"Il piccolo principe" (Le Petit Prince)

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale
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Testo

TITOLO: “Il piccolo principe” (Originale: Le Petit Prince)

AUTORE: Antoine de Saint-Exupéry

CASA EDITRICE: Valentino Bompiani

ANNO I ED: 1949

GENERE DEL TESTO IN ESAME: Il testo in esame si può considerare in parte un testo autobiografico in parte un racconto fantasioso; autobiografico in quanto tutta la storia ha origine dalla caduta dell’aeroplano del pilota nel bel mezzo del deserto del Sahara, e fantasioso in quanto, leggendo il libro possiamo spaziare con la fantasia, visitando pianeti sconosciuti a tutti, alcuni dei quali sono abitati da una sola persona con una propria storia da raccontare, evidenziando molto la solitudine che caratterizza un po’ tutti i personaggi del romanzo, come vedremo in seguito.

COLLOCAZIONE TEMPORALE: I fatti narrati nel romanzo si svolgono in un’epoca contemporanea e più precisamente nel dicembre del 1935, quando il pilota è costretto ad un atterraggio di fortuna nel deserto del Sahara (causato da un avaria del suo aereo) che è un luogo dove è difficilissimo sopravvivere e soprattutto luogo in cui è difficilissimo incontrare un altro uomo e spesso ci si sente davvero soli.

INDIVIDUAZIONE DELLE TEMATICHE PRINCIPALI: Pur essendo un libro molto semplice e adatto alla letteratura per bambini, contiene delle tematiche sulle quali bisogna riflettere. La più evidente è quella riguardante l’infanzia; in questo libro l’infanzia è presentata dall’autore come il più bel periodo della vita di ciascuno, infatti Saint-Exupery ha avuto un infanzia felice, anche se perse il padre a soli quattro anni, in quanto sua madre è stata un educatrice molto dolce e davvero sensibile, che però vizia un po’ troppo i suoi cinque figli, finendo per viziarli e per far vivere loro un infanzia falsa che non li preparò certo ad una condizione sufficiente per vivere il futuro. Quest’infanzia come età favolosa spiega proprio, secondo me, il senso che l’autore vuol dare alla morte del protagonista: questo “bambino”, morendo, sfugge ai pericoli che si possono correre una volta terminata l’infanzia e soprattutto una volta tolta la protezione materna, passo fondamentale che permette di avviarsi verso l’età adulta. Ed è proprio sulla morte che vorrei fare un appunto: l’autore, infatti, non vuole avere una visione pessimistica della morte rifiutandola completamente, ma non vuole neanche sottomettersi ad essa con servilismo. Anch’io sono d’accordo con lui, anche perché mi sembra che la sua visione sia una via di mezzo tra due estremi e, come nella maggior parte dei casi, è sempre opportuno scegliere proprio la via di mezzo.
Un altro tema che ho riscontrato leggendo la vicenda, è quello dell’amicizia che, per l’autore, è un valore importantissimo di cui non si può fare a meno. In questo romanzo vi sono molti rapporti di amicizia, brevi o corti che essi siano, ma quello che più mi ha colpito è quello che si viene ad instaurare tra Il Piccolo Principe e la Volpe. A mio parere l’amicizia non è un valore importante solo all’interno del romanzo o valido solo per i bambini, ma è importantissimo per tutti, dai giovani agli anziani, dai ricchi ai poveri, dai racconti alla realtà; a questo proposito cito anche il proverbio “Chi trova un amico trova un tesoro” che evidenzia l’importanza di un amico e l’importanza per ognuno di avere un amico a cui poter confidare i propri segreti, su cui poter contare in caso di difficoltà, a cui chiedere aiuto in caso di pericolo, ma anche con cui condividere le gioie e i momenti più belli.

CARATTERISTICHE DEI PERSONAGGI PRINCIPALI: I personaggi di cui vorrei parlare soni i seguenti: il Piccolo Principe, il Pilota, l’Astronomo, il Re, l’Ubriacone, il Vanitoso, l’Uomo d’Affari, il Lampionaio, il Geografo, il Controllore, il Mercante, la Rosa, la Pecora, la Volpe e il Serpente.
Il Piccolo Principe: Il primo impatto che ho avuto dal protagonista del romanzo è quello di un misterioso bambino proveniente da un pianeta minuscolo, con tanta voglia di conoscere gli uomini e le loro abitudini. Questo piccolo principe, pur giungendo in una regione disabitata, non appare né smarrito, né tanto meno impaurito.
E’ un piccolo bimbo biondo e, come tale è pieno di entusiasmo, di voglia di sapere e di moltissima curiosità: è proprio per questo che, di ogni persona che incontra e di ogni cosa che vede, vuol sapere proprio tutto spesso diventando un pochino “noioso”. Leggendolo non possono non balzare all’occhio la sua semplicità, la sua genuinità e la sua innocenza in un mondo molto complesso ormai basato sull’ingiustizia e con un solo obbiettivo: l’utile personale.
Il Pilota: Del pilota, pur essendo un personaggio che considero importante, non ho trovato molto da dire: la sua persona rappresenta l’unica persona con il quale il piccolo principe abbia stretto un rapporto di amicizia sincero.
E’ una persona che non si scoraggia molto facilmente, soprattutto quando, all’inizio, si ritrova nell’immensità del deserto e, pur essendo solo, non si perda mai d’animo e cerca di uscire anche da quella situazione anche se non è per niente semplice. Nel finale, il pilota si dimostra molto fedele verso il Piccolo principe che vorrebbe morire per la sua partenza e, il pilota, risponde che non si dimenticherà mai di lui e gli sarà sempre vicino.
Il Lampionaio: Il Lampionaio è un uomo il cui lavoro è molto strano, deve accendere il lampione che sta sul suo pianeta ogni minuto, tutto per colpa di una consegna datagli quando la velocità di rotazione del suo pianeta era molto inferiore. Persino il Piccolo Principe rimane perplesso sul suo lavoro anche se lo ritiene interessante perché è come se ogni minuto si accendesse una nuova stella. Nonostante il consiglio del Piccolo Principe di camminare così da non dover mai accendere il lampione non soddisfa il Lampionaio che, nella vita, vorrebbe dormire.
Il Vanitoso: Il vanitoso è una persona molto strana che pensa che ogni visitatore sia lì solo per ammirarlo. Chiede al Piccolo Principe di ammirarlo, ma lui, ignorando questo termine, chiede spiegazioni e, una volta ricevutole, si offre di ammirare il Vanitoso, nonostante sia solo sul pianeta.
L’Uomo d’Affari: E’ un calcolatore, più che un uomo: non si degna neppure di salutare il Piccolo Principe al suo arrivo perché troppo impegnato con i suoi conti. Ha avuto la “brillante” idea di possedere le stelle e dice che sono sue solo perché nessuno ci aveva mai pensato prima. Dice che possedendo le stelle si sente ricco anche se alla fine, alla domanda del Piccolo Principe di cosa se ne farebbe di tutte le stelle non sa che rispondere, rimanendo “di stucco”.
L’Astronomo: L’Astronomo è, a mio parere colui che più si avvicina agli uomini del 2000; infatti pensa che tutto si possa risolvere con delle cifre e con i soldi. Mi colpisce molto la sua risposta al Piccolo Principe quando dice che non bisogna valutare una casa per la sua forma, il suo colore e la sua grandezza, ma per il suo prezzo.
Il Mercante: Il mercante, pur di risparmiare del tempo, assume delle pillole con le quali può calmare la sete; ma, fatti i conti, nota lui stesso che di quei 53 minuti guadagnati non sa effettivamente che farsene ed è qui che il Piccolo principe si permette di dargli un consiglio, dicendogli: “Cammina piano, piano verso la fontana”.
Il Geografo: il Geografo è una persona che stringe un buon rapporto con il Piccolo Principe. Il suo lavoro, a giudizio del Piccolo Principe è molto interessante ed è un lavoro vero, ma ciò che lo delude sta nel fatto che, non essendoci esploratori sul suo pianeta, lui non può fare niente e non sa indicare se vi siano oceani, monti o città; è così che chiede al piccolo principe di raccontargli la sua esperienza e accetta volentieri.
Il Re: Secondo me il Re è la persona più triste che il Piccolo Principe abbia incontrato durante il suo viaggio: è incredibile quale sia la sua voglia di poter comandare su qualcuno, ma di non poterlo fare perché sul suo pianeta non vi sono sudditi. Così appena il bambino arriva su quel pianeta il Re gli da un ordine. Però anche una persona abbastanza comprensiva e dava ordini ragionevoli infatti sa che, se ordinasse a un generale di trasformarsi in un uccello marino e lui non lo facesse la colpa sarebbe sua e non del povero generale.
Il controllore: Il controllore è una persona addetto allo smistamento delle persone. E’ molto paziente verso il piccolo principe, dando spiegazioni alle sue ripetute domande. Ammette anche lui che gli uomini non sono mai contenti dove stanno e vorrebbero sempre raggiungere un posto nuovo, ma non sanno neanche loro qual è questo posto. Verso la fine del colloqui con il piccolo Principe, anche lui ammette la fortuna dei bambini che hanno la mente piena di buoni pensieri e vivono tranquilli, “con il naso appiccicato ai vetri”.
L’Ubriacone: L’Ubriacone è una personalità molto strana, infatti si vergogna di bere, ma continua a farlo senza farsi troppi problemi e lasciando il Piccolo Principe, venuto a fargli visita, molto perplesso e incutendogli una grande malinconia.
La Volpe: La Volpe è un animale importante per il Piccolo Principe in quanto gli da degli insegnamenti essenziali e gli trasmette il valore dell’amicizia. E’ lei che si vuol fare addomesticare dal bambino per far si che si ricordi di lei anche quando non saranno più insieme. Per far si che il Piccolo Principe la consideri una volpe diversa da tutte le altre volpi, insomma la sua Volpe. E’ molto saggia in quanto spiega lei le tappe che il ragazzino deve compiere affinché l’addomestichi bene. Si nota anche la sua astuzia in quanto ha capito che il suo “giorno di vacanza” è il giovedì e in questo giorno può tranquillamente andare alla vigna perché i cacciatori sono al ballo che si tiene in paese.
La Rosa: La rosa è forse la cosa più importante che il Piccolo Principe possieda. La tratta con grande cura, le offre la colazione. Rimane molto male quando il Pilota gli regala una pecora e scoppia in lacrime perché pensa che se una pecora mangia l’erba potrebbe benissimo mangiare anche dei fiori, così si fa costruire una museruola per la Pecora ed un riparo per la sua Rosa. La Rosa, secondo me, si dimostra “tirannica” nei confronti del Piccolo Principe fino a farlo lavorare per lei.
Il Serpente: Il Serpente appare solo nel finale della storia e, se non fosse per il rumore causato dal Pilota, avrebbe morso e sicuramente ucciso il Piccolo Principe che però non sembrava molto turbato.
La Pecora: La Pecora è il mezzo della discordia tra due grandi amici come il Piccolo Principe e il Pilota. E’ lei che viene accusata di poter mangiare la Rosa e, così facendo, rischia di rovinare un’amicizia bellissima. E’ stata regalata dal Pilota al ragazzino affinché avesse compagnia sul suo pianeta e si ricordasse di lui.

LINGUA E STILE: Quello appena letto è, secondo me un libro molto semplice in quanto appartiene ai libri per la letteratura infantile. Nonostante ciò è adatto anche agli adulti in quanto, come detto prima, contiene degli ideali sui quali si dovrebbe molto riflettere: inoltre il linguaggio usato dall’autore è molto semplice e scorrevole, assicurando una veloce lettura del teso in esame. Leggendo questo libro ci si può chiedere se si tratti di un racconto a chiave o no! Per rispondere a questa domanda mi sono aiutato con la lettura di alcune critiche ed ho notato che si possono dare diverse interpretazioni: la prima risposta è sì, se si nota che al di sotto di una natura fiabesca si nasconde la volontà dell’autore di presentare l’uomo e i suoi diversi comportamenti, indipendentemente dal fatto che essi possano essere giusti o sbagliati, nobili o goffi. La seconda risposta è no, se per racconto a chiave intendiamo con racconto a chiave qualcosa che sta per essere scoperto da un momento all’altro, in quanto nel piccolo principe non si scopre mai tutto subito, ma leggendo possiamo sempre trovare un personaggio nuovo con un proprio carattere.

CONOSCENZA DELL’AUTORE: Dal testo non emergono importanti notizie sull’autore, nonostante io ritenga si tratti in parte di un racconto autobiografico. Posso comunque capire che l’autore è un pilota dell’età contemporanea, infatti ho letto che morì nel luglio del 1944 durante la sua ultima missione aerea.
Si può immaginare che abbia avuto un’infanzia felice infatti la ritiene il periodo più bello della sua vita. Si dice che sia stato un uomo molto generoso in quanto avrebbe comprato un intero carico di fiori per fare un piacere ad una povera fioraia. E’ un uomo che ama il ricordo della sua infanzia ma che combatteva con i potenti di questo mondo su aerei fino alla morte pur di ottenere giustizia.

GIUDIZIO PERSONALE DEL TESTO: Secondo me nel libro si possono vedere due differenti ideologie: una più oggettiva infatti questa è una favola scritta per i bambini, per gli adolescenti, e per gli adulti in quanto pur essendo una favola, insegna e non poco. Anche se va aggiunto che a non tutti gli adulti è consigliato questo libro, ma solo a quelli che sono disposti a fare un tuffo nel passato fino a rivivere la loro infanzia. Gli altri adulti, infatti, rifiutano di vedere alcuni fatti dagli occhi di un bambino e non riconoscono un elefante inghiottito da un boa, il che lascia perplesso l’autore e il suo modo di pensare; la seconda ideologia che traspare è più soggettiva ed è la seguente: la storia che lo stesso autore si racconta, poiché ha capito di possedere ancora le chiavi del mondo fiabesco della sua infanzia.
Inoltre si può evidenziare il rifiuto dell’autore alla compagnia troppo semplice, di persone superficiali, come quella dell’uomo d’affari incontrate dal viaggio del Principe.
Un altro tema che mi ha molto colpito è il tema della solitudine, infatti vi sono moltissime persone che si sentono sole e questo tema si ripresenta anche oggi ha più di cinquant’anni di distanza, quando Internet ha preso il sopravvento su tutto e facendo si che si chiacchieri con persone senza averle mai viste prima d’ora e non sapendo se ci dicano realmente chi sono o se ci ingannano; inoltre, a causa dell’invecchiamento della società, vi sono molti più anziani costretti a vivere soli.
Consiglio questo libro a chiunque non l’abbia ancora letto per la sua semplicità e per la sua ricchezza di contenuti. Penso che questo sia uno dei pochi libri che piaccia a tutti coloro che lo leggono.

FRASE O PAGINA PIù BELLA: Secondo me, in questo romanzo vi è un capitolo molto bello, che è il XXI, quello in cui si parla dell’amicizia tra la Volpe e il Piccolo Principe. Comunque, analizzerei una frase sempre presente all’interno di questo capitolo che dice: “…Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhio”. In questa frase, secondo me è concentrato il riassunto di un’amicizia vera, quell’amicizia che rende “un giorno diverso dagli altri giorni e una rosa diversa delle altre rose”. Sembrerà strano, ma è proprio così, l’amicizia che più mi ha colpito è proprio quella tra un ragazzino e una volpe: forse perché se oggi uno ti venisse a dire “Vorrei essere amico di una volpe” tu lo faresti immediatamente ricoverare in qualche manicomio accusandolo di essere pazzo o forse perché nel 2000 non c’è più tempo per dare spazio all’immaginazione e bisogna fare tutto di corsa, senza potersi mai fermare a riflettere. E’ questo, secondo me il grande problema: bisognerebbe aver più tempo per fermarsi e aiutare gli altri, stringendo rapporti di Amicizia veri e leali, non diventando amici di qualcuno solo per interesse personale.
Questo libro, alla fine mi è piaciuto e mi ha fatto capire che l’amicizia è importante non solo per dei bambini di 8 anni, ma anche per dei ragazzi che di anni ne hanno 15 e persino per gli adulti.

TITOLO: “Il piccolo principe” (Originale: Le Petit Prince)

AUTORE: Antoine de Saint-Exupéry

CASA EDITRICE: Valentino Bompiani

ANNO I ED: 1949

GENERE DEL TESTO IN ESAME: Il testo in esame si può considerare in parte un testo autobiografico in parte un racconto fantasioso; autobiografico in quanto tutta la storia ha origine dalla caduta dell’aeroplano del pilota nel bel mezzo del deserto del Sahara, e fantasioso in quanto, leggendo il libro possiamo spaziare con la fantasia, visitando pianeti sconosciuti a tutti, alcuni dei quali sono abitati da una sola persona con una propria storia da raccontare, evidenziando molto la solitudine che caratterizza un po’ tutti i personaggi del romanzo, come vedremo in seguito.

COLLOCAZIONE TEMPORALE: I fatti narrati nel romanzo si svolgono in un’epoca contemporanea e più precisamente nel dicembre del 1935, quando il pilota è costretto ad un atterraggio di fortuna nel deserto del Sahara (causato da un avaria del suo aereo) che è un luogo dove è difficilissimo sopravvivere e soprattutto luogo in cui è difficilissimo incontrare un altro uomo e spesso ci si sente davvero soli.

INDIVIDUAZIONE DELLE TEMATICHE PRINCIPALI: Pur essendo un libro molto semplice e adatto alla letteratura per bambini, contiene delle tematiche sulle quali bisogna riflettere. La più evidente è quella riguardante l’infanzia; in questo libro l’infanzia è presentata dall’autore come il più bel periodo della vita di ciascuno, infatti Saint-Exupery ha avuto un infanzia felice, anche se perse il padre a soli quattro anni, in quanto sua madre è stata un educatrice molto dolce e davvero sensibile, che però vizia un po’ troppo i suoi cinque figli, finendo per viziarli e per far vivere loro un infanzia falsa che non li preparò certo ad una condizione sufficiente per vivere il futuro. Quest’infanzia come età favolosa spiega proprio, secondo me, il senso che l’autore vuol dare alla morte del protagonista: questo “bambino”, morendo, sfugge ai pericoli che si possono correre una volta terminata l’infanzia e soprattutto una volta tolta la protezione materna, passo fondamentale che permette di avviarsi verso l’età adulta. Ed è proprio sulla morte che vorrei fare un appunto: l’autore, infatti, non vuole avere una visione pessimistica della morte rifiutandola completamente, ma non vuole neanche sottomettersi ad essa con servilismo. Anch’io sono d’accordo con lui, anche perché mi sembra che la sua visione sia una via di mezzo tra due estremi e, come nella maggior parte dei casi, è sempre opportuno scegliere proprio la via di mezzo.
Un altro tema che ho riscontrato leggendo la vicenda, è quello dell’amicizia che, per l’autore, è un valore importantissimo di cui non si può fare a meno. In questo romanzo vi sono molti rapporti di amicizia, brevi o corti che essi siano, ma quello che più mi ha colpito è quello che si viene ad instaurare tra Il Piccolo Principe e la Volpe. A mio parere l’amicizia non è un valore importante solo all’interno del romanzo o valido solo per i bambini, ma è importantissimo per tutti, dai giovani agli anziani, dai ricchi ai poveri, dai racconti alla realtà; a questo proposito cito anche il proverbio “Chi trova un amico trova un tesoro” che evidenzia l’importanza di un amico e l’importanza per ognuno di avere un amico a cui poter confidare i propri segreti, su cui poter contare in caso di difficoltà, a cui chiedere aiuto in caso di pericolo, ma anche con cui condividere le gioie e i momenti più belli.

CARATTERISTICHE DEI PERSONAGGI PRINCIPALI: I personaggi di cui vorrei parlare soni i seguenti: il Piccolo Principe, il Pilota, l’Astronomo, il Re, l’Ubriacone, il Vanitoso, l’Uomo d’Affari, il Lampionaio, il Geografo, il Controllore, il Mercante, la Rosa, la Pecora, la Volpe e il Serpente.
Il Piccolo Principe: Il primo impatto che ho avuto dal protagonista del romanzo è quello di un misterioso bambino proveniente da un pianeta minuscolo, con tanta voglia di conoscere gli uomini e le loro abitudini. Questo piccolo principe, pur giungendo in una regione disabitata, non appare né smarrito, né tanto meno impaurito.
E’ un piccolo bimbo biondo e, come tale è pieno di entusiasmo, di voglia di sapere e di moltissima curiosità: è proprio per questo che, di ogni persona che incontra e di ogni cosa che vede, vuol sapere proprio tutto spesso diventando un pochino “noioso”. Leggendolo non possono non balzare all’occhio la sua semplicità, la sua genuinità e la sua innocenza in un mondo molto complesso ormai basato sull’ingiustizia e con un solo obbiettivo: l’utile personale.
Il Pilota: Del pilota, pur essendo un personaggio che considero importante, non ho trovato molto da dire: la sua persona rappresenta l’unica persona con il quale il piccolo principe abbia stretto un rapporto di amicizia sincero.
E’ una persona che non si scoraggia molto facilmente, soprattutto quando, all’inizio, si ritrova nell’immensità del deserto e, pur essendo solo, non si perda mai d’animo e cerca di uscire anche da quella situazione anche se non è per niente semplice. Nel finale, il pilota si dimostra molto fedele verso il Piccolo principe che vorrebbe morire per la sua partenza e, il pilota, risponde che non si dimenticherà mai di lui e gli sarà sempre vicino.
Il Lampionaio: Il Lampionaio è un uomo il cui lavoro è molto strano, deve accendere il lampione che sta sul suo pianeta ogni minuto, tutto per colpa di una consegna datagli quando la velocità di rotazione del suo pianeta era molto inferiore. Persino il Piccolo Principe rimane perplesso sul suo lavoro anche se lo ritiene interessante perché è come se ogni minuto si accendesse una nuova stella. Nonostante il consiglio del Piccolo Principe di camminare così da non dover mai accendere il lampione non soddisfa il Lampionaio che, nella vita, vorrebbe dormire.
Il Vanitoso: Il vanitoso è una persona molto strana che pensa che ogni visitatore sia lì solo per ammirarlo. Chiede al Piccolo Principe di ammirarlo, ma lui, ignorando questo termine, chiede spiegazioni e, una volta ricevutole, si offre di ammirare il Vanitoso, nonostante sia solo sul pianeta.
L’Uomo d’Affari: E’ un calcolatore, più che un uomo: non si degna neppure di salutare il Piccolo Principe al suo arrivo perché troppo impegnato con i suoi conti. Ha avuto la “brillante” idea di possedere le stelle e dice che sono sue solo perché nessuno ci aveva mai pensato prima. Dice che possedendo le stelle si sente ricco anche se alla fine, alla domanda del Piccolo Principe di cosa se ne farebbe di tutte le stelle non sa che rispondere, rimanendo “di stucco”.
L’Astronomo: L’Astronomo è, a mio parere colui che più si avvicina agli uomini del 2000; infatti pensa che tutto si possa risolvere con delle cifre e con i soldi. Mi colpisce molto la sua risposta al Piccolo Principe quando dice che non bisogna valutare una casa per la sua forma, il suo colore e la sua grandezza, ma per il suo prezzo.
Il Mercante: Il mercante, pur di risparmiare del tempo, assume delle pillole con le quali può calmare la sete; ma, fatti i conti, nota lui stesso che di quei 53 minuti guadagnati non sa effettivamente che farsene ed è qui che il Piccolo principe si permette di dargli un consiglio, dicendogli: “Cammina piano, piano verso la fontana”.
Il Geografo: il Geografo è una persona che stringe un buon rapporto con il Piccolo Principe. Il suo lavoro, a giudizio del Piccolo Principe è molto interessante ed è un lavoro vero, ma ciò che lo delude sta nel fatto che, non essendoci esploratori sul suo pianeta, lui non può fare niente e non sa indicare se vi siano oceani, monti o città; è così che chiede al piccolo principe di raccontargli la sua esperienza e accetta volentieri.
Il Re: Secondo me il Re è la persona più triste che il Piccolo Principe abbia incontrato durante il suo viaggio: è incredibile quale sia la sua voglia di poter comandare su qualcuno, ma di non poterlo fare perché sul suo pianeta non vi sono sudditi. Così appena il bambino arriva su quel pianeta il Re gli da un ordine. Però anche una persona abbastanza comprensiva e dava ordini ragionevoli infatti sa che, se ordinasse a un generale di trasformarsi in un uccello marino e lui non lo facesse la colpa sarebbe sua e non del povero generale.
Il controllore: Il controllore è una persona addetto allo smistamento delle persone. E’ molto paziente verso il piccolo principe, dando spiegazioni alle sue ripetute domande. Ammette anche lui che gli uomini non sono mai contenti dove stanno e vorrebbero sempre raggiungere un posto nuovo, ma non sanno neanche loro qual è questo posto. Verso la fine del colloqui con il piccolo Principe, anche lui ammette la fortuna dei bambini che hanno la mente piena di buoni pensieri e vivono tranquilli, “con il naso appiccicato ai vetri”.
L’Ubriacone: L’Ubriacone è una personalità molto strana, infatti si vergogna di bere, ma continua a farlo senza farsi troppi problemi e lasciando il Piccolo Principe, venuto a fargli visita, molto perplesso e incutendogli una grande malinconia.
La Volpe: La Volpe è un animale importante per il Piccolo Principe in quanto gli da degli insegnamenti essenziali e gli trasmette il valore dell’amicizia. E’ lei che si vuol fare addomesticare dal bambino per far si che si ricordi di lei anche quando non saranno più insieme. Per far si che il Piccolo Principe la consideri una volpe diversa da tutte le altre volpi, insomma la sua Volpe. E’ molto saggia in quanto spiega lei le tappe che il ragazzino deve compiere affinché l’addomestichi bene. Si nota anche la sua astuzia in quanto ha capito che il suo “giorno di vacanza” è il giovedì e in questo giorno può tranquillamente andare alla vigna perché i cacciatori sono al ballo che si tiene in paese.
La Rosa: La rosa è forse la cosa più importante che il Piccolo Principe possieda. La tratta con grande cura, le offre la colazione. Rimane molto male quando il Pilota gli regala una pecora e scoppia in lacrime perché pensa che se una pecora mangia l’erba potrebbe benissimo mangiare anche dei fiori, così si fa costruire una museruola per la Pecora ed un riparo per la sua Rosa. La Rosa, secondo me, si dimostra “tirannica” nei confronti del Piccolo Principe fino a farlo lavorare per lei.
Il Serpente: Il Serpente appare solo nel finale della storia e, se non fosse per il rumore causato dal Pilota, avrebbe morso e sicuramente ucciso il Piccolo Principe che però non sembrava molto turbato.
La Pecora: La Pecora è il mezzo della discordia tra due grandi amici come il Piccolo Principe e il Pilota. E’ lei che viene accusata di poter mangiare la Rosa e, così facendo, rischia di rovinare un’amicizia bellissima. E’ stata regalata dal Pilota al ragazzino affinché avesse compagnia sul suo pianeta e si ricordasse di lui.

LINGUA E STILE: Quello appena letto è, secondo me un libro molto semplice in quanto appartiene ai libri per la letteratura infantile. Nonostante ciò è adatto anche agli adulti in quanto, come detto prima, contiene degli ideali sui quali si dovrebbe molto riflettere: inoltre il linguaggio usato dall’autore è molto semplice e scorrevole, assicurando una veloce lettura del teso in esame. Leggendo questo libro ci si può chiedere se si tratti di un racconto a chiave o no! Per rispondere a questa domanda mi sono aiutato con la lettura di alcune critiche ed ho notato che si possono dare diverse interpretazioni: la prima risposta è sì, se si nota che al di sotto di una natura fiabesca si nasconde la volontà dell’autore di presentare l’uomo e i suoi diversi comportamenti, indipendentemente dal fatto che essi possano essere giusti o sbagliati, nobili o goffi. La seconda risposta è no, se per racconto a chiave intendiamo con racconto a chiave qualcosa che sta per essere scoperto da un momento all’altro, in quanto nel piccolo principe non si scopre mai tutto subito, ma leggendo possiamo sempre trovare un personaggio nuovo con un proprio carattere.

CONOSCENZA DELL’AUTORE: Dal testo non emergono importanti notizie sull’autore, nonostante io ritenga si tratti in parte di un racconto autobiografico. Posso comunque capire che l’autore è un pilota dell’età contemporanea, infatti ho letto che morì nel luglio del 1944 durante la sua ultima missione aerea.
Si può immaginare che abbia avuto un’infanzia felice infatti la ritiene il periodo più bello della sua vita. Si dice che sia stato un uomo molto generoso in quanto avrebbe comprato un intero carico di fiori per fare un piacere ad una povera fioraia. E’ un uomo che ama il ricordo della sua infanzia ma che combatteva con i potenti di questo mondo su aerei fino alla morte pur di ottenere giustizia.

GIUDIZIO PERSONALE DEL TESTO: Secondo me nel libro si possono vedere due differenti ideologie: una più oggettiva infatti questa è una favola scritta per i bambini, per gli adolescenti, e per gli adulti in quanto pur essendo una favola, insegna e non poco. Anche se va aggiunto che a non tutti gli adulti è consigliato questo libro, ma solo a quelli che sono disposti a fare un tuffo nel passato fino a rivivere la loro infanzia. Gli altri adulti, infatti, rifiutano di vedere alcuni fatti dagli occhi di un bambino e non riconoscono un elefante inghiottito da un boa, il che lascia perplesso l’autore e il suo modo di pensare; la seconda ideologia che traspare è più soggettiva ed è la seguente: la storia che lo stesso autore si racconta, poiché ha capito di possedere ancora le chiavi del mondo fiabesco della sua infanzia.
Inoltre si può evidenziare il rifiuto dell’autore alla compagnia troppo semplice, di persone superficiali, come quella dell’uomo d’affari incontrate dal viaggio del Principe.
Un altro tema che mi ha molto colpito è il tema della solitudine, infatti vi sono moltissime persone che si sentono sole e questo tema si ripresenta anche oggi ha più di cinquant’anni di distanza, quando Internet ha preso il sopravvento su tutto e facendo si che si chiacchieri con persone senza averle mai viste prima d’ora e non sapendo se ci dicano realmente chi sono o se ci ingannano; inoltre, a causa dell’invecchiamento della società, vi sono molti più anziani costretti a vivere soli.
Consiglio questo libro a chiunque non l’abbia ancora letto per la sua semplicità e per la sua ricchezza di contenuti. Penso che questo sia uno dei pochi libri che piaccia a tutti coloro che lo leggono.

FRASE O PAGINA PIù BELLA: Secondo me, in questo romanzo vi è un capitolo molto bello, che è il XXI, quello in cui si parla dell’amicizia tra la Volpe e il Piccolo Principe. Comunque, analizzerei una frase sempre presente all’interno di questo capitolo che dice: “…Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhio”. In questa frase, secondo me è concentrato il riassunto di un’amicizia vera, quell’amicizia che rende “un giorno diverso dagli altri giorni e una rosa diversa delle altre rose”. Sembrerà strano, ma è proprio così, l’amicizia che più mi ha colpito è proprio quella tra un ragazzino e una volpe: forse perché se oggi uno ti venisse a dire “Vorrei essere amico di una volpe” tu lo faresti immediatamente ricoverare in qualche manicomio accusandolo di essere pazzo o forse perché nel 2000 non c’è più tempo per dare spazio all’immaginazione e bisogna fare tutto di corsa, senza potersi mai fermare a riflettere. E’ questo, secondo me il grande problema: bisognerebbe aver più tempo per fermarsi e aiutare gli altri, stringendo rapporti di Amicizia veri e leali, non diventando amici di qualcuno solo per interesse personale.
Questo libro, alla fine mi è piaciuto e mi ha fatto capire che l’amicizia è importante non solo per dei bambini di 8 anni, ma anche per dei ragazzi che di anni ne hanno 15 e persino per gli adulti.

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  1. princess

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