Sahara di Clive Cussler

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Testo

Clive Cussler: “ Sahara “
1931 L’ aviatrice Kitty Manock, cercando di volare da Londra a Città del Capo con un piccolo aereo monoposto ( il Fairchild ), precipita nel deserto del Sahara e non viene mai più rintracciata.
1996 Su una spiaggia egiziana, la biologa Eva Rojas rischiava di essere uccisa da due sicari, ma venne salvata dall’ intervento di un giovane nei paraggi: Dirk Pitt.
Dopo pochi giorni la biologa dovette ripartire, ma Pitt già innamorato di lei, le promise che si sarebbero rincontrati. Pitt dovette continuare il suo lavoro, stava, infatti, lavorando sul fiume Nilo alla ricerca di un’ imbarcazione che si era inabissata nel 2400 a.C. circa. A quel punto una telefonata dell' ammiraglio Sandecker, lo invitò ad andare ,con il suo fidato compagno di avventure Al Giordino, su una delle navi di ricerca della NUMA per un‘ importantissima ed urgente missione: un particolare organismo sintetico stava infettando le acque degli oceani, causando un' immensa “marea rossa”. Se Pitt e Giordino non riuscivano a localizzare la fonte dell’ organismo e a distruggerlo, tutta l’ umanità si sarebbe estinta, poiché la “marea rossa” impediva la produzione dell’ ossigeno.
La “marea” proveniva dal fiume Niger, in Africa occidentale, quindi Pitt e Giordino avrebbero dovuto risalire il fiume e localizzarne la fonte.
Per risalire il fiume Niger dovevano entrare nel Mali. Questo stato era governato dal perfido generale Kazim che, per nascondere i suoi loschi traffici con Massarde, non avrebbe mai fatto entrare nel suo stato una troup di americani.
Kazim e Massarde, infatti, gestivano diversi progetti disonesti; il principale era il centro di smaltimento di Fort Foureau, dove arrivavano da tutto il mondo, rifiuti che venivano smaltiti. Questo impianto, però, era stato misteriosamente costruito sotto terra, come se ci fosse qualcosa da nascondere, mentre lo smaltimento dei rifiuti è un’ attività legale. Il secondo progetto poco corretto era Tabezza: una miniera d’ oro nel mezzo del deserto dove il generale Kazim costringeva a lavorare tutti i suoi avversari politici e i nemici di cui si voleva sbarazzare. Qui, questi, trattati in condizioni disumane, non resistevano più di qualche giorno.
Informati di tutto e dotati di un’ imbarcazione potentissima e super-tecnologica, Pitt, Giordino e Gunn partirono per la loro missione lungo il fiume Niger.
Dopo aver imboccato la foce del Niger i tre navigarono per parecchio senza incontrare ostacoli fino all’ incontro della marina del Benin; la flotta del Benin non riuscendo ad identificare l’ imbarcazione, cercò subito di affondarla, ma la Calliope ( così era stata battezzata la nave ), più veloce e potente riuscì a sfondare le loro cannoniere.
Nonostante la schiacciante vittoria, la Calliope uscì dallo scontro molto danneggiata : l’ apparato delle comunicazioni era fuori uso e i tre non poterono più sperare di cogliere di sorpresa le truppe del generale Kazim.
Poco dopo aver varcato il confine con il Mali, Pitt e gli altri riuscirono ad identificare l’ elemento che causava la “marea rossa”, ma non riuscirono ad identificarne la fonte.
Il problema che i tre dovettero affrontare, dopo aver identificata la sostanza letale ,era quello di come trasmettere le informazioni a Sandecker, poiché la strumentazione era andata distrutta.
Per portare in salvo le preziose informazioni, Gunn dovette buttarsi dalla Calliope e raggiungere a nuoto la riva da dove si sarebbe diretto all’ aeroporto e avrebbe trovato un “passaggio” per andare all’ estero.
Pitt e Giordino, invece, poco prima dello scontro con l’ esercito maliano si tuffarono, fecero saltare in aria l’ imbarcazione e salirono a bordo di un lussuoso house-boat, da dove poterono comunicare all’ ammiraglio la loro situazione e la posizione di Gunn.
L’ house-boat, sfortunatamente, era di proprietà di Massarde che li imprigionò, pensando di consegnarli nelle mani di Kazim.
Pitt e Giordino, però, riuscirono a liberarsi dalle manette e a fuggire con uno degli elicotteri di Massarde.
I due si diressero di nuovo verso nord dove il generale Kazim non si aspettava andassero e qui avrebbero cercato la sostanza tossica che contaminava il Niger e le acque di tutti gli oceani.
Seguendo le tracce della sostanza tossica i due arrivarono al centro di smaltimento di Fort Foureau e cercarono di entrarvi furtivamente, nascondendosi in uno dei treni che portava rifiuti da smaltire.
Pitt e Giordino riuscirono ad entrare fino a scoprire il segreto di Fort Foureau: Massarde faceva arrivare molti rifiuti in più di quelli che poteva smaltire.
Così smaltiva alcuni rifiuti ed i restanti li teneva in una super-discarica; inoltre faceva arrivare da ogni parte del mondo scorie nucleari che venivano sotterrate a loro volta.
I due, vennero catturati da Massarde che li aveva visti attraverso una delle telecamere nascoste e vennero immediatamente inviati a Tabezza da dove non sarebbero più dovuti uscire.
A Tabezza, Pitt e Giordino trovarono alcune loro vecchie conoscenze: la biologa Eva Rojas e tutta la sua troup.
Essi erano entrati nel Mali per fare delle ricerche su una sostanza tossica che da diversi anni stava uccidendo tutte le popolazioni del deserto, Kazim aveva dirottato il loro aereo e li aveva portati a Tabezza prima che potessero scoprire qualcosa.
Nella miniera erano trattati disumanamente e non esisteva rispetto neanche per le donne ed i bambini.
Disgustati ed inferociti dalla crudeltà di Massarde e del generale Kazim, Pitt e Giordino decisero di fuggire per denunciare le crudeltà di quel posto e per incriminare i colpevoli di quelle ingiustizie.
Con i pochi materiali che i prigionieri erano riuscita a procurarsi ( un candelotto di dinamite, una cartina del posto e 2 litri di acqua ) salirono in superficie, rubarono un camion e cominciarono ad attraversare il deserto, nella speranza di riuscire a raggiungere il confine.
Il viaggio fu molto straziante, finirono la riserva d’ acqua quando mancavano più di 200 chilometri dal confine, ma non si scoraggiarono pensando che da loro dipendeva la vita di decine di persone.
Fortunatamente, quando erano all’ estremo delle forze, trovarono un relitto di un aeroplano e dal diario di bordo capirono che doveva essere l’ aereo di Kitty Manock, un’ aviatrice precipitata nel 1930 nel tentativo di volare da Londra a Città del Capo. Con il relitto del suo aereo, Pitt e Giordino poterono costruire un mezzo di trasporto a quattro ruote, spinto da una vela che li portò fino al confine.
Giordino era svenuto, ma dopo aver bevuto una decina di litri d’ acqua si riprese ed insieme a Pitt poté chiedere un passaggio fino alla città più vicina.
Qui si recarono all’ ambasciata americana, da dove comunicarono la situazione all’ ammiraglio Sandecker. Pitt e Giordino, inoltre, chiesero l’ intervento di un gruppo di soldati per poter salvare le persone rinchiuse a Tabezza.
Il capitano della truppa mandata dall’ america era capitanata dal sergente Levant.
Il gruppo avrebbe dovuto: atterrare con l’ aereo, scendere nella miniera, prendere i prigionieri, portarli in superficie e ripartire. Tutto questo doveva avvenire in pochi minuti in modo che Kazim non potesse essere avvertito tramite radio e perciò non avrebbe mandato i suoi caccia di pattuglia.
Qualcosa però andò storto e il loro aereo venne distrutto simultaneamente a quello maliano. Il gruppo ormai era in trappola, la loro unica speranza era di un intervento americano dall’ esterno.
Così, mentre Pitt ed il piccolo esercito capitanato da Levant si preparavano a ricevere le truppe di Kazim, rifugiati in un vecchio fortino vicino a Fort Foureau, Giordino andò al confine a chiedere un ulteriore intervento.
Poco dopo la partenza di Giordino, Kazim cominciò ad insospettirsi non vedendo ritornare il suo caccia, così si recò sul posto e dopo diverse ore di ricerche dei fuggitivi intuì che essi potevano essere rinchiusi nel vecchio fortino, perciò fece arrivare diverse truppe con carri armati e caccia.
Con le armi che possedevano e con un po’ di fortuna Pitt e gli altri riuscirono a mettere fuori combattimento i caccia e i cingolati.
Intanto Giordino era arrivato al confine e stava conducendo le truppe americane sul posto.
Pitt e il sergente Levant stavano per cedere sotto gli attacchi di migliaia di uomini che il generale Kazim gli aveva mandato contro.
Fortunatamente proprio quando Pitt e gli altri si stavano arrendendo, sentirono il rumore del treno con cui Giordino aveva portato gli altri americani, in modo da sfuggire ai caccia di pattuglia lungo il confine.
Così Kazim e tutti i capi dello stato maliano vennero uccisi, i soldati catturati e i prigionieri di Tabezza portati in salvo.
Pitt fu costretto a lasciare momentaneamente Eva per terminare la missione. Egli, infatti, andò a Tabezza dove si trovava Massarde, si fece consegnare tutte le sue ricchezze e i guadagni dei suoi loschi traffici e fece in modo che non potesse più nuocere a nessuno.
Qualche mese dopo. Pitt andò a trovare Eva a Monterey, nella sua casa, e partì con lei per un lungo viaggio nel Messico dove sperava di trovare un frosso tesoro.
L’ aereo di Kitty Manock venne riportato in Australia, sua nazionalità d’ origine, dove, dopo la risoluzione del mistero che era legato alla sua misteriosa scomparsa, l’ aviatrice divenne un’ eroina.
Yves Massarde morì pazzo in un manicomio francese.
Analisi dei Personaggi
Dirk Pitt: è un archeologo appartenente alla Numa ( ente nazionale attività marine e subacquee ), in Egitto per effettuare un’ esplorazione archeologica del fiume Nilo con l’ amico Giordino. E’ un tipo molto avventuriero, infatti, predilige di molto la vita attiva alla burocrazia, e non fa mai la parte del suo lavoro in cu dovrebbe stare seduto dietro ad una scrivania. E’ molto simpatico e scherza addirittura anche quando è a faccia-faccia con la morte. Non si dà mai per vinto e anche nelle situazioni più critiche mantiene il sangue freddo e ha sempre la soluzione migliore.
Al Giordino: fa, anche lui, parte della Numa ed è sempre in coppia con Pitt. Essi erano insieme, infatti, dalle medie superiori.
Giordino era basso, bruno, aveva due occhi color noce e una capigliatura disordinata di riccioli neri. E’ straordinariamente svelto per essere così muscoloso e sa battersi come una tigre; tuttavia è costretto a soffrire le pene dell’ inferno quando deve chiacchierare con le donne.
Ammiraglio Sandecker: è un’ ammiraglio della Numa che ha convinto Pitt e Giordino a lavorare per il suo ente. Commissiona ogni volta nuove missioni a Pitt, che è costretto ad avventurarsi in pericolose situazioni.
Eva Rojas: è una biologa che faceva parte delle persone mandate in Egitto per studiare la malattia che, da diverso tempo, uccideva le popolazioni del deserto.
Viene salvata da Pitt, che le evita un poco piacevole incontro con sicari di Kazim.
S’innamora di Pitt ed i due alla fine della vicenda si rincontrano e partono per il Messico.
Zateb Kazim: è il capo militare del Mali. Un crudele, senza scrupoli, che non esiterebbe ad uccidere migliaia di innocenti per arricchirsi personalmente. Con l’ aiuto di Massarde, gestisce Fort Foureau e Tabezza: in cui fa lavorare centinaia di persone, sfruttandole, ma grazie alle quali guadagna e si arricchisce.
Muore nello scontro finale con l’ esercito americano, fucilato da un semplice soldato che, non conoscendolo, lo uccide senza sapere che egli era il responsabile di tutta quella catastrofe.
Yves Massarde: è un potentissimo uomo d’ affari francese. Grazie ai suoi soldi e alla corruzione non ha ostacoli. Facendo diversi doni a Kazim, riesce anche a manipolare, per quanto riguarda i suoi affari, l’ intero stato maliano.
Oltre all’ operazione nel Mali, ha altri numerosi affari sparsi per il mondo.
Al termine della vicenda è costretto ad abbandonare tutte le sue ricchezze, guadagnate illegalmente, e a risarcire tutti coloro che sono stati danneggiati dalla sua avidità. Muore pazzo in un manicomio francese a causa di una bevanda avvelenata che gli era stata data da Pitt.

Analisi dei Luoghi
Il deserto del Sahara: qui si svolge gran parte della vicenda. E’ un luogo molto caldo dove la sopravvivenza è quasi impossibile in mancanza d’ acqua. Pitt, però, riesce ad attraversarlo con solo pochi litri d’ acqua, costruendosi una strana imbarcazione a vela che gli permise di salvarsi raggiungendo la pista prima della disidratazione.
Il Sahara ( da cui ha anche preso nome il romanzo) è il deserto più grande del mondo e ne fanno parte diversi stati: Mali, Egitto, Algeria, Libia, Nigeria.
Fort Foureau: è un impianto di smaltimento per i rifiuti tossici prodotti in tutto il mondo. E’ gestito dal crudele Massarde che vi fa arrivare anche scorie radioattive, illegalmente.
Il luogo è costruito sotto terra, per nascondere agli aeri e ai satelliti il piano criminale di Massarde, ma scendendo sotto il livello delle falde, inquina le acque. Queste attraverso un fiume sotterraneo giungono nel Niger, che gettandosi nell’ oceano inquinano irreparabilmente e fanno morire la fauna acquatica.
Tabezza: è una miniera d’ oro dove il generale Kazim manda i suoi avversari politici e tutti i suoi nemici che vuole eliminare. In questo luogo, dopo pochi giorni di lavori pesantissimi e di sfruttamenti, gli “schiavi” cedono e vengono lasciati morire.
Sede della NUMA: è in America. Da qui vengono fatte tutte le ricerche e vengono impartiti tutti gli ordini a Pitt e a Giordino. E’ presieduta dall’ ammiraglio Sandecker, che comanda tutte le operazioni e le missioni pericolose.
Analisi Temporale
Il romanzo, complessivamente, è in ordine cronologico. C’ è un’ antefatto prima dell’ inizio della storia vera e propria; nel 1931.
Il romanzo è ambientato nel 1996 ed ha la durata di qualche settimana.

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