Stand by me - Il corpo di Stephen King

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Data:24.01.2002
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Testo

Autore: Stephen King
Notizie biografiche: Stephen King, definito dalla critica “il re del brivido”, vincitore di un O. Henry Award, è nato a Portland (Maine1947), vive e lavora in giro per il Maine con la moglie Tabitha, a sua volta scrittrice, e i tre figli. Le sue storie da incubo sono best-sellers clamorosi in tutto il mondo. I suoi romanzi e racconti, che attingono ai filoni dell’orrore, del fantastico e della fantascienza, sono stampati in più di cento milioni di copie. Il romanzo d’esordio, Carrie (1973), storia di una donna dai poteri telecinetici che si vendica dei compagni di classe, fu venduto in quattro milioni di copie e portato sugli schermi due anni dopo dal regista Brian De Palma.
Scrittore prolifico, King è un maestro nel trasformare le normali situazioni conflittuali della vita - rivalità fra coetanei, tensioni e infedeltà coniugali – in momenti di terrore. A Carrie seguirono molti altri titoli di successo, al punto che ben cinque di essi figurarono contemporaneamente, per un certo periodo, nelle classifiche dei libri più venduti redatte dal “New York Times”. Oltre al romanzo d’esordio, molte altre sue opere hanno ispirato dei film. Tra le più note si ricordano Shining (1976; il film , del 1980, è stato diretto da Stanley Kubrick); La zona morta (1979; versione cinematografica del 1983, per la regia di David Cronenberg); Christine la macchina infernale (1983; il film, dello stesso anno, è dovuto a John Carpenter); Misery (1987; nota in Italia col titolo Misery non deve morire, la pellicola è stata realizzata da Rob Reiner nel 1990. Anche il libro che passerò ad analizzare in seguito ha avuto la sua versione cinematografica nel 1986. Alcuni romanzi di King sono usciti sotto lo pseudonimo di Richard Bachman.

Titolo dell’opera: Stand by me (Il corpo).
Analisi dei personaggi: i protagonisti della storia sono quattro ragazzini di dodici, tredici anni…Gordie, Chris, Vern e Teddy.
 Gordon Lachanche- è il vero protagonista. Tutto il romanzo è narrato come se fosse proprio lui il narratore che, ormai adulto e scrittore famoso, racconta la sua storia. Non viene descritto fisicamente come quasi nessuno, del resto, in questo romanzo. Da quello che si capisce nel racconto Gordon, Gordie per gli amici, è quello che normalmente in gergo adolescenziale può essere definito uno “sfigato”, soprattutto se mettiamo in evidenza la posizione che occupa nella sua famiglia. E’ Figlio di genitori un po’ troppo anzianotti che avevano dei problemi di fertilità e, che dopo tre aborti e un figlio insperato morto a vent’anni a causa di un incidente stradale, lo considerano il classico figlio avuto per caso classificandolo sempre e solo al secondo posto dopo il figlio prediletto…non è bello. Non che lo trattassero male, era stato semplicemente una grossa sorpresa e veniva ignorato la stragrande maggioranza delle volte dai genitori impegnati con Dennis (il fratello morto), ma non dal fratello stesso che gli voleva bene, ma che lui non aveva imparato a conoscere: avevano dieci anni di differenza. Dopo il college si sposa, ha tre figli, diventa uno scrittore conosciuto, dal suo libro traggono un film di successo. Si arricchisce molto, ma non riesce più a scrivere bene come una volta: è troppo stressato ma, al contrario dei suoi vecchi amici, c’è ancora.
 Chris Chambers- è quello che può essere definito il bulletto del gruppo che instaura un’amicizia particolare con Gordie, al quale confida tutti i suoi problemi con la famiglia, in modo particolare col padre, che “odiava come il veleno”. Viene spesso picchiato da lui, che si arrabbia per le minime cose…è un alcolizzato. Anche a scuola conoscono la sua condizione, i suoi fratelli maggiori altrettanto delinquenti e, appena spariscono dei soldi, Chris è il primo ad essere incolpato, anche se innocente: viene sospeso per qualche giorno ed il padre lo manda all’ospedale col naso rotto. Chris è colui che pensava che, del gruppo, sarebbe diventato il più disgraziato e ignorante: frequenta, invece, l’università tra ricchi, benvestiti e raccomandati sapendo di non potercela fare e sempre pronto a ritirarsi. Anche lui, però, non riesce a concludere la sua vita in bellezza: viene colpito alla gola da un coltello accidentalmente mentre, in un bar-ristorante, con la sua solita mania di mettere pace tra la gente, cerca di far calmare due litiganti…e muore quasi sul colpo. Appena saputo Gordie piange un amico a cui voleva molto bene.
 Vern Tessio- anche lui è uno dei fissi del club di cui fanno parte i ragazzi. Capelli portati come un divo di rock’n roll è colui che avvisa gli altri della presenza del morto. E’ il tipico ragazzetto paffutello che viene sempre preso in giro scherzosamente dai suoi amici perché più debole degli altri. Una delle cause principali per cui viene schernito è il fatto che all’età di otto anni seppellì una brocca piena di penny sotto il portico davanti a casa sua. Lo faceva per gioco, una caverna buia dove i pirati potessero nascondere i loro bottini. Disegnò una mappa della “caverna” e la mise in camera sua dove la madre la trovò e la buttò via. Passò quattro anni a cercare quei penny senza mai trovarlo. Etra quasi diventato paranoico. Il più pauroso di tutti, muore a circa diciotto- diciannove anni in un incendio che rase al suolo un condominio. La sera prima c’era stata una grossa festa dove tutti si erano ubriacati, tra i quali anche Vern. La causa fu un mozzicone di sigaretta nelle mani di un ubriaco dormiente…forse Vern stesso, sbronzo, sognando dei suoi penny.
 Teddy Duchamp- aveva quasi tredici anni come tutti gli altri, ma l’apparecchio acustico e le lenti spesse come fondi di bottiglie di Coca- Cola lo facevano sembrare molto più vecchio. I ragazzi cercavano sempre di scroccargli una sigaretta, ma il rigonfio nella camicia era solo il rigonfio dell’apparecchio acustico. Nonostante occhiali e apparecchio aveva ancora problemi di vista e udito. Naturale era il problema di vista, poco naturale quello all’udito. A otto anni, dopo aver rotto un piatto, suo padre gli schiacciò le orecchie sulla stufa a legna. Era un tipo scorbutico e violento, capace di girare per casa con il suo fucile calibro 410: fortunatamente, dopo aver fatto altre cose strane (qualcosa come sparare ai gatti, dar fuoco alle cassette della posta), venne chiuso in una specie di ospedale psichiatrico.
Teddy, comunque, è il più tardo e matto della compagnia, tanto da correre i rischi più folli che si possano immaginare…facendola sempre franca. La cosa più grossa è quella chiamata “scansa- camion”: consiste nello spuntare davanti ai TIR così all’improvviso. Bisognava stare attenti anche a sfidarlo: sfidato avrebbe fatto qualsiasi cosa. Teddy muore a ventiquattro, venticinque anni in un incidente automobilistico, (la sua vecchissima Chevrolet Bel Air, dopo aver centrato un palo, rotola sei volte su se stessa, uccidendo tutti gli ubriachi presenti all’interno tranne una ragazza uscita viva per miracolo) senza nemmeno riuscire a realizzare il suo unico e vero sogno: diventare militare, ciò a causa dei suoi problemi di vista e udito…chiunque avesse visto lenti e apparecchio avrebbe saputo che sarebbe finita così, chiunque tranne Teddy.
Vi sono altri personaggi, nel corso della storia, che si incrociano nelle vite dei quattro ragazzi, lasciando un’impronta anche importante nello svolgersi della vicenda stessa. Questi sono:
 Milo Pressman- è il gestore della discarica, dove i quattro amici si fermano a fare una sosta. Milo è conosciuto in tutta la città, soprattutto per il fatto di avere sempre con sé il suo cane, Chopper, il più temuto e meno visto del paese, il più cattivo nel raggio di quaranta miglia… il più brutto. Pressman aveva addestrato Chopper ad addentare la gente malvoluta in DETERMINATE PARTI del corpo… nel libro, Pressman viene considerato uno non troppo intelligente, che arrotondava il salario rimettendo a posto le cose che la gente buttava via rivendendole, poi, per il paese.
 George Dusset- è il proprietario del Florida Market, dove Gordie entra a comprare panini e bibite. Lo caratterizzano mani enormi, lo stuzzicadenti in bocca, la pancia gonfia di birra che tende la maglietta bianca. Ad un certo punto riconosce il protagonista come il fratellino del bravo, bello e intelligente di Denny, campione di baseball. E’ un imbroglione: cerca, infatti, di ingannare il ragazzo mettendo il dito sulla bilancia e aumentando il prezzo della spesa…Gordie se n’accorge e i due iniziano una lite finché il ragazzo non lo manda a…quel paese e scappa, minacciato da Dusset che gli urla di fare la spia con i suoi genitori, ma Gordie è già lontano.
 Importanti sono da ricordare quelli definiti i “Ragazzi grandi”. Ace Merril, Richard Chambers (detto Eyeball, per i suoi problemi di strabismo. E’ il fratello maggiore di Chris), Billy Tessio (fratello maggiore di Vern), Charlie Hogan. Questi sono quelli maggiormente menzionati all’interno del testo, i più spacconi e violenti, che non perdono occasione per picchiare e insultare i ragazzini più piccoli e indifesi, come i protagonisti della storia in varie occasioni: quando s’incontrano intorno al morto succede un pandemonio, finché Chris estrae la pistola rubata al padre e i bulletti scappano, alla fine del libro viene descritto il ritorno dei quattro ragazzi a casa, accolti da rispettivi fratelli e amici, compreso Gordie che, per aver offeso profondamente il capo- banda, si ritrova mento, gomiti e ginocchia scorticati. Riceve una ginocchiata potente all’inguine, due pugni negli occhi (l’occhio sinistro non si apre per giorni) e uno sul naso…rotto anche quello. Per aver reagito, gli vengono rotte due dita. A Chris viene rotto il braccio in due punti e in pratica anche la faccia, meno gravi Vern e Teddy.
 Resta solo, adesso, da citare quello che è il protagonista indiretto della storia: Ray Brower. Viveva a Chamberlain, una cittadina a circa quaranta miglia da Castle Rock, il paese dei protagonisti. Tre giorni prima della partenza dei ragazzi, Ray era uscito con una pentola della madre per raccogliere mirtilli. Quando venne trovato dai ragazzi era steso bocconi con la testa verso la ferrovia e le braccia tese sopra di esse: quando era stato colpito dal treno stava cercando di saltare giù. Aveva i capelli di un colore rossastro, ed erano arricciati, opera del fango, dell’aria e dell’umidità. C’era poco sangue e tutto intorno, su di lui, sotto e dentro formiche, tafani e insetti del genere. Aveva una maglietta di cotone verde scuro e i Blue Jeans e, tra i cespugli, le scarpe da ginnastica tutte sporche…il treno lo aveva strappato via dalle scarpe. Gli occhi erano aperti ma fuori sincronia. Sulla bocca, sul mento e sul naso vi erano grumi di sangue, il lato destro della faccia era lacerato e livido. Il torace era tutto gonfio e tutto intorno uno sgradevole odore di gas.
Descrizione Ambienti: gli ambienti in cui si svolge la vicenda sono in prevalenza esterni, anche se non mancano le eccezioni.
 La casa sull’albero- è una casupola su un grande olmo in un terreno vuoto a Castle Rock. Funge da circolo sociale, ma senza nome. Qui i protagonisti s’incontrano, giocano a carte, leggono giornalini d’ogni tipo (dai fumetti ai pornografici), fumano e bevono lontano dagli occhi da tutti. I fianchi della casa sono delle assi di legno recuperate da una discarica; il tetto è una lamiera ondulata proveniente, anch’essa, dal deposito di rifiuti…così come la porta a zanzariera, a prova di mosca, ma troppo arrugginita. Nel pavimento una botola per mettere tutti gli oggetti considerate “segrete” quando un grande era nei paraggi.
 Caratteristica è la descrizione che viene fatta all’inizio dell’avventura appena sopra la collina davanti a Castle Rock. Il sole che picchia sull’arido paesaggio senza ombre. Castle Rock si trova allungata sulla collina opposta (Castle View), tra i giardini pubblici con quel poco di verde rimasto e con i pochi alberi che forniscono un po’ d’ombra. Più a lato le ciminiere dei filatoi che mandano in aria fumi grigi e riversano nell’acqua del fiume litri e litri di rifiuti. Dietro alla collina da dove parte la descrizione si staglia dritto il tracciato della ferrovia, parallela al fiume Castle River. All’orizzonte un serbatoio d’acqua abbandonato, arrugginito e un po’ minaccioso.
 La discarica- ci si arriva da una strada sterrata che, dopo il cancello, si allarga in un’area semicircolare, appiattita dai bulldozer, che termina sull’orlo del pozzo di scarico profondo circa venticinque metri pieno di una quantità troppo grande da descrivere di rifiuti americani. Il tutto animato da una serie di simpatici animaletti quali grossi ratti, marmotte lustre e pesanti (grazie ai vari pezzi di hamburger rancidi), vermi a miliardi, gabbiani a migliaia e, ogni tanto, qualche corvo. Non mancano i cani randagi che si litigano pezzi di carne pieni di mosche.
 Segue una descrizione del fiume, appena prima di salire sul ponte della ferrovia. Il Castle River, nonostante sia l’estate più secca dal ’29, è ancora ampio, poco domato dalle sole tre dighe in tutto il suo corso e ancora pulito. Dalla parte opposta a dove si trovano i protagonisti a descrivere la foresta sembra che sia in tutt’altro paese. Pini e abeti rossi sembrano azzurrini immersi nella foschia del calore pomeridiano. I binari sono ad una quindicina di metri d’altezza, sostenuti da pali di legno incatramato e travi incrociate che poggiano su blocchi di cemento piantati a tre metri di profondità che, a causa della secca, spuntano dal pelo dell’acqua. Viene evidenziato che dai binari al bordo del ponte c’è uno spazio di solo mezzo metro e quindi le probabilità di sopravvivere con un treno in corsa in parte sono nulle.
 E’ quasi il tramonto della prima sera di viaggio. Il sole, più basso, arriva attraverso l’intrico degli alberi in raggi spezzati e polverosi, colorando tutto d’oro da bigiotteria, poco lucido. I binari si stendono nella foschia scintillando…fa ancora caldo.
 La pozza d’acqua- E’ opera dei castori e delle loro precise, industriose e geniali dighe poste all’estremità destra del canale che scorre sotto le rotaie. La pozza è chiara e scintillante perché riflette la luce del sole e circondata da alberi vecchi e rosicchiati fino al bianco per circa un metro. E’ bella, sì…ma piena di sanguisughe!
 Tra le due e le tre del secondo giorno la qualità della luce cambia…sta per piovere. Dalla luce limpida e martellante si passa alla luce filtrata, quasi perlacea. Le ombre sono lunghe, grigie e indefinite a causa del sole che comincia a sparire e riapparire tra le nuvole sempre più spesse, mentre il cielo ha assunto un colore tipo rame. Vicino a dove i protagonisti sono fermi c’è una scarpata di pochi metri e sul suo fondo una macchia di sottobosco paludoso, fangoso e puzzolente e da un cespuglio spunta una mano bianchissima…
Trama: La storia narra di quattro ragazzi tredicenni, Gordie, Chris, Vern e Teddy, che, sollecitati dalle notizie della radio e del fratello di Vern (Billy), decidono di andare semplicemente a vedere il cadavere di un coetaneo scomparso. Sono tutti ragazzi con una propria vita famigliare problematica alle spalle, genitori poco comprensivi o delinquenti e fratelli che lo sono in egual modo. Tutte le storie vengono narrate nel libro. Presi zainetti e sacchi a pelo s’incamminano verso il luogo che Vern ha sentito dire dal fratello mentre l’aveva spiato che, però, è lontano diverse miglia. Dopo un paio d’ore di cammino i quattro ragazzi arrivano nei pressi della discarica comunale, il cui proprietario è uno scorbutico Milo Pressman, padrone anche del più temuto e brutto cane della zona addestrato ad attaccare gli intrusi. I protagonisti si scontrano prima con queste due figure, poi Gordie affronta il negoziante da cui va a comprare viveri per la “spedizione” che cerca di imbrogliarlo con il conto della spesa. Superati i primi ostacoli i quattro arrivano al fiume Castle River, dove le rotaie che stanno seguendo sono sostenute da un ponte di circa una quindicina di metri di altezza. Prendere la strada più rischiosa o allungare di qualche ora il cammino ma con la sicurezza di tornare tutti interi? Il gruppo decide per il ponte perché la via è più svelta, dato che non hanno molto tempo da perdere. Mentre attraversano da dietro si sente fischiare un treno merci…l’adrenalina sale nelle vene dei ragazzi: i più svelti si mettono al sicuro in poco tempo mentre Gordie e Vern rischiano di fare la fine del cadavere che stanno andando a vedere ma, fortunatamente, tutti superano quest’ennesimo ostacolo. Dopodiché Gordie, il fantasioso e creativo del gruppo, comincia a raccontare una delle storie da lui inventate distraendo i suoi compagni (la storia è “La vendetta di Culo di Lardo” e parla di un ragazzo che a causa della sua obesità viene preso in giro con questo simpatico nomignolo e, per vendetta, durante la tradizionale gara di mangiatori di torte decide di mettersi a vomitare davanti a tutti creando una catena che coinvolge tutta la platea ed i partecipanti…divertendosi un mondo!). Accampatisi nella stessa radura per la notte, consumano il cibo comprato e alcune sigarette per poi mettersi a letto. Durante la notte sentono degli strani rumori che, spaventati, i quattro amici attribuiscono al fantasma di Ray Brower, il ragazzo che stanno cercando. Durante il suo turno di guardia - l’ultimo – Gordie viene avvicinato da una daina che lo fissa e comincia a brucare l’erba in parte a lui…incantato tiene per sé soltanto questo momento, il più pulito e innocente dell’esperienza. Arrivati sul bordo di una scarpata di pochi metri, scoppia un violento temporale preannunciato dal cambiamento della luce e dell’umidità nell’aria. Scrutando sul fondo del salto notano che è una zona fangosa e paludosa con diversi cespugli, dai quali spunta…una mano bianchissima, quella del cadavere di Ray Brower. Attoniti, spaventati, ma curiosissimi si avvicinano al morto: lo osservano, lo girano e riflettono su come sia deceduto. Gordie è il primo che intuisce il tutto, grazie alla sua fantasia che lo farà diventare scrittore in futuro e di cui diverse volte si pente, nonostante sia stata la fonte di tutti i suoi guadagni. Quando meno se lo aspettano, sul luogo sopraggiungono anche i ragazzi più grandi che avevano scoperto il morto accidentalmente, insieme a tutta la compagnia, tra i quali i fratelli maggiori di Vern e Chris. Dopo parolacce, minacce e, perfino uno sparo in aria al momento giusto da parte di Chris (che ha rubato la pistola al padre alcolizzato) i ragazzotti se ne vanno promettendo botte da orbi ai ragazzini, felici di aver fatto scappare “il nemico” e di aver “tenuto” il cadavere. Ecco, questo è tutto. E così sentendosi dei veri e propri eroi tornano a casa ignari di ciò che li aspetta. I fratelli maggiori picchiano i fratellini che non avrebbero mai dovuto spiare e impicciarsi degli affari degli altri, mentre quello che ne esce peggio è il povero Gordie che viene conciato come ho descritto prima parlando dei delinquenti nella parte “Analisi dei Personaggi”, così come i futuri d’ogni singolo protagonista. L’unico che sopravvive e che Gordie incontra nuovamente da adulto è Ace Merril, uno di quelli che lo ha distrutto dopo l’incontro nella radura del cadavere: è cambiato, ingrassato, con una barba ispida. Entra in un locale dove è piuttosto conosciuto, per bere birra e ubriacarsi come ogni giorno. E’ qui che Gordon, ormai adulto, si rimette a pensare a tutto e a tutti ringraziando di esserci ancora…come Ace…come il fiume…

Analisi linguistica, riflessioni e giudizi personali: analizzando il libro letto, linguisticamente parlando, possiamo notare che il linguaggio è molto semplice, è il linguaggio di tutti i giorni di quattro adolescenti di tredici anni che hanno appena scoperto il mondo e, come tutti i ragazzi di quell’età, pensano di essere già uomini vissuti che non hanno bisogno di aiuto e che non piangono per non sembrare delle femminucce, ma al primo ostacolo che devono affrontare sbattono la testa e vedono come è il mondo veramente, imparando sbaglio dopo sbaglio a vivere. Ecco perché si evidenziano parole, discorsi e concetti di ragazzi che vogliono parlare come i grandi: macchine, donne, sesso, sigarette, parolacce e bestemmie varie, anche se in fondo hanno solo tredici anni. La prima impressione che suscita la lettura di questo capolavoro del maestro del brivido è quella di un romanzo volgare con alla base una piccola avventura da ragazzi, mentre se lo si legge attentamente (almeno secondo come la penso io) si vede rispecchiato in queste pagine il mondo dell’adolescenza con tutti i suoi pro e i suoi contro, “nudo e crudo” senza schermi inutili che coprono quella che, in fondo, la verità…ed è giusto che così sia. E’ questo che io apprezzo in un buon libro: la verità affrontata come tale, oltre al fatto che apprezzo Stephen King sia stilisticamente, sia per quanto riguarda le storie che racconta…da brivido! Non posso nascondere, quindi, che Stephen King è il mio autore preferito e ho già letto parecchi dei suoi libri, oltre ad aver visto anche parecchi dei film tratti dalle sue opere, che rendono molto bene l’idea di quello che è il libro. Sono contento di aver potuto affrontare la lettura di questo libro in ambito scolastico, perché vuol dire che il mondo della scuola si sta veramente aprendo a livelli alternativi anche per quanto riguarda la narrativa e la letteratura…era ora, ma secondo me, dobbiamo ancora fare qualcosa per potere arrivare a qualcosa di più, partendo anche dall’assegnazione di libri come questo un po’ più spesso durante un anno scolastico, senza tralasciare mai, naturalmente, i classici con i quali la scuola e l’insegnamento sono nati e cresciuti.

Esempio



  


  1. romi21t

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  2. Anonimo

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  3. Violetta

    Vorrei sapere un breve riassunto del libro di Stephen King "All'improvviso un fischio". Grazie

  4. mattia

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  5. Elisa Farris

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