"La lunga marcia" di Stephen King

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Testo

David Bortolusso Classe 4° ELI B Udine, 09/05/2000

SCHEDA LIBRO DI “La lunga marcia”

Titolo del testo: "La lunga marcia" (titolo originale in inglese “The long walk”).
Nome dello scrittore: Stephen King.
Casa editrice: Oscar Mondadori.
Anno di pubblicazione: 1989, prima pubblicazione 1979.
Genere letterario: racconto.
Tema centrale del libro: la Lunga Marcia vinta da Ray Garraty e le trasformazioni dei partecipanti, che da ragazzi qualsiasi sono diventati uomini responsabili, che hanno formato un gruppo unito di amici. Questo ha permesso loro di continuare a lungo nella gara, che però verrà vinta soltanto da un concorrente, su cui si abbatterà il dolore per la morte dei compagni.
Protagonista e personaggi secondari:
• Ray Garraty è il protagonista del racconto. E’ un ragazzo di 18 anni che ha deciso di affrontare la lunga marcia per provare a se stesso di poter vincere, senza rendersi conto di ciò che faceva. Suo padre è stato rapito dalle Squadre, un organo di polizia che si occupava di tutti coloro che andavano contro il Governo, e per questo è rimasto solo con la madre, che è molto apprensiva nei suoi confronti, e la sua ragazza, Jan, di cui è molto innamorato.
• Stebbins è l’ultimo ragazzo che resiste a Ray; inizialmente si isola dal gruppo, dimostrandosi molto schivo, cinico e sicuro di sé nelle poche conversazioni che fa con il protagonista; quando rimangono in pochi si dimostra più cordiale, anche perché capisce che non aveva alcuna possibilità di vincere. Prima di morire svela a Ray il motivo per cui si era iscritto alla Marcia: in realtà lui è il figlio del Maggiore, che non aveva mai voluto riconoscerlo, e sperava di vincere per poter smascherarlo.
• Pete De Vries è il ragazzo con cui Ray stringe l’amicizia più profonda: è l’unico che cerca quando ha bisogno di conforto ed è l’unico che fa di tutto per salvarlo nei momenti di debolezza
• Barkovitch è l’unico concorrente odiato da tutti gli altri, anche perché ritenuto il responsabile della morte di un altro concorrente: è il più cinico e il più sadico, infatti ogni volta che muore un ragazzo approfitta per ridere e scoraggiare gli altri. Quando rimangono in pochi si “trasforma” in una persona responsabile e onesta, e capisce di aver sbagliato a comportarsi come aveva fatto
• Scramm è un altro ragazzo del gruppo di amici che si forma; stupisce tutti gli altri per il fatto che è già sposato e sua moglie sta aspettando un figlio: per lui la Lunga Marcia rappresentava la possibilità di migliorare la propria posizione economica. Sceglie di morire assieme ad un altro ragazzo, che non aveva mai partecipato alcuna discussione con gli altri, ma che era un Indiano Hopi come lui.
• Il Maggiore è il “presidente” della gara: è un maggiore delle Squadre, la stessa divisione di Polizia che ha rapito il padre di Ray; inizialmente è una figura ammirata da tutti, ma quando si capisce la crudeltà della gara diventa il rappresentante di un Governo cinico, che voleva la morte dei partecipanti alla Marcia per dare spettacolo.
Tempo e luogo della narrazione: la vicenda è collocata in un tempo imprecisato, e i fatti narrati si svolgono in cinque giorni. La storia è ambientata nella costa occidentale degli Stati Uniti, e partendo dal confine tra Canada e l’America, attraversando lo Stato del Maine e arrivando fino al Massachussets, più a sud.
Sintesi della trama: Ray Garraty arriva al confine tra Canada e America, dove sarebbe partita la Lunga Marcia anche quell’anno, accompagnato dalla madre, che cerca di convincerlo a rinunciare alla sua idea. Lui però è convinto di quello che ha fatto, e così raggiunge gli altri ragazzi che stavano aspettando la partenza della gara. Subito fa amicizia con Pete De Vries, un ragazzo che si dimostra cordiale e simpatico, ma rimane molto affascinato da un certo Stebbins, un ragazzo schivo che non parla con nessuno. All’arrivo del Maggiore, che avrebbe distribuito i numeri di riconoscimento, tutti si preparano e si sistemano per fare una bella figura, ma il militare si limita a fare il suo lavoro e ad incoraggiarli a fare una bella gara. Alle nove del mattino i marciatori partono accompagnati da un paio di cingolati e di militari, che avrebbero sorvegliato sulla correttezza dei concorrenti e avrebbero “eliminato” tutti quelli che contravvenivano alle regole per tre volte di seguito: il regolamento della Lunga Marcia infatti stabilisce che il vincitore sarebbe stato chi avesse camminato più a lungo, senza scendere sotto il limite di 6 km. all’ora pena un’ammonizione; alla terza ammonizione il concorrente veniva eliminato, mentre, dopo un’ora che aveva ricevuto un’ammonizione, se aveva rispettato il regolamento la penalità veniva cancellata. Il premio finale per l’unico superstite è l’avveramento di un suo desiderio, fosse stato di tipo economico o di qualsiasi altro genere.
I ragazzi incominciano a conversare tra di loro, facendo conoscenza e spiegando i motivi che li avevano spinti a partecipare alla Lunga Marcia; dalle prime impressioni sembra che nessuno creda veramente che possano uccidere i partecipanti, ma già dopo qualche ora gli eliminati sono cinque ragazzi, uccisi perché si erano fermati per i crampi o perché avevano cercato di scappare dalla strada. Da quel momento si forma un gruppo compatto di amici, tra cui Garraty, De Vries, Baker e Olson, che parlano e si aiutano tra loro: Garraty, ad esempio, rischia diverse volte di morire, ma De Vries lo aiuta a rialzarsi o a continuare, ricevendo lo stesso trattamento dall’amico quando è lui in difficoltà. Oltre al piccolo gruppetto di amici ci sono altre figure importanti tra i Marciatori, come Stebbins e Barkovitch, mentre gli altri partecipanti vengono nominati solo per le loro morti o per dei brevi interventi, che di solito stupiscono i personaggi principali; Stebbins, dopo essere stato ammonito subito dopo la partenza, non riceve più richiami fino al termine della Marcia, ed è sempre nelle retrovie, dove non parla con nessuno e continua a camminare con il suo ritmo, facendo capire agli altri di essere l’unico in grado di vincere; Barkovitch, invece, rimane sempre vicino al gruppo di amici, che però lo odiano per il suo cinismo e il suo sarcasmo, che si manifesta quando ammette di voler “ballare sulle tombe di tutti i Marciatori” ogni volta che qualcuno muore…inoltre viene ritenuto il colpevole della morte di uno dei primi eliminati, che lui aveva offeso più volte, scatenando la sua reazione violenta che gli era costata le tre ammonizioni fatali.
Passa le prime tre notti e i primi quattro giorni e i concorrenti rimasti sono una ventina: è un record per una Lunga Marcia, mentre il miglior risultato per la distanza percorsa deve essere ancora battuto. I Marciatori discutono sul significato della Marcia e sulle motivazioni che li avevano spinti a prendervi parte: capiscono che nessuno sembra veramente motivato a vincere, tranne Stebbins che però non ha ancora rivelato niente della sua vita, e Scramm, che aveva partecipato alla gara per poter guadagnare molti soldi con cui vivere felice con la moglie e con il figlio che stava aspettando. Questa rivelazione stupisce tutti i componenti del gruppo, che capiscono che nel caso in cui il ragazzo fosse morto, avvenimento possibile viste le condizioni precarie di Scramm,avrebbero dovuto prendersi cura della sua famiglia: decidono così che il vincitore avrebbe fatto ciò a nome di tutti, e ogni concorrente aderisce all’iniziativa, inclusi Stebbins e Barkovitch. Poco dopo il ragazzo, stremato, decide di morire con un altro compagno, che è un Indiano Hopi come lui, sedendosi in mezzo alla strada e facendosi uccidere senza fare niente per evitarlo.
Lentamente i concorrenti arrivano a Freeport, dove Garraty ha la possibilità di rivedere Jan, la ragazza che ama, e la madre: nel tentativo di abbracciarle rallenta troppo e viene ammonito tre volte, rischiando di morire, e solo l’intervento di De Vries lo salva da una morte orrenda tra le braccia della sua ragazza. Da quel momento gli amici stringono un patto, che per quanto orribile avrebbe permesso loro di andare avanti con più facilità: anche se qualcuno si fosse trovato in difficoltà, nessuno doveva intervenire, per risparmiare le energie e perché era giusto che venissero eliminati quelli che non avrebbero potuto continuare.
Lentamente muoiono tutti i concorrenti, tra l’indifferenza degli altri e la gioia del pubblico, fino a quando, il quinto giorno, rimangono solo Garraty, De Vries e Stebbins.
I tre decidono di continuare insieme: Stebbins racconta la sua storia, spiega di essere figlio del Maggiore e di aver voluto partecipare solo per dimostrare al padre che non ha mai voluto riconoscerlo di essere importante, e per questo era il più motivato e quello che aveva più probabilità di vincere. Dopo qualche ora Stebbins e De Vries sembrano allearsi contro Garraty, che sembra essere quello più in forma tra loro: gli chiedono di tenerli allegri, ma al termine di un suo discorso De Vries cede e si siede anche lui in mezzo alla strada, come avevano fatto altri suoi amici in precedenza, e abbandonando gli ultimi due concorrenti al loro destino. Garraty prova a farlo rialzare, ma l’amico lo convince a continuare, così ritorna da Stebbins, mentre De Vries viene ucciso dai soldati. Poche ore dopo, alle otto della sera del quinto giorno di Marcia, anche Stebbins cede e muore, continuando a camminare. Garraty, rimasto solo, viene festeggiato dal pubblico, ma continua a camminare perché, impazzito, crede di aver ancora qualche altro Marciatore da battere, e evita anche il Maggiore giunto sulla strada per complimentarsi con lui, continuando a camminare, mettendosi addirittura a correre quando sente che la figura dell’altro concorrente gli tocca la spalla.
Opinioni e giudizio personale: il libro mi è piaciuto molto, perché nonostante ciò che viene narrato sia impossibile da realizzarsi (una gara, promossa dal Governo, in cui chi vince è l’unico sopravvissuto), testimonia le trasformazioni negli animi delle persone che sono a contatto con la morte e che lottano per non morire, situazione che vivono molte persone nel mondo e che potrebbe quindi coinvolgere anche una persona di oggi. L’unico particolare che potrebbe non piacere potrebbe essere il finale, in cui l’autore ha deciso di lasciare il momento di pazzia di Garraty in sospeso, ma tutte le emozioni che il libro sa dare, come il profondo dispiacere che si prova per la morte molto triste, ma consapevole, di alcuni Marciatori, fanno diventare irrilevante questo dettaglio.

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