Narciso e Boccadoro

Materie:Scheda libro
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Testo

Maura Zuccolotto 20 Ottobre 2000
HERMAN HESSE
NARCISO E BOCCADORO
AUTORE Herman Hesse (1877-1962) era di origini tedesche. Durante la prima guerra mondiale si trasferì in Svizzera e visse qui fino alla morte.
Premio Nobel nel 1946, è autore di opere di grandissimo successo, come Siddharta, Demian, Knulp, saggi e poesie.
ANNO di PUBBLICAZIONE 1930
TIPOLOGIA Testo narrativo
CONTENUTO La storia dell’amicizia tra Narciso e Boccadoro ha inizio quando quest’ultimo, un ragazzino con degli splendidi occhi azzurri, viene portato nel convento di Maribronn dal padre per introdurlo alla carriera monastica.
Il giovane, gentile e dolce, un po’ spaesato dalla nuova atmosfera, viene subito colpito da due persone: l’abate Daniele e il suo insegnante Narciso, col quale nasce una bella amicizia. La vita monastica non sembra poi così dura e tutto procede per il meglio, ma una notte, spinto dai compagni, Boccadoro scappa dal convento per incontrarsi con alcune ragazze. Da quella notte cambiò ogni cosa. Boccadoro non era più quello di prima, il suo animo era ossessionato dal pensiero di quella ragazza che gli aveva sorriso e lo stava aspettando fuori dalla vita chiusa del convento. Le preoccupazioni di Boccadoro erano tanto grandi che un giorno egli svenne, e fu poi curato a lungo da Padre Anselmo, preoccupato per la sua situazione come del resto lo era Narciso. Un giorno Boccadoro, mandato a sbrigare una commissione nel bosco per padre Anselmo, incontrò una giovane fanciulla, Lisa: da lì cominciò la sua nuova vita da vagabondo.
Tornato in convento Boccadoro salutò l’amico Narciso, e la notte stessa partì con la giovane. Passò una stupenda notte d’amore con lei, ma poi fu abbandonato, e continuò a vagabondare da solo.
Solo nella foresta, cominciò a pensare a sua madre, all’amico Narciso e a tutta la sua giovinezza. Gravato da questi pensieri, Boccadoro arrivò in un villaggio, fu ospite di una casa di contadini. Il mattino seguente ripartì, e dopo lunghi giorni di viaggio, giunse in un castello.
Qui venne ben accolto, e per ricambiare l’ospitalità, aiutò il padrone con il latino, materia che lui aveva imparato nel suo passato monastico.
Nel castello si innamorò di due giovani fanciulle: Lidia, che sembrava ricambiare il suo amore e Giulia, più timida.
Boccadoro cercava di piacere ad entrambe, ma il loro atteggiamento era molto diverso: la prima si sarebbe concessa a lui solo dopo il matrimonio, mentre la seconda lo respingeva con cattiveria.
Il padrone del castello scoprì però questo doppio gioco del giovane vagabondo e lo cacciò subito.
Boccadoro incontrò quindi Vittore, un uomo strano, che sembrava tutt’altro che gentile come voleva far credere. Infatti la notte tentò di uccidere il povero Boccadoro che, per difendersi, lo uccise.
Sconvolto, il povero giovane entrò in una chiesa dove per la prima volta vide un opera del maestro Nicola; Boccadoro si innamorò di quell’opera e da quel momento l’arte entrò in lui.
Dopo aver rintracciato l’autore in una città non tanto lontana, subito chiese se poteva esser un suo apprendista. Il maestro era incerto, ma alla fine accettò di tenere con sé Boccadoro.
Il giovane continuò a vagabondare, in cerca di ispirazioni:voleva realizzare Eva, la prima donna, con le sembianze di sua madre. Lungo il viaggio incontrò Roberto che a lungo gli fu compagno di viaggio insieme a Lena. I tre incontrarono però la peste che uccise Lena; poi Roberto fuggì e Boccadoro si trovò di nuovo da solo. Egli decise allora di tornare dal maestro Nicola, ma dopo un lungo viaggio fatto insieme a Rebecca, una giovane ebrea sola, scoprì che anche lui era morto.
Boccadoro si innamorò poi di Agnese, l’amante del padrone della città; una notte fu scoperto e condannato a morte, ma, a sorpresa, fu salvato dall’amico Narciso.
Boccaadoro ritornò allora in convento dove morì stanco, ma felice.
PERSONAGGI Come in tutti i romanzi di Herman Hesse, i personaggi hanno una caratterizzazione molto particolareggiata, sia per quanto riguarda l’aspetto fisico che, soprattutto, la psicologia.
NARCISO l’autore ce lo descrive come un bel giovane con gli occhi scuri, lo sguardo calmo e penetrante di pensatore, le labbra severe e ben disegnate.
Egli era molto apprezzato per la sua conoscenza del greco, la sua finezza, la taciturnità, anche se i suoi modi troppo composti irritavano alcune persone.
Narciso aveva un buon rapporto con l’abate Daniele, ma ancora di più si sentiva legato a Boccadoro, benché essi sembrassero diversi in tutto. Significativo, per comprendere il rapporto fra i due è questo passaggio: “…Non è il nostro compito quello di avvicinarci, come non si avvicinano tra loro il sole e la luna, o il mare e la Terra. Noi due, caro amico, siamo il sole e la luna, siamo il mare e la Terra. La nostra meta non è di trasformarci l’uno nell’altro, ma di conoscerci l’un l’altro e di imparare a vedere e a rispettare nell’altro ciò che egli è: il nostro opposto e il nostro complemento…Tu sei un artista, io un pensatore. Tu dormi sul petto della madre, io veglio nel deserto. A me splende il Sole, a te la Luna e le stelle.”
Narciso pensava continuamente a Boccadoro, voleva aiutarlo, guidarlo, e i loro animi restarono in sintonia anche quando i loro destini si divisero. Infatti fu proprio Narciso a salvare Boccadoro dalla morte.

BOCCADORO E’ lui il personaggio principale dl questo romanzo. Fin dall’inizio ci accorgiamo che viene colpito dalla figura di Narciso, la sua “fonte ispiratrice”.
Boccadoro, uno splendido ragazzino dagli occhi azzurri, aveva solo un padre e un vago ricordo della madre. E’ proprio la figura della madre che lo ossessiona, lo spaventa e allo stesso tempo lo attrae. In tutte le donne che incontra, nella loro tenerezza, nella loro passionalità Boccadoro ritrova il ricordo di sua madre.
Il suo amico Narciso gli stette sempre vicino, se non con il corpo, con la mente e le preghiere e alla fine riuscì a portarlo in salvo nel convento dove Boccadoro morì.
Attraverso l’arte, Boccadoro conobbe la vita, i volti dell’uomo, i segreti che stanno dentro ognuno di noi. Attraverso l’arte Boccadoro vuole conservare un ricordo di sé e soprattutto desidera far rivivere la figura della madre.
ABATE DANIELE E’ lui l’altro personaggio che attrae molto il giovane Boccadoro: “…egli poteva essere un santo, ma certo un dotto non era.” E’ quindi molto diverso da Narciso, non è colto, conosce poco il greco e il latino, ma di lui ci colpiscono la grande fede e la convinzione della bontà di tutte le cose.
LISA E’ la giovane con cui Boccadoro passa la prima notte d’amore. E’ una ragazza semplice, coi capelli neri e un viso abbronzato.
LIDIA E’ una delle ragazze di cui si innamora Boccadoro. I suoi capelli biondi e la sua tenerezza avevano attirato Boccadoro.
GIULIA E’ la sorella di Lidia, timida e fiera. Boccadoro si innamora anche di lei, per la sua freddezza ma soprattutto perché era molto provocante.
NICOLA E’ il maestro d’arte che introduce Boccadoro a questo nuovo mondo. Egli era molto paziente e riflessivo.
LENA Insieme a Roberto, è una compagna di viaggio di Boccadoro, una bella ragazza timida e inesperta che viene uccisa dalla peste.
LUOGO Il romanzo è ambientato in Germania nell’alto Medioevo; l’amicizia tra Narciso e Boccadoro nasce e finisce, con la morte di quest’ultimo, in un convento, la struttura più importante della società e della cultura medievale. Durante il romanzo, il “vagabondaggio” di Boccadoro lo porta a girare molti luoghi e ad incontrare persone di ogni tipo.
NARRAZIONE Il narratore è onnisciente ed esterno alla vicenda; la narrazione è ricca di pause che descrivono le riflessioni dei protagonisti.
TEMPO Il romanzo si articola intorno all’amicizia tra Narciso e Boccadoro; questa si svolge in una quarantina d’anni, da quando Boccadoro entra nel convento a quando muore in quello stesso convento, che non aveva mai dimenticato, dopo aver vagabondato per anni. Non ci sono però riferimenti temporali precisi, e la narrazione scorre attraverso le esperienze e i cambiamenti di Boccadoro.
GIUDIZIO Narciso e Boccadoro non è certo un libro che va preso alla leggera, è un testo che va letto con attenzione per potersi immedesimare nel racconto. Credo che sia molto interessante il racconto di un’amicizia che lega due persone diverse, quasi opposte, e che le tiene unite anche quando non sono vicine.
Le descrizioni sono molto profonde e riescono a coinvolgere il lettore nelle stesse sensazioni e negli stessi sentimenti vissuti da Boccadoro.
Attraverso le descrizioni psicologiche dei personaggi, il racconto di Herman Hesse diventa quindi una riflessione sulla vita e sull’esistenza dell’uomo, sui diversi modi di vivere, incarnati in due personaggi opposti, ma molto legati: Narciso e Boccadoro.

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Maura Zuccolotto 20 Ottobre 2000
HERMAN HESSE
NARCISO E BOCCADORO
AUTORE Herman Hesse (1877-1962) era di origini tedesche. Durante la prima guerra mondiale si trasferì in Svizzera e visse qui fino alla morte.
Premio Nobel nel 1946, è autore di opere di grandissimo successo, come Siddharta, Demian, Knulp, saggi e poesie.
ANNO di PUBBLICAZIONE 1930
TIPOLOGIA Testo narrativo
CONTENUTO La storia dell’amicizia tra Narciso e Boccadoro ha inizio quando quest’ultimo, un ragazzino con degli splendidi occhi azzurri, viene portato nel convento di Maribronn dal padre per introdurlo alla carriera monastica.
Il giovane, gentile e dolce, un po’ spaesato dalla nuova atmosfera, viene subito colpito da due persone: l’abate Daniele e il suo insegnante Narciso, col quale nasce una bella amicizia. La vita monastica non sembra poi così dura e tutto procede per il meglio, ma una notte, spinto dai compagni, Boccadoro scappa dal convento per incontrarsi con alcune ragazze. Da quella notte cambiò ogni cosa. Boccadoro non era più quello di prima, il suo animo era ossessionato dal pensiero di quella ragazza che gli aveva sorriso e lo stava aspettando fuori dalla vita chiusa del convento. Le preoccupazioni di Boccadoro erano tanto grandi che un giorno egli svenne, e fu poi curato a lungo da Padre Anselmo, preoccupato per la sua situazione come del resto lo era Narciso. Un giorno Boccadoro, mandato a sbrigare una commissione nel bosco per padre Anselmo, incontrò una giovane fanciulla, Lisa: da lì cominciò la sua nuova vita da vagabondo.
Tornato in convento Boccadoro salutò l’amico Narciso, e la notte stessa partì con la giovane. Passò una stupenda notte d’amore con lei, ma poi fu abbandonato, e continuò a vagabondare da solo.
Solo nella foresta, cominciò a pensare a sua madre, all’amico Narciso e a tutta la sua giovinezza. Gravato da questi pensieri, Boccadoro arrivò in un villaggio, fu ospite di una casa di contadini. Il mattino seguente ripartì, e dopo lunghi giorni di viaggio, giunse in un castello.
Qui venne ben accolto, e per ricambiare l’ospitalità, aiutò il padrone con il latino, materia che lui aveva imparato nel suo passato monastico.
Nel castello si innamorò di due giovani fanciulle: Lidia, che sembrava ricambiare il suo amore e Giulia, più timida.
Boccadoro cercava di piacere ad entrambe, ma il loro atteggiamento era molto diverso: la prima si sarebbe concessa a lui solo dopo il matrimonio, mentre la seconda lo respingeva con cattiveria.
Il padrone del castello scoprì però questo doppio gioco del giovane vagabondo e lo cacciò subito.
Boccadoro incontrò quindi Vittore, un uomo strano, che sembrava tutt’altro che gentile come voleva far credere. Infatti la notte tentò di uccidere il povero Boccadoro che, per difendersi, lo uccise.
Sconvolto, il povero giovane entrò in una chiesa dove per la prima volta vide un opera del maestro Nicola; Boccadoro si innamorò di quell’opera e da quel momento l’arte entrò in lui.
Dopo aver rintracciato l’autore in una città non tanto lontana, subito chiese se poteva esser un suo apprendista. Il maestro era incerto, ma alla fine accettò di tenere con sé Boccadoro.
Il giovane continuò a vagabondare, in cerca di ispirazioni:voleva realizzare Eva, la prima donna, con le sembianze di sua madre. Lungo il viaggio incontrò Roberto che a lungo gli fu compagno di viaggio insieme a Lena. I tre incontrarono però la peste che uccise Lena; poi Roberto fuggì e Boccadoro si trovò di nuovo da solo. Egli decise allora di tornare dal maestro Nicola, ma dopo un lungo viaggio fatto insieme a Rebecca, una giovane ebrea sola, scoprì che anche lui era morto.
Boccadoro si innamorò poi di Agnese, l’amante del padrone della città; una notte fu scoperto e condannato a morte, ma, a sorpresa, fu salvato dall’amico Narciso.
Boccaadoro ritornò allora in convento dove morì stanco, ma felice.
PERSONAGGI Come in tutti i romanzi di Herman Hesse, i personaggi hanno una caratterizzazione molto particolareggiata, sia per quanto riguarda l’aspetto fisico che, soprattutto, la psicologia.
NARCISO l’autore ce lo descrive come un bel giovane con gli occhi scuri, lo sguardo calmo e penetrante di pensatore, le labbra severe e ben disegnate.
Egli era molto apprezzato per la sua conoscenza del greco, la sua finezza, la taciturnità, anche se i suoi modi troppo composti irritavano alcune persone.
Narciso aveva un buon rapporto con l’abate Daniele, ma ancora di più si sentiva legato a Boccadoro, benché essi sembrassero diversi in tutto. Significativo, per comprendere il rapporto fra i due è questo passaggio: “…Non è il nostro compito quello di avvicinarci, come non si avvicinano tra loro il sole e la luna, o il mare e la Terra. Noi due, caro amico, siamo il sole e la luna, siamo il mare e la Terra. La nostra meta non è di trasformarci l’uno nell’altro, ma di conoscerci l’un l’altro e di imparare a vedere e a rispettare nell’altro ciò che egli è: il nostro opposto e il nostro complemento…Tu sei un artista, io un pensatore. Tu dormi sul petto della madre, io veglio nel deserto. A me splende il Sole, a te la Luna e le stelle.”
Narciso pensava continuamente a Boccadoro, voleva aiutarlo, guidarlo, e i loro animi restarono in sintonia anche quando i loro destini si divisero. Infatti fu proprio Narciso a salvare Boccadoro dalla morte.

BOCCADORO E’ lui il personaggio principale dl questo romanzo. Fin dall’inizio ci accorgiamo che viene colpito dalla figura di Narciso, la sua “fonte ispiratrice”.
Boccadoro, uno splendido ragazzino dagli occhi azzurri, aveva solo un padre e un vago ricordo della madre. E’ proprio la figura della madre che lo ossessiona, lo spaventa e allo stesso tempo lo attrae. In tutte le donne che incontra, nella loro tenerezza, nella loro passionalità Boccadoro ritrova il ricordo di sua madre.
Il suo amico Narciso gli stette sempre vicino, se non con il corpo, con la mente e le preghiere e alla fine riuscì a portarlo in salvo nel convento dove Boccadoro morì.
Attraverso l’arte, Boccadoro conobbe la vita, i volti dell’uomo, i segreti che stanno dentro ognuno di noi. Attraverso l’arte Boccadoro vuole conservare un ricordo di sé e soprattutto desidera far rivivere la figura della madre.
ABATE DANIELE E’ lui l’altro personaggio che attrae molto il giovane Boccadoro: “…egli poteva essere un santo, ma certo un dotto non era.” E’ quindi molto diverso da Narciso, non è colto, conosce poco il greco e il latino, ma di lui ci colpiscono la grande fede e la convinzione della bontà di tutte le cose.
LISA E’ la giovane con cui Boccadoro passa la prima notte d’amore. E’ una ragazza semplice, coi capelli neri e un viso abbronzato.
LIDIA E’ una delle ragazze di cui si innamora Boccadoro. I suoi capelli biondi e la sua tenerezza avevano attirato Boccadoro.
GIULIA E’ la sorella di Lidia, timida e fiera. Boccadoro si innamora anche di lei, per la sua freddezza ma soprattutto perché era molto provocante.
NICOLA E’ il maestro d’arte che introduce Boccadoro a questo nuovo mondo. Egli era molto paziente e riflessivo.
LENA Insieme a Roberto, è una compagna di viaggio di Boccadoro, una bella ragazza timida e inesperta che viene uccisa dalla peste.
LUOGO Il romanzo è ambientato in Germania nell’alto Medioevo; l’amicizia tra Narciso e Boccadoro nasce e finisce, con la morte di quest’ultimo, in un convento, la struttura più importante della società e della cultura medievale. Durante il romanzo, il “vagabondaggio” di Boccadoro lo porta a girare molti luoghi e ad incontrare persone di ogni tipo.
NARRAZIONE Il narratore è onnisciente ed esterno alla vicenda; la narrazione è ricca di pause che descrivono le riflessioni dei protagonisti.
TEMPO Il romanzo si articola intorno all’amicizia tra Narciso e Boccadoro; questa si svolge in una quarantina d’anni, da quando Boccadoro entra nel convento a quando muore in quello stesso convento, che non aveva mai dimenticato, dopo aver vagabondato per anni. Non ci sono però riferimenti temporali precisi, e la narrazione scorre attraverso le esperienze e i cambiamenti di Boccadoro.
GIUDIZIO Narciso e Boccadoro non è certo un libro che va preso alla leggera, è un testo che va letto con attenzione per potersi immedesimare nel racconto. Credo che sia molto interessante il racconto di un’amicizia che lega due persone diverse, quasi opposte, e che le tiene unite anche quando non sono vicine.
Le descrizioni sono molto profonde e riescono a coinvolgere il lettore nelle stesse sensazioni e negli stessi sentimenti vissuti da Boccadoro.
Attraverso le descrizioni psicologiche dei personaggi, il racconto di Herman Hesse diventa quindi una riflessione sulla vita e sull’esistenza dell’uomo, sui diversi modi di vivere, incarnati in due personaggi opposti, ma molto legati: Narciso e Boccadoro.

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