Morella

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Testo

ANALISI DEL TESTO

LIBRO: Racconti AUTORE: Edgar Allan Poe
RACCONTO: Morella

Fabula: Intreccio:
1. Presentazione della ragazza 1. Strano ripudio verso la ragazza
2. Esaltazione delle doti della ragazza 2. Lui desidera la morte di Morella
3. Morte di Morella 3. Predizione del futuro
4. Nasce loro figlia: Morella 4. Strano amore per la piccola
5. Morte della piccola
6. Drammatico finale

Il racconto di Morella, molto simile a quello di Ligeia, narra la storia del protagonista, di cui non si sa il nome, e di una giovane splendida e intelligente ragazza, ma l’amore provato all’inizio da lui si trasforma a poco a poco in terrore per non si sa quali oscuri motivi, alla morte della moglie, e la nascita della piccola, lui fu colto da improvvisa felicità, ma come notò che ella assomigliava in maniera a dir poco spaventosa alla madre defunta, provò un sentimento misto di terrore e amore.
Dopo la morte della prima Morella, il narratore evita di pronunciare il nome della defunta quasi lo volesse dimenticare, per non dover più provare quelle cose.
Morella, come Ligeia è dotata di una bellezza particolare che riesce ad estasiare il lettore, il narratore si sofferma a lungo sulla descrizione di tutte le sue doti non comuni, ma in un certo momento tutto questo incanto svanisce e il narratore viene turbato dalla voce che fin ora aveva descritto come incantevole, ma che ora provoca in lui sensazioni sgradevoli.
Il narratore, anche in questo caso corrisponde con il protagonista: egli è, infatti, omodiegetico, è in altre parole presente nella storia e narra i fatti in prima persona.
Poco prima della morte, Morella sussurra al marito che lui non riuscirà a dimenticarla, anzi la amerà ora più di prima, questo messaggio forse è anche quello che Poe vorrebbe mandare a sua moglie prima della morte, è quindi ancora più marcata la personificazione del personaggio con il narratore.
Il finale, molto insolito e ambiguo, può significare, come per Ligeia, due cose: la prima e più scontata ipotesi che si può fare, è quella della personificazione tra la persona di Poe nella vita reale, e quella della bambina nella narrazione, il narratore vede quindi l’immagine di Morella come un’immagine speculare alla sua e cerca di seguire, anche solo con l’immaginazione, la moglie dopo la morte; la seconda ipotesi, quella più improbabile a parer mio, è quella relativa alla nascita della piccola come una seconda vita della madre che almeno in questa vita cerca di farsi amare dal marito come lei avrebbe voluto essere amata ( e ciò spiegherebbe anche il finale).
Questo racconto, in ogni modo, non è molto originale, sembra quasi una copia del racconto di Ligeia, dato che la storia e le ipotesi che si possono fare su di essa sono quasi simili.

ANALISI DEL TESTO

LIBRO: Racconti AUTORE: Edgar Allan Poe
RACCONTO: Morella

Fabula: Intreccio:
1. Presentazione della ragazza 1. Strano ripudio verso la ragazza
2. Esaltazione delle doti della ragazza 2. Lui desidera la morte di Morella
3. Morte di Morella 3. Predizione del futuro
4. Nasce loro figlia: Morella 4. Strano amore per la piccola
5. Morte della piccola
6. Drammatico finale

Il racconto di Morella, molto simile a quello di Ligeia, narra la storia del protagonista, di cui non si sa il nome, e di una giovane splendida e intelligente ragazza, ma l’amore provato all’inizio da lui si trasforma a poco a poco in terrore per non si sa quali oscuri motivi, alla morte della moglie, e la nascita della piccola, lui fu colto da improvvisa felicità, ma come notò che ella assomigliava in maniera a dir poco spaventosa alla madre defunta, provò un sentimento misto di terrore e amore.
Dopo la morte della prima Morella, il narratore evita di pronunciare il nome della defunta quasi lo volesse dimenticare, per non dover più provare quelle cose.
Morella, come Ligeia è dotata di una bellezza particolare che riesce ad estasiare il lettore, il narratore si sofferma a lungo sulla descrizione di tutte le sue doti non comuni, ma in un certo momento tutto questo incanto svanisce e il narratore viene turbato dalla voce che fin ora aveva descritto come incantevole, ma che ora provoca in lui sensazioni sgradevoli.
Il narratore, anche in questo caso corrisponde con il protagonista: egli è, infatti, omodiegetico, è in altre parole presente nella storia e narra i fatti in prima persona.
Poco prima della morte, Morella sussurra al marito che lui non riuscirà a dimenticarla, anzi la amerà ora più di prima, questo messaggio forse è anche quello che Poe vorrebbe mandare a sua moglie prima della morte, è quindi ancora più marcata la personificazione del personaggio con il narratore.
Il finale, molto insolito e ambiguo, può significare, come per Ligeia, due cose: la prima e più scontata ipotesi che si può fare, è quella della personificazione tra la persona di Poe nella vita reale, e quella della bambina nella narrazione, il narratore vede quindi l’immagine di Morella come un’immagine speculare alla sua e cerca di seguire, anche solo con l’immaginazione, la moglie dopo la morte; la seconda ipotesi, quella più improbabile a parer mio, è quella relativa alla nascita della piccola come una seconda vita della madre che almeno in questa vita cerca di farsi amare dal marito come lei avrebbe voluto essere amata ( e ciò spiegherebbe anche il finale).
Questo racconto, in ogni modo, non è molto originale, sembra quasi una copia del racconto di Ligeia, dato che la storia e le ipotesi che si possono fare su di essa sono quasi simili.

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