Opinione di un clown

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale
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Testo

Contenuto dell’opera
Il protagonista è Hans, un clown che da poco tempo si è dato all’alcool per sfuggire ad una fortissima delusione d’amore; questo incide in modo negativo sulla sua carriera finché una sera durante uno spettacolo, scivola in scena e si danneggia un ginocchio.
Dopo cinque anni di spostamenti da un albergo all’altro è così costretto a ritornare alla sua casa di Bonn, dove vive solo, con la prospettiva di dover star lontano dalle scene almeno per sei mesi.
E’ ridotto sul lastrico e tremendamente amareggiato dall’amore non corrisposto e dall’ambiente ipocrita che lo circonda; con grande malinconia, passa in rassegna col pensiero gli episodi e i personaggi della sua vita. E’ in questo modo che ci fa conoscere la sua storia e ci presenta le persone con cui ha avuto a che fare: la sua famiglia, l’amore, i conoscenti e gli amici, il tutto in modo piuttosto confuso e disordinato e alternando presente e passato in continuazione.
Hans racconta tutto ciò che gli passa per la mente e riferisce, oltre alle sue riflessioni le telefonate fatte in cerca di quell’aiuto che nessuno gli darà. Alla fine perduta Maria e perso il lavoro, si copre il viso con una maschera bianca che, secondo lui, corrisponde a come si sente: morto; prende la chitarra e va a mettersi fuori dalla stazione a cantare le litanie, di fianco a lui ha il cappello in cui aspetta che qualcuno butti qualche soldo e qualche sigaretta. La cosa più buffa ma amara è che si accorge che è carnevale per cui la gente non fa caso alla sua “stranezza”.

Analisi delle tematiche
AMICIZIA
L’autore presenta l’amicizia come un qualcosa di importante ma molto raro.
Amicizia è accettazione dell’altro: i veri amici di Hans (Edgar Wieneken in particolare) sono gli unici a trattarlo con naturalezza e semplicità: non gliene vogliono perché è ricco, né lo esaltano per questo; lo accettano così come è. Amicizia è sincerità: sapendo di poter contare sull’amicizia di Wieneken, Hans con lui esprime liberamente sé stesso, in tutti i suoi aspetti; non si fa riguardo e non ha mai paura di essere giudicato male; l’unica cosa di cui si preoccupa è di non ferirlo.
Amicizia è solidarietà: Wieneken è sempre pronto ad aiutare Hans, in qualsiasi momento, Senza chiedergli spiegazioni neppure quando forse potrebbe discuterne le scelte; se lo vede nel bisogno lo aiuta.
POLITICA
Viene vista come una “cosa sporca”.
Il più delle volte politica è ipocrisia; i politici del romanzo sono persone quasi sempre false che passano facilmente da una posizione all’altra seguendo le regole dell’opportunismo.
Nel romanzo ci vengono presentati personaggi connotati in senso estremamente negativo che hanno raggiunto onorificenze e cariche nel mondo politico.
Hans non si schiera apertamente per nessuna posizione politica; sicuramente preferisce i semplici e i popolani e sembrerebbe un uomo di sinistra, ma in realtà si definisce egli stesso un anarchico che rifiuta ogni “chiesa”.
Da piccolo non sopporta il fanatismo nazista e ne coglie sino da allora, la drammaticità; da adulto è molto attento a non cadere nei trabocchetti quotidiani della politica: è disposto a conoscere la “politica” che lo circonda, ma non scende mai a compromessi; il suo atteggiamento estremamente critico lo spinge, per esempio, a rifiutare di utilizzare i propri “pezzi” da clown per muovere la gente a criticare solo per imitazione (così accade durante una visita ai comunisti).
AMORE
Nel testo l’amore viene presentato come un sentimento fortissimo, irrazionale, difficile da controllare.
Amore è rinuncia. Chi ama come Maria abbandona tutto, anche gli studi, il padre, gli amici, la rispettabilità. La ragazza, per amore di Hans va al di là delle regole cattoliche, che le sono proprie, e della moralità del suo ambiente; sta bene però solo per un po’ di tempo, finché rimane chiusa in un mondo tutto suo e di Hans. Quando però ha contatti con il suo vecchio mondo, la sua personalità torna a galla e le provoca grandi crisi che l’amore per Hans non può risolvere.
Amore è scelta unica e definitiva. Hans dice di essere monogamo: è incapace di amare qualcun altro al di fuori di Maria e pensa che anche lei si dovrebbe sentire a disagio nella sua nuova condizione di moglie di un altro.
Amore è isolamento. Mentre si scoprono i propri sentimenti, ci si chiude in un mondo distaccato dal resto della realtà; si provano gioie grandissime, si vive l’uno per l’altro, il resto non c’è più.
Amore è gelosia. Per tutto ciò che Maria non dà più ad Hans ma a Zupfner, egli la considera una traditrice.
Amore è sofferenza. Maria soffre per le rinunce. Hans, che in realtà ha rinunciato a ben poco, soffre tremendamente per l’abbandono di Maria: la sua mente e il suo corpo non possono fare a meno di lei; questa sofferenza arriva al punto da rovinargli la carriera e persino la vita.
FAMIGLIA
La famiglia di Hans è una famiglia tipicamente borghese in cui non c’è nessun dialogo tra i genitori: ognuno si occupa delle sue cose e ignora l’altro. Particolarmente difficile è il rapporto genitori-figli: i genitori non si sforzano di capire i figli e si attirano rabbia e odio (Hans madre) o indifferenza e distacco (Hans padre). Migliore è il rapporto tra i fratelli legati fra loro (da bambini) da solidarietà ed affetto; in particolare è fortissimo il legame che lega Hans alla sorella maggiore Henriette: la rievoca in continuazione dopo la sua morte, come una vittima non tanto del nazismo quanto del fanatismo della madre.

RELIGIONE
Nel testo vengono evidenziate posizioni antitetiche delle due religioni: quella protestante (originaria della famiglia di Hans) e quella cattolica (tipica di Maria e dei suoi amici). Hans non sposa nessuna “chiesa”.
Come la politica, la religione ha un modo tutto suo per allineare le persone e togliere loro libertà.
La religione cattolica viene presentata come un mondo chiuso: Maria e Hans frequentano il circolo dei cattolici che si ritrovano solo tra di loro e fanno sempre i loro discorsi fumosi. Anche Leo, il fratello di Hans, alla fine è chiuso nel convitto con i suoi agi e le sue regole e non scavalca il muro neppure per aiutarlo.
Personaggi
HANS SCHNIER
E’ il protagonista assoluto del romanzo.
Manifesta, sin da ragazzo, uno spirito ribelle e una personalità molto forte.
Pur essendo protestante, viene iscritto in una scuola cattolica. Trascorre l’infanzia a Bonn con i genitori, il fratello Leo e la sorella Heriette; la sua famiglia è ricchissima ma egli non gode mai della ricchezza. Studia al liceo, e a ventun anni si innamora perdutamente di Maria. Abbandono gli studi per fare il clown, seguito da Maria con la quale convive per cinque anni.
Coinvolto da lei, frequenta il Circolo dei cattolici ma in ogni ambiente esprime apertamente le sue idee senza mezzi termini e con molto sarcasmo.
Dice di sentirsi “un clown che fa raccolta di attimi”: della realtà coglie solo ciò che lo colpisce cioè i particolari più espressivi di ogni situazione per cui in effetti non risulta realista.
MARIA DERKUM
E’ una ragazza semplice, molto emotiva e simpatica, sensibile e generosissima. Del suo aspetto fisico si sa ben poco: ha i capelli scuri e la pelle chiara; Hans è colpito dalla sua bellezza e in modo particolare dalle sue mani.
Figlia del signor Derkum, Maria ha un tenore di vita molto basso; è arrivata con fatica alla soglia della maturità mantenendosi agli studi per mezzo del negozietto del padre.
Da ragazza frequenta la casa della gioventù tedesca dove ha un buon rapporto di amicizia con Zupfner; da adulta frequenta il circolo dei cattolici di cui fa parte anche lui.
Quando ha modo di conoscere Hans, frequentatore assiduo di suo padre, lo apprezza subito e nel momento in cui questo le chiede di fare l’amore con lei, Maria, seppure combattuta per le sue regole cattoliche, si butta nelle sue braccia ed accetta il suo amore.
Così, dimenticando gli studi, il giorno dopo parte per Colonia dove Hans la raggiunge e dove trascorre con lui un certo periodo da vohemien.
Lo segue poi di città in città, ma quando ricomincia a frequentare i suoi amici cattolici ha una crisi di coscienza: vorrebbe che Hans la sposasse e firmasse l’impegno ad educare i figli secondo la religione cattolica; Hans all’inizio non è d’accordo ma pur di tenere Maria, si dichiara disposto anche a questo. La ragazza però sente che questa sarebbe una forzatura e una scelta ipocrita per Hans, per cui “fa quel che deve fare”: se ne torna a Bonn dove è accolta a braccia aperte dai suoi amici cattolici; poco più tardi sposerà Zupfner diventando la First Lady dei cattolici.
Il personaggio all’inizio ha una connotazione positiva, ma c’è un’evoluzione negativa.
HENRIETTE
Era la sorella di Hans; una bella ragazza: bionda, bravissima giocatrice di tennis. Hans ricorda di averla vista per l’ultima volta sull’autobus: lui aveva pensato che stesse andando ad una gita scolastica, ma dalla mamma aveva poi saputo che Henriette era partita per arruolarsi volontaria nella flak (1945).
Da quel momento non avevano più avuto sue notizie finché era arrivata la notizia della sua morte. Aveva 16 anni!!! Hans ne mantiene un ricordo bellissimo; in modo particolare ha presente il suo abbigliamento (su quell’autobus) e la sua voce straordinariamente profonda, limpida e chiara. Alla notizia della sua morte Hans ha avuto una reazione fortissima: ha incendiato tutto ciò che le apparteneva; ma la sua mancanza è viva nella carta del mazzo (il 7 di cuori) che Henriette aveva buttato nel fuoco in un momento di stizza.
E’ un personaggio connotato sempre in modo positivo.
LEO
E’ il fratello di un paio di anni più giovane di lui. I due condividono l’esperienza quotidiana della famiglia.
Di quando erano piccoli, Hans in particolare lo ricorda mentre seguiva le esercitazioni “militari” dei giovani nazisti, quando gli aveva detto che voleva diventare un “lupo mannaro”.
Da adulto è una persona priva di esigenze, non fuma, non beve, non dà alcuna importanza al denaro.
Anche quando sono più grandi, Hans considera Leo un confidente; gli confida subito la sua storia con Maria e la sua decisione di andarsene con lei a Colonia.
Da adulti i due vanno per strade differenti: Leo dapprima dice di voler seguir la carriera militare, ma poi sceglie quella ecclesiastica convertendosi al cattolicesimo.
Saltuariamente Hans e Leo si sentono; anche alla fine è Hans che lo cerca per chiedergli aiuto, ma Leo per non contravvenire alle regole del convitto, lo lascia solo.
LA MADRE
Hans dice che per lui è morta e che non sente di niente. Prova risentimento nei suoi confronti sin da quando era bambino. La ricorda infatti, ai tempi della sua infanzia, quando lei aveva accettato il fanatismo razzista e lo sosteneva: non ha impedito alla figlia di andare volontaria e partire, dicendo che ognuno “deve fare quel che può per difendere la nostra cara terra tedesca dagli ebrei” (gli Schnier però ci fanno i soldi con quella cara terra); ha concesso l’uso del parco per l’addestramento dei giovani nazisti.
Quando Hans venne accusato di essere un disfattista (a 11 anni), dopo essere stato rinchiuso, ha subito un vero e proprio processo alla presenza del comandante dei giovani nazisti, del direttore della scuola e dei suoi genitori; la madre non solo non lo ha difeso, ma ha affermato che non avrebbe più avuto la sua protezione se non fosse tornato sulla “giusta strada”. E’ stato quello il momento in cui Hans per primo ha preso le distanze da lei.
Hans la ricorda come una donna dura, acida, avara fino all’inverosimile; fa persino economia sul cibo in tavola (non fa niente se poi Hans la scopre una volta in cantina a mangiarsi una fetta di pane col prosciutto).
Nel dopoguerra rimane fanatica (di ciò che va di moda al momento) e avara. Accoglie in casa gli artisti più impensati e li mantiene, ma non accetta il figlio per quello che è e Hans, per scroccarle una manciata di mandorle o di sigarette, si mescola ai suoi ospiti del jour fixe (ricevimento).
Da lei di certo Hans non si aspetta nessun aiuto.
E’ un personaggio con connotazione negativa senza nessuna esitazione.
IL PADRE
E’ rievocato da Hans in due occasioni dell’infanzia: al momento del suo “processo” il padre gli teneva una mano sulla spalla in senso di protezione; in un altro momento si era schierato in difesa della madre di Wieneken e di un’altra donna ricercate dai nazisti.
Ora Alfons Scnhier è diventato dottore honoris causa: è un grande industriale di Bonn, padrone di un bel pacchetto di azioni del carbone; si occupa della borsa e degli affari e si concede momenti di relax con la sua amante (bella e simpatica, ma piuttosto stupida e forse imbrogliona).
E’ l’unico che va a trovare Hans quando questo è in difficoltà, ma i due fanno una gran fatica a dialogare: non l’hanno mai fatto prima! Quando Hans gli racconta che da ragazzo non aveva avuto abbastanza da mangiare, il padre sembra cadere dal mondo delle nuvole: non se ne è mai accorto /è come se lui non ci fosse stato in quella casa) e questa scoperta lo fa veramente soffrire.
Propone a Hans di ricominciare gli studi a sue spese, ma Hans riconferma la sua decisione.
Gli fa presente però che è sul lastrico e che per almeno sei mesi avrà bisogno di denaro. Il padre sembra capire, ma alla fine se ne va senza dargli l’aiuto di cui ha bisogno.
Hans prova nei suoi confronti un po’ di compassione e non riesce ad essere duro con lui.
Alfons ha una connotazione generalmente negativa (ha fede solo nel denaro); c’è qualche episodio sporadico che lo fa apparire più positivo ma alla fine l’evoluzione è negativa.
GLI AMICI DI MARIA
Sono i cattolici del Circo: il prelato Sommerwild, capo religioso della Germania cattolica; Kinkel, il capo laico del gruppo, considerato uno degli uomini più capaci in fatto di politica sociale; Blothert, il fanatico sostenitore della pena di morte; Freudebel, l’erede spirituale di Kinkel; le mogli e le fidanzate, perfettamente allineate ai loro compagni.
In passato Hans li ha conosciuti e frequentati con Maria, ma non li ha mai sopportati.
Ora li cerca minacciandoli, per farsi dire dove è Maria ma nessuno di loro glielo rivela, se non alla fine Sommerwild.
Questi personaggi hanno sempre una connotazione negativa senza alcuna evoluzione.
Un caso particolare è Monica Silvs, che non sa bene come possa far parte del Circolo; è una ragazza molto cara, piena di sentimento, ha una voce saggia e forte. Si preoccupa veramente per Hans ed è piena di attenzione nei suoi confronti; quando però alla fine egli le telefona chiedendole di raggiungerlo, lei cerca di aiutarlo per telefono, ma poi lo lascia solo.
Anche Monica , come gli altri del Circolo, perde la connotazione positiva che aveva e evolve negativamente.

ZUPFNER
E’ un compagno d’infanzia di Maria. Hans lo aveva conosciuto da ragazzo: quando più di una volta Zupfner lo aveva invitato a giocare con la sua squadra di calcio, Hans aveva accettato volentieri, trovandolo anche simpatico; non aveva invece aderito agli inviti alle riunioni tra cattolici a cui Zupfner partecipava attivamente pur essendo giovanissimo.
Più avanti Hans ricorda di averlo visto in atteggiamento tenero con Maria; una volta, quando conviveva già con lui, Zupfner le aveva mandato dei fiori.
Ora è uno dei membri più importanti del circolo e Hans ne è tremendamente geloso perché gli ha portato via la sua Maria.
Inizialmente ha una connotazione positiva, con evoluzione negativa.
GLI AMICI DI HANS (naturalmente tutti personaggi con una connotazione positiva)
Il padre di Maria è il vecchio Derkum. Aspro e magro, molto più giovane di quanto sembri, con dei disturbi respiratori dovuti al fumo.
Viene considerato da tutti un fanatico politico, un comunista, ma, quando alla fine della guerra avrebbe potuto diventare borgomastro, viene ostacolato proprio dai comunisti.
Prima possedeva una tipografia, ora invece, a causa della sua personalità decisa e senza compromessi si è ridotto ad avere una semplice cartoleria dove vende persino dolciumi agli scolaretti.
Ha sempre avuto sempre molta simpatia verso Hans e lo ha aiutato molto a maturare e ad orientarsi verso scelte sempre coerenti.
EDGAR WIENEKEN
E’ l’unico compagno d’infanzia di Hans. In qualsiasi viene sempre visto come un “autentico figlio di operaio”.
Suo padre faceva il bagnino e poi il guardiano del campo che confinava con la casa degli Schnier. Hans al venerdì andava sempre a casa sua per la cena ed era sempre ben accolto.
Ora Edgar vive a Colonia ed è relatore culturale del partito socialista.
Anche da adulto rimane un personaggio semplice ed onesto, con un'unica fede, quella in alcune persone.
Quando Hans ha avuto bisogno, Edgar, l’ha sempre aiutato. Alla fine però non può intervenire, perché è lontano dalla Germania in viaggio di studio.
Karl e Sabina Edmonds formano una coppia semplice, sempre indaffarata a far quadrare il bilancio per mantenere i 4 figli.
Nonostante le difficoltà sono disponibili a sostenere sempre il loro amico Hans, anche con un semplice piatto di minestra.
Contestualizzazione
AMBIENTAZIONE
Il romanzo è ambientato in Germania (Renania); Hans si trova a Bonn nell’appartamento al quinto piano che gli ha regalato il nonno. Bonn appare come il fulcro del cattolicesimo tedesco.
Altra città in cui si svolgono i fatti rievocati è Colonia: è qui che Hans ricorda un periodo di vita con Maria, è qui che vive l’amico Wieneken.
Viene nominata anche la zona dell’eifel dove i politici sono impegnati nei comizi elettorali dei democratici cristiani tedeschi; è a Erfert che Hans incontra la commissione culturale del partito comunista.
Il periodo storico in questione è il dopoguerra; il testo evidenzia l’intensa attività politica e religiosa (strettamente collegate fra loro) di quegli anni. L’attenzione è puntata sullo stile di vita delle famiglie borghesi (gli Schnier) e di altre con tenori di vita più semplici e più difficili da sostenere (gli Edmonds).
L’autore sottolinea come in Germania in quei tempi era facile pentirsi dei grossi errori del passato e bastasse questo pentimento a mettere a posto le coscienze. Basta pensare che si diventava dottori honoris causa anche se si avevano precedenti non proprio meritevoli.
Herbert Kalick, il quattordicenne, cinico e fanatico comandante dei giovani nazisti che nel ’45 predicava inflessibile durezza per i disfattisti, nel dopoguerra riceve la Croce al merito federale, onorificenza ricevuta per meriti nella divulgazione del pensiero democratico tra la gioventù.
La madre di Hans, che durante il nazismo sosteneva forti teorie anti semitiche, nel dopoguerra è la presidente del comitato centrale per i contrasti razziali.

Problematizzazione
SCELTA DI VITA LIBERA O BORGHESE
Hans rifiuta la vita borghese per fare il clown; la sua è una scelta di libertà che all’inizio gli viene naturale, perché gli permette di fare e di dire sempre ciò che vuole.
Quando però è ridotto alla disperazione, si ferma a riflettere sulle prospettive future; le possibilità sono tre: 1 (gettarsi nel protestantesimo; si può mettere al servizio del padre lavorando nell’industria di carbone, in un ufficio anonimo, a preparare assegni; oppure può riappacificarsi con la madre e seguirne l’esempio cioè recitare perennemente la parte del giovane tedesco pentito); 2 (buttarsi nel mondo cattolico per restare vicino a Maria e sfruttare ogni occasione per rinfacciare la sua scelta e farla sentire colpevole); 3 (può prendere la sua chitarra ed andare a elemosinare mettendosi addosso la maschera che gli pare e piace.
Nei primi due casi diventerebbe borghese, schiavo del lavoro e del denaro, dell’ipocrisia e del perbenismo interessato. Hans opta per la terza ipotesi scegliendo ancora una volta la vita libera; questa volta è una scelta più sofferta e ragionata: infatti egli è consapevole delle rinunce che può comportare, ma pensando all'amico Wieneken prende la sua decisione.

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Contenuto dell’opera
Il protagonista è Hans, un clown che da poco tempo si è dato all’alcool per sfuggire ad una fortissima delusione d’amore; questo incide in modo negativo sulla sua carriera finché una sera durante uno spettacolo, scivola in scena e si danneggia un ginocchio.
Dopo cinque anni di spostamenti da un albergo all’altro è così costretto a ritornare alla sua casa di Bonn, dove vive solo, con la prospettiva di dover star lontano dalle scene almeno per sei mesi.
E’ ridotto sul lastrico e tremendamente amareggiato dall’amore non corrisposto e dall’ambiente ipocrita che lo circonda; con grande malinconia, passa in rassegna col pensiero gli episodi e i personaggi della sua vita. E’ in questo modo che ci fa conoscere la sua storia e ci presenta le persone con cui ha avuto a che fare: la sua famiglia, l’amore, i conoscenti e gli amici, il tutto in modo piuttosto confuso e disordinato e alternando presente e passato in continuazione.
Hans racconta tutto ciò che gli passa per la mente e riferisce, oltre alle sue riflessioni le telefonate fatte in cerca di quell’aiuto che nessuno gli darà. Alla fine perduta Maria e perso il lavoro, si copre il viso con una maschera bianca che, secondo lui, corrisponde a come si sente: morto; prende la chitarra e va a mettersi fuori dalla stazione a cantare le litanie, di fianco a lui ha il cappello in cui aspetta che qualcuno butti qualche soldo e qualche sigaretta. La cosa più buffa ma amara è che si accorge che è carnevale per cui la gente non fa caso alla sua “stranezza”.

Analisi delle tematiche
AMICIZIA
L’autore presenta l’amicizia come un qualcosa di importante ma molto raro.
Amicizia è accettazione dell’altro: i veri amici di Hans (Edgar Wieneken in particolare) sono gli unici a trattarlo con naturalezza e semplicità: non gliene vogliono perché è ricco, né lo esaltano per questo; lo accettano così come è. Amicizia è sincerità: sapendo di poter contare sull’amicizia di Wieneken, Hans con lui esprime liberamente sé stesso, in tutti i suoi aspetti; non si fa riguardo e non ha mai paura di essere giudicato male; l’unica cosa di cui si preoccupa è di non ferirlo.
Amicizia è solidarietà: Wieneken è sempre pronto ad aiutare Hans, in qualsiasi momento, Senza chiedergli spiegazioni neppure quando forse potrebbe discuterne le scelte; se lo vede nel bisogno lo aiuta.
POLITICA
Viene vista come una “cosa sporca”.
Il più delle volte politica è ipocrisia; i politici del romanzo sono persone quasi sempre false che passano facilmente da una posizione all’altra seguendo le regole dell’opportunismo.
Nel romanzo ci vengono presentati personaggi connotati in senso estremamente negativo che hanno raggiunto onorificenze e cariche nel mondo politico.
Hans non si schiera apertamente per nessuna posizione politica; sicuramente preferisce i semplici e i popolani e sembrerebbe un uomo di sinistra, ma in realtà si definisce egli stesso un anarchico che rifiuta ogni “chiesa”.
Da piccolo non sopporta il fanatismo nazista e ne coglie sino da allora, la drammaticità; da adulto è molto attento a non cadere nei trabocchetti quotidiani della politica: è disposto a conoscere la “politica” che lo circonda, ma non scende mai a compromessi; il suo atteggiamento estremamente critico lo spinge, per esempio, a rifiutare di utilizzare i propri “pezzi” da clown per muovere la gente a criticare solo per imitazione (così accade durante una visita ai comunisti).
AMORE
Nel testo l’amore viene presentato come un sentimento fortissimo, irrazionale, difficile da controllare.
Amore è rinuncia. Chi ama come Maria abbandona tutto, anche gli studi, il padre, gli amici, la rispettabilità. La ragazza, per amore di Hans va al di là delle regole cattoliche, che le sono proprie, e della moralità del suo ambiente; sta bene però solo per un po’ di tempo, finché rimane chiusa in un mondo tutto suo e di Hans. Quando però ha contatti con il suo vecchio mondo, la sua personalità torna a galla e le provoca grandi crisi che l’amore per Hans non può risolvere.
Amore è scelta unica e definitiva. Hans dice di essere monogamo: è incapace di amare qualcun altro al di fuori di Maria e pensa che anche lei si dovrebbe sentire a disagio nella sua nuova condizione di moglie di un altro.
Amore è isolamento. Mentre si scoprono i propri sentimenti, ci si chiude in un mondo distaccato dal resto della realtà; si provano gioie grandissime, si vive l’uno per l’altro, il resto non c’è più.
Amore è gelosia. Per tutto ciò che Maria non dà più ad Hans ma a Zupfner, egli la considera una traditrice.
Amore è sofferenza. Maria soffre per le rinunce. Hans, che in realtà ha rinunciato a ben poco, soffre tremendamente per l’abbandono di Maria: la sua mente e il suo corpo non possono fare a meno di lei; questa sofferenza arriva al punto da rovinargli la carriera e persino la vita.
FAMIGLIA
La famiglia di Hans è una famiglia tipicamente borghese in cui non c’è nessun dialogo tra i genitori: ognuno si occupa delle sue cose e ignora l’altro. Particolarmente difficile è il rapporto genitori-figli: i genitori non si sforzano di capire i figli e si attirano rabbia e odio (Hans madre) o indifferenza e distacco (Hans padre). Migliore è il rapporto tra i fratelli legati fra loro (da bambini) da solidarietà ed affetto; in particolare è fortissimo il legame che lega Hans alla sorella maggiore Henriette: la rievoca in continuazione dopo la sua morte, come una vittima non tanto del nazismo quanto del fanatismo della madre.

RELIGIONE
Nel testo vengono evidenziate posizioni antitetiche delle due religioni: quella protestante (originaria della famiglia di Hans) e quella cattolica (tipica di Maria e dei suoi amici). Hans non sposa nessuna “chiesa”.
Come la politica, la religione ha un modo tutto suo per allineare le persone e togliere loro libertà.
La religione cattolica viene presentata come un mondo chiuso: Maria e Hans frequentano il circolo dei cattolici che si ritrovano solo tra di loro e fanno sempre i loro discorsi fumosi. Anche Leo, il fratello di Hans, alla fine è chiuso nel convitto con i suoi agi e le sue regole e non scavalca il muro neppure per aiutarlo.
Personaggi
HANS SCHNIER
E’ il protagonista assoluto del romanzo.
Manifesta, sin da ragazzo, uno spirito ribelle e una personalità molto forte.
Pur essendo protestante, viene iscritto in una scuola cattolica. Trascorre l’infanzia a Bonn con i genitori, il fratello Leo e la sorella Heriette; la sua famiglia è ricchissima ma egli non gode mai della ricchezza. Studia al liceo, e a ventun anni si innamora perdutamente di Maria. Abbandono gli studi per fare il clown, seguito da Maria con la quale convive per cinque anni.
Coinvolto da lei, frequenta il Circolo dei cattolici ma in ogni ambiente esprime apertamente le sue idee senza mezzi termini e con molto sarcasmo.
Dice di sentirsi “un clown che fa raccolta di attimi”: della realtà coglie solo ciò che lo colpisce cioè i particolari più espressivi di ogni situazione per cui in effetti non risulta realista.
MARIA DERKUM
E’ una ragazza semplice, molto emotiva e simpatica, sensibile e generosissima. Del suo aspetto fisico si sa ben poco: ha i capelli scuri e la pelle chiara; Hans è colpito dalla sua bellezza e in modo particolare dalle sue mani.
Figlia del signor Derkum, Maria ha un tenore di vita molto basso; è arrivata con fatica alla soglia della maturità mantenendosi agli studi per mezzo del negozietto del padre.
Da ragazza frequenta la casa della gioventù tedesca dove ha un buon rapporto di amicizia con Zupfner; da adulta frequenta il circolo dei cattolici di cui fa parte anche lui.
Quando ha modo di conoscere Hans, frequentatore assiduo di suo padre, lo apprezza subito e nel momento in cui questo le chiede di fare l’amore con lei, Maria, seppure combattuta per le sue regole cattoliche, si butta nelle sue braccia ed accetta il suo amore.
Così, dimenticando gli studi, il giorno dopo parte per Colonia dove Hans la raggiunge e dove trascorre con lui un certo periodo da vohemien.
Lo segue poi di città in città, ma quando ricomincia a frequentare i suoi amici cattolici ha una crisi di coscienza: vorrebbe che Hans la sposasse e firmasse l’impegno ad educare i figli secondo la religione cattolica; Hans all’inizio non è d’accordo ma pur di tenere Maria, si dichiara disposto anche a questo. La ragazza però sente che questa sarebbe una forzatura e una scelta ipocrita per Hans, per cui “fa quel che deve fare”: se ne torna a Bonn dove è accolta a braccia aperte dai suoi amici cattolici; poco più tardi sposerà Zupfner diventando la First Lady dei cattolici.
Il personaggio all’inizio ha una connotazione positiva, ma c’è un’evoluzione negativa.
HENRIETTE
Era la sorella di Hans; una bella ragazza: bionda, bravissima giocatrice di tennis. Hans ricorda di averla vista per l’ultima volta sull’autobus: lui aveva pensato che stesse andando ad una gita scolastica, ma dalla mamma aveva poi saputo che Henriette era partita per arruolarsi volontaria nella flak (1945).
Da quel momento non avevano più avuto sue notizie finché era arrivata la notizia della sua morte. Aveva 16 anni!!! Hans ne mantiene un ricordo bellissimo; in modo particolare ha presente il suo abbigliamento (su quell’autobus) e la sua voce straordinariamente profonda, limpida e chiara. Alla notizia della sua morte Hans ha avuto una reazione fortissima: ha incendiato tutto ciò che le apparteneva; ma la sua mancanza è viva nella carta del mazzo (il 7 di cuori) che Henriette aveva buttato nel fuoco in un momento di stizza.
E’ un personaggio connotato sempre in modo positivo.
LEO
E’ il fratello di un paio di anni più giovane di lui. I due condividono l’esperienza quotidiana della famiglia.
Di quando erano piccoli, Hans in particolare lo ricorda mentre seguiva le esercitazioni “militari” dei giovani nazisti, quando gli aveva detto che voleva diventare un “lupo mannaro”.
Da adulto è una persona priva di esigenze, non fuma, non beve, non dà alcuna importanza al denaro.
Anche quando sono più grandi, Hans considera Leo un confidente; gli confida subito la sua storia con Maria e la sua decisione di andarsene con lei a Colonia.
Da adulti i due vanno per strade differenti: Leo dapprima dice di voler seguir la carriera militare, ma poi sceglie quella ecclesiastica convertendosi al cattolicesimo.
Saltuariamente Hans e Leo si sentono; anche alla fine è Hans che lo cerca per chiedergli aiuto, ma Leo per non contravvenire alle regole del convitto, lo lascia solo.
LA MADRE
Hans dice che per lui è morta e che non sente di niente. Prova risentimento nei suoi confronti sin da quando era bambino. La ricorda infatti, ai tempi della sua infanzia, quando lei aveva accettato il fanatismo razzista e lo sosteneva: non ha impedito alla figlia di andare volontaria e partire, dicendo che ognuno “deve fare quel che può per difendere la nostra cara terra tedesca dagli ebrei” (gli Schnier però ci fanno i soldi con quella cara terra); ha concesso l’uso del parco per l’addestramento dei giovani nazisti.
Quando Hans venne accusato di essere un disfattista (a 11 anni), dopo essere stato rinchiuso, ha subito un vero e proprio processo alla presenza del comandante dei giovani nazisti, del direttore della scuola e dei suoi genitori; la madre non solo non lo ha difeso, ma ha affermato che non avrebbe più avuto la sua protezione se non fosse tornato sulla “giusta strada”. E’ stato quello il momento in cui Hans per primo ha preso le distanze da lei.
Hans la ricorda come una donna dura, acida, avara fino all’inverosimile; fa persino economia sul cibo in tavola (non fa niente se poi Hans la scopre una volta in cantina a mangiarsi una fetta di pane col prosciutto).
Nel dopoguerra rimane fanatica (di ciò che va di moda al momento) e avara. Accoglie in casa gli artisti più impensati e li mantiene, ma non accetta il figlio per quello che è e Hans, per scroccarle una manciata di mandorle o di sigarette, si mescola ai suoi ospiti del jour fixe (ricevimento).
Da lei di certo Hans non si aspetta nessun aiuto.
E’ un personaggio con connotazione negativa senza nessuna esitazione.
IL PADRE
E’ rievocato da Hans in due occasioni dell’infanzia: al momento del suo “processo” il padre gli teneva una mano sulla spalla in senso di protezione; in un altro momento si era schierato in difesa della madre di Wieneken e di un’altra donna ricercate dai nazisti.
Ora Alfons Scnhier è diventato dottore honoris causa: è un grande industriale di Bonn, padrone di un bel pacchetto di azioni del carbone; si occupa della borsa e degli affari e si concede momenti di relax con la sua amante (bella e simpatica, ma piuttosto stupida e forse imbrogliona).
E’ l’unico che va a trovare Hans quando questo è in difficoltà, ma i due fanno una gran fatica a dialogare: non l’hanno mai fatto prima! Quando Hans gli racconta che da ragazzo non aveva avuto abbastanza da mangiare, il padre sembra cadere dal mondo delle nuvole: non se ne è mai accorto /è come se lui non ci fosse stato in quella casa) e questa scoperta lo fa veramente soffrire.
Propone a Hans di ricominciare gli studi a sue spese, ma Hans riconferma la sua decisione.
Gli fa presente però che è sul lastrico e che per almeno sei mesi avrà bisogno di denaro. Il padre sembra capire, ma alla fine se ne va senza dargli l’aiuto di cui ha bisogno.
Hans prova nei suoi confronti un po’ di compassione e non riesce ad essere duro con lui.
Alfons ha una connotazione generalmente negativa (ha fede solo nel denaro); c’è qualche episodio sporadico che lo fa apparire più positivo ma alla fine l’evoluzione è negativa.
GLI AMICI DI MARIA
Sono i cattolici del Circo: il prelato Sommerwild, capo religioso della Germania cattolica; Kinkel, il capo laico del gruppo, considerato uno degli uomini più capaci in fatto di politica sociale; Blothert, il fanatico sostenitore della pena di morte; Freudebel, l’erede spirituale di Kinkel; le mogli e le fidanzate, perfettamente allineate ai loro compagni.
In passato Hans li ha conosciuti e frequentati con Maria, ma non li ha mai sopportati.
Ora li cerca minacciandoli, per farsi dire dove è Maria ma nessuno di loro glielo rivela, se non alla fine Sommerwild.
Questi personaggi hanno sempre una connotazione negativa senza alcuna evoluzione.
Un caso particolare è Monica Silvs, che non sa bene come possa far parte del Circolo; è una ragazza molto cara, piena di sentimento, ha una voce saggia e forte. Si preoccupa veramente per Hans ed è piena di attenzione nei suoi confronti; quando però alla fine egli le telefona chiedendole di raggiungerlo, lei cerca di aiutarlo per telefono, ma poi lo lascia solo.
Anche Monica , come gli altri del Circolo, perde la connotazione positiva che aveva e evolve negativamente.

ZUPFNER
E’ un compagno d’infanzia di Maria. Hans lo aveva conosciuto da ragazzo: quando più di una volta Zupfner lo aveva invitato a giocare con la sua squadra di calcio, Hans aveva accettato volentieri, trovandolo anche simpatico; non aveva invece aderito agli inviti alle riunioni tra cattolici a cui Zupfner partecipava attivamente pur essendo giovanissimo.
Più avanti Hans ricorda di averlo visto in atteggiamento tenero con Maria; una volta, quando conviveva già con lui, Zupfner le aveva mandato dei fiori.
Ora è uno dei membri più importanti del circolo e Hans ne è tremendamente geloso perché gli ha portato via la sua Maria.
Inizialmente ha una connotazione positiva, con evoluzione negativa.
GLI AMICI DI HANS (naturalmente tutti personaggi con una connotazione positiva)
Il padre di Maria è il vecchio Derkum. Aspro e magro, molto più giovane di quanto sembri, con dei disturbi respiratori dovuti al fumo.
Viene considerato da tutti un fanatico politico, un comunista, ma, quando alla fine della guerra avrebbe potuto diventare borgomastro, viene ostacolato proprio dai comunisti.
Prima possedeva una tipografia, ora invece, a causa della sua personalità decisa e senza compromessi si è ridotto ad avere una semplice cartoleria dove vende persino dolciumi agli scolaretti.
Ha sempre avuto sempre molta simpatia verso Hans e lo ha aiutato molto a maturare e ad orientarsi verso scelte sempre coerenti.
EDGAR WIENEKEN
E’ l’unico compagno d’infanzia di Hans. In qualsiasi viene sempre visto come un “autentico figlio di operaio”.
Suo padre faceva il bagnino e poi il guardiano del campo che confinava con la casa degli Schnier. Hans al venerdì andava sempre a casa sua per la cena ed era sempre ben accolto.
Ora Edgar vive a Colonia ed è relatore culturale del partito socialista.
Anche da adulto rimane un personaggio semplice ed onesto, con un'unica fede, quella in alcune persone.
Quando Hans ha avuto bisogno, Edgar, l’ha sempre aiutato. Alla fine però non può intervenire, perché è lontano dalla Germania in viaggio di studio.
Karl e Sabina Edmonds formano una coppia semplice, sempre indaffarata a far quadrare il bilancio per mantenere i 4 figli.
Nonostante le difficoltà sono disponibili a sostenere sempre il loro amico Hans, anche con un semplice piatto di minestra.
Contestualizzazione
AMBIENTAZIONE
Il romanzo è ambientato in Germania (Renania); Hans si trova a Bonn nell’appartamento al quinto piano che gli ha regalato il nonno. Bonn appare come il fulcro del cattolicesimo tedesco.
Altra città in cui si svolgono i fatti rievocati è Colonia: è qui che Hans ricorda un periodo di vita con Maria, è qui che vive l’amico Wieneken.
Viene nominata anche la zona dell’eifel dove i politici sono impegnati nei comizi elettorali dei democratici cristiani tedeschi; è a Erfert che Hans incontra la commissione culturale del partito comunista.
Il periodo storico in questione è il dopoguerra; il testo evidenzia l’intensa attività politica e religiosa (strettamente collegate fra loro) di quegli anni. L’attenzione è puntata sullo stile di vita delle famiglie borghesi (gli Schnier) e di altre con tenori di vita più semplici e più difficili da sostenere (gli Edmonds).
L’autore sottolinea come in Germania in quei tempi era facile pentirsi dei grossi errori del passato e bastasse questo pentimento a mettere a posto le coscienze. Basta pensare che si diventava dottori honoris causa anche se si avevano precedenti non proprio meritevoli.
Herbert Kalick, il quattordicenne, cinico e fanatico comandante dei giovani nazisti che nel ’45 predicava inflessibile durezza per i disfattisti, nel dopoguerra riceve la Croce al merito federale, onorificenza ricevuta per meriti nella divulgazione del pensiero democratico tra la gioventù.
La madre di Hans, che durante il nazismo sosteneva forti teorie anti semitiche, nel dopoguerra è la presidente del comitato centrale per i contrasti razziali.

Problematizzazione
SCELTA DI VITA LIBERA O BORGHESE
Hans rifiuta la vita borghese per fare il clown; la sua è una scelta di libertà che all’inizio gli viene naturale, perché gli permette di fare e di dire sempre ciò che vuole.
Quando però è ridotto alla disperazione, si ferma a riflettere sulle prospettive future; le possibilità sono tre: 1 (gettarsi nel protestantesimo; si può mettere al servizio del padre lavorando nell’industria di carbone, in un ufficio anonimo, a preparare assegni; oppure può riappacificarsi con la madre e seguirne l’esempio cioè recitare perennemente la parte del giovane tedesco pentito); 2 (buttarsi nel mondo cattolico per restare vicino a Maria e sfruttare ogni occasione per rinfacciare la sua scelta e farla sentire colpevole); 3 (può prendere la sua chitarra ed andare a elemosinare mettendosi addosso la maschera che gli pare e piace.
Nei primi due casi diventerebbe borghese, schiavo del lavoro e del denaro, dell’ipocrisia e del perbenismo interessato. Hans opta per la terza ipotesi scegliendo ancora una volta la vita libera; questa volta è una scelta più sofferta e ragionata: infatti egli è consapevole delle rinunce che può comportare, ma pensando all'amico Wieneken prende la sua decisione.

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