"La chimera" di S. Vassalli

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Testo

LA CHIMERA - S. Vassalli
TRAMA: Antonia, orfanella abbandonata nei pressi del convento di S. Michele a Novara, cresce tra le suore e le loro numerose funzioni religiose, la rigida disciplina del convento e la dottrina cattolica. Come tutte le "esposte" (abbandonate) del convento, и destinata ad essere "adottata" da un visitatore qualsiasi; all’etа di dieci anni, Antonia и infatti presa in custodia dai due coniugi Nidasio, provenienti dalla "bassa" novarese, e precisamente da Zardino. Il suo arrivo al paese и fonte di voci e pettegolezzi delle comari, che si scandalizzano per la diversitа della bambina e per la sua inutilitа nella campagna. In realtа Antonia cresce molto bella ed intelligente, suscitando l’invidia di buona parte del paese. Nel frattempo la cittа di Novara и segnata da avvenimenti importanti: tra questi spicca il vescovado di Carlo Bascapи, uomo dai grandi ideali, inimicatosi con la Roma cattolica e corrotta del tempo e per questo confinato a Novara; nella sua nuova diocesi cambia radicalmente la vita dei fedeli, costringendoli ad una fede piщ sincera, meno scaramantica ed esteriore. Inoltre fa sostituire i molti preti e parroci corrotti (o quistoni), che si occupavano di usura, attivitа illecite e non caste. Le sue riforme raggiungono anche Zardino: il vecchio parroco Don Michele и infatti sostituito dal giovane ambizioso Don Teresio, che abitua i paesani a frequenti cerimonie ed offerte in denaro. Antonia viene presto scacciata dall’ambiente della chiesa per aver riso del vescovo Bascapи in visita a Zardino. Da quel momento tiene spesso in pubblico discorsi sull’inutilitа dei preti e delle loro "favole" su paradiso ed inferno, atte solo a "spillare quattrini alla povera gente". Inoltre rifiuta proposte di matrimonio di nobili ricchi, ricoprendosi dell’accusa di "superbia" da parte del paese. Quest’accusa и resa piщ forte quando Antonia si fa ritrarre da un pittore nelle vesti della Madonna del Soccorso. All’etа di diciannove anni la ragazza si innamora di un "camminante" (anarchico vagabondo della bassa) di nome Gasparo. Egli riunisce squadre di "risaroli" (miseri lavoratori delle piantagioni di riso) da portare a Zardino. I due si incontrano di notte di nascosto nei pressi del "dosso dell’albera" (collina con un castagno dove si pensava che le streghe si incontrassero col diavolo), e lui la inganna con grandi promesse. Antonia viene sorpresa piщ volte dai "Fratelli Cristiani" (sorta di vigili urbani dell’epoca, che impedivano fughe notturne ai risaroli), che la riportano a casa con la forza. Tutte questi comportamenti misteriosi della giovane alimentano le voci che ella sia una strega e che di notte partecipi ai "sabba" (incontri col diavolo). Antonia si vede cosм dapprima evitata dalla gente, poi isolata, poi ancora offesa. Infine Don Teresio la denuncia al Tribunale ecclesiastico di Novara, presieduto dall’inquisitore Manini; egli si interessa con grande fervore al caso per ridare l’indipendenza e l’importanza perduta al Tribunale, approfittando dell’assenza di Bascapи che si era recato a Roma. Vengono interrogati molti testimoni, che confermano la colpevolezza della "strega"; gli unici a raccontare la storia d’amore tra Antonia e il camminante sono l’amica Teresina, i genitori adottivi e il camparo Pietro Maffiolo. Questa storia, giudicata troppo semplice ed evidente, и perт scartata. L’imputata viene cosм arrestata e torturata brutalmente perchй confessi le sue colpe: stremata dal dolore ella afferma che di notte si incontrava con qualcuno che poteva anche essere un diavolo; Antonia viene quindi imprigionata nello scantinato del Tribunale, poi rinchiusa in una torre. Infine viene bruciata viva sopra al dosso dell’albera, issata su una pira di legni ricavati dal castagno "maledetto".
NARRATORE: Il narratore и onnisciente ed esterno alla vicenda.
PUNTO DI VISTA: Il punto di vista и esterno.
PERSONAGGI: Antonia, la protagonista (a tutto tondo perchй si evolve e cambia le sue idee); i coniugi Nidasio (piatti, caratterizzati da una grande bontа d’animo); le comari (piatti, caratterizzati dai pettegolezzi e dalle malignitа); il Vescovo Bascapи (a tutto tondo perchй prima vuole cambiare la chiesa e poi si rassegna e si rende conto che и impossibile); don Teresio (piatto, caratterizzato dalle sue prediche apocalittiche e dalle continue richieste di donazioni); don Michele (piatto, caratterizzato dalle sue attivitа illecite); l’inquisitore Manini (piatto, caratterizzato dalla sua ambizione e freddezza); il boia Bernardo Sasso (piatto, caratterizzato dalla pietа e dalla devozione al lavoro); Biagio lo scemo (piatto, caratterizzato dalla stupiditа e dall’amore incontrollato per Antonia); Gasparo (piatto, caratterizzato dal senso di libertа e dalle "promesse da marinaio"). Tutti i personaggi, compresa la protagonista, sono perт in secondo piano rispetto alla vicenda, che non и particolarmente romanzata: in tal modo l’autore riesce a creare un quadro della situazione nel ‘600.
FABULA E INTRECCIO: Fabula ed intreccio si sviluppano quasi parallelamente; a volte perт l’autore anticipa ciт che deve accadere, oppure racconta la storia passata della bassa tornando indietro di molti anni.
TEMPO DELL’AZIONE: L’azione comprende un arco di tempo di vent’anni (1590-1610 d.C.), mentre la narrazione и molto piщ breve. Il romanzo descrive perт piщ minuziosamente gli ultimi due anni della vita di Antonia. Inoltre ci sono molti riassunti anche di intere stagioni.
LUOGHI: Zardino e la bassa, Novara (il convento e il Tribunale).
RITMO: Il ritmo и piuttosto lento, in quanto a brevi periodi di narrazione si alternano lunghe descrizioni dei luoghi o della loro storia. SINTASSI: La sintassi и articolata: ci sono periodi molto lunghi ed un uso singolare dei "due punti": sono ricorrenti e a volte sostituiscono le virgole.
LESSICO: Il lessico и molto vario: si trovano espressioni dialettali e tracce di documenti in latino o in volgare.
MESSAGGIO/DIVERTIMENTO/GUSTO NARRATIVO: Il libro mi ha veramente annoiato per i primi capitoli, in cui la narrazione non ha avuto grandi impulsi e il racconto delle vicende dell’epoca non era abbastanza stimolante; quando Antonia ha iniziato a crescere mi sono appassionato di piщ perchй anche le pause descrittive e riferimenti storici erano piщ interessanti che all’inizio. E’ chiaro che l’autore punta il dito, seppur indirettamente, contro la chiesa del tempo e, perchй no, anche contro quella odierna; durante tutta la narrazione vengono denunciate azioni ignobili della chiesa, compresa la condanna e la pena di Antonia; inoltre nel congedo che ci regala l’autore, questi dice chiaramente che bisogna rendere conto di un personaggio che non esiste: poichй gli uomini "sentono il bisogno di proiettare lа dove tutto и buio, per attenuare la paura che hanno del buio".

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