Per chi suona la campana

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Testo

Per chi suona la campana

Titolo: “Per chi suona la campana” (“For whom the bell tolls”)

Autore: Ernest Heminguay (1899-1961)

Bibliografia: Three stories and Ten poems (1923); In our time (1924); The torrents of spring (Torrenti di primavera) (1926); The sun also rises (E il sole sorge ancora) (1926);Today is friday (1926); Men without women (Uomini senza donne) (1927); A farewell to arms (Un addio alle armi) (1929); Death in the afternoon (Morte nel pomeriggio) (1932);Winner take nothing (1933); God rest you, merry gentlemen (1933); The green hills of Africa (Verdi coline d’Africa) (1935); To have and to have not (Chi ha e chi non ha) (1937); The spanish earth (1938); The fifth column and the first fortynine stories (La quinta colonna; I quarantanove racconti) (1938); Men at war (1942); Across the river and into the trees (Di là dal fiume e tra gli alberi) (1950); The old men and the sea (Il vecchio e il mare) (1952); Moveable feast (Festa mobile) (1952)

Data prima pubblicazione: 1940

Riassunto: Il racconto si svolge sulle colline spagnole nei pressi di Madrid e narra della resistenza spagnola al tempo della dittatura falangista. Qui Robert Jordan, un giovane americano, è incaricato dal generale Golz di far saltare un ponte su un fiume in modo tale da impedire all’esercito falangista di portare rifornimenti a Segovia mentre l’esercito repubblicano è impegnato ad attaccarlo. Egli ha soltanto tre giorni di tempo per preparare la missione che è tutt’altro che facile, essendo il ponte ben sorvegliato e in una posizione piuttosto scomoda per fuggire.
Si rivolge dunque ad un gruppo di partigiani stanziato sulle colline circostanti, poiché ha bisogno di uomini, di armi e ovviamente di un riparo per i tre giorni a disposizione.
Conosce Anselmo, la guida che lo condurrà alla grotta dove vivono i repubblicani, fondamentalmente buono d’animo e sempre a disposizione di Robert. A capo della banda c’è Pablo, in cui ormai si è spento lo spirito battagliero e rivoluzionario di una volta, e ora è accusato dai compagni di codardia e addirittura accennano che si comporti da franchista, da quando possiede dei cavalli. Robert e Pablo non si vedono affatto di buon occhio, tant’è che Robert sarà anche tentato da sé e dai compagni di ucciderlo, poiché tenterà di ostacolare la missione.
Inoltre la banda è composta da Raphael, uno zingaro ritenuto simpatico ma di poco affidamento, due fratelli, Andrès e Eladio, Primitivo, Fernando, tutti uomini di buoni propositi e ideali ma con scarso carisma all’interno del gruppo, e soprattutto Pilar, la mujer di Pablo. All’interno della banda è senz’altro lei la figura predominante da quando Pablo ha accusato il cambiamento, è lei che impartisce ordini e si occupa delle missioni e che andrà a capo della banda quando questa non riconoscerà più in Pablo il loro riferimento.
Inoltre fa parte della banda Agustin, uomo dall’animo battagliero, e Maria una guapa hanno salvato dai franchisti e di cui si sono occupati anche nei momenti di follia, dovuti agli shock causati dalle violenze fisiche e psicologiche (l’assassinio della famiglia davanti a lei) dei franchisti.
Nonostante questi l’abbiano rapata è molto bella e Robert se ne innamora subito e fra i due scoppierà l’amore.
La banda è ben attrezzata, dispone di fucili, una mitragliatrice e i cavalli di Pablo per la fuga. Secondo Robert non è sufficiente, perciò si rivolgeranno alla banda di El Sordo per avere altri uomini e altre armi.
Nel primo giorno a disposizione Robert visita il ponte e prende appunti per quando dovrà far saltare il ponte. La sera, invece Pilar diventa a tutti gli effetti la leader della banda e Pablo viene estraniato dalla preparazione della missione. Robert è anche tentato d’ucciderlo per quanto sia deleterio all’interno del gruppo, ma preferisce mantenere la tranquillità all’interno della banda.
Il giorno seguente, al risveglio Robert vede passare in cielo dei caccia nemici. Brutto segno perché significa che i nemici si sono insospettiti e hanno mandato i caccia in perlustrazione. Non c’è comunque tempo per fermarsi, così Robert, Pilar e Maria vanno da El Sordo per discutere e chiedere collaborazione, Anselmo e Raphael sono incaricati di andare a controllare la strada e gli altri a sorvegliare la grotta. El Sordo, così chiamato perché sente da un solo orecchio, mette a disposizione sé e la sua banda, e si offre di andare a rubare dei cavalli per la missione.
La sera purtroppo inizia a nevicare, e questa sarà una grossa tegola per Robert. Infatti rischia di saltare tutto, non potendo agire sotto la neve.
Il mattino seguente smette di nevicare. Ma al risveglio Robert si ritrova di fronte un soldato nemico a cavallo e , senza esitare, gli spara. Sale la preoccupazione, vuol dire che l’esercito ha inviato delle truppe a esplorare le colline. Passano anche dei caccia sopra le loro teste, sicuramente con lo stesso compito della cavalleria. La grotta è ben nascosta, ma Robert è molto preoccupato, così insieme a Primitivo, Agustin e Anselmo va a stanziarsi nei pressi del sentiero più vicino per eventualmente uccidere i soldati che riescono a trovare il passaggio per la grotta. Passa soltanto un battaglione che però prosegue lungo il sentiero e a parte il momento di grande trepidazione al passaggio dei nemici, la giornata si rivelerà tranquilla. Ma un'altra grossa tegola si abbatte su Robert: dietro la collina si sentono colpi di mitragliatrice proprio dove si trova la banda di El Sordo. Infatti, durante la fuga con i cavalli hanno lasciato tracce, poiché aveva smesso di nevicare. I compagni vorrebbero andare ad aiutarli come gesto di solidarietà, ma Robert sa bene che quando arriveranno gli aerei non avranno scampo, e ogni tentativo di aiuto sarebbe vano. Infatti la banda di El Sordo è proprio in cima di una collina e riparandosi con le carcasse dei cavalli e una trincea fatta sul momentosi ripara dai colpi di mitragliatrice. Il narratore si sposta sulla collina dove c’è una fase di studio tra le due parti: se l’esercito tentasse di salire la colline sarebbero uccisi, ma d’altra parte i partigiani sono circondati e sono costretti a restar lì. Non resta che stare ad aspettare un mortaio per scavalcare la trincea o un intervento aereo che tarda ad arrivare. El Sordo è ben cosciente di non arrivare a sera, ma si vuol prendere un’ultima soddisfazione: spara sei colpi di pistola al cielo per simulare un suicidio collettivo, lasciando i nemici nel dubbio, appunto, se si fossero suicidati veramente o no. Un generale forse troppo superficiale ci rimette la pelle, andando incontro ai nemici per dimostrare che erano morti. Purtroppo dopo arrivano gli aerei e per la banda di El Sordo non c’è scampo; solo uno si salva dall’attacco aereo, ma piuttosto che rimanere nelle mani del nemico si uccide.
Ora per Robert la situazione si è complicata: contava molto sull’aiuto di El Sordo, e ora è costretto ad agire con ciò che si ritrova, che comunque è più rischioso ma comunque buono.
Di ritorno alla grotta, ci si prepara per il grande giorno: il giorno seguente, di prima mattina avrebbe dovuto far saltare il ponte. Robert non è sicuro, così invia Andrès da Golz con il messaggio di annullare l’attacco; il messaggio arriverà, ma Golz non potrà far nulla.
Il mattino seguente è Pilar a svegliare Robert, dicendogli che Pablo è scappato e ha rubato parte dell’attrezzatura di Robert per l’esplosione. Robert è disperato, anche perché senza Pablo e i suoi cavalli sarà una missione che sicuramente fallirà. Ma lui deve svolgere il suo compito, perciò si avvia verso il ponte col resto del gruppo. Durante il tragitto, incontra Pablo che si è ricreduto e ha superato la sua crisi, portando con sé anche dei partigiani di altre bande che ha assoldato in giro per le colline. Ora per Robert si riapre un piccolo spiraglio perché tutto possa andare a buon fine. Purtroppo l’attrezzatura è andata persa, ma potrà comunque usare una tecnica più rudimentale. Al ponte inizia la lunga sparatoria, vinta dai partigiani perdendo però Eladio e Primitivo, mentre Anselmo e Robert sul ponte assestano l’esplosivo. Devono attendere l’attacco aereo, e una volta arrivato, fanno esplodere tutto. Durante la corsa verso i compagni Anselmo viene colpito letalmente da una scheggia. Del ponte sono rimaste solo macerie. Una volta riunito il gruppo si organizza la fuga a cavallo. Non sono ancora salvi, perché c’è ancora un cannone che li ha avvistati dalla città e gli sta sparando. A un passo dalla salvezza,. Il 47 millimetri colpisce il cavallo di Robert che vi resta schiacciato. La gamba destra di Robert è completamente tranciata e restava attaccata al corpo solo per pochi brandelli di carne. Per Robert la morte è ormai certa, così si lascia abbandonare lì dov’è. Dopo aver salutato tutti e aver baciato per l’ultima volta l’amore della sua vita, mentre aspetta di morire vede passare davanti a se degli inseguitori a cavallo, e come ultimo atto di vita gli spara, proteggendo la fuga dei compagni.

Analisi dei personaggi principali: Il protagonista del racconto è ovviamente Robert Jordan. La descrizione fisica è ben dettagliata: si capisce che è un ragazzo giovane, alto e magro, con i capelli biondi lunghi sul collo. Ha un animo senz’altro buono, da quando è entrato come volontario in una guerra che non gli riguardava, e per i sani ideali che vuol far riconoscere e rispettare dovunque. Ha un carattere forte e ambizioso, poiché riesce sempre a portare a termine qualunque cosa si prefissi di fare. Morirà con onore, salvando i propri compagni dagli inseguitori.
Pilar è una donna molto forte, forse anche più di Robert. Anche la sua descrizione fisica è ben accurata: sappiamo che è una donna grossa e brutta, dai lineamenti quasi zingareschi. Col suo carattere ferreo riesce ad imporsi sul resto della banda, senza prepotenza ma con molto carisma. Si può dire che è la principale collaboratrice di Robert, dato che sono loro due a prendere sempre le decisioni più importanti. Ricorda spesso il suo passato con nostalgia, dalle scorribande con il Pablo incontenibile ai suoi amori con i toreri a Valencia.
Pablo è un uomo mastodontico, di grandi dimensioni. Rappresenta l’antagonista di Robert. Dal suo arrivo alla grotta lo ha sempre trattato come un illuso, poiché lui ormai non crede più nella Repubblica, cerca di ostacolarlo in tutto ciò che fa e gode quando ha dei problemi, come quando inizia a nevicare. E’ caduto in una forte crisi depressiva, lo testimonia il fatto che sia sempre ubriaco. I compagni lo reputano molto furbo e astuto, e Pablo lo dimostra quando riesce a salvarsi quando i compagni, schieratisi apertamente contro di lui, lo sfidano per ucciderlo ma lui non cade nella trappola. La svolta è alla fine quando il fuoco ribelle che si era spento si riaccende e lui risulterà determinante per la riuscita della missione.

Tecniche narrative: Il libro non si può certo definire scorrevole, ma neanche pesante. Infatti esso è ricco, oltre di parti narrative, di parti descrittive e riflessive. Le prime si trovano soprattutto nei flash-back di Pilar, in cui racconta a Robert delle scorribande di Pablo e della sua storia d’amore con un torero. E’ impressionante il modo in cui l’autore riesce a far immedesimare il lettore nella descrizione, da far sembrare veramente di essere nel luogo dove avvengono i fatti e da far provare le stesse emozioni provate dal narratore. Sono descritti molto dettagliatamente anche i paesaggi, il più delle volte nei pensieri di Robert o nei discorsi fra i personaggi. Le fasi riflessive le troviamo invece i pensieri di Robert, in cui egli fa molti esami di coscienza su ciò che ha fatto e su come agire in futuro. La razionalità è probabilmente la principale dote del protagonista, e grazie a questa sa sempre mantenere il controllo della situazione senza lasciarsi andare ad atti d’impulsività, il suo comportamento con Pablo ne è un esempio. Inoltre pensa anche al futuro programmando la sua vita alla fine della guerra insieme a Maria, programmi che purtroppo non si realizzeranno mai. E’ riportata anche una riflessione di Anselmo riguardo l’omicidio di un uomo. Lui è un cacciatore, e nonostante questo si dichiara sempre contrario a ciò, ma è costretto a farlo e molto responsabilmente lo fa. Sostiene infatti assurdo uccidere un suo simile, cosa che in natura è molto rara. Pensa a come i sentimenti, la personalità del malcapitato possano svanire d’un colpo e lasciare sul corpo solo una carcassa inerme.

Giudizio personale: La cultura, la maestria, la tecnica dell’autore, ma anche la sua esperienza militare e la sua conoscenza sulla Spagna rendono il libro allo stesso tempo appassionante ed interessante. Infatti oltre delle vicende narrate il libro è anche ricco di spunti riguardanti la vita e la cultura spagnola, su tutti la corrida. Al contrario di altri romanzi di Hemingway che potrebbero anche stancare a lettura avviata, in “Per chi suona la campana” non interromperesti mai la lettura.

Per chi suona la campana

Titolo: “Per chi suona la campana” (“For whom the bell tolls”)

Autore: Ernest Heminguay (1899-1961)

Bibliografia: Three stories and Ten poems (1923); In our time (1924); The torrents of spring (Torrenti di primavera) (1926); The sun also rises (E il sole sorge ancora) (1926);Today is friday (1926); Men without women (Uomini senza donne) (1927); A farewell to arms (Un addio alle armi) (1929); Death in the afternoon (Morte nel pomeriggio) (1932);Winner take nothing (1933); God rest you, merry gentlemen (1933); The green hills of Africa (Verdi coline d’Africa) (1935); To have and to have not (Chi ha e chi non ha) (1937); The spanish earth (1938); The fifth column and the first fortynine stories (La quinta colonna; I quarantanove racconti) (1938); Men at war (1942); Across the river and into the trees (Di là dal fiume e tra gli alberi) (1950); The old men and the sea (Il vecchio e il mare) (1952); Moveable feast (Festa mobile) (1952)

Data prima pubblicazione: 1940

Riassunto: Il racconto si svolge sulle colline spagnole nei pressi di Madrid e narra della resistenza spagnola al tempo della dittatura falangista. Qui Robert Jordan, un giovane americano, è incaricato dal generale Golz di far saltare un ponte su un fiume in modo tale da impedire all’esercito falangista di portare rifornimenti a Segovia mentre l’esercito repubblicano è impegnato ad attaccarlo. Egli ha soltanto tre giorni di tempo per preparare la missione che è tutt’altro che facile, essendo il ponte ben sorvegliato e in una posizione piuttosto scomoda per fuggire.
Si rivolge dunque ad un gruppo di partigiani stanziato sulle colline circostanti, poiché ha bisogno di uomini, di armi e ovviamente di un riparo per i tre giorni a disposizione.
Conosce Anselmo, la guida che lo condurrà alla grotta dove vivono i repubblicani, fondamentalmente buono d’animo e sempre a disposizione di Robert. A capo della banda c’è Pablo, in cui ormai si è spento lo spirito battagliero e rivoluzionario di una volta, e ora è accusato dai compagni di codardia e addirittura accennano che si comporti da franchista, da quando possiede dei cavalli. Robert e Pablo non si vedono affatto di buon occhio, tant’è che Robert sarà anche tentato da sé e dai compagni di ucciderlo, poiché tenterà di ostacolare la missione.
Inoltre la banda è composta da Raphael, uno zingaro ritenuto simpatico ma di poco affidamento, due fratelli, Andrès e Eladio, Primitivo, Fernando, tutti uomini di buoni propositi e ideali ma con scarso carisma all’interno del gruppo, e soprattutto Pilar, la mujer di Pablo. All’interno della banda è senz’altro lei la figura predominante da quando Pablo ha accusato il cambiamento, è lei che impartisce ordini e si occupa delle missioni e che andrà a capo della banda quando questa non riconoscerà più in Pablo il loro riferimento.
Inoltre fa parte della banda Agustin, uomo dall’animo battagliero, e Maria una guapa hanno salvato dai franchisti e di cui si sono occupati anche nei momenti di follia, dovuti agli shock causati dalle violenze fisiche e psicologiche (l’assassinio della famiglia davanti a lei) dei franchisti.
Nonostante questi l’abbiano rapata è molto bella e Robert se ne innamora subito e fra i due scoppierà l’amore.
La banda è ben attrezzata, dispone di fucili, una mitragliatrice e i cavalli di Pablo per la fuga. Secondo Robert non è sufficiente, perciò si rivolgeranno alla banda di El Sordo per avere altri uomini e altre armi.
Nel primo giorno a disposizione Robert visita il ponte e prende appunti per quando dovrà far saltare il ponte. La sera, invece Pilar diventa a tutti gli effetti la leader della banda e Pablo viene estraniato dalla preparazione della missione. Robert è anche tentato d’ucciderlo per quanto sia deleterio all’interno del gruppo, ma preferisce mantenere la tranquillità all’interno della banda.
Il giorno seguente, al risveglio Robert vede passare in cielo dei caccia nemici. Brutto segno perché significa che i nemici si sono insospettiti e hanno mandato i caccia in perlustrazione. Non c’è comunque tempo per fermarsi, così Robert, Pilar e Maria vanno da El Sordo per discutere e chiedere collaborazione, Anselmo e Raphael sono incaricati di andare a controllare la strada e gli altri a sorvegliare la grotta. El Sordo, così chiamato perché sente da un solo orecchio, mette a disposizione sé e la sua banda, e si offre di andare a rubare dei cavalli per la missione.
La sera purtroppo inizia a nevicare, e questa sarà una grossa tegola per Robert. Infatti rischia di saltare tutto, non potendo agire sotto la neve.
Il mattino seguente smette di nevicare. Ma al risveglio Robert si ritrova di fronte un soldato nemico a cavallo e , senza esitare, gli spara. Sale la preoccupazione, vuol dire che l’esercito ha inviato delle truppe a esplorare le colline. Passano anche dei caccia sopra le loro teste, sicuramente con lo stesso compito della cavalleria. La grotta è ben nascosta, ma Robert è molto preoccupato, così insieme a Primitivo, Agustin e Anselmo va a stanziarsi nei pressi del sentiero più vicino per eventualmente uccidere i soldati che riescono a trovare il passaggio per la grotta. Passa soltanto un battaglione che però prosegue lungo il sentiero e a parte il momento di grande trepidazione al passaggio dei nemici, la giornata si rivelerà tranquilla. Ma un'altra grossa tegola si abbatte su Robert: dietro la collina si sentono colpi di mitragliatrice proprio dove si trova la banda di El Sordo. Infatti, durante la fuga con i cavalli hanno lasciato tracce, poiché aveva smesso di nevicare. I compagni vorrebbero andare ad aiutarli come gesto di solidarietà, ma Robert sa bene che quando arriveranno gli aerei non avranno scampo, e ogni tentativo di aiuto sarebbe vano. Infatti la banda di El Sordo è proprio in cima di una collina e riparandosi con le carcasse dei cavalli e una trincea fatta sul momentosi ripara dai colpi di mitragliatrice. Il narratore si sposta sulla collina dove c’è una fase di studio tra le due parti: se l’esercito tentasse di salire la colline sarebbero uccisi, ma d’altra parte i partigiani sono circondati e sono costretti a restar lì. Non resta che stare ad aspettare un mortaio per scavalcare la trincea o un intervento aereo che tarda ad arrivare. El Sordo è ben cosciente di non arrivare a sera, ma si vuol prendere un’ultima soddisfazione: spara sei colpi di pistola al cielo per simulare un suicidio collettivo, lasciando i nemici nel dubbio, appunto, se si fossero suicidati veramente o no. Un generale forse troppo superficiale ci rimette la pelle, andando incontro ai nemici per dimostrare che erano morti. Purtroppo dopo arrivano gli aerei e per la banda di El Sordo non c’è scampo; solo uno si salva dall’attacco aereo, ma piuttosto che rimanere nelle mani del nemico si uccide.
Ora per Robert la situazione si è complicata: contava molto sull’aiuto di El Sordo, e ora è costretto ad agire con ciò che si ritrova, che comunque è più rischioso ma comunque buono.
Di ritorno alla grotta, ci si prepara per il grande giorno: il giorno seguente, di prima mattina avrebbe dovuto far saltare il ponte. Robert non è sicuro, così invia Andrès da Golz con il messaggio di annullare l’attacco; il messaggio arriverà, ma Golz non potrà far nulla.
Il mattino seguente è Pilar a svegliare Robert, dicendogli che Pablo è scappato e ha rubato parte dell’attrezzatura di Robert per l’esplosione. Robert è disperato, anche perché senza Pablo e i suoi cavalli sarà una missione che sicuramente fallirà. Ma lui deve svolgere il suo compito, perciò si avvia verso il ponte col resto del gruppo. Durante il tragitto, incontra Pablo che si è ricreduto e ha superato la sua crisi, portando con sé anche dei partigiani di altre bande che ha assoldato in giro per le colline. Ora per Robert si riapre un piccolo spiraglio perché tutto possa andare a buon fine. Purtroppo l’attrezzatura è andata persa, ma potrà comunque usare una tecnica più rudimentale. Al ponte inizia la lunga sparatoria, vinta dai partigiani perdendo però Eladio e Primitivo, mentre Anselmo e Robert sul ponte assestano l’esplosivo. Devono attendere l’attacco aereo, e una volta arrivato, fanno esplodere tutto. Durante la corsa verso i compagni Anselmo viene colpito letalmente da una scheggia. Del ponte sono rimaste solo macerie. Una volta riunito il gruppo si organizza la fuga a cavallo. Non sono ancora salvi, perché c’è ancora un cannone che li ha avvistati dalla città e gli sta sparando. A un passo dalla salvezza,. Il 47 millimetri colpisce il cavallo di Robert che vi resta schiacciato. La gamba destra di Robert è completamente tranciata e restava attaccata al corpo solo per pochi brandelli di carne. Per Robert la morte è ormai certa, così si lascia abbandonare lì dov’è. Dopo aver salutato tutti e aver baciato per l’ultima volta l’amore della sua vita, mentre aspetta di morire vede passare davanti a se degli inseguitori a cavallo, e come ultimo atto di vita gli spara, proteggendo la fuga dei compagni.

Analisi dei personaggi principali: Il protagonista del racconto è ovviamente Robert Jordan. La descrizione fisica è ben dettagliata: si capisce che è un ragazzo giovane, alto e magro, con i capelli biondi lunghi sul collo. Ha un animo senz’altro buono, da quando è entrato come volontario in una guerra che non gli riguardava, e per i sani ideali che vuol far riconoscere e rispettare dovunque. Ha un carattere forte e ambizioso, poiché riesce sempre a portare a termine qualunque cosa si prefissi di fare. Morirà con onore, salvando i propri compagni dagli inseguitori.
Pilar è una donna molto forte, forse anche più di Robert. Anche la sua descrizione fisica è ben accurata: sappiamo che è una donna grossa e brutta, dai lineamenti quasi zingareschi. Col suo carattere ferreo riesce ad imporsi sul resto della banda, senza prepotenza ma con molto carisma. Si può dire che è la principale collaboratrice di Robert, dato che sono loro due a prendere sempre le decisioni più importanti. Ricorda spesso il suo passato con nostalgia, dalle scorribande con il Pablo incontenibile ai suoi amori con i toreri a Valencia.
Pablo è un uomo mastodontico, di grandi dimensioni. Rappresenta l’antagonista di Robert. Dal suo arrivo alla grotta lo ha sempre trattato come un illuso, poiché lui ormai non crede più nella Repubblica, cerca di ostacolarlo in tutto ciò che fa e gode quando ha dei problemi, come quando inizia a nevicare. E’ caduto in una forte crisi depressiva, lo testimonia il fatto che sia sempre ubriaco. I compagni lo reputano molto furbo e astuto, e Pablo lo dimostra quando riesce a salvarsi quando i compagni, schieratisi apertamente contro di lui, lo sfidano per ucciderlo ma lui non cade nella trappola. La svolta è alla fine quando il fuoco ribelle che si era spento si riaccende e lui risulterà determinante per la riuscita della missione.

Tecniche narrative: Il libro non si può certo definire scorrevole, ma neanche pesante. Infatti esso è ricco, oltre di parti narrative, di parti descrittive e riflessive. Le prime si trovano soprattutto nei flash-back di Pilar, in cui racconta a Robert delle scorribande di Pablo e della sua storia d’amore con un torero. E’ impressionante il modo in cui l’autore riesce a far immedesimare il lettore nella descrizione, da far sembrare veramente di essere nel luogo dove avvengono i fatti e da far provare le stesse emozioni provate dal narratore. Sono descritti molto dettagliatamente anche i paesaggi, il più delle volte nei pensieri di Robert o nei discorsi fra i personaggi. Le fasi riflessive le troviamo invece i pensieri di Robert, in cui egli fa molti esami di coscienza su ciò che ha fatto e su come agire in futuro. La razionalità è probabilmente la principale dote del protagonista, e grazie a questa sa sempre mantenere il controllo della situazione senza lasciarsi andare ad atti d’impulsività, il suo comportamento con Pablo ne è un esempio. Inoltre pensa anche al futuro programmando la sua vita alla fine della guerra insieme a Maria, programmi che purtroppo non si realizzeranno mai. E’ riportata anche una riflessione di Anselmo riguardo l’omicidio di un uomo. Lui è un cacciatore, e nonostante questo si dichiara sempre contrario a ciò, ma è costretto a farlo e molto responsabilmente lo fa. Sostiene infatti assurdo uccidere un suo simile, cosa che in natura è molto rara. Pensa a come i sentimenti, la personalità del malcapitato possano svanire d’un colpo e lasciare sul corpo solo una carcassa inerme.

Giudizio personale: La cultura, la maestria, la tecnica dell’autore, ma anche la sua esperienza militare e la sua conoscenza sulla Spagna rendono il libro allo stesso tempo appassionante ed interessante. Infatti oltre delle vicende narrate il libro è anche ricco di spunti riguardanti la vita e la cultura spagnola, su tutti la corrida. Al contrario di altri romanzi di Hemingway che potrebbero anche stancare a lettura avviata, in “Per chi suona la campana” non interromperesti mai la lettura.

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