Pirandello: "il fu Mattia Pascal"

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

Voto:

2 (2)
Download:269
Data:29.01.2001
Numero di pagine:38
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
pirandello-fu-mattia-pascal_2.zip (Dimensione: 16.74 Kb)
trucheck.it_pirandello:-il-fu-mattia-pascal-.doc     54.5 Kb
readme.txt     59 Bytes


Testo

CAPPELLINI ALESSIO 5A AK
RELAZIONE DI ITALIANO
IL FU MATTIA PASCAL
Autore: Luigi Pirandello
Anno di pubblicazione:1904
Riassunto dell’opera:
L’intera vicenda ruota attorno al personaggio di Mattia Pascal,protagonista e narratore della storia.
Suo padre viaggiava e seppe arricchirsi giocando a carte con un capitano inglese di Liverpool.
Con la grande fortuna accumulata riuscì a comprare case,vigne e campi nel suo pasino ligure, Miragno. Purtroppo,a causa di una malattia,morì durante l’ennesimo viaggio,lasciando la moglie ed i suoi due figli,Mattia e Roberto,soli.L’amministrazione della grande ricchezza dei Pascal fu affidata dall’ingenua donna al Malagna,amico del marito.Purtroppo si rivela una scelta sbagliatissima:tale amministratore pensa solo al proprio interesse e col passare degli anni tutti gli averi e le proprietà dei Pascal finiscono in mano sua,complice la cecità della madre di Mattia.
Nonostante il lento declino della famiglia Mattia e Roberto crescono spensierati,liberi da ogni pensiero morale,religioso e scolastico.La loro educazione era stata affidata a Pinzone,un insegnante di poco conto che volentieri si lasciva coinvolgere dai due ragazzi e preferiva spassarsela e divertirsi con i suoi due “allievi” piuttosto che insegnar loro qualcosa di concreto.
Gli anni passano e Mattia cresce,maturando un carattere impulsivo,allegro e spensierato.
L’odiato Malagna non riesce ad avere figli dalla prima moglie malata e per questa situazione soffre moltissimo.Dopo la morte della consorte decide di mettere le mani sulla bella Oliva. Così facendo rovina la storia d’amore di Mattia con quella ragazza. Malagna si risposa ma il figlio che Oliva mette alla luce non è suo:è di Mattia.Decide di crescerlo ugualmente come se fosse stato suo,visto il suo grande desiderio di diventare padre ora realizzabile.
Da Malagna intanto si trasferiscono la vedova Pescatore e la bella figlia Romilda.La ragazza piace moltissimo a Pomino,amico di Mattia.Il giovane Pascal inizia a frequentarla per conto dell’amico ed involontariamente tra i due nasce un amore. Mattia è costretto a sposarsi,nonostante il parere contrario della vedova Pescatore ed una rovina finanziaria ormai troppo evidente.
Da questo momento la vita di Mattia diventa un inferno ed il ragazzo sembra perseguitato dalla sfortuna e dalle disgrazie.Si trasferisce in una casa umile perché ormai è senza ricchezze,la moglie non sembra più amarlo,perde la sua bellezza originaria ed i due figli che ella mette alla luce muoiono uno dopo l’altro,a causa della loro gracilità e mancanza di salute.In più la suocera lo odia moltissimo per il suo carattere e la sua povertà e con il suo carattere violento e bisbetico rovina la tranquillità della casa.La mamma di Mattia è vittima di questa donna e di lì a poco muore.Solo la zia Scolastica riesce a contrastare il suo caratteraccio.Per vivere Pascal è costretto a cercarsi per la prima volta in vita sua un lavoro ed ottiene il posto di bibliotecario,lavoro alquanto inutile in un paese di analfabeti senza il minimo interesse per la cultura.
Il lavoro troppo noioso,limitato alla caccia ai topi ed alla lettura per ingannare il tempo,l’inferno in casa e la morte quasi contemporanea dei due figli e della adorata madre mandano in crisi Mattia.
All’insaputa di tutti parte da solo per Montecarlo,attirato dal gioco d’azzardo.La fortuna,incredibile ma vero,stavolta è dalla sua parte ed in una decina di giorni,tra conoscenze singolari e molte puntate fortunate riesce a moltiplicare la misera cifra iniziale fino alla bellezza di 82.000 lire,una fortuna per quell’epoca e forse la fine di molti suoi problemi.
Ma il destino non ha ancora finito di giocare con Mattia e sta per presentargli una nuova e favorevole sorpresa.Mentre pensa a come utilizzare al meglio i soldi vinti al casinò,cercando magari di pagare qualche debito e riscattando così qualcuna delle vecchie proprietà perdute,legge distrattamente su un giornale una notizia sconvolgente,la notizia della propria morte.
Secondo quel giornale Mattia Pascal si è suicidato vicino al molino alla Stia,una sua vecchia proprietà,a causa di dissesti finanziari e lutti familiari.Moglie e suocera lo hanno riconosciuto nel cadavere ritrovato nel fiume ed in via di decomposizione. E’ chiaro che lo sventurato suicida non può essere Mattia,in realtà la sua lunga lontananza senza alcun preavviso,una vaga somiglianza ed una nascosta speranza di vedere quell’odiato marito morto per davvero avranno spinto le due donne a riconoscere Mattia in un corpo estraneo.
Mattia,dopo la lettura di quella incredibile notizia,di quell’errore fortuito,vede apparire davanti a sé una nuova vita,fatta di libertà e la rottura di ogni legame con il passato.Mattia Pascal è ufficialmente creduto morto e solo lui sa che non è vero. Potrà vivere senza problemi e responsabilità come da giovane,anche grazie alla nuova ricchezza da non dividere con nessun creditore.Nella nuova vita inoltre non dovrà commettere gli errori fatti nella precedente e perciò da adesso in poi basta con i legami,fonte di problemi e responsabilità.Dopo vari accertamenti per essere completamente sicuro di quella svista incredibile,quasi impossibile,Mattia decide di diventare un altro e di non essere più Mattia Pascal,ormai morto assieme ai suoi problemi.
E’ necessario cambiare aspetto:via la fede e la folta barba appartenuta a Mattia,farsi crescere molto i capelli e usare occhiali colorati,necessari per nascondere l’occhio sbircio,caratteristica avuta fin dalla nascita. Mattia è morto,bisogna cambiare nome ed ancora una volta è il destino a suggerirgli come comportarsi:un dialogo tra due signori gli mette in testa il nome di Adriano Meis.Per evitare futuri problemi viene inventato anche un credibile passato,fatto di lutti e viaggi che gli avrebbe impedito di conoscere la sua famiglia,a parte un amabile nonnino che l’ha cresciuto ed educato.Da adesso in poi la vita di Mattia-Adriano è un continuo viaggiare per l’Italia e per la Germania,su un piroscafo,visitando le città più belle e famose,il tutto nella più completa solitudine e libertà.Ma una vita del genere,senza affetti,amicizie e legami stanca presto:Adriano si accorge che la sua libertà è solo il frutto di un errore,che l’ha reso un uomo sconosciuto ad tutti e dalla legge,inventato, misterioso,impossibilitato a qualsiasi operazione dove sia necessario dare le proprie generalità (non potrà quindi mai avere una proprietà e nemmeno una casa propria),geloso del proprio segreto.
Non potrà mai confidarsi con nessuno ed è condannato a vivere da forestiero.
A Milano inizia a riflettere seriamente sulla propria condizione di vita ed a scoprire a poco a poco tutti gli svantaggi non calcolati.Perfino l’acquisto di un cagnolino per la propria compagnia lo metterebbe in contraddizione:finirebbe con il legarsi a qualcosa e ciò non era assolutamente nei suoi progetti iniziali.Il dialogo con un uomo conosciuto in un locale lo porta a considerazioni sugli ideali intoccabili della vita,sull’importanza della famiglia e delle amicizie come sostegno e come morale.
Adriano decide quindi di cambiare,di trasferirsi nella bella Roma dove sistemarsi,magari in una camera affittata da qualche famiglia disponibile. Così Adriano entra in casa Paleari,dove conosce il singolare e buffo Anselmo padrone di casa,la nipote Adriana e la signorina Caporale.Grazie a questi personaggi Adriano potrà riflettere sulla sua condizione e cambiare ancora una volta.La riservatezza ed il carattere schivo di Adriano a poco a poco,col passare dei mesi,vanno sempre scomparendo:
Adriano la sera ama discutere con Adriana e la Caporale e scopre con sorpresa di essere amato da quest’ultima.Riscopre gli affetti,la soddisfazione di piacere e di essere importante per qualcuno:
dentro di lui trova una nuova serenità e torna alla ricerca di legami forti.Adesso è capace di innamorarsi di nuovo e lo fa di Adriana (Adriano ed Adriana,segno del destino?).Questo nuovo amore è diverso da tutti i precedenti ed è sicuramente più puro,fatto di sguardi e di intese,visto il carattere timido della ragazza.
L’equilibrio in casa Paleari viene interrotto dall’inaspettato ritorno di Terenzio Papiani,il cognato di Adriana,marito della sua defunta sorella.E’ un tipo losco che vuole sposarsi con la giovane ragazza per non dover restituire la dote ad Anselmo.Ma la ragazza è amata da Adriano che non può sopportare tale ingiustizia. Così decide di ostacolare Terenzio,che si rivela sempre più falso e spregevole.Intanto Adriano decide di migliorare il suo aspetto estetico e contemporaneamente eliminare l’ultima traccia in lui di Mattia Pascal:il difetto dell’occhio,sottoponendosi ad una sicura operazione. L’esito è positivo ma Mattia deve stare quaranta giorni a riposo nell’oscurità della sua stanza.Tutti gli abitanti della casa cercano di fargli compagnia in modi più o meno apprezzati.Viene addirittura organizzata una seduta spiritica da Terenzio,ma ha solo lo scopo di prendere in giro Anselmo (l’unico partecipante che amava le teorie sul post-morte) e distrarre Adriano mentre un complice gli ruba 12.000 lire.Ma il protagonista è con le spalle al muro ed entra in una nuova crisi:non può assolutamente denunciare il furto come tanto desidera Adriana,altrimenti la polizia avrebbe indagato anche sul suo conto e scoperto che è un uomo inventato,senza passato.
Non può nemmeno amare la ragazza,accorgendosi solo adesso di nuovi e tremendi svantaggi che la sua condizione “idillica” gli impongono.In fondo lui è sempre un uomo sposato e non può né risposarsi,perché non può utilizzare il nome di Adriano Melis,né chiedere alla ragazza amata,tanto semplice ed onesta,un compromesso,un amore senza matrimonio,magari dicendole la verità sul proprio conto.E’ un morto che deve sempre morire ed è destinato a farlo in solitudine,senza ideali.Solo adesso si accorge di non essersi mai interessato alla religione.Inoltre in lui nasce anche un rimorso,un pensiero per il povero disgraziato suicidatosi alla Stia e scambiato per Pascal.
Adriano finisce col rinunciare a denunciare Terenzio e così facendo offende Adriana,che a sua insaputa aveva detto tutto in casa ed adesso viene smentita ingiustamente.Decide anche di far soffrire la ragazza con la gelosia per poterla allontanare da sé:in questo modo non lo amerà più e risolverà,forse in maniera triste e sbagliata,il suo problema. L’occasione per ingelosire Adriana è data da una visita in casa di una importante famiglia spagnola coinvolta in politica da sempre.
Qui Adriano rincontra la bellissima Pepita ed il suo ragazzo,pittore,Bernaldez (già conosciuti durante la seduta spiritica - rapina).Approfittando di un piccolo litigio tra i due,inizia a fare la corte alla bella ragazza ed ad offendere il pittore spagnolo.La lite tra i due uomini può solo risolversi con un duello mortale ed ancora una volta Adriano scopre un suo limite.Non potrà mai avere testimoni e farà la fine del vigliacco non presentandosi al duello con lo spagnolo il giorno dopo.
Immerso nei suoi pensieri Adriano arriva a riflettere su un ponte e qui…decide di far morire,dopo solo due anni di vita,Adriano Melis per poter finalmente tornare Mattia Pascal.Lascia sul posto un bigliettino assieme ad alcuni indumenti ed ancora una volta leggerà su un quotidiano la notizia della propria morte,la seconda. Pascal è rinato,pronto a tornare alla sua vecchia vita. A Pisa ogni aspetto estetico di Adriano scompare.Con i capelli corti e la barba lunga rinasce i vecchio Mattia,stavolta con l’occhio di Adriano,segno inconfutabile della sua seconda vita.
Decide di andare trovare per primo il fratello Roberto.Naturalmente quest’ultimo rimane stupito dalla vista del fratello creduto morto da due anni,ma in poco tempo si calma e può riabbracciare Mattia.Da lui viene a sapere che Romilda si è risposata col vecchio e ricco amico Pomino e che se tornerà a Mirano tale matrimonio sarà annullato secondo la legge. Così Romilda tornerà,con o senza il suo consenso, sua moglie.Ma il ritorno a casa è obbligatorio e così Mattia torna a Miragno, affrontando il proprio destino.Nessuno sembra riconoscerlo e quando entra in casa di Pomino succede un macello:Romilda sviene,il suo nuovo marito si preoccupa per il matrimonio da annullare e la vecchia suocera reagisce alla sua maniera,urlando come una pazza.Ma davanti ad una famiglia felice,ad un figlio di Romilda finalmente sano,Mattia sa che non potrà intromettersi nella sua vita una seconda volta.Ormai è inutile fare valere i suoi diritti sul matrimonio:meglio vivere nel paese in disparte,lasciando le cose al loro equilibrio attuale e stabile. Così facendo Mattia ha sicuramente fatto la scelta giusta,abbandonando tutto ciò che non è più suo,perché stato del fu Mattia Pascal.
E mentre continua a lavorare come bibliotecario assieme a don Eligio potrà scrivere la sua incredibile storia ed andare ogni tanto a visitare la sua tomba,con la strana sensazione di sentirsi morto e sepolto laggiù,alla Stia,per un suicidio vicino al molino…

Spazio:
L’incredibile avventura di Mattia-Adriano si svolge principalmente in due località e cioè a Miragno, il paesino ligure dove nasce Mattia ed a Roma,dove Adriano affitta una stanza ad una famiglia. Queste due località possono essere considerate le patrie delle due vite del personaggio.Dopo la scelta della libertà assoluta e della seconda vita Mattia viaggia moltissimo,visitando l’Italia e la Germania.Vengono citati paesi come Torino,Milano,Venezia,Firenze e poi ancora Montecarlo, Colonia,Worms e Magonza.Nonostante la molteplicità dei luoghi citati mai Pirandello si sofferma a descriverli,forse perché sarebbe inutile ai fini della storia interamente concentrata sulla molteplicità dei personaggi,sull’analisi dei caratteri e sulla maturazione di Mattia.
Tempo (durata azione):
In tutta la vicenda mancano del tutto riferimenti cronologici precisi ed espliciti. Pirandello non ci dà date o altre precisazioni a riguardo.Dalle notizie che Mattia legge in treno su un giornale possiamo però capire che la vicenda si svolge tra la fine del ‘800 e gli inizi del ‘900.Sono riferimenti di fatti politici accaduti in Germania ed in Russia.Quindi per quanto riguarda la collocazione storica della vicenda vale quanto detto per i luoghi che si limitano a fare da semplice scenario:per Pirandello non sono fondamentali collocazioni spaziali e temporali precise, ciò che più conta sono i personaggi,i loro pensieri e le loro azioni. Così facendo la storia diventa assoluta perchè la lezione di vita di Mattia è valida in ogni tempo ed in ogni luogo.
Per quanto riguarda la durata dell’azione va considerato il tipo di narrazione utilizzato da Pirandello per la sua opera:è in prima persona attraverso il punto di vista di Mattia. L’intera vicenda è un enorme flash-back,visto che Mattia racconta i fatti attraverso un diario su invito di don Eligio.Sono presenti anticipazioni che preparano il lettore agli eventi successivi o che aumentano l’attesa dello svolgersi della vicenda.Perciò l’opera inizia con il Mattia maturo che ha già affrontato la vicenda ed in seguito viene ricordata tutto la sua vita:l’infanzia,il matrimonio,la fuga dal paese verso Montecarlo,il lungo viaggio lungo l’Italia e la Germania,il soggiorno a Roma ed il ritorno a Mirano. La fine della storia si collega all’inizio dell’opera.

Analisi fisica e psicologica dei personaggi:
L’opera pirandelliana è caratterizzata da una grande quantità di personaggi (almeno una trentina) tutti differenti tra loro e tutti con una diversa importanza nella vicenda.Se alcuni sono fondamentali, altri potrebbero essere considerati quasi superflui ma servono ugualmente a creare un piccolo e verosimile mondo,fatto di sfaccettature e di personaggi molto eterogenei tra loro,per rappresentare quanto più possibile il reale.Ogni personaggio viene presentato da Mattia in modi diversi ma la descrizione iniziale è minima,spesso senza un accenno di aspetto fisico.Il carattere del personaggio che entra in scena si presenta da sé,indirettamente,attraverso lo sviluppo della vicenda.Dalle sue azioni e dai dialoghi è possibile capire anche il suo modo di pensare.Infine si nota che alla fine della storia l’unico che veramente è cambiato e maturato rispetto alla condizione iniziale è il protagonista Mattia Pascal.Quindi tutti gli altri personaggi a parte lui hanno la funzione di cornice.
Mattia Pascal – Adriano Melis:
Il protagonista dell’opera,che attraverso un enorme flash back ci racconta la sua vita singolare,nella quale ha potuto morire formalmente per ben due volte.Di lui Pirandello offre una indiretta descrizione fisica,legata comunque al suo carattere .Non si preoccupa di essere un bell’uomo, accetta il naso piccolo,l’occhio sbircio (libero di vedere quello che vuole) e tutti gli altri suoi piccoli difetti.Si preoccupa del proprio aspetto solo durante la trasformazione Mattia-Adriano, per un fine preciso.Con l’operazione all’occhio capisce di amare di più sé stesso.
Ama e rispetta moltissimo la madre,nonostante il suo errore di fidarsi del Malagna. Romilda non sembra essere molto importante per lui e l’unico suo grande amore è sicuramente Adriana,che con la sua dolcezza ha saputo conquistarlo in un momento di trasformazione morale.
Mattia,assieme al fratello Roberto è cresciuto senza preoccupazioni ed anche nelle situazioni più difficili assume un atteggiamento tranquillo e sarcastico.Si preoccupa della sua libertà,di avere meno problemi possibile e di divertirsi.Almeno da giovane.Col matrimonio e la difficile condizione in casa inizia a sentirsi troppo legato alle cose materiali,ai soldi che non bastano mai e cerca una via di fuga,un ritorno alla vita semplice e divertente che ha potuto fare da piccolo.
Scappa all’insaputa di tutti a Montecarlo,per fuggire dai propri problemi e per stare da solo.
Alla roulette il destino e la fortuna gli offrono molti soldi che,assieme alla notizia incredibile della propria morte gli offrono l’occasione di abbandonare una propria vita fatta di problemi e di iniziarne una nuova,perfetta. Così diventa Adriano Melis,ma durante i suoi lunghi viaggi scopre quanto sia insignificante una vita senza legami,senza responsabilità ed affetti.Tutto questo lo spinge a tornare Mattia,ma ormai è troppo tardi.La sua scomparsa ha permesso alla famiglia ed alla moglie di sostituirlo,creando una nuova e sconosciuta armonia.Con la sua esperienza è maturato,cresciuto ed ha scoperto gli ideali a cui fare riferimento nella vita ma non può avere una seconda possibilità.Ad un uomo come lui,vittima del destino e della sua volontà di cambiarlo,non rimane altro da fare se non commiserarsi davanti alla propria tomba,la tomba del fu Mattia Pascal.
La mamma di Mattia:
E’ una donna debole ed ingenua.Questi difetti sono la causa della rovina della sua famiglia.
Non è capace di gestire da sola la grande ricchezza lasciata dal marito e lascia l’intera amministrazione dei suoi affari e delle sue proprietà al Malagna.Non accorgendosi degli imbrogli fatti alle sue spalle può solo facilitare la sua rovina.
Quando Mattia si sposa con Romilda non riesce a sopportare la vicinanza della violenta e bisbetica vedova Pescatore e finisce con il diventarne una vittima.Fugge di casa con la sorella ma la morte la colpisce dopo poco,a causa degli affanni e dei feroci litigi subiti in precedenza.
Zia Scolastica:
E completamente differente dalla sorella e Mattia se ne accorge fin da piccolo.Aveva molta più paura di lei che dei leggeri rimproveri della madre.Spesso apre gli occhi alla sorella su ciò che avviene attorno al lei ed è l’unica donna capace di vincere una lite contro la vedova Pescatore, perché ha un carattere ancora più forte e duro di lei e sicuramente più saggio.
Roberto Pascal:
E’ il fratello di Mattia e viene presentato inizialmente,quando il protagonista parla della sua infanzia.E’ il suo compagno di divertimenti,viene soprannominato Berto,ed assieme i due giocano,passano le giornate nelle loro proprietà e studiano.Ma con la crescita diventa sempre più differente da Mattia:esteticamente più bello,maggiore stile e gusto nel vestirsi,più maturità.
Da adolescente non combina tutti i guai sentimentali del fratello e lo ritroviamo verso la fine della vicenda un uomo maturo,serio ed abbastanza fortunato,capace di compensare il dissesto finanziario subito in gioventù grazie alla ricca dote della moglie.Si capisce quanto sia legato al fratello dalla gioia che prova nel rivederlo.
Pinzone:
E’ il mediocre insegnante di Mattia e Roberto,capace solo di insegnamenti noiosi ed inutili.Spesso è complice dei due vispi ragazzi e li fa divertire invece di eseguire il suo dovere in cambio di un po’ di vino.E’ un personaggio buffo e subisce anche gli scherzi dei due bambini se li tradisce raccontando alla loro mamma le loro birbanterie.
Malagna:
Il disonesto amministratore delle ricchezze della famiglia di Mattia.Approfittando della ingenuità e buona fede della moglie del defunto Pascal,riesce ed agire indisturbato ed a diventare a poco a poco un signore.Non ha rispetto per l’amico defunto e la sua famiglia,non si fa scrupoli a dirigere la sua attività in modo sbagliato,costringendo i Pascal a vendere una dopo l’altra tutte le loro proprietà,per poi acquistarle ad un prezzo stracciato e goderne i frutti. Mattia,cresciuto nella spensieratezza totale a causa della madre non se ne preoccupa e non si meraviglia una volta arrivata la povertà.
Questo personaggio sembra punito dal destino per le sue azioni disoneste:è continuamente afflitto perché non riesce ad avere un figlio.Anche in famiglia non si comporta in maniera corretta.La sua prima moglie era malata e non poteva bere vino a mangiare i cibi più gustosi.Ma lui non si cura di questo ed a tavola sembra provocarla,mangiando e bevendo con gusto ed in modo plateale ciò che per la moglie lì presente è veleno.
Si inserisce negativamente anche nella vita sentimentale di Mattia,come se averlo rovinato economicamente non fosse stato abbastanza.Una volta morta la prima moglie decide di sposarsi con la bella Oliva,rovinando il primo amore di Mattia.Infatti i due ragazzi si amavano e da lui Oliva aspettava un bambino.Ciò nonostante Malagna decide di accettare quel figlio di Mattia come suo. Così finalmente potrà diventare padre.Mattia su questo fatto ironizza arrivando a definire Malagna in un certo senso onesto.In fondo tutte le ricchezze accumulate da quell’amministratore a forza di rubare e truffare i Pascal sarebbero un giorno passate a suo figlio,così tutto sarebbe stato restituito. Mattia ama scherzare in questo modo sarcastico e pungente.
Romilda:
La moglie di Mattia.Il matrimonio tra i due viene imposto e nasce quasi per gioco.Infatti Mattia si era avvicinato a lei solo per conto dell’amico Pomino e per toglierla dalle grinfie del Malgna.
Soffre della condizione in casa Pascal,dei continui litigi e non può fare a meno di seguire le scelte della madre.E’ di carattere debole e tutto ciò si trasmette alla sua salute:perde la bellezza giovanile e i due figli che mette al mondo,essendo troppo gracili per sopravvivere,muoiono entrambi.
Alla fine della vicenda la troviamo risposata con Pomino.Alla vista di Mattia sviene per l’emozione.Sembra trovarsi davvero bene col nuovo e ricco marito:è tornata ad essere la bella Romilda di gioventù ed il figlio di Pomino è nato sano e sta benissimo.Tuttavia questo personaggio mi ha colpito in un punto preciso.Dopo la giusta sfuriata di Mattia la credevo un personaggio negativo,falso ed opportunista,che non aveva mai amato sinceramente il protagonista.
In effetti si era risposata subito dopo la sua morte e non sembrava averne sofferto molto.Ma quando offre il caffè al vecchio marito Mattia le scorge per un attimo uno sguardo pieno di amore,di complicità e gioia mentre gli domanda:”Per te senza zucchero,come sempre?”.
Vedova Pescatore:
L’insopportabile madre di Romilda.Non accetta la sua misera condizione di vita dovuta al matrimonio della figlia con Mattia,ormai poverissimo.Quindi fa di tutto per vendicarsi e,da brava suocera,è la causa principale dei litigi in casa Pascal,spesso troppo violenti.Il suo personaggio esprime sicuramente antipatia ed è divertente vedere il comportamento di Mattia nei suoi confronti,quanto poco venga considerata e rispettata.
Pomino:
E’ un personaggio di seconda importanza,con un carattere mediocre se paragonato a quello del protagonista.Amico di Mattia,appare per la prima volta nell’opera durante la gioventù del Pascal. Non ha problemi economici e nel paese ha diverse proprietà lasciate dal padre.Si innamora di Romilda e chiede al giovane Pascal di aiutarlo a conquistarla,vista la sua timidezza ed il carattere debole.Rimane deluso ed offeso quando capisce che l’amico,a forza di andare a trovare la ragazza se ne è innamorato,ma anche in seguito non dimostra mai apertamente il suo disprezzo. Anzi,è disposto ad aiutare Mattia quando cerca lavoro,gli offre del denaro ed è lui a trovargli il posto di bibliotecario.In fondo è di indole buona ma risulta vittima degli altri,incapace di reagire.
Quando Mattia è creduto morto da tutto il paese di Miragno si sposa con la vedova Pascal e questo atteggiamento è visto da Mattia quasi un tradimento,soprattutto della moglie “vendutasi” a lui perché ricco,anche se in gioventù l’aveva disprezzato.La critica di Mattia fa nascere il dubbio Che Pomino non sia amata da Romilda,ma solo sfruttato per ottenere una vita agiata.
Alla vista di Mattia non sa proprio come reagire,non riuscendo a trovare una soluzione per evitare l’annullamento del suo matrimonio.E’ sollevato quando capisce che Mattia non vuole intromettersi nella sua nuova famiglia ma la sua felicità e la stabilità della sua condizione non è dovuta alle sue azioni:è una conseguenza delle scelte coraggiose di Mattia.
Adriana:
Sicuramente è il personaggio femminile che più colpisce il lettore in tutta la vicenda e sicuramente il più grande e puro amore di Mattia.Quello che la rende così invidiabile non è il suo aspetto fisico (forse nemmeno accennato da Pirandello) ma il grande carattere.E’ una ragazza pura,gentile, educatissima,tenera e discreta ma allo stesso tempo è responsabile di sé stessa e di tutta la famiglia.
Adriano la definisce infatti con dolcezza “mammina di casa”.La sua candida figura è minacciata da Terenzio,che la vuole sposare solo per non dover rendere la dote ad Anselmo.
Non riesco a trovare in lei un solo difetto,forse la sua timidezza e riservatezza limita un po’ la sua libertà e le sue decisioni.Si innamora di Adriano ma per lei questo è un errore:ormai quest’uomo è in crisi,non potrebbe mai sposarla e non vuole coinvolgere una creatura amabile e pura come lei in una vita fatta falsa,senza radici ed ideali.
Anselmo Paleari:
Sicuramente il personaggio più singolare che incontra Adriano nella sua vicenda.Ormai non può più lavorare e tutta la sua vita è dedicata alla lettura,alla filosofia ed alle riflessioni sul suo tema preferito:il post-morte. I suoi lunghi discorsi con Adriano,il singolare tema del “lanternino”, mettono a dura prova la pazienza del protagonista ed anche quella del lettore.Nonostante questi difetti è di sicuro un personaggio buffo e simpatico.che fa sorridere nei comportamenti,colle sue teorie strampalate e nella sua singolare presentazione,seminudo e con la testa calva insaponata.
Lascia gli affari di casa quasi completamente in mano ad Adriana e non si accorge sempre di quello che avviene attorno a lui.Ne è una prova la seduta spiritica.Lui è l’unico che crede nella presenza dello spirito Max,mentre gli altri approfittano dell’oscurità per baciarsi,picchiarsi e fare confusione.
Terenzio Papiani:
Era il marito della defunta sorella di Adriana.Per lavoro viaggia spesso,soprattutto a Napoli e conosce molta gente anche influente in politica ma la sua indole non è positiva.Ha molti debiti e segreti,anche in casa.Si era appropriato di molti soldi della Caporale e,grazie ad un complice,rapina Adriano di ben 12.000 lire.Vuole sposare Adriana solo per fini economici e si rivela essere anche un falso ciarlatano.Sicuramente è il personaggio peggiore che incontra Adriano a Roma ed in fondo è una della cause che spingono Mattia a riflettere e tornare sé stesso,ad abbandonare la finzione.
La signorina Caporale:
Un personaggio minore,inquilina nella casa Paleari.E’ una donna brutta e zitella,che si consola con l’alcool della propria misera condizione.Ha avuto una volgare relazione con Terenzio ma è stata solo usata.E’ lei che suggerisce ad Adriano l’operazione all’occhio e nei suoi confronti diventa sempre più curiosa ed invadente. La compagnia e le chiacchierate con il curioso conquilino la fanno innamorare ma il suo sentimento non verrà mai contraccambiato.Ha una grande complicità con Adriana,ma spesso finisce solo con fare arrabbiare o mettere in imbarazzo la giovane ragazza.
Messaggio dell’autore:
Pirandello con la sua opera ha voluto cercare di ottenere qualcosa di assolutamente nuovo e di difficile realizzazione.In fondo,visti i dialoghi e le riflessioni presenti nell’opera,l’autore è sia un filosofo che un comico allo stesso tempo e da questa strana fusione nasce qualcosa di unico.
La voluta assenza di descrizioni temporali e spaziali permette di concentrare la visione del lettore proprio su una vicenda caratterizzata da un ritmo continuo,da prendere come esempio e lezione di vita.La storia di Mattia è completamente basata su un fatto incredibile,ma non impossibile.
E qui sta il succo della novità pirandelliana:gli eventi narrati possono sembrare addirittura eccezionali ed impossibili ma non lo sono.Fatti e personaggi non sono opera di invenzione basata sulla fantasia dell’autore ma rappresentano la realtà più strana ed inaspettata. Pirandello realizza un mondo non irreale e nemmeno reale,visto che in fondo è sempre una opera scritta.La sua vicenda,i fatti,i dialoghi ed i personaggi sono perciò verosimili,capaci di diventare una realtà.
Nella prima premessa alla vicenda Pirandello inserisce una critica contro Copernico,che con la sua scoperta ha sconvolto il modo di pensare dell’uomo.La terra non è al centro dell’universo e gli uomini solo una infinitesimale parte di esso.Perciò ogni gloria o sopravvalutazione risulta vana.
La storia di Mattia ha anche un importante e pessimistico retroscena:in soli due anni tutti gli abitanti di Miragno lo dimenticano,la famiglia non sembra disperarsi della sua morte e la moglie si risposa sostituendolo con uomo più ricco.Anche se la sua morte è stata una finta,Mattia ha perso tutto e non può sperare di riottenerlo.La nostra società dimentica presto,sostituisce e va avanti.
L’opera di Pirandello può essere considerata una lunga favola che attraverso una storia,una moltitudine di personaggi vuole trasmettere al lettore una morale. L’uomo non può lottare contro la propria sorte,anche se tristemente avversa e nemmeno crearsela con le proprie mani come fa Mattia Pascal diventando Adriano Melis.Siamo tutti delle marionette con una maschera,pronti ad adattarci alla varietà enorme di situazioni che ci coinvolgono.

Valutazione personale dell’opera letta:
Senza ombra di dubbio la lettura de “Il fu Mattia Pascal” mi ha affascinato.E’ stato un vero piacere leggere l’incredibile,ma verosimile,storia di Pascal,complice uno stile di narrazione impeccabile.La vicenda scorre benissimo e le interessantissime riflessioni del personaggio ci fanno capire la sua lenta ma inevitabile maturazione,la sua grande lezione di vita.La scelta di Pirandello di eliminare le lunghe descrizioni degli ambienti e degli aspetti de personaggi ha permesso di ottenere una vicenda senza punti morti ed una continua attesa durante la lettura di come si svilupperà l’imprevedibile trama.Forse qualche riflessione è un po’ complicata e leggermente fuori luogo,come le teorie strampalate di Anselmo riguardo al “lanternino”,alla vita dopo la morte ed alla luce nell’altro mondo.Tuttavia la storia affascina fin dall’inizio ed ho molto apprezzato quella carica di simpatia,di sarcasmo e di ironia che caratterizza il personaggio di Mattia.
Ma la storia di Pirandello in definitiva affascina soprattutto perché è troppo facile immedesimarsi in Mattia e di conseguenza interessarsi alla vicenda,almeno fino alla triste scena finale,con Mattia davanti alla propria tomba.Ognuno di noi potrebbe vivere una esperienza particolare,strana ma non impossibile e l’esempio di Mattia vale sempre,non importano luoghi o tempi.Sembra impossibile ma alla fine dell’opera è riportata una nota dell’autore che ci fa mettere a conoscenza che un fatto simile a quello inventato da Pirandello per la sua storia è avvenuto davvero e quindi non è stato autore di una storia strampalata.Anni dopo la stesura de “Il fu Mattia Pascal”,un carcerato,una volta liberato si accorse il suo corpo fu riconosciuto in quello di un suicida e che la moglie in seguito si era risposata…
Bibliografia consultata:
Titolo del libro: “Il fu Mattia Pascal”
Editore: Gulliver
Luogo di pubblicazione: Legatoria del Sud,Ariccia (Roma)
Data di stampa: Maggio 1995
CAPPELLINI ALESSIO 5A AK
RELAZIONE DI ITALIANO
IL FU MATTIA PASCAL
Autore: Luigi Pirandello
Anno di pubblicazione:1904
Riassunto dell’opera:
L’intera vicenda ruota attorno al personaggio di Mattia Pascal,protagonista e narratore della storia.
Suo padre viaggiava e seppe arricchirsi giocando a carte con un capitano inglese di Liverpool.
Con la grande fortuna accumulata riuscì a comprare case,vigne e campi nel suo pasino ligure, Miragno. Purtroppo,a causa di una malattia,morì durante l’ennesimo viaggio,lasciando la moglie ed i suoi due figli,Mattia e Roberto,soli.L’amministrazione della grande ricchezza dei Pascal fu affidata dall’ingenua donna al Malagna,amico del marito.Purtroppo si rivela una scelta sbagliatissima:tale amministratore pensa solo al proprio interesse e col passare degli anni tutti gli averi e le proprietà dei Pascal finiscono in mano sua,complice la cecità della madre di Mattia.
Nonostante il lento declino della famiglia Mattia e Roberto crescono spensierati,liberi da ogni pensiero morale,religioso e scolastico.La loro educazione era stata affidata a Pinzone,un insegnante di poco conto che volentieri si lasciva coinvolgere dai due ragazzi e preferiva spassarsela e divertirsi con i suoi due “allievi” piuttosto che insegnar loro qualcosa di concreto.
Gli anni passano e Mattia cresce,maturando un carattere impulsivo,allegro e spensierato.
L’odiato Malagna non riesce ad avere figli dalla prima moglie malata e per questa situazione soffre moltissimo.Dopo la morte della consorte decide di mettere le mani sulla bella Oliva. Così facendo rovina la storia d’amore di Mattia con quella ragazza. Malagna si risposa ma il figlio che Oliva mette alla luce non è suo:è di Mattia.Decide di crescerlo ugualmente come se fosse stato suo,visto il suo grande desiderio di diventare padre ora realizzabile.
Da Malagna intanto si trasferiscono la vedova Pescatore e la bella figlia Romilda.La ragazza piace moltissimo a Pomino,amico di Mattia.Il giovane Pascal inizia a frequentarla per conto dell’amico ed involontariamente tra i due nasce un amore. Mattia è costretto a sposarsi,nonostante il parere contrario della vedova Pescatore ed una rovina finanziaria ormai troppo evidente.
Da questo momento la vita di Mattia diventa un inferno ed il ragazzo sembra perseguitato dalla sfortuna e dalle disgrazie.Si trasferisce in una casa umile perché ormai è senza ricchezze,la moglie non sembra più amarlo,perde la sua bellezza originaria ed i due figli che ella mette alla luce muoiono uno dopo l’altro,a causa della loro gracilità e mancanza di salute.In più la suocera lo odia moltissimo per il suo carattere e la sua povertà e con il suo carattere violento e bisbetico rovina la tranquillità della casa.La mamma di Mattia è vittima di questa donna e di lì a poco muore.Solo la zia Scolastica riesce a contrastare il suo caratteraccio.Per vivere Pascal è costretto a cercarsi per la prima volta in vita sua un lavoro ed ottiene il posto di bibliotecario,lavoro alquanto inutile in un paese di analfabeti senza il minimo interesse per la cultura.
Il lavoro troppo noioso,limitato alla caccia ai topi ed alla lettura per ingannare il tempo,l’inferno in casa e la morte quasi contemporanea dei due figli e della adorata madre mandano in crisi Mattia.
All’insaputa di tutti parte da solo per Montecarlo,attirato dal gioco d’azzardo.La fortuna,incredibile ma vero,stavolta è dalla sua parte ed in una decina di giorni,tra conoscenze singolari e molte puntate fortunate riesce a moltiplicare la misera cifra iniziale fino alla bellezza di 82.000 lire,una fortuna per quell’epoca e forse la fine di molti suoi problemi.
Ma il destino non ha ancora finito di giocare con Mattia e sta per presentargli una nuova e favorevole sorpresa.Mentre pensa a come utilizzare al meglio i soldi vinti al casinò,cercando magari di pagare qualche debito e riscattando così qualcuna delle vecchie proprietà perdute,legge distrattamente su un giornale una notizia sconvolgente,la notizia della propria morte.
Secondo quel giornale Mattia Pascal si è suicidato vicino al molino alla Stia,una sua vecchia proprietà,a causa di dissesti finanziari e lutti familiari.Moglie e suocera lo hanno riconosciuto nel cadavere ritrovato nel fiume ed in via di decomposizione. E’ chiaro che lo sventurato suicida non può essere Mattia,in realtà la sua lunga lontananza senza alcun preavviso,una vaga somiglianza ed una nascosta speranza di vedere quell’odiato marito morto per davvero avranno spinto le due donne a riconoscere Mattia in un corpo estraneo.
Mattia,dopo la lettura di quella incredibile notizia,di quell’errore fortuito,vede apparire davanti a sé una nuova vita,fatta di libertà e la rottura di ogni legame con il passato.Mattia Pascal è ufficialmente creduto morto e solo lui sa che non è vero. Potrà vivere senza problemi e responsabilità come da giovane,anche grazie alla nuova ricchezza da non dividere con nessun creditore.Nella nuova vita inoltre non dovrà commettere gli errori fatti nella precedente e perciò da adesso in poi basta con i legami,fonte di problemi e responsabilità.Dopo vari accertamenti per essere completamente sicuro di quella svista incredibile,quasi impossibile,Mattia decide di diventare un altro e di non essere più Mattia Pascal,ormai morto assieme ai suoi problemi.
E’ necessario cambiare aspetto:via la fede e la folta barba appartenuta a Mattia,farsi crescere molto i capelli e usare occhiali colorati,necessari per nascondere l’occhio sbircio,caratteristica avuta fin dalla nascita. Mattia è morto,bisogna cambiare nome ed ancora una volta è il destino a suggerirgli come comportarsi:un dialogo tra due signori gli mette in testa il nome di Adriano Meis.Per evitare futuri problemi viene inventato anche un credibile passato,fatto di lutti e viaggi che gli avrebbe impedito di conoscere la sua famiglia,a parte un amabile nonnino che l’ha cresciuto ed educato.Da adesso in poi la vita di Mattia-Adriano è un continuo viaggiare per l’Italia e per la Germania,su un piroscafo,visitando le città più belle e famose,il tutto nella più completa solitudine e libertà.Ma una vita del genere,senza affetti,amicizie e legami stanca presto:Adriano si accorge che la sua libertà è solo il frutto di un errore,che l’ha reso un uomo sconosciuto ad tutti e dalla legge,inventato, misterioso,impossibilitato a qualsiasi operazione dove sia necessario dare le proprie generalità (non potrà quindi mai avere una proprietà e nemmeno una casa propria),geloso del proprio segreto.
Non potrà mai confidarsi con nessuno ed è condannato a vivere da forestiero.
A Milano inizia a riflettere seriamente sulla propria condizione di vita ed a scoprire a poco a poco tutti gli svantaggi non calcolati.Perfino l’acquisto di un cagnolino per la propria compagnia lo metterebbe in contraddizione:finirebbe con il legarsi a qualcosa e ciò non era assolutamente nei suoi progetti iniziali.Il dialogo con un uomo conosciuto in un locale lo porta a considerazioni sugli ideali intoccabili della vita,sull’importanza della famiglia e delle amicizie come sostegno e come morale.
Adriano decide quindi di cambiare,di trasferirsi nella bella Roma dove sistemarsi,magari in una camera affittata da qualche famiglia disponibile. Così Adriano entra in casa Paleari,dove conosce il singolare e buffo Anselmo padrone di casa,la nipote Adriana e la signorina Caporale.Grazie a questi personaggi Adriano potrà riflettere sulla sua condizione e cambiare ancora una volta.La riservatezza ed il carattere schivo di Adriano a poco a poco,col passare dei mesi,vanno sempre scomparendo:
Adriano la sera ama discutere con Adriana e la Caporale e scopre con sorpresa di essere amato da quest’ultima.Riscopre gli affetti,la soddisfazione di piacere e di essere importante per qualcuno:
dentro di lui trova una nuova serenità e torna alla ricerca di legami forti.Adesso è capace di innamorarsi di nuovo e lo fa di Adriana (Adriano ed Adriana,segno del destino?).Questo nuovo amore è diverso da tutti i precedenti ed è sicuramente più puro,fatto di sguardi e di intese,visto il carattere timido della ragazza.
L’equilibrio in casa Paleari viene interrotto dall’inaspettato ritorno di Terenzio Papiani,il cognato di Adriana,marito della sua defunta sorella.E’ un tipo losco che vuole sposarsi con la giovane ragazza per non dover restituire la dote ad Anselmo.Ma la ragazza è amata da Adriano che non può sopportare tale ingiustizia. Così decide di ostacolare Terenzio,che si rivela sempre più falso e spregevole.Intanto Adriano decide di migliorare il suo aspetto estetico e contemporaneamente eliminare l’ultima traccia in lui di Mattia Pascal:il difetto dell’occhio,sottoponendosi ad una sicura operazione. L’esito è positivo ma Mattia deve stare quaranta giorni a riposo nell’oscurità della sua stanza.Tutti gli abitanti della casa cercano di fargli compagnia in modi più o meno apprezzati.Viene addirittura organizzata una seduta spiritica da Terenzio,ma ha solo lo scopo di prendere in giro Anselmo (l’unico partecipante che amava le teorie sul post-morte) e distrarre Adriano mentre un complice gli ruba 12.000 lire.Ma il protagonista è con le spalle al muro ed entra in una nuova crisi:non può assolutamente denunciare il furto come tanto desidera Adriana,altrimenti la polizia avrebbe indagato anche sul suo conto e scoperto che è un uomo inventato,senza passato.
Non può nemmeno amare la ragazza,accorgendosi solo adesso di nuovi e tremendi svantaggi che la sua condizione “idillica” gli impongono.In fondo lui è sempre un uomo sposato e non può né risposarsi,perché non può utilizzare il nome di Adriano Melis,né chiedere alla ragazza amata,tanto semplice ed onesta,un compromesso,un amore senza matrimonio,magari dicendole la verità sul proprio conto.E’ un morto che deve sempre morire ed è destinato a farlo in solitudine,senza ideali.Solo adesso si accorge di non essersi mai interessato alla religione.Inoltre in lui nasce anche un rimorso,un pensiero per il povero disgraziato suicidatosi alla Stia e scambiato per Pascal.
Adriano finisce col rinunciare a denunciare Terenzio e così facendo offende Adriana,che a sua insaputa aveva detto tutto in casa ed adesso viene smentita ingiustamente.Decide anche di far soffrire la ragazza con la gelosia per poterla allontanare da sé:in questo modo non lo amerà più e risolverà,forse in maniera triste e sbagliata,il suo problema. L’occasione per ingelosire Adriana è data da una visita in casa di una importante famiglia spagnola coinvolta in politica da sempre.
Qui Adriano rincontra la bellissima Pepita ed il suo ragazzo,pittore,Bernaldez (già conosciuti durante la seduta spiritica - rapina).Approfittando di un piccolo litigio tra i due,inizia a fare la corte alla bella ragazza ed ad offendere il pittore spagnolo.La lite tra i due uomini può solo risolversi con un duello mortale ed ancora una volta Adriano scopre un suo limite.Non potrà mai avere testimoni e farà la fine del vigliacco non presentandosi al duello con lo spagnolo il giorno dopo.
Immerso nei suoi pensieri Adriano arriva a riflettere su un ponte e qui…decide di far morire,dopo solo due anni di vita,Adriano Melis per poter finalmente tornare Mattia Pascal.Lascia sul posto un bigliettino assieme ad alcuni indumenti ed ancora una volta leggerà su un quotidiano la notizia della propria morte,la seconda. Pascal è rinato,pronto a tornare alla sua vecchia vita. A Pisa ogni aspetto estetico di Adriano scompare.Con i capelli corti e la barba lunga rinasce i vecchio Mattia,stavolta con l’occhio di Adriano,segno inconfutabile della sua seconda vita.
Decide di andare trovare per primo il fratello Roberto.Naturalmente quest’ultimo rimane stupito dalla vista del fratello creduto morto da due anni,ma in poco tempo si calma e può riabbracciare Mattia.Da lui viene a sapere che Romilda si è risposata col vecchio e ricco amico Pomino e che se tornerà a Mirano tale matrimonio sarà annullato secondo la legge. Così Romilda tornerà,con o senza il suo consenso, sua moglie.Ma il ritorno a casa è obbligatorio e così Mattia torna a Miragno, affrontando il proprio destino.Nessuno sembra riconoscerlo e quando entra in casa di Pomino succede un macello:Romilda sviene,il suo nuovo marito si preoccupa per il matrimonio da annullare e la vecchia suocera reagisce alla sua maniera,urlando come una pazza.Ma davanti ad una famiglia felice,ad un figlio di Romilda finalmente sano,Mattia sa che non potrà intromettersi nella sua vita una seconda volta.Ormai è inutile fare valere i suoi diritti sul matrimonio:meglio vivere nel paese in disparte,lasciando le cose al loro equilibrio attuale e stabile. Così facendo Mattia ha sicuramente fatto la scelta giusta,abbandonando tutto ciò che non è più suo,perché stato del fu Mattia Pascal.
E mentre continua a lavorare come bibliotecario assieme a don Eligio potrà scrivere la sua incredibile storia ed andare ogni tanto a visitare la sua tomba,con la strana sensazione di sentirsi morto e sepolto laggiù,alla Stia,per un suicidio vicino al molino…

Spazio:
L’incredibile avventura di Mattia-Adriano si svolge principalmente in due località e cioè a Miragno, il paesino ligure dove nasce Mattia ed a Roma,dove Adriano affitta una stanza ad una famiglia. Queste due località possono essere considerate le patrie delle due vite del personaggio.Dopo la scelta della libertà assoluta e della seconda vita Mattia viaggia moltissimo,visitando l’Italia e la Germania.Vengono citati paesi come Torino,Milano,Venezia,Firenze e poi ancora Montecarlo, Colonia,Worms e Magonza.Nonostante la molteplicità dei luoghi citati mai Pirandello si sofferma a descriverli,forse perché sarebbe inutile ai fini della storia interamente concentrata sulla molteplicità dei personaggi,sull’analisi dei caratteri e sulla maturazione di Mattia.
Tempo (durata azione):
In tutta la vicenda mancano del tutto riferimenti cronologici precisi ed espliciti. Pirandello non ci dà date o altre precisazioni a riguardo.Dalle notizie che Mattia legge in treno su un giornale possiamo però capire che la vicenda si svolge tra la fine del ‘800 e gli inizi del ‘900.Sono riferimenti di fatti politici accaduti in Germania ed in Russia.Quindi per quanto riguarda la collocazione storica della vicenda vale quanto detto per i luoghi che si limitano a fare da semplice scenario:per Pirandello non sono fondamentali collocazioni spaziali e temporali precise, ciò che più conta sono i personaggi,i loro pensieri e le loro azioni. Così facendo la storia diventa assoluta perchè la lezione di vita di Mattia è valida in ogni tempo ed in ogni luogo.
Per quanto riguarda la durata dell’azione va considerato il tipo di narrazione utilizzato da Pirandello per la sua opera:è in prima persona attraverso il punto di vista di Mattia. L’intera vicenda è un enorme flash-back,visto che Mattia racconta i fatti attraverso un diario su invito di don Eligio.Sono presenti anticipazioni che preparano il lettore agli eventi successivi o che aumentano l’attesa dello svolgersi della vicenda.Perciò l’opera inizia con il Mattia maturo che ha già affrontato la vicenda ed in seguito viene ricordata tutto la sua vita:l’infanzia,il matrimonio,la fuga dal paese verso Montecarlo,il lungo viaggio lungo l’Italia e la Germania,il soggiorno a Roma ed il ritorno a Mirano. La fine della storia si collega all’inizio dell’opera.

Analisi fisica e psicologica dei personaggi:
L’opera pirandelliana è caratterizzata da una grande quantità di personaggi (almeno una trentina) tutti differenti tra loro e tutti con una diversa importanza nella vicenda.Se alcuni sono fondamentali, altri potrebbero essere considerati quasi superflui ma servono ugualmente a creare un piccolo e verosimile mondo,fatto di sfaccettature e di personaggi molto eterogenei tra loro,per rappresentare quanto più possibile il reale.Ogni personaggio viene presentato da Mattia in modi diversi ma la descrizione iniziale è minima,spesso senza un accenno di aspetto fisico.Il carattere del personaggio che entra in scena si presenta da sé,indirettamente,attraverso lo sviluppo della vicenda.Dalle sue azioni e dai dialoghi è possibile capire anche il suo modo di pensare.Infine si nota che alla fine della storia l’unico che veramente è cambiato e maturato rispetto alla condizione iniziale è il protagonista Mattia Pascal.Quindi tutti gli altri personaggi a parte lui hanno la funzione di cornice.
Mattia Pascal – Adriano Melis:
Il protagonista dell’opera,che attraverso un enorme flash back ci racconta la sua vita singolare,nella quale ha potuto morire formalmente per ben due volte.Di lui Pirandello offre una indiretta descrizione fisica,legata comunque al suo carattere .Non si preoccupa di essere un bell’uomo, accetta il naso piccolo,l’occhio sbircio (libero di vedere quello che vuole) e tutti gli altri suoi piccoli difetti.Si preoccupa del proprio aspetto solo durante la trasformazione Mattia-Adriano, per un fine preciso.Con l’operazione all’occhio capisce di amare di più sé stesso.
Ama e rispetta moltissimo la madre,nonostante il suo errore di fidarsi del Malagna. Romilda non sembra essere molto importante per lui e l’unico suo grande amore è sicuramente Adriana,che con la sua dolcezza ha saputo conquistarlo in un momento di trasformazione morale.
Mattia,assieme al fratello Roberto è cresciuto senza preoccupazioni ed anche nelle situazioni più difficili assume un atteggiamento tranquillo e sarcastico.Si preoccupa della sua libertà,di avere meno problemi possibile e di divertirsi.Almeno da giovane.Col matrimonio e la difficile condizione in casa inizia a sentirsi troppo legato alle cose materiali,ai soldi che non bastano mai e cerca una via di fuga,un ritorno alla vita semplice e divertente che ha potuto fare da piccolo.
Scappa all’insaputa di tutti a Montecarlo,per fuggire dai propri problemi e per stare da solo.
Alla roulette il destino e la fortuna gli offrono molti soldi che,assieme alla notizia incredibile della propria morte gli offrono l’occasione di abbandonare una propria vita fatta di problemi e di iniziarne una nuova,perfetta. Così diventa Adriano Melis,ma durante i suoi lunghi viaggi scopre quanto sia insignificante una vita senza legami,senza responsabilità ed affetti.Tutto questo lo spinge a tornare Mattia,ma ormai è troppo tardi.La sua scomparsa ha permesso alla famiglia ed alla moglie di sostituirlo,creando una nuova e sconosciuta armonia.Con la sua esperienza è maturato,cresciuto ed ha scoperto gli ideali a cui fare riferimento nella vita ma non può avere una seconda possibilità.Ad un uomo come lui,vittima del destino e della sua volontà di cambiarlo,non rimane altro da fare se non commiserarsi davanti alla propria tomba,la tomba del fu Mattia Pascal.
La mamma di Mattia:
E’ una donna debole ed ingenua.Questi difetti sono la causa della rovina della sua famiglia.
Non è capace di gestire da sola la grande ricchezza lasciata dal marito e lascia l’intera amministrazione dei suoi affari e delle sue proprietà al Malagna.Non accorgendosi degli imbrogli fatti alle sue spalle può solo facilitare la sua rovina.
Quando Mattia si sposa con Romilda non riesce a sopportare la vicinanza della violenta e bisbetica vedova Pescatore e finisce con il diventarne una vittima.Fugge di casa con la sorella ma la morte la colpisce dopo poco,a causa degli affanni e dei feroci litigi subiti in precedenza.
Zia Scolastica:
E completamente differente dalla sorella e Mattia se ne accorge fin da piccolo.Aveva molta più paura di lei che dei leggeri rimproveri della madre.Spesso apre gli occhi alla sorella su ciò che avviene attorno al lei ed è l’unica donna capace di vincere una lite contro la vedova Pescatore, perché ha un carattere ancora più forte e duro di lei e sicuramente più saggio.
Roberto Pascal:
E’ il fratello di Mattia e viene presentato inizialmente,quando il protagonista parla della sua infanzia.E’ il suo compagno di divertimenti,viene soprannominato Berto,ed assieme i due giocano,passano le giornate nelle loro proprietà e studiano.Ma con la crescita diventa sempre più differente da Mattia:esteticamente più bello,maggiore stile e gusto nel vestirsi,più maturità.
Da adolescente non combina tutti i guai sentimentali del fratello e lo ritroviamo verso la fine della vicenda un uomo maturo,serio ed abbastanza fortunato,capace di compensare il dissesto finanziario subito in gioventù grazie alla ricca dote della moglie.Si capisce quanto sia legato al fratello dalla gioia che prova nel rivederlo.
Pinzone:
E’ il mediocre insegnante di Mattia e Roberto,capace solo di insegnamenti noiosi ed inutili.Spesso è complice dei due vispi ragazzi e li fa divertire invece di eseguire il suo dovere in cambio di un po’ di vino.E’ un personaggio buffo e subisce anche gli scherzi dei due bambini se li tradisce raccontando alla loro mamma le loro birbanterie.
Malagna:
Il disonesto amministratore delle ricchezze della famiglia di Mattia.Approfittando della ingenuità e buona fede della moglie del defunto Pascal,riesce ed agire indisturbato ed a diventare a poco a poco un signore.Non ha rispetto per l’amico defunto e la sua famiglia,non si fa scrupoli a dirigere la sua attività in modo sbagliato,costringendo i Pascal a vendere una dopo l’altra tutte le loro proprietà,per poi acquistarle ad un prezzo stracciato e goderne i frutti. Mattia,cresciuto nella spensieratezza totale a causa della madre non se ne preoccupa e non si meraviglia una volta arrivata la povertà.
Questo personaggio sembra punito dal destino per le sue azioni disoneste:è continuamente afflitto perché non riesce ad avere un figlio.Anche in famiglia non si comporta in maniera corretta.La sua prima moglie era malata e non poteva bere vino a mangiare i cibi più gustosi.Ma lui non si cura di questo ed a tavola sembra provocarla,mangiando e bevendo con gusto ed in modo plateale ciò che per la moglie lì presente è veleno.
Si inserisce negativamente anche nella vita sentimentale di Mattia,come se averlo rovinato economicamente non fosse stato abbastanza.Una volta morta la prima moglie decide di sposarsi con la bella Oliva,rovinando il primo amore di Mattia.Infatti i due ragazzi si amavano e da lui Oliva aspettava un bambino.Ciò nonostante Malagna decide di accettare quel figlio di Mattia come suo. Così finalmente potrà diventare padre.Mattia su questo fatto ironizza arrivando a definire Malagna in un certo senso onesto.In fondo tutte le ricchezze accumulate da quell’amministratore a forza di rubare e truffare i Pascal sarebbero un giorno passate a suo figlio,così tutto sarebbe stato restituito. Mattia ama scherzare in questo modo sarcastico e pungente.
Romilda:
La moglie di Mattia.Il matrimonio tra i due viene imposto e nasce quasi per gioco.Infatti Mattia si era avvicinato a lei solo per conto dell’amico Pomino e per toglierla dalle grinfie del Malgna.
Soffre della condizione in casa Pascal,dei continui litigi e non può fare a meno di seguire le scelte della madre.E’ di carattere debole e tutto ciò si trasmette alla sua salute:perde la bellezza giovanile e i due figli che mette al mondo,essendo troppo gracili per sopravvivere,muoiono entrambi.
Alla fine della vicenda la troviamo risposata con Pomino.Alla vista di Mattia sviene per l’emozione.Sembra trovarsi davvero bene col nuovo e ricco marito:è tornata ad essere la bella Romilda di gioventù ed il figlio di Pomino è nato sano e sta benissimo.Tuttavia questo personaggio mi ha colpito in un punto preciso.Dopo la giusta sfuriata di Mattia la credevo un personaggio negativo,falso ed opportunista,che non aveva mai amato sinceramente il protagonista.
In effetti si era risposata subito dopo la sua morte e non sembrava averne sofferto molto.Ma quando offre il caffè al vecchio marito Mattia le scorge per un attimo uno sguardo pieno di amore,di complicità e gioia mentre gli domanda:”Per te senza zucchero,come sempre?”.
Vedova Pescatore:
L’insopportabile madre di Romilda.Non accetta la sua misera condizione di vita dovuta al matrimonio della figlia con Mattia,ormai poverissimo.Quindi fa di tutto per vendicarsi e,da brava suocera,è la causa principale dei litigi in casa Pascal,spesso troppo violenti.Il suo personaggio esprime sicuramente antipatia ed è divertente vedere il comportamento di Mattia nei suoi confronti,quanto poco venga considerata e rispettata.
Pomino:
E’ un personaggio di seconda importanza,con un carattere mediocre se paragonato a quello del protagonista.Amico di Mattia,appare per la prima volta nell’opera durante la gioventù del Pascal. Non ha problemi economici e nel paese ha diverse proprietà lasciate dal padre.Si innamora di Romilda e chiede al giovane Pascal di aiutarlo a conquistarla,vista la sua timidezza ed il carattere debole.Rimane deluso ed offeso quando capisce che l’amico,a forza di andare a trovare la ragazza se ne è innamorato,ma anche in seguito non dimostra mai apertamente il suo disprezzo. Anzi,è disposto ad aiutare Mattia quando cerca lavoro,gli offre del denaro ed è lui a trovargli il posto di bibliotecario.In fondo è di indole buona ma risulta vittima degli altri,incapace di reagire.
Quando Mattia è creduto morto da tutto il paese di Miragno si sposa con la vedova Pascal e questo atteggiamento è visto da Mattia quasi un tradimento,soprattutto della moglie “vendutasi” a lui perché ricco,anche se in gioventù l’aveva disprezzato.La critica di Mattia fa nascere il dubbio Che Pomino non sia amata da Romilda,ma solo sfruttato per ottenere una vita agiata.
Alla vista di Mattia non sa proprio come reagire,non riuscendo a trovare una soluzione per evitare l’annullamento del suo matrimonio.E’ sollevato quando capisce che Mattia non vuole intromettersi nella sua nuova famiglia ma la sua felicità e la stabilità della sua condizione non è dovuta alle sue azioni:è una conseguenza delle scelte coraggiose di Mattia.
Adriana:
Sicuramente è il personaggio femminile che più colpisce il lettore in tutta la vicenda e sicuramente il più grande e puro amore di Mattia.Quello che la rende così invidiabile non è il suo aspetto fisico (forse nemmeno accennato da Pirandello) ma il grande carattere.E’ una ragazza pura,gentile, educatissima,tenera e discreta ma allo stesso tempo è responsabile di sé stessa e di tutta la famiglia.
Adriano la definisce infatti con dolcezza “mammina di casa”.La sua candida figura è minacciata da Terenzio,che la vuole sposare solo per non dover rendere la dote ad Anselmo.
Non riesco a trovare in lei un solo difetto,forse la sua timidezza e riservatezza limita un po’ la sua libertà e le sue decisioni.Si innamora di Adriano ma per lei questo è un errore:ormai quest’uomo è in crisi,non potrebbe mai sposarla e non vuole coinvolgere una creatura amabile e pura come lei in una vita fatta falsa,senza radici ed ideali.
Anselmo Paleari:
Sicuramente il personaggio più singolare che incontra Adriano nella sua vicenda.Ormai non può più lavorare e tutta la sua vita è dedicata alla lettura,alla filosofia ed alle riflessioni sul suo tema preferito:il post-morte. I suoi lunghi discorsi con Adriano,il singolare tema del “lanternino”, mettono a dura prova la pazienza del protagonista ed anche quella del lettore.Nonostante questi difetti è di sicuro un personaggio buffo e simpatico.che fa sorridere nei comportamenti,colle sue teorie strampalate e nella sua singolare presentazione,seminudo e con la testa calva insaponata.
Lascia gli affari di casa quasi completamente in mano ad Adriana e non si accorge sempre di quello che avviene attorno a lui.Ne è una prova la seduta spiritica.Lui è l’unico che crede nella presenza dello spirito Max,mentre gli altri approfittano dell’oscurità per baciarsi,picchiarsi e fare confusione.
Terenzio Papiani:
Era il marito della defunta sorella di Adriana.Per lavoro viaggia spesso,soprattutto a Napoli e conosce molta gente anche influente in politica ma la sua indole non è positiva.Ha molti debiti e segreti,anche in casa.Si era appropriato di molti soldi della Caporale e,grazie ad un complice,rapina Adriano di ben 12.000 lire.Vuole sposare Adriana solo per fini economici e si rivela essere anche un falso ciarlatano.Sicuramente è il personaggio peggiore che incontra Adriano a Roma ed in fondo è una della cause che spingono Mattia a riflettere e tornare sé stesso,ad abbandonare la finzione.
La signorina Caporale:
Un personaggio minore,inquilina nella casa Paleari.E’ una donna brutta e zitella,che si consola con l’alcool della propria misera condizione.Ha avuto una volgare relazione con Terenzio ma è stata solo usata.E’ lei che suggerisce ad Adriano l’operazione all’occhio e nei suoi confronti diventa sempre più curiosa ed invadente. La compagnia e le chiacchierate con il curioso conquilino la fanno innamorare ma il suo sentimento non verrà mai contraccambiato.Ha una grande complicità con Adriana,ma spesso finisce solo con fare arrabbiare o mettere in imbarazzo la giovane ragazza.
Messaggio dell’autore:
Pirandello con la sua opera ha voluto cercare di ottenere qualcosa di assolutamente nuovo e di difficile realizzazione.In fondo,visti i dialoghi e le riflessioni presenti nell’opera,l’autore è sia un filosofo che un comico allo stesso tempo e da questa strana fusione nasce qualcosa di unico.
La voluta assenza di descrizioni temporali e spaziali permette di concentrare la visione del lettore proprio su una vicenda caratterizzata da un ritmo continuo,da prendere come esempio e lezione di vita.La storia di Mattia è completamente basata su un fatto incredibile,ma non impossibile.
E qui sta il succo della novità pirandelliana:gli eventi narrati possono sembrare addirittura eccezionali ed impossibili ma non lo sono.Fatti e personaggi non sono opera di invenzione basata sulla fantasia dell’autore ma rappresentano la realtà più strana ed inaspettata. Pirandello realizza un mondo non irreale e nemmeno reale,visto che in fondo è sempre una opera scritta.La sua vicenda,i fatti,i dialoghi ed i personaggi sono perciò verosimili,capaci di diventare una realtà.
Nella prima premessa alla vicenda Pirandello inserisce una critica contro Copernico,che con la sua scoperta ha sconvolto il modo di pensare dell’uomo.La terra non è al centro dell’universo e gli uomini solo una infinitesimale parte di esso.Perciò ogni gloria o sopravvalutazione risulta vana.
La storia di Mattia ha anche un importante e pessimistico retroscena:in soli due anni tutti gli abitanti di Miragno lo dimenticano,la famiglia non sembra disperarsi della sua morte e la moglie si risposa sostituendolo con uomo più ricco.Anche se la sua morte è stata una finta,Mattia ha perso tutto e non può sperare di riottenerlo.La nostra società dimentica presto,sostituisce e va avanti.
L’opera di Pirandello può essere considerata una lunga favola che attraverso una storia,una moltitudine di personaggi vuole trasmettere al lettore una morale. L’uomo non può lottare contro la propria sorte,anche se tristemente avversa e nemmeno crearsela con le proprie mani come fa Mattia Pascal diventando Adriano Melis.Siamo tutti delle marionette con una maschera,pronti ad adattarci alla varietà enorme di situazioni che ci coinvolgono.

Valutazione personale dell’opera letta:
Senza ombra di dubbio la lettura de “Il fu Mattia Pascal” mi ha affascinato.E’ stato un vero piacere leggere l’incredibile,ma verosimile,storia di Pascal,complice uno stile di narrazione impeccabile.La vicenda scorre benissimo e le interessantissime riflessioni del personaggio ci fanno capire la sua lenta ma inevitabile maturazione,la sua grande lezione di vita.La scelta di Pirandello di eliminare le lunghe descrizioni degli ambienti e degli aspetti de personaggi ha permesso di ottenere una vicenda senza punti morti ed una continua attesa durante la lettura di come si svilupperà l’imprevedibile trama.Forse qualche riflessione è un po’ complicata e leggermente fuori luogo,come le teorie strampalate di Anselmo riguardo al “lanternino”,alla vita dopo la morte ed alla luce nell’altro mondo.Tuttavia la storia affascina fin dall’inizio ed ho molto apprezzato quella carica di simpatia,di sarcasmo e di ironia che caratterizza il personaggio di Mattia.
Ma la storia di Pirandello in definitiva affascina soprattutto perché è troppo facile immedesimarsi in Mattia e di conseguenza interessarsi alla vicenda,almeno fino alla triste scena finale,con Mattia davanti alla propria tomba.Ognuno di noi potrebbe vivere una esperienza particolare,strana ma non impossibile e l’esempio di Mattia vale sempre,non importano luoghi o tempi.Sembra impossibile ma alla fine dell’opera è riportata una nota dell’autore che ci fa mettere a conoscenza che un fatto simile a quello inventato da Pirandello per la sua storia è avvenuto davvero e quindi non è stato autore di una storia strampalata.Anni dopo la stesura de “Il fu Mattia Pascal”,un carcerato,una volta liberato si accorse il suo corpo fu riconosciuto in quello di un suicida e che la moglie in seguito si era risposata…
Bibliografia consultata:
Titolo del libro: “Il fu Mattia Pascal”
Editore: Gulliver
Luogo di pubblicazione: Legatoria del Sud,Ariccia (Roma)
Data di stampa: Maggio 1995

Esempio



  



Come usare