Niente di nuovo sul fronte occidentale

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale
Download:956
Data:01.02.2001
Numero di pagine:16
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
niente-nuovo-fronte-occidentale_1.zip (Dimensione: 8.55 Kb)
trucheck.it_niente-di-nuovo-sul-fronte-occidentale.doc     32.5 Kb
readme.txt     59 Bytes


Testo

NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE
Erich Maria Remarque

L’idea dominante che si trae dal romanzo di Remarque è la guerra che incancellabile sottrae all’individuo ogni possibile felicità. Se, infatti, si muore o si diventa pazzi, tutto il resto della vita è sconvolto da quest’esperienza. Il reduce di fatto è ossessionato dal proprio passato che riemerge con tutto il suo orrore e impedisce la visione del futuro. Come dice nell’introduzione Remarque, il libro è solo il tentativo di raffigurare una generazione la quale, anche se sfuggì alle granate, fu distrutta dalla guerra.
Il romanzo inizia con una descrizione del fronte ove i reduci del secondo squadrone ricevono razione doppia di viveri e sigarette poiché lo squadrone era stato decimato. Si procede quindi ad una breve descrizione dei personaggi: Alberto Kropp testardo; Muller 5° che ancora sotto il fuoco ripete le formule di fisica e ripensa continuamente alla scuola; Leer donnaiolo e infine il protagonista Paolo Baumer. Tutti e quattro provengono dalla stessa classe. Oltre a questi vi sono Tjaden il fabbro con uno stomaco di ferro, Haje Westhus scavatore di torba, Detering un contadino che pensa solo alla famiglia e Stanislao Katzinski il capo della squadra con un infallibile ingegno e sesto senso. Essi in coda per il rancio con una furba mossa riescono a convincere il cuciniere a distribuire tutto il rancio, i sigari e le sigarette. Sono descritte le latrine come il luogo ove il soldato ritrova tranquillità. Inizia ora l’analessi in cui è descritto il professore che li spinse all’arruolamento: Kantorek. Egli con i suoi discorsi ha spinto perfino Giuseppe Behm all’arruolamento. Egli è stato uno ei primi a cadere e morì orribilmente. Finita l’’analessi si ritorna al presente ove Paolo e i suoi compagni vanno a trovare all’ospedale da campo il compagno ferito Kemmerich. Giunti, dopo aver chiesto ad un infermiere apprendono che gli sono state amputate le gambe e che morirà quasi sicuramente. Il passato ritorna ogni tanto in mente a Paolo che ricorda quando era ancora in camera sua a scrivere opere o a fantasticare. Sa però che tutto ciò non potrà più avvenire. Compare un’altra analessi in cui racconta la vita in caserma. Qui si accorgono che in dieci settimane hanno imparato più che in dieci anni di scuola, imparano che non ci sarà la divina commedia a salvargli la pelle una volta in trincea e nemmeno le formule di fisica. L’unica cosa che lo salverà sarà ciò che avrà imparato durante l’addestramento. La classe è quindi spezzettata fra diversi squadroni e i nostri protagonisti finiscono nella squadra addestrata da Himmelstoss, portalettere che gli fa passare un addestramento d’inferno e che tutti si ricorderanno per sempre con desiderio di vendetta. Si ritorna ancora al presente quando poche ore dopo Kemmerich muore sotto gli occhi del disperato Paolo che cresciuto insieme a lui cerca di consolarlo e dargli coraggio ma tutto è inutile e in mezzo ad un vortice di morte e orrori provocati dalla guerra si sente svenire.
Sfortunatamente quando si hanno grandi perdite i battaglioni sono colmati con le reclute, ragazzi diciottenni che non sanno niente della guerra e finiscono per morire a grappoli senza aver fatto niente. Ciò rattrista molto Paolo che non capisce il senso di tutto quell’orrore.
Katzinski è insostituibile per la squadra: egli dovunque vada riesce trovare cibo e tutto ciò che serve. A sera di solito si beve birra, si mangia qualcosa e si fuma o si gioca a carte o ancora si scommette sui duelli aerei. Si ritorna quindi alla descrizione delle torture di Himmelstoss. La squadra era accecata dal desiderio di vendetta e così una sera Kropp, Tjaden, Haje e Paolo lo aspettano nascosti in una stradina buia e fermatolo iniziano a picchiarlo fino a quando non è costretto alla fuga. Una notte la squadra è inviata a stendere reticolati e sono lasciati in una foresta vicina alla trincea. Le reclute sono terrorizzate dai bombardamenti. Durante il ritorno, un attacco li raggiunge e sono costretti a nascondersi in un cimitero e nelle buche delle bombe. Sono lanciate granate a gas e tutto il cimitero è rivoltato. Nonostante ciò non ci sono molte perdite. Giunti alle baracche iniziano a discutere di ciò che farebbero se ci fosse la pace. Finalmente anche Himmelstoss giunge in trincea e iniziando una discussione è schernito e mette in prigione semplice Tjaden. La squadra giunta a discutere capisce che la guerra li ha resi inetti a tutto. Ora credono solo alla guerra. A Katzinski e a Paolo viene fame e quindi vanno in un pollaio dove dopo un po’ di peripezie catturano un oca e la mangiano portandone un po' anche a Tjaden. Sono rimandati in trincea e gli inglesi rafforzano l’artiglieria. Qui il soldato si può affidare solo al caso che è l’unica cosa che può salvarlo o ucciderlo. Un particolare fastidio lo recano le orde d’enormi topi che rubano il cibo. Con tutti i mezzi allora li si uccide finché non se ne vanno dagli inglesi che mangiano cibo migliore. La trincea è man mano demolita e i soldati alcuni dei quali impazziscono sono assorti in uno stato di terrore. Di notte non si può dormire , il cibo quando arriva e se arriva è freddo e cattivo, piovono bombe e pallottole , il terrore di un attacco fa rimanere sempre allerta : è un ritmo insostenibile. Le reclute si fanno prendere dalla fobia da trincea finché l’attacco nemico giunge. La ritirata è rapida ed è subito seguita da una nuova avanzata fin nelle linee nemiche dove si fa strage e da una nuova ritirata nelle vecchie trincee. Queste sono a pezzi e per guadagnare cento metri sono morti altrettanti uomini. Quando Paolo è di sentinella , i ricordi della cittadina natale e di tutto ciò che gli è caro gli ritornano in mente e suscitano tristezza. La consapevolezza di essere perduti è nel suo cuore. Si ritorna quindi alle baracche dove la vista dei morti e dei feriti è interminabile. Alcuni feriti sono anche lasciati morire perché troppo lontani o perché non trovati nonostante i gemiti. Le giornate di riposo passano cercando gli anelli dei razzi e i teli dei paracadute . Tornati in trincea ci si ritrova con Himmelstoss e avuto l’ordine di avanzare , le reclute escono falciate dalle mitragliatrici mentre Paolo inferocito cerca di tirare fuori Himmelstoss dalla trincea. Ci riescono le parole del superiore che giunto con i rinforzi si getta all’assalto. Nelle poche ore di riposo la squadra cerca di erudire le reclute che altrimenti sarebbero pane per i corvi. Giunti in trincea però il terrore li fa dimenticare. Haje muore con la schiena fracassata. Da 150 uomini , ora del secondo squadrone ne rimangono 32. Tutti vengono mandati a riposo. Se essi ripensassero alla guerra , morirebbero certo di dolore quindi cercano di non pensarci e si comportano come ragazzini. Ormai della vecchia classe non rimangono che in una dozzina. In questa nuova località , scoprono tre ragazze francesi e passano con loro la notte in cambio di cibo. Per loro ciò è una cosa stupenda poiché al fronte non ci sono donne. Paolo va in licenza a casa per 15 giorni e scopre che sua madre ha il cancro. I soldi scarseggiano e le sue giornate passano velocemente in tristezza e solitudine. Un giorno però è piacevole poiché va a trovare il suo amico Mittelstaedt che è diventato un superiore del vecchio professore Kantorek. Mittelstaedt lo fa lavorare come un forsennato per prendersi la rivincita su ciò che gli ha fatto passare al liceo. Oltre a lui c’è anche il bidello Boetcher che aiuta sempre Kantorek ad andare a prendere il pane dall’altra parte del paese. Per Paolo la licenza è un momento di sosta che rende tutto più penoso. Poi va anche a trovare la madre di Kemmerich che lo tortura per sapere come è morto il figlio. Terminata la licenza viene mandato 4 settimane in un corso. Le baracche si trovano vicino a un campo di prigionia per russi. Egli impietosito da essi è gentile e generoso con loro. Qui viene a sapere che la madre è ricoverata in ospedale e sarà operata per il cancro. Appena giunto dai suoi compagni vengono distribuite divise nuove perché l’imperatore fa un’ispezione. Dopo ciò gli sono però ritirate. Dopo un po' di riposo sono rimandati in linea e dopo aver attraversato un bosco pieno di cadaveri Paolo sceglie di andare in ricognizione per non fare un torto ai suoi compagni. Uscito , si rintana in una buca e preso dalla paura non riesce più a muoversi. Solo quando sente le voci dei compagni riprende coraggio ma dopo essere avanzato un po' si accorge di aver perso l’orientamento. Sentendo degli spari e combattimenti si rintana per più di un giorno in una buca finché non vi cade dentro anche un tipografo francese che viene accoltellato. Accorgendosi di ciò che ha fatto viene preso dallo sconforto e vi rimane per ore a fissarlo. Accorgendosi che è ancora vivo , lo cerca di curare ma muore. Ripresa la via di casa giunge finalmente in trincea dove racconta tutto agli amici. Dopo aver ricevuto l’ordine di sorvegliare un villaggio, si rintana con dei compagni in una cantina ben difesa. Qui mangiano a crepapelle e raccolgono letti , materassi e poltrone che quando il villaggio è quasi distrutto caricano su camion. Tornando indietro il convoglio è assaltato e Alberto e Paolo vengono feriti. Corrono per i campi fino a che non giungono a un ospedale ove ingessano la gamba e tolgono una scheggia a Paolo. Anche Alberto è ferito sopra il ginocchio e vengono trasportati in treno a un ospedale cattolico. Qui viene amputata una gamba ad Alberto. Dopo un po' di tempo Paolo viene mandato di nuovo al fronte. La guerra ha ridotto la squadra ad animali che usano l’istinto per sopravvivere.
Il destino dei compagni di Paolo è stato crudele:
Detering scappa ed è ucciso per diserzione; Bergher per salvare un cane riceve una pallottola nello stomaco; Muller muore con un razzo in pancia; Bartinck, il comandante muore in battaglia con una ferita al petto e una scheggia che gli fracassa il mento; la stessa scheggia uccide Leer; Katzinski muore mentre Paolo lo porta all’ospedale perché colpito da una scheggia alla testa e lo stesso Paolo muore nell’ottobre 1918 mentre il bollettino diceva: “ niente di nuovo sul fronte occidentale ”.
PUNTO DI VISTA:
il punto di vista è quello di Paolo che descrive la sua storia di trincea vissuta con una lieve speranza che si trasforma con il tempo in tristezza e orrore verso una vita che non sarà mai più la stessa per lui e per tutti coloro che hanno combattuto in quella maledetta guerra. Attraverso le sue riflessioni e i discorsi con gli altri commilitoni ci trasmette importanti insegnamenti su ciò a cui li ha ridotti la guerra.

ANALISI DEI PERSONAGGI:
PAOLO BAUMER:ragazzo diciannovenne proviene da una piccola cittadina tedesca ed è il protagonista. Molto sensibile , cerca di accantonare ciò che la guerra gli scatena dentro altrimenti ne rimarrebbe schiacciato. Così giovane è già così adulto ed è travolto dalla realtà che è la guerra anche se cerca di non farlo trasparire.

ALBERTO KROPP: anche lui diciannovenne, compagno di classe di Paolo è testardo e anche lui come Paolo è travolto dalla guerra. Con Paolo trascorrerà il periodo d’ospedale.Questo periodo lo distrugge in seguito all’amputamento della gamba che lo salva però da una morte orribile in trincea.

MULLER V: anche lui compagno di Paolo era molto bravo a scuola e cerca ancora sotto le armi di ricordarsi quegli anni per lui felici tanto che si ripete le formule di fisica in battaglia e commenta con se stesso i romanzi che lesse.

LEER: ultimo compagno di classe di Paolo, è stato il primo ad avere una ragazza e quando vanno a riposo nel paese ove incontrano le tre ragazze francesi è lui che trascina tutto il gruppo dando consigli e fantasticano.

TJADEN: fabbro tedesco è un compagno di Paolo di camerata e prova un odio profondo verso Himmelstoss che gli fece numerosi dispetti durante il periodo d’addestramento e quando giunge in trincea, per avergli risposto male finisce tre giorni in prigione.
HAJE WESTHUSS: scavatore di torba ha due mani che sembrano due vanghe. Partecipa all’agguato teso a Himmelstoss e lo sculaccia talmente forte che lo fa cadere per terra.

DETERING: contadino che pensa alla famiglia e alla sua fattoria per tutta la guerra e anche nella morte poiché scappa per tornare a casa ed è ucciso per diserzione.

STANISLAO KATZINSKI: sulla quarantina, è il capo del gruppo e in ogni luogo si trovi riesce sempre a scovare cibo e qualsiasi cosa possa servire. Ha un infallibile sesto senso e fiuta anche il pericolo. Infatti, prima di morire aveva avuto paura ed era la prima volta che provava veramente paura.

ANALISI DEL TESTO
PROLOGO: nel prologo sono presentati i protagonisti, il luogo dove si svolge il racconto e la storia recente del gruppo, da quando erano in caserma.
ESORDIO: presenta la vita al fronte e tutti i pericoli cui si andava incontro. Presenta la situazione degli ospedali e tutte le situazioni cui andavano incontro.
SVOLGIMENTO: vendono raccontati tutti gli avvenimenti, i sentimenti e le riflessioni che fa Paolo e la sua squadra. È la fase in cui il lettore riflette sul significato della guerra.
FINE: è presentato lo scioglimento di quella classe che un paio d’anni prima divagava sui libri di scuola e che ora è annientata. Descrive l’annientamento di una generazione.

ANALESSI: ce ne sono quattro
All’inizio è presentata la situazione quando Kantorek costringe tutti all’arruolamento. Poi ce n’è un’altra quando è descritta la metodica di Himmelstoss specialmente con Tjaden. Un'altra nel capitolo sei ove è raccontato uno squarcio di vita di Paolo e infine c’è quella che descrive l’atteggiamento di Kantorek con Mittelstaedt anche se è molto lieve.

PROLESSI: avvengono in corrispondenza delle analessi per riportare i fatti al presente e sono irrilevanti.

ELLISSI: avvengono quando si tralasciano racconti di guerra o quando Paolo in licenza non racconta profondamente cosa faceva a casa.

PAUSE: ce ne sono molte che descrivono ad esempio i pensieri e lo strato d’animo di Paolo come quando nelle fossa col tipografo da lui ucciso. Servono a far riflettere il lettore.

NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE
Erich Maria Remarque

L’idea dominante che si trae dal romanzo di Remarque è la guerra che incancellabile sottrae all’individuo ogni possibile felicità. Se, infatti, si muore o si diventa pazzi, tutto il resto della vita è sconvolto da quest’esperienza. Il reduce di fatto è ossessionato dal proprio passato che riemerge con tutto il suo orrore e impedisce la visione del futuro. Come dice nell’introduzione Remarque, il libro è solo il tentativo di raffigurare una generazione la quale, anche se sfuggì alle granate, fu distrutta dalla guerra.
Il romanzo inizia con una descrizione del fronte ove i reduci del secondo squadrone ricevono razione doppia di viveri e sigarette poiché lo squadrone era stato decimato. Si procede quindi ad una breve descrizione dei personaggi: Alberto Kropp testardo; Muller 5° che ancora sotto il fuoco ripete le formule di fisica e ripensa continuamente alla scuola; Leer donnaiolo e infine il protagonista Paolo Baumer. Tutti e quattro provengono dalla stessa classe. Oltre a questi vi sono Tjaden il fabbro con uno stomaco di ferro, Haje Westhus scavatore di torba, Detering un contadino che pensa solo alla famiglia e Stanislao Katzinski il capo della squadra con un infallibile ingegno e sesto senso. Essi in coda per il rancio con una furba mossa riescono a convincere il cuciniere a distribuire tutto il rancio, i sigari e le sigarette. Sono descritte le latrine come il luogo ove il soldato ritrova tranquillità. Inizia ora l’analessi in cui è descritto il professore che li spinse all’arruolamento: Kantorek. Egli con i suoi discorsi ha spinto perfino Giuseppe Behm all’arruolamento. Egli è stato uno ei primi a cadere e morì orribilmente. Finita l’’analessi si ritorna al presente ove Paolo e i suoi compagni vanno a trovare all’ospedale da campo il compagno ferito Kemmerich. Giunti, dopo aver chiesto ad un infermiere apprendono che gli sono state amputate le gambe e che morirà quasi sicuramente. Il passato ritorna ogni tanto in mente a Paolo che ricorda quando era ancora in camera sua a scrivere opere o a fantasticare. Sa però che tutto ciò non potrà più avvenire. Compare un’altra analessi in cui racconta la vita in caserma. Qui si accorgono che in dieci settimane hanno imparato più che in dieci anni di scuola, imparano che non ci sarà la divina commedia a salvargli la pelle una volta in trincea e nemmeno le formule di fisica. L’unica cosa che lo salverà sarà ciò che avrà imparato durante l’addestramento. La classe è quindi spezzettata fra diversi squadroni e i nostri protagonisti finiscono nella squadra addestrata da Himmelstoss, portalettere che gli fa passare un addestramento d’inferno e che tutti si ricorderanno per sempre con desiderio di vendetta. Si ritorna ancora al presente quando poche ore dopo Kemmerich muore sotto gli occhi del disperato Paolo che cresciuto insieme a lui cerca di consolarlo e dargli coraggio ma tutto è inutile e in mezzo ad un vortice di morte e orrori provocati dalla guerra si sente svenire.
Sfortunatamente quando si hanno grandi perdite i battaglioni sono colmati con le reclute, ragazzi diciottenni che non sanno niente della guerra e finiscono per morire a grappoli senza aver fatto niente. Ciò rattrista molto Paolo che non capisce il senso di tutto quell’orrore.
Katzinski è insostituibile per la squadra: egli dovunque vada riesce trovare cibo e tutto ciò che serve. A sera di solito si beve birra, si mangia qualcosa e si fuma o si gioca a carte o ancora si scommette sui duelli aerei. Si ritorna quindi alla descrizione delle torture di Himmelstoss. La squadra era accecata dal desiderio di vendetta e così una sera Kropp, Tjaden, Haje e Paolo lo aspettano nascosti in una stradina buia e fermatolo iniziano a picchiarlo fino a quando non è costretto alla fuga. Una notte la squadra è inviata a stendere reticolati e sono lasciati in una foresta vicina alla trincea. Le reclute sono terrorizzate dai bombardamenti. Durante il ritorno, un attacco li raggiunge e sono costretti a nascondersi in un cimitero e nelle buche delle bombe. Sono lanciate granate a gas e tutto il cimitero è rivoltato. Nonostante ciò non ci sono molte perdite. Giunti alle baracche iniziano a discutere di ciò che farebbero se ci fosse la pace. Finalmente anche Himmelstoss giunge in trincea e iniziando una discussione è schernito e mette in prigione semplice Tjaden. La squadra giunta a discutere capisce che la guerra li ha resi inetti a tutto. Ora credono solo alla guerra. A Katzinski e a Paolo viene fame e quindi vanno in un pollaio dove dopo un po’ di peripezie catturano un oca e la mangiano portandone un po' anche a Tjaden. Sono rimandati in trincea e gli inglesi rafforzano l’artiglieria. Qui il soldato si può affidare solo al caso che è l’unica cosa che può salvarlo o ucciderlo. Un particolare fastidio lo recano le orde d’enormi topi che rubano il cibo. Con tutti i mezzi allora li si uccide finché non se ne vanno dagli inglesi che mangiano cibo migliore. La trincea è man mano demolita e i soldati alcuni dei quali impazziscono sono assorti in uno stato di terrore. Di notte non si può dormire , il cibo quando arriva e se arriva è freddo e cattivo, piovono bombe e pallottole , il terrore di un attacco fa rimanere sempre allerta : è un ritmo insostenibile. Le reclute si fanno prendere dalla fobia da trincea finché l’attacco nemico giunge. La ritirata è rapida ed è subito seguita da una nuova avanzata fin nelle linee nemiche dove si fa strage e da una nuova ritirata nelle vecchie trincee. Queste sono a pezzi e per guadagnare cento metri sono morti altrettanti uomini. Quando Paolo è di sentinella , i ricordi della cittadina natale e di tutto ciò che gli è caro gli ritornano in mente e suscitano tristezza. La consapevolezza di essere perduti è nel suo cuore. Si ritorna quindi alle baracche dove la vista dei morti e dei feriti è interminabile. Alcuni feriti sono anche lasciati morire perché troppo lontani o perché non trovati nonostante i gemiti. Le giornate di riposo passano cercando gli anelli dei razzi e i teli dei paracadute . Tornati in trincea ci si ritrova con Himmelstoss e avuto l’ordine di avanzare , le reclute escono falciate dalle mitragliatrici mentre Paolo inferocito cerca di tirare fuori Himmelstoss dalla trincea. Ci riescono le parole del superiore che giunto con i rinforzi si getta all’assalto. Nelle poche ore di riposo la squadra cerca di erudire le reclute che altrimenti sarebbero pane per i corvi. Giunti in trincea però il terrore li fa dimenticare. Haje muore con la schiena fracassata. Da 150 uomini , ora del secondo squadrone ne rimangono 32. Tutti vengono mandati a riposo. Se essi ripensassero alla guerra , morirebbero certo di dolore quindi cercano di non pensarci e si comportano come ragazzini. Ormai della vecchia classe non rimangono che in una dozzina. In questa nuova località , scoprono tre ragazze francesi e passano con loro la notte in cambio di cibo. Per loro ciò è una cosa stupenda poiché al fronte non ci sono donne. Paolo va in licenza a casa per 15 giorni e scopre che sua madre ha il cancro. I soldi scarseggiano e le sue giornate passano velocemente in tristezza e solitudine. Un giorno però è piacevole poiché va a trovare il suo amico Mittelstaedt che è diventato un superiore del vecchio professore Kantorek. Mittelstaedt lo fa lavorare come un forsennato per prendersi la rivincita su ciò che gli ha fatto passare al liceo. Oltre a lui c’è anche il bidello Boetcher che aiuta sempre Kantorek ad andare a prendere il pane dall’altra parte del paese. Per Paolo la licenza è un momento di sosta che rende tutto più penoso. Poi va anche a trovare la madre di Kemmerich che lo tortura per sapere come è morto il figlio. Terminata la licenza viene mandato 4 settimane in un corso. Le baracche si trovano vicino a un campo di prigionia per russi. Egli impietosito da essi è gentile e generoso con loro. Qui viene a sapere che la madre è ricoverata in ospedale e sarà operata per il cancro. Appena giunto dai suoi compagni vengono distribuite divise nuove perché l’imperatore fa un’ispezione. Dopo ciò gli sono però ritirate. Dopo un po' di riposo sono rimandati in linea e dopo aver attraversato un bosco pieno di cadaveri Paolo sceglie di andare in ricognizione per non fare un torto ai suoi compagni. Uscito , si rintana in una buca e preso dalla paura non riesce più a muoversi. Solo quando sente le voci dei compagni riprende coraggio ma dopo essere avanzato un po' si accorge di aver perso l’orientamento. Sentendo degli spari e combattimenti si rintana per più di un giorno in una buca finché non vi cade dentro anche un tipografo francese che viene accoltellato. Accorgendosi di ciò che ha fatto viene preso dallo sconforto e vi rimane per ore a fissarlo. Accorgendosi che è ancora vivo , lo cerca di curare ma muore. Ripresa la via di casa giunge finalmente in trincea dove racconta tutto agli amici. Dopo aver ricevuto l’ordine di sorvegliare un villaggio, si rintana con dei compagni in una cantina ben difesa. Qui mangiano a crepapelle e raccolgono letti , materassi e poltrone che quando il villaggio è quasi distrutto caricano su camion. Tornando indietro il convoglio è assaltato e Alberto e Paolo vengono feriti. Corrono per i campi fino a che non giungono a un ospedale ove ingessano la gamba e tolgono una scheggia a Paolo. Anche Alberto è ferito sopra il ginocchio e vengono trasportati in treno a un ospedale cattolico. Qui viene amputata una gamba ad Alberto. Dopo un po' di tempo Paolo viene mandato di nuovo al fronte. La guerra ha ridotto la squadra ad animali che usano l’istinto per sopravvivere.
Il destino dei compagni di Paolo è stato crudele:
Detering scappa ed è ucciso per diserzione; Bergher per salvare un cane riceve una pallottola nello stomaco; Muller muore con un razzo in pancia; Bartinck, il comandante muore in battaglia con una ferita al petto e una scheggia che gli fracassa il mento; la stessa scheggia uccide Leer; Katzinski muore mentre Paolo lo porta all’ospedale perché colpito da una scheggia alla testa e lo stesso Paolo muore nell’ottobre 1918 mentre il bollettino diceva: “ niente di nuovo sul fronte occidentale ”.
PUNTO DI VISTA:
il punto di vista è quello di Paolo che descrive la sua storia di trincea vissuta con una lieve speranza che si trasforma con il tempo in tristezza e orrore verso una vita che non sarà mai più la stessa per lui e per tutti coloro che hanno combattuto in quella maledetta guerra. Attraverso le sue riflessioni e i discorsi con gli altri commilitoni ci trasmette importanti insegnamenti su ciò a cui li ha ridotti la guerra.

ANALISI DEI PERSONAGGI:
PAOLO BAUMER:ragazzo diciannovenne proviene da una piccola cittadina tedesca ed è il protagonista. Molto sensibile , cerca di accantonare ciò che la guerra gli scatena dentro altrimenti ne rimarrebbe schiacciato. Così giovane è già così adulto ed è travolto dalla realtà che è la guerra anche se cerca di non farlo trasparire.

ALBERTO KROPP: anche lui diciannovenne, compagno di classe di Paolo è testardo e anche lui come Paolo è travolto dalla guerra. Con Paolo trascorrerà il periodo d’ospedale.Questo periodo lo distrugge in seguito all’amputamento della gamba che lo salva però da una morte orribile in trincea.

MULLER V: anche lui compagno di Paolo era molto bravo a scuola e cerca ancora sotto le armi di ricordarsi quegli anni per lui felici tanto che si ripete le formule di fisica in battaglia e commenta con se stesso i romanzi che lesse.

LEER: ultimo compagno di classe di Paolo, è stato il primo ad avere una ragazza e quando vanno a riposo nel paese ove incontrano le tre ragazze francesi è lui che trascina tutto il gruppo dando consigli e fantasticano.

TJADEN: fabbro tedesco è un compagno di Paolo di camerata e prova un odio profondo verso Himmelstoss che gli fece numerosi dispetti durante il periodo d’addestramento e quando giunge in trincea, per avergli risposto male finisce tre giorni in prigione.
HAJE WESTHUSS: scavatore di torba ha due mani che sembrano due vanghe. Partecipa all’agguato teso a Himmelstoss e lo sculaccia talmente forte che lo fa cadere per terra.

DETERING: contadino che pensa alla famiglia e alla sua fattoria per tutta la guerra e anche nella morte poiché scappa per tornare a casa ed è ucciso per diserzione.

STANISLAO KATZINSKI: sulla quarantina, è il capo del gruppo e in ogni luogo si trovi riesce sempre a scovare cibo e qualsiasi cosa possa servire. Ha un infallibile sesto senso e fiuta anche il pericolo. Infatti, prima di morire aveva avuto paura ed era la prima volta che provava veramente paura.

ANALISI DEL TESTO
PROLOGO: nel prologo sono presentati i protagonisti, il luogo dove si svolge il racconto e la storia recente del gruppo, da quando erano in caserma.
ESORDIO: presenta la vita al fronte e tutti i pericoli cui si andava incontro. Presenta la situazione degli ospedali e tutte le situazioni cui andavano incontro.
SVOLGIMENTO: vendono raccontati tutti gli avvenimenti, i sentimenti e le riflessioni che fa Paolo e la sua squadra. È la fase in cui il lettore riflette sul significato della guerra.
FINE: è presentato lo scioglimento di quella classe che un paio d’anni prima divagava sui libri di scuola e che ora è annientata. Descrive l’annientamento di una generazione.

ANALESSI: ce ne sono quattro
All’inizio è presentata la situazione quando Kantorek costringe tutti all’arruolamento. Poi ce n’è un’altra quando è descritta la metodica di Himmelstoss specialmente con Tjaden. Un'altra nel capitolo sei ove è raccontato uno squarcio di vita di Paolo e infine c’è quella che descrive l’atteggiamento di Kantorek con Mittelstaedt anche se è molto lieve.

PROLESSI: avvengono in corrispondenza delle analessi per riportare i fatti al presente e sono irrilevanti.

ELLISSI: avvengono quando si tralasciano racconti di guerra o quando Paolo in licenza non racconta profondamente cosa faceva a casa.

PAUSE: ce ne sono molte che descrivono ad esempio i pensieri e lo strato d’animo di Paolo come quando nelle fossa col tipografo da lui ucciso. Servono a far riflettere il lettore.

Esempio



  



Come usare