Il nome della rosa

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Testo

SCHEDA DEL LIBRO: “Il nome della rosa” di Umberto Eco

LETTURA STRUTTURALE

1) Coordinate spaziali e temporali:

a) Dove è ambientato il racconto?

La vicenda si svolge quasi completamente in un’abbazia benedettina che era situata in un’area “imprecisa tra Pomposa e Conques con ragionevoli probabilità che il luogo sorgesse lungo il dorsale Appenninico tra Piemonte, Liguria e Francia”. Il luogo non possiede comunque un’importanza rilevante ai fini della storia.

b) Quando si svolge?

La storia è ambientata nell’ultima settimana del Novembre 1327 e la sua narrazione è scandita dai vari “periodi corrispondenti alle ore liturgiche”.

c) Tempo e luogo sono espliciti o debbono essere dedotti dal lettore?

Il tempo e il luogo in cui si svolge l’azione sono espliciti, anche se per quanto riguarda il luogo le indicazioni non sono molto precise.

d) Ci sono molte descrizioni dell’ambiente? Quali sono le più significative?

Tutti gli ambienti sono sempre descritti in modo molto particolareggiato.
La prima delle descrizioni dove l’autore pone una maggiore attenzione è quella del portale istoriato della chiesa le cui immagini lo portano a provare una sensazione di grande sbigottimento e paura.
Altra descrizione alquanto significativa è quella dello scriptorium, dal quale l’autore rimane profondamente colpito per la sua grandezza ed il suo splendore.
Quella della biblioteca è infine una descrizione nella quale viene esaltato l’ingegno dei costruttori per aver creato un eccezionale labirinto dal quale il narratore è molto incuriosito. Per comprenderne meglio la struttura riproduce anche una planimetria.

2) Personaggi:

a) Costruisci il sistema dei personaggi secondo le seguenti indicazioni:
protagonista/i, antagonista/i, aiutante/i, oggetto del desiderio.

Protagonista: Guglielmo da Baskerville
Antagonista: Jorge da Burgos
Aiutante: Adso da Melk
Oggetto del desiderio: La scoperta del mistero che si cela dietro alle morti dei monaci dell’abbazia e, legato a questa, un volume che raccoglie insieme ad altri testi il secondo libro della poesia di Aristotele.

b) I personaggi vengono presentati direttamente (tramite descrizioni fatte dal narratore) o indirettamente (tramite il loro comportamento) o per mezzo di una combinazione tra le succitate tecniche?

I personaggi vengono presentati per mezzo di una combinazione delle tecniche narrative: l’autore offre una descrizione fisiognomica precisa e minuta, seppur generalmente esposta con tratti essenziali, ma lascia alle loro azioni e al loro comportamento il delinearsi della loro personalità.

c) Descrivi i personaggi secondo i seguenti fasci di caratterizzazione (ove sono presenti) fisiognomica, sociale, culturale, psicologica, religiosa, simbolica.

Guglielmo da Baskerville

Guglielmo è un frate francescano originario delle Isole Britanniche, molto magro, di notevole statura, occhi acuti e penetranti, sopracciglia folte e bionde, naso affilato e faccia lentigginosa, molto agile nei movimenti nonostante l’età che si aggira attorno ai cinquant’anni.
Possiede una grande cultura, ha una conoscenza generale di ogni disciplina, un sapere enciclopedico, proprio degli intellettuali di quel periodo, che gli permette di affrontare ogni situazione con la giusta sagacia e prontezza nell’agire.
È molto curioso, avido di sapere ed affascinato dal progresso tecnologico che è convinto sia un notevole aiuto per i limiti umani. È anche molto testardo e, come spesso gli rimproverano lo stesso Adso e altri personaggi, troppo sicuro di sé e della sua superiorità culturale.
Nutre una grande passione per tutto ciò che fa, è molto legato alla sua patria di cui è fiero di esserne figlio e si dimostra molto dolce e premuroso, il rapporto instaurato col giovane Adso infatti è molto simile a quello che lega un padre al figlio.
Dopo aver abbandonato il mestiere di inquisitore, ritenuto da lui immorale e non adatto alla sua personalità, gli viene affidata dall’imperatore la difficile missione di riconciliare le diverse fazioni della Chiesa, in un periodo in cui dilagano i movimenti ereticali.
Guglielmo nella narrazione simboleggia la razionalità e il desiderio di conoscere la verità.

Adso da Melk

Adso è un giovane novizio benedettino, che trae origine da una nobile famiglia tedesca, la cui istruzione è stata affidata a frate Guglielmo da Baskerville.
Egli segue il suo maestro in ogni impresa con immenso entusiasmo. Nutre infatti per lui una grande ammirazione, lo considera suo modello e punto di riferimento e per questo cerca di apprendere da lui quanto più è possibile. A causa della sua giovane età e inesperienza dimostra spesso una certa ingenuità, come quando cede alla passione con una giovane contadina che incontra nell’abbazia, fatto che lo sconvolge e che non riuscirà mai a dimenticare. Egli ricorda i sette giorni nell’abbazia terribili ma indispensabili per la sua crescita spirituale ed intellettuale.
Adso simboleggia l’innocenza e i timori dell’adolescenza.

Jorge da Burgos

Jorge è un monaco dell’abbazia di origine spagnola, dagli occhi bianchi poiché cieco da molti anni, dalla voce maestosa e dalle membra possenti anche se il suo corpo è ormai anchilosato dall’età. La sua è una figura di notevole importanza nell’abbazia: è il più anziano, è il confessore di tutti i monaci, è colui che spesso tiene i sermoni durante le celebrazioni eucaristiche ed è in realtà il vero responsabile della biblioteca. Il bibliotecario infatti risulta sottomesso alla volontà di Jorge non avendo una cultura adeguata alla sua complessa occupazione.
È un uomo molto cupo che ritiene il mondo caduto in decadenza e giunto ormai vicino alla venuta dell’Anticristo.
Disprezza il riso (participio passato del verbo ridere) che ritiene una grande offesa nei confronti del Creatore verso il quale gli uomini devono nutrire timore. È proprio per questo che egli nasconde un libro scritto dal grande filosofo Aristotele in cui l’ilarità è apprezzata e giustificata.
Egli è convinto che la verità si trovi esclusivamente nella Parola di Dio (la Sacra Bibbia) e che i filosofi non abbiano fatto altro che distruggere “una parte della sapienza che la cristianità aveva accumulato lungo i secoli” è dunque per questo che ritiene giusto tenere nascosto un libro la cui sostanza è, ai suoi occhi, profana.
Jorge simboleggia la staticità medievale che rifiuta ogni forma di curiosità per ciò che è al di là del conosciuto.

d) I personaggi sono statici o dinamici?

I personaggi sono statici, fa eccezione Adso in quanto, al termine di questa esperienza, si sente una persona diversa maturata nell’animo e nell’intelletto.

3) Il narratore e il narratario:

a) Il narratore è interno o esterno alla storia?

Il narratore è interno alla storia ed è omodiegetico in quanto è uno dei personaggi: Adso da Melk.

b) C’e un solo narratore?

La storia è raccontata da un solo narratore.

c) Il narratario è interno o esterno alla storia?

Il narratario è esterno alla storia, proprio nel prologo il narratore afferma di voler lasciare il suo scritto a “coloro che verranno”.

d) Il narratore è onnisciente?

Il narratore conosce i fatti della vicenda, per molti di essi non ne ha conoscenza diretta ma dedotta dall’attività investigativa di Guglielmo e confermata dagli eventi.
Non conosce la verità assoluta relativa ai pensieri e ai motivi che hanno spinto i personaggi a compiere determinate azioni, ma suggerisce al lettore la proprie conclusioni.

e) Il narratore conosce (fatti, pensieri, sentimenti) quanto gli altri personaggi? Meno degli altri personaggi? Più degli altri personaggi?

Nell’avvicendarsi dei fatti si intuisce l’esistenza di un personaggio che, più di ogni altro e anche più del narratore, è a conoscenza di tutti gli eventi. Solo al termine della vicenda emerge che questa figura coincide con Jorge; le sue rivelazioni finali confermano peraltro pienamente le deduzioni di Guglielmo.

f)Quale delle seguenti tecniche narrative sono state utilizzate? Discorso raccontato, discorso indiretto, discorso indiretto libero, discorso diretto, soliloqui, monologo. Quali sono prevalenti?

La tecnica narrativa prevalentemente utilizzata è quella del discorso diretto in quanto il romanzo è ricchissimo di dialoghi. È anche utilizzato il discorso indiretto che permette al narratore di riassumere alcune situazioni.

4) Catena cronologica:

a) Gli avvenimenti sono narrati nell’ordine della fabula?

Considerando che il romanzo si presenta come un flash back si può affermare che gli avvenimenti narrati sono nell’ordine della fabula.

b) Ci sono flash back e anticipazioni?

La narrazione si presenta come un grande flash back, poiché infatti è il ricordo di un’esperienza vissuta da Adso durante la sua gioventù. All’interno di questa vi sono poi altri flash back, utilizzati dai personaggi per raccontare la loro storia o altri avvenimenti precedentemente accaduti. Sono presenti anche alcune anticipazioni.

c) Considerati l’inizio e la fine della narrazione qual è il punto culminante?

Il punto culminante della narrazione è sicuramente la scoperta, da parte di Guglielmo e il suo compagno Adso, del modo che consente di accedere nel Finis Africae e che porta quindi alla risoluzione del mistero celato nell’abbazia.

d) Dividi il racconto secondo il seguente schema: situazione iniziale, evento complicante, sviluppo dell’azione, conclusione.

Situazione iniziale:
Guglielmo giunge col suo aiutante Adso all’abbazia mandato dall’imperatore per svolgere la funzione di mediatore tra una delegazione papale e una francescana. Qui Abbone, l’abate dell’abbazia, chiede a Guglielmo di indagare sulla misteriosa morte di un giovane monaco di nome Adelmo.

Evento complicante:
Altri monaci perdono la vita per cause sconosciute e tra i benedettini si afferma l’idea che il “maligno” si sia insidiato nel monastero.
L’inquisitore Bernardo Gui, che era arrivato all’abbazia assieme alla delegazione papale, venuto a conoscenza dei fatti accaduti e avendo preso parte al ritrovamento del cadavere di un altro monaco, trova il colpevole nel cellario Remigio da Varagine che in passato aveva seguito gli insegnamenti considerati eretici di fra Dolcino. Remigio viene giudicato attraverso un sommario processo dall’inquisitore e gli vengono attribuiti tutti i crimini commessi, compreso quello di eresia.
Il mistero sembra quindi essere risolto e l’abate solleva Guglielmo dall’incarico affidatogli.

Sviluppo dell’azione:
Guglielmo indaga sulle misteriose morti interrogando molti personaggi dell’abbazia ed accede clandestinamente, poiché gli era stato vietato, alla biblioteca, luogo dove ritiene che si trovi la chiave del mistero.
Successivamente, dopo essere stato sollevato dall’incarico, convinto dell’ingiusta sentenza inflitta dall’inquisitore, prosegue segretamente le sue indagini fino alla scoperta della verità.

Conclusione:
Guglielmo e Adso riescono finalmente a penetrare in una sezione segreta della biblioteca dove incontrano Jorge. Egli vorrebbe provocare la morte ai suoi visitatori per mezzo dell’artificio del libro avvelenato, utilizzato anche per gli altri monaci. Guglielmo, che aveva ormai compreso gran parte della verità, sfugge all’insidia e parlando col vecchio svela pienamente l’arcano. A questo punto Jorge decide di distruggere il libro mangiandone le pagine, ma poiché Adso e Guglielmo tentano di fermarlo dà vita ad un incendio che si propaga per tutta l’abbazia distruggendola completamente.

e) Il tempo della storia e il tempo del racconto coincidono? Ci sono ellissi? Pause? Sommari? Scene?

Il tempo della storia e il tempo del racconto in generale coincidono. Sono spesso presenti delle pause in cui il narratore spiega alcuni concetti che potrebbero risultare poco chiari al lettore.

5) Stile:

a) Quale variante di linguaggio è usata? (formale, informale, parlato familiare o dialettale o standard, gergale, sperimentale, aulico, denotativo, lirico, ecc.)

La variante di linguaggio maggiormente utilizzata è quella formale. Per i discorsi dei personaggi viene però utilizzato un linguaggio che si confà loro per la classe sociale a cui appartengono e per la funzione che ricoprono. Si passa quindi da un linguaggio rozzo e quasi selvaggio del monaco Salvatore a quello colto dell’abate.

b) Il suono è importante nella scelta delle parole (allitterazioni, anastrofi, ripetizioni, ecc.)?

Il suono è piuttosto importante nella scelta delle parole per far comprendere meglio al lettore l’atmosfera prodotta dai luoghi in cui l’azione si svolge.

c) Quale tipo di lessico è usato (neologismi, arcaismi, parole insolite, abbondante aggettivazione, parole o espressione-chiave ricorrenti, ecc.)?

All’interno del testo sono ricorrenti citazioni in lingua latina, sono presenti molti arcaismi e alcune parole insolite. Le descrizioni sono arricchite da abbondanti aggettivazioni. Sono ricorrenti nel testo alcune parole-chiave che stimolano l’attenzione del lettore su determinati luoghi o cose, ad esempio la parola biblioteca.

d) È usato il linguaggio figurato (similitudini, metafore, metonimie)?

Non è usato il linguaggio figurato.

e) Qual è il tono predominante (ironico, sarcastico, drammatico, lirico, comico, poetico, parodico, fantastico?)

Il tono predominante è quello drammatico anche se in alcuni dialoghi diventa finemente umoristico con spesso un duplice effetto allusivo.

LETTURA SOCIOLOGICA:

1) Il tema o i temi:

a) Qual è il tema centrale?

Il tema centrale dell’opera è la necessità, propria del Medioevo, di celare delle realtà che avrebbero turbato il perfetto e immutabile ordine del Creato voluto da Dio.

b) Ci sono temi minori?

Uno dei temi minori affrontato dal romanzo è quello relativo alle eresie. Queste furono combattute nel Medioevo più che in ogni altro tempo per mezzo dell’Inquisizione che condannava qualsiasi espressione di contestazione del costume religioso e dei valori etici dominanti. Il dibattito su questi ultimi è ripreso anche dal tentativo di conciliazione tra ordini religiosi, a cui si assiste nella vicenda e che ha per argomento principale la povertà della Chiesa.

b) Sono dichiarati esplicitamente dall’autore (in altri scritti esplicativi) o dai personaggi della storia?

I temi non sono dichiarati esplicitamente dall’autore o dai personaggi ma possono essere dedotti da fatti e conversazioni che avvengono nella storia.

d) Quando è stata scritta l’opera?

L’opera è stata scritta tra il 1978 e il 1980

e) Per chi è stata scritta? (intenzioni dell’autore)

L’opera non è rivolta ad un determinato pubblico, ma è aperta a chiunque poiché le si possono attribuire più chiavi di lettura.

f) Per quale scopo?

Lo stesso autore dichiara in un suo commento d’appendice al romanzo che la storia è stata scritta senza un obiettivo prefissato. Ha voluto semplicemente “raccontare il Medio Evo per mezzo di un cronista dell’epoca” per il piacere dello scrivere.

e) Come fu accolta dai lettori di quel tempo?

L’opera ha avuto successo internazionale e da questa è stato tratto anche un film.
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Mauceri Matteo - classe IIIB - a.s. 2000/2001 pagina 1 di 3

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