.
Julien capisce subito che si tratta di un cognome ebreo e che "Bonnet" era stato assunto dal ragazzo stesso per mascherare la sua origine ebrea e che il rettore del convento lo teneva li per proteggerlo dalla polizia tedesca.
Da questo momento in poi Julien cerca di stare il più possibile vicino a Jean, che correva un gran rischio a nascondere la sua vera identità pur di non essere catturato dai tedeschi.
Julien riferisce la sua scoperta al ragazzo e dopo un primo momento di lotta i due diventano amici inseparabili.
Durante la loro permanenza in collegio, ricevono visite della Milizia francese e della polizia tedesca; Jean con molta paura riesce ad evitare di essere scoperto fino a che, un tragico giorno i tedeschi non scoprono la sua vera identità a causa di una soffiata di Joseph. Lo catturano e, con sommo dispiacere di Julien, lo conducono nel campo di concentramento insieme ad altri ragazzi e a Padre Jean che venne arrestato per aver nascosto degli ebrei. Nell’andarsene fa un saluto quasi a dire ci vediamo presto ed è tale saluto che darà il titolo al romanzo che è appunto: “ARRIVEDERCI RAGAZZI”.
Gli sguardi di Julien e Jean si incontrarono per l'ultima volta nel collegio dopo di che si viene a sapere che Bonnet e gli altri due ragazzi ebrei sono morti lo stesso anno nel campo di concentramento di Auschwitz e invece Padre Jean mori nel campo di concentramento di Mauthausen.
In seguito a questo fatto il collegio potè riaprire le porte solo nell’ottobre del 1944.

COMMENTO

Ritengo che questo romanzo e molto interessante e anche,da un certo lato, un po’ commovente. Ho notato, almeno da parte mia, che il romanzo comincia e termina con una separazione che comporta da un certo punto di vista la crescita di Julien. Difatti inizia con la separazione di Julien dalla madre alla stazione e termina appunto con la separazione dal suo più grande amico Jean.
È un libro da leggere, in quanto ci fa capire come è la guerra e di come possa separare la gente.
In questo modo magari ci si potrà avviare verso una via di pace evitando in futuro esperienze così drammatiche come la seconda guerra mondiale.

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