Uomini e no

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Data:13.10.2000
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Testo

Giacobazzi Luca 3D 31\08\00

Recensione del libro
"Uomini e no"
di Elio Vittorini

Edizione:Oscar Mondadori, Classici Moderni. Milano.
Costo:12000£.
Pagine:219.

L'intera vicenda è ambientata nella Milano della fine del 1944, in piena occupazione tedesca: lo sfondo su cui si articola la storia del protagonista, è la Resistenza, la lotta partigiana contro gli oppressori nazisti e fascisti.
Enne2 (questo è il soprannome con cui verrà identificato in tutto il brano) è un giovane combattente sicuro e carismatico nell'organizzare e guidare i propri compagni, ma insicuro e contrastato per quanto riguarda la propria condizione interiore e sentimentale, soprattutto in relazione al proprio rapporto con Berta, alla quale è legato da una sorta di amore impossibile.
I due si sono sempre amati e desiderati, ma le indecisioni del giovane uomo e una serie di vicissitudini, anni addietro, hanno portato la ragazza a legarsi con un altro uomo; Enne2 incontra Berta periodicamente ma vederla, sapendo che lei tornerà da quell'uomo, lo fa sentire sempre più infelice e deluso.
Questa sua impotenza nei confronti di Berta, che pur lui sa amarlo, lo porta ad impiegare la propria rabbia nella lotta, ma essendo questa dettata dalla disperazione, rischia di mettere a repentaglio anche la vita dei suoi compagni; infatti in uno dei tanti attentati contro i centri del potere oppressore, vengono coinvolti anche dei civili innocenti, e questo fatto mina ulteriormente le certezze interiori dei due protagonisti e di conseguenza incrina ulteriormente il loro rapporto.
In un'ennesima azione di guerra guidata dallo stesso Enne2, questi viene riconosciuto, e nonostante sia ormai braccato e i sui compagni lo esortino a fuggire, decide di non allontanarsi da Milano per aspettare una visita: spera che lo raggiunga Berta per portarla via con se, ma è conscio che con ogni probabilità colui che aprirà la porta del suo appartamento sarà Cane Nero, uno dei vertici del potere nazista in città, e in questo caso è pronto a sacrificare la propria vita, a condizione di portarlo con sé. Quella porta non sarà Berta ad aprirla.
Il romanzo è suddiviso in capitoli e, a volte, questi sono separati da una sorta d'inserti in corsivo, i quali riportano una specie di dialogo tra il narratore ed il protagonista, nel quale il primo cerca di confortare ed aiutare il secondo, ma che non s'inserisce in un contesto contemporaneo alla vicenda ma in un periodo precedente, durante l'infanzia di Enne2.
Forse lo scrittore vuole comunicare i desideri che, il protagonista "cresciuto", a fatica confessa a se stesso, ma che nella sua identità di bambino, ancora estraneo alle vicende e alle colpe del mondo adulto (infatti, allora non conosceva Berta), riesce ad affrontare con più serenità.
Spesso il ritmo della storia è rallentato dall'autore che evidenzia alcune espressioni e fatti ripetendoli più volte sia nella narrazione sia nei dialoghi dei protagonisti, con lo scopo, a mio parere di spostare l'attenzione del lettore dalle vicende alla situazione fisica e soprattutto interiore di ogni personaggio, quindi su ciò che dice e pensa piuttosto che su ciò che fa.
Tra le tematiche che dominano il romanzo vi sono ("ovviamente") la morte, la guerra e l'amore: sono tutte legate tra loro e dipendono l'una dall'altra.
La guerra più che una tematica è un fatto: vi è la seconda guerra mondiale che in quel periodo sta distruggendo l'Europa e non solo, e vi è la Resistenza fatta di sabotaggi, piccoli attentati, e rappresaglie.
Guerra significa morte, morte di tanti soldati al fronte ma anche di donne, anziani e bambini che ogni giorno combattono per arrivare al giorno dopo, e che la ferocia nazifascista non si preoccupava certo di risparmiare; ma allora che significato aveva la lotta partigiana? Non portava questa alla morte di altre persone? Non si sapeva che per ogni tedesco ucciso, tra i dieci italiani fucilati sarebbero potuti esserci amici e parenti?
Sì, si sapeva, ma si era anche coscienti che questo era il prezzo da pagare perché tutto ciò finisse, prima o poi, perché si potesse vivere senza il terrore che uno sconosciuto, uno straniero invasore, potesse entrare in casa tua e portarti via un figlio che non avresti più rivisto, o di poter essere coinvolto in un attentato mentre tornavi dal mercato.
E quale poteva essere l'unica fiamma che potesse alimentare il fuoco della ribellione se pur a così caro prezzo?
Né la convinzione politica né il denaro avrebbe potuto stimolare allo stesso modo persone semplici, più o meno povere, colte e, la maggior parte, analfabete: come il romanzo sottolinea, solo l'amore avrebbe potuto fare ciò, amore inteso anche come amicizia fraterna e speranza in un domani in cui il valore universale di questo sentimento avrebbe superato ignoranza, odi razziali ed il carisma di politici megalomani e folli.
Nel caso specifico di Enne2, il suo impegno nella lotta e dettato dalla speranza di poter un giorno liberare Berta dal legame con l'altro uomo e di poter dare libero sfogo a quel sentimento che li lega reciprocamente; quando capisce che il loro rapporto non potrebbe comunque essere ciò che entrambi vorrebbero, piuttosto che far sì che la propria rabbia e soprattutto la propria disperazione metta a repentaglio la vita dei suoi compagni, preferisce sacrificarsi in un'ultima impresa suicida, con la speranza che questa permetterà ad altri di raggiungere la felicità che a lui sembra preclusa.

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