Metello

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Testo

Metello
1. Presentazione bibliografica: "Metello" di Vasco Pratolini; edito per la prima volta dalla Vallecchi Editore nel 1955; fa parte della trilogia “una storia italiana”.
2. Genere dell’opera: romanzo storico, corrente del neorealismo.
3. Riassunto breve dell’intreccio: metello, cittadino di nascita ma cresciuto in campagna si trova ad affrontare la vita cittadina dopo che i suoi genitori adottivi si trovano costretti a partire per il belgio. In città il protagonista ritroverà amici del padre e se ne farà di nuovi, inserendosi un po’ alla volta nella realtà cittadina delle lotte di classe e degli scioperi. Attraverso molte donne, alcuni amici e “compagni”, qualche notte passata in prigione il protagonista dà al lettore una chiave di lettura per un momento storico ben preciso.
4. Tematiche:
• La presa di coscienza da parte della gente comune che l’Italia è una e tutti gli italiani si assomigliano –140-141
• Il male ed il bene sono in ognuno di noi e nessuno è cattivo e ti fa del male se tu non sei cattivo e non fai del male –144-
• Amore (adulterio, ricerca di sicurezza)
• Socialismo e sviluppo industriale
• Solidarietà di classe
• Anarchia (organizzazione _sindacati_ e disorganizzazione)
• Intreccio vita pubblica e privata
1. Personaggi principali:
• Metello: è il protagonista; nato a S. Niccolò (un quartiere di Firenze) da un padre renaiolo, rimane orfano prima della madre, poi del padre che muore sul lavoro, viene cresciuto dalla famiglia della balia a Rincine, ma a 15 anni fugge a Firenze dove incontra Betto che gli trova lavoro come muratore. D’ora in poi dovrà badare a se stesso e lavorare per mangiare. Fisicamente è un ragazzo e poi un uomo dalle mani grandi, forte, dai capelli neri, la pelle abbronzata dal sole; non riceve istruzione, ma le persone che gli stanno attorno gli fanno da maestri, gli insegnano dapprima le teorie anarchiche, poi quelle socialiste; psicologicamente è caparbio, furbo, equilibrato, ama il suo lavoro e le donne, è solidale, rispettoso, è un abile oratore; sul piano ideologico subisce una maturazione: dapprima è convinto che non bisogna mai essere né il primo né l’ultimo, secondo ciò che gli aveva insegnato Chellini, in seguito si convince che bisogna stare o da una parte o dall’altra, non ci sono vie di mezzo, bisogna essere decisi nella vita, e lui decide di appoggiare le idee socialiste senza mai però mettersi in mostra, ed anche se lui vuol "valere per uno" alla fine sarà costretto a prendere su di sé anche la responsabilità degli altri decidendo per tutti, giungendo alla conclusione che siamo tutti sulla "stessa barricata". Metello si può dire che sia simbolo della stessa classe operaia di quel periodo e della sua maturazione; inoltre Metello non è un eroe, ma come tutti si confonde nella folla, nella classe operaia che è passata alla storia.
• Ersilia: è un’aiutante, moglie di Metello; nata a San Frediano, una bella ragazza forse cresciuta troppo in fretta, figlia dell’anarchico Pallesi, ha frequentato la scuola fino alla terza elementare, ha lavorato prima come seggiolaia, poi in un laboratorio che produceva fiori di carta, poi all’ospedale, è una ragazza forte con "l’argento vivo addosso", non si fà intimorire, è calma ed equilibrata, chiara, onesta, aperta e semplice, ma da quando scopre il tradimento di Metello diventa più diffidente e meno spontanea; tuttavia è comprensiva nei confronti del marito e fa di tutto per rendere felice lui e la sua famiglia.
• Viola: è un’aiutante, la prima vera amante di Metello; quando si frequentavano lui aveva vent’anni e lei trenta o quaranta, ma nonostante fosse già vedova, era bella e molto desiderabile. Aveva abbandonato la scuola dove lavorava per lavorare negli orti e in casa quando si era sposata; ora viveva con i suoceri in attesa di ereditare le loro terre e si concedeva tutti gli amanti che voleva. –70- In realtà Metello non si innamorò di lei, ma dei suoi modi, della sua pulizia, dei regali che gli faceva, ma poi la lasciò. Dopo qualche mese lei partorì un figlio che era di Metello, ma che lei tenne tutto per sé, poiché amava i bambini, sposando uno dei suoi amanti: cambiò totalmente vita in seguito a una confessione con Monsignore e divenne una madre premurosa e una donna perbene.-96-97-98
• Ingegner Badolati: oppositore, era l’impresario presso cui Metello lavorava, un uomo anziano, stempiato, magro e alto, controllava sempre i suoi lavoratori e sapeva riconoscere quelli che lavoravano, era molto ricco ma si era guadagnato tutto da solo, pagava il massimo dei salari ed era sempre aperto verso i suoi lavoratori, è il meno "boia" dei lavoratori, ma per questo anche il più pericoloso -110.
• Olindo: aiutante, fratello di latte di Metello e suo grande amico, dovette seguire i suoi genitori in Olanda, salvo poi tornare a Firenze a chiedere l'aiuto di Metello poiché non poteva più lavorare in miniera per essersi rovinato i polmoni e doveva comunque mantenere sua moglie e due figli; era molto debilitato, magro, dallo sguardo sfuggente, rassegnato ed inquieto, sempre lamentoso e pronto al risentimento, non esponeva le proprie idee ed aveva paura con lo sciopero di perdere il lavoro, quindi fu il primo ad arrendersi e tornare a lavorare, salvo poi essere linciato dai suoi compagni.
• Cesare: marito di Ida Lombardi, lavora nel proprio laboratorio con due artigiani e si dedica interamente alla casa ed al lavoro, ma stare continuamente curvo sul telaio gli ha deformato la cassa toracica; non beve, va a messa la domenica e afferma di rispettare tutte le idee; si fà sottomettere ai voleri della moglie.
• Ida Lombardi: oppositrice, è la vicina di Metello quando lui vive a S. Croce; è amica di Ersilia finchè non tradisce suo marito per Metello; era molto giovane e bella, bruna, raffinata e cortese, aveva sposato un uomo ricco e molto più vecchio di lei, che riusciva a comandare a bacchetta; le piaceva rimanere a parlare con le amiche e Metello inizialmente provava una certa avversione per i suoi modi troppo ostentati, tutta fronzoli, un’"esosa", abituata ad ottenere quello che vuole.
anarchici (erano dei "poeti", erano onesti e altruisti e nello stesso tempo predicavano il furto e compivano carneficine, stavano diventando sempre di meno)
• Betto: aiutante, amico di Caco padre di Metello, detto il "Maestro", lo aiutò quando era appena arrivato a Firenze, viveva a San Niccolò, si ubriacava ogni sera, era istruito, forse era diseredato, lavora come scaricatore; era molto gentile, tanto che fu come un padre per Metello, gli insegnò a leggere sul libro di Francesco Pezzi del 1878; scomparve una notte di settembre del 1890.
• Pallesi: aiutante, padre di Ersilia, era un muratore, schietto nel parlare ed intelligente , dallo sguardo deciso e insieme bonario, morì scivolando dalle impalcature.
socialisti ( volevano cose concrete, erano ben organizzati, volevano che il lavoro fosse pagato giustamente –66-)
• Chellini: aiutante, mutatore, convinto socialista, aveva una madre da sostenere, maspesso si trovava in galera per essere una persona impulsiva
• Sebastiano del Buono: aiutante, è segretario e fondatore della Camera di Lavoro, è una persona disinteressata, vive del suo lavoro di impiegato alle Ferrovie e passa tutto il suo tempo in riunioni con i lavoratori, a organizzare proteste, a scrivere manifesti e ad incoraggiare; si vestiva in modo elegante ma trasandato, aveva una voce esile ed un linguaggio comune-67.
• Pescetti: aiutante, è un abile oratore, avvocato e buon cristiano; capace però di persuadere la gente, parlando come la gente comune –68.
1. Tempo: il tempo è direttamente deducibile dal testo e copre gli anni che vanno dal 1875 al 1902, periodo storico in cui le lotte della classe operaia si fanno molto aspre. Le date vengono scandite dalle tappe della vita del protagonista, ma anche dagli avvenimenti storici: le rivolte del proletariato del ’98, la nascita della Seconda Internazionale, la nascita delle Leghe socialiste, il comizio dei muratori del 1901 al quale seguono scioperi che si protraggono per oltre un anno, lo sciopero dei muratori durato 46 giorni, terminato il 27 aprile 1902. In questo periodo di crisi economica gli operai, aderendo alle idee socialiste, prendono coscienza dei propri diritti, si riuniscono in Leghe di resistenza e di miglioramento e coalizzandosi usano gli scioperi come arma per difendersi.
2. Spazio:ha una funzione talvolta narrativa… gli spazi in cui è ambientata la vicenda sono assolutamente reali e sono tutti collocati presso Firenze, a parte la caserma a Napoli dove Metello svolge il suo servizio di leva, che per altro non è nemmeno descritto come luogo fisico. A Firenze invece ci sono:
• Rincine, un paese del Mugello, dove Metello vive fino a 15 anni una vita spensierata –43
• San Frediano, "il secolare squallore della città" (tanto che le forze dell’ordine non ci mettono piede) –138-139-140
• Santa Croce, quartiere dove Metello vive dopo essersi sposato
• Monterivecchi, le colline che circondano Firenze, dove si incontrano anarchici, socialisti e le leghe di lavoratori –171
• Le Murate, le prigioni di Firenze dove Metello venne imprigionato due volte –371
Molto spesso Pratolini si limita a elencare i nomi delle vie e delle piazze, come se il lettore li conoscesse già. I luoghi hanno funzione simbolica, in quanto rappresentano le fasi della vita di Metello (Rincine= la giovinezza spensierata, Napoli= il periodo di allontanamento dalla casa) e, nel caso di Firenze, la trasformazione che non solo i muri, ma anche la gente stava subendo.
1. Struttura narrativa: esordio: presentazione di Metello e del padre; la rottura dell’equilibrio avviene con la fuga di Metello da Rincine verso Firenze; scioglimento: la scarcerazione di Metello e il ritorno a casa a una vita tranquilla; Spannung: l’ultimo giorno di sciopero; il rapporto fabula-intreccio è di totale parallelismo; il narratore è esterno con punto di vista zero; la durata narrativaè creata attraverso molte pause e digressioni, soprattutto nella prima parte del romanzo, ma anche con alcune ellissi tra i capitoli.
2. Stilemi: il lessico è realistico, ricco di idiotismi toscani e fiorentini, soprattutto nei discorsi diretti; sul piano sintattico prevale una paratassi, con frasi incisive, brevi, che tratteggiano la situazione; il registro è quotidiano, a volte basso, con sottocodice politico (sindacati, Camera del Lavoro, scioperi) e riguardante il lavoro dei muratori (stoie, carielli, filo a piombo, regolo, squadra); il ritmo narrativo è lento.

Metello
1. Presentazione bibliografica: "Metello" di Vasco Pratolini; edito per la prima volta dalla Vallecchi Editore nel 1955; fa parte della trilogia “una storia italiana”.
2. Genere dell’opera: romanzo storico, corrente del neorealismo.
3. Riassunto breve dell’intreccio: metello, cittadino di nascita ma cresciuto in campagna si trova ad affrontare la vita cittadina dopo che i suoi genitori adottivi si trovano costretti a partire per il belgio. In città il protagonista ritroverà amici del padre e se ne farà di nuovi, inserendosi un po’ alla volta nella realtà cittadina delle lotte di classe e degli scioperi. Attraverso molte donne, alcuni amici e “compagni”, qualche notte passata in prigione il protagonista dà al lettore una chiave di lettura per un momento storico ben preciso.
4. Tematiche:
• La presa di coscienza da parte della gente comune che l’Italia è una e tutti gli italiani si assomigliano –140-141
• Il male ed il bene sono in ognuno di noi e nessuno è cattivo e ti fa del male se tu non sei cattivo e non fai del male –144-
• Amore (adulterio, ricerca di sicurezza)
• Socialismo e sviluppo industriale
• Solidarietà di classe
• Anarchia (organizzazione _sindacati_ e disorganizzazione)
• Intreccio vita pubblica e privata
1. Personaggi principali:
• Metello: è il protagonista; nato a S. Niccolò (un quartiere di Firenze) da un padre renaiolo, rimane orfano prima della madre, poi del padre che muore sul lavoro, viene cresciuto dalla famiglia della balia a Rincine, ma a 15 anni fugge a Firenze dove incontra Betto che gli trova lavoro come muratore. D’ora in poi dovrà badare a se stesso e lavorare per mangiare. Fisicamente è un ragazzo e poi un uomo dalle mani grandi, forte, dai capelli neri, la pelle abbronzata dal sole; non riceve istruzione, ma le persone che gli stanno attorno gli fanno da maestri, gli insegnano dapprima le teorie anarchiche, poi quelle socialiste; psicologicamente è caparbio, furbo, equilibrato, ama il suo lavoro e le donne, è solidale, rispettoso, è un abile oratore; sul piano ideologico subisce una maturazione: dapprima è convinto che non bisogna mai essere né il primo né l’ultimo, secondo ciò che gli aveva insegnato Chellini, in seguito si convince che bisogna stare o da una parte o dall’altra, non ci sono vie di mezzo, bisogna essere decisi nella vita, e lui decide di appoggiare le idee socialiste senza mai però mettersi in mostra, ed anche se lui vuol "valere per uno" alla fine sarà costretto a prendere su di sé anche la responsabilità degli altri decidendo per tutti, giungendo alla conclusione che siamo tutti sulla "stessa barricata". Metello si può dire che sia simbolo della stessa classe operaia di quel periodo e della sua maturazione; inoltre Metello non è un eroe, ma come tutti si confonde nella folla, nella classe operaia che è passata alla storia.
• Ersilia: è un’aiutante, moglie di Metello; nata a San Frediano, una bella ragazza forse cresciuta troppo in fretta, figlia dell’anarchico Pallesi, ha frequentato la scuola fino alla terza elementare, ha lavorato prima come seggiolaia, poi in un laboratorio che produceva fiori di carta, poi all’ospedale, è una ragazza forte con "l’argento vivo addosso", non si fà intimorire, è calma ed equilibrata, chiara, onesta, aperta e semplice, ma da quando scopre il tradimento di Metello diventa più diffidente e meno spontanea; tuttavia è comprensiva nei confronti del marito e fa di tutto per rendere felice lui e la sua famiglia.
• Viola: è un’aiutante, la prima vera amante di Metello; quando si frequentavano lui aveva vent’anni e lei trenta o quaranta, ma nonostante fosse già vedova, era bella e molto desiderabile. Aveva abbandonato la scuola dove lavorava per lavorare negli orti e in casa quando si era sposata; ora viveva con i suoceri in attesa di ereditare le loro terre e si concedeva tutti gli amanti che voleva. –70- In realtà Metello non si innamorò di lei, ma dei suoi modi, della sua pulizia, dei regali che gli faceva, ma poi la lasciò. Dopo qualche mese lei partorì un figlio che era di Metello, ma che lei tenne tutto per sé, poiché amava i bambini, sposando uno dei suoi amanti: cambiò totalmente vita in seguito a una confessione con Monsignore e divenne una madre premurosa e una donna perbene.-96-97-98
• Ingegner Badolati: oppositore, era l’impresario presso cui Metello lavorava, un uomo anziano, stempiato, magro e alto, controllava sempre i suoi lavoratori e sapeva riconoscere quelli che lavoravano, era molto ricco ma si era guadagnato tutto da solo, pagava il massimo dei salari ed era sempre aperto verso i suoi lavoratori, è il meno "boia" dei lavoratori, ma per questo anche il più pericoloso -110.
• Olindo: aiutante, fratello di latte di Metello e suo grande amico, dovette seguire i suoi genitori in Olanda, salvo poi tornare a Firenze a chiedere l'aiuto di Metello poiché non poteva più lavorare in miniera per essersi rovinato i polmoni e doveva comunque mantenere sua moglie e due figli; era molto debilitato, magro, dallo sguardo sfuggente, rassegnato ed inquieto, sempre lamentoso e pronto al risentimento, non esponeva le proprie idee ed aveva paura con lo sciopero di perdere il lavoro, quindi fu il primo ad arrendersi e tornare a lavorare, salvo poi essere linciato dai suoi compagni.
• Cesare: marito di Ida Lombardi, lavora nel proprio laboratorio con due artigiani e si dedica interamente alla casa ed al lavoro, ma stare continuamente curvo sul telaio gli ha deformato la cassa toracica; non beve, va a messa la domenica e afferma di rispettare tutte le idee; si fà sottomettere ai voleri della moglie.
• Ida Lombardi: oppositrice, è la vicina di Metello quando lui vive a S. Croce; è amica di Ersilia finchè non tradisce suo marito per Metello; era molto giovane e bella, bruna, raffinata e cortese, aveva sposato un uomo ricco e molto più vecchio di lei, che riusciva a comandare a bacchetta; le piaceva rimanere a parlare con le amiche e Metello inizialmente provava una certa avversione per i suoi modi troppo ostentati, tutta fronzoli, un’"esosa", abituata ad ottenere quello che vuole.
anarchici (erano dei "poeti", erano onesti e altruisti e nello stesso tempo predicavano il furto e compivano carneficine, stavano diventando sempre di meno)
• Betto: aiutante, amico di Caco padre di Metello, detto il "Maestro", lo aiutò quando era appena arrivato a Firenze, viveva a San Niccolò, si ubriacava ogni sera, era istruito, forse era diseredato, lavora come scaricatore; era molto gentile, tanto che fu come un padre per Metello, gli insegnò a leggere sul libro di Francesco Pezzi del 1878; scomparve una notte di settembre del 1890.
• Pallesi: aiutante, padre di Ersilia, era un muratore, schietto nel parlare ed intelligente , dallo sguardo deciso e insieme bonario, morì scivolando dalle impalcature.
socialisti ( volevano cose concrete, erano ben organizzati, volevano che il lavoro fosse pagato giustamente –66-)
• Chellini: aiutante, mutatore, convinto socialista, aveva una madre da sostenere, maspesso si trovava in galera per essere una persona impulsiva
• Sebastiano del Buono: aiutante, è segretario e fondatore della Camera di Lavoro, è una persona disinteressata, vive del suo lavoro di impiegato alle Ferrovie e passa tutto il suo tempo in riunioni con i lavoratori, a organizzare proteste, a scrivere manifesti e ad incoraggiare; si vestiva in modo elegante ma trasandato, aveva una voce esile ed un linguaggio comune-67.
• Pescetti: aiutante, è un abile oratore, avvocato e buon cristiano; capace però di persuadere la gente, parlando come la gente comune –68.
1. Tempo: il tempo è direttamente deducibile dal testo e copre gli anni che vanno dal 1875 al 1902, periodo storico in cui le lotte della classe operaia si fanno molto aspre. Le date vengono scandite dalle tappe della vita del protagonista, ma anche dagli avvenimenti storici: le rivolte del proletariato del ’98, la nascita della Seconda Internazionale, la nascita delle Leghe socialiste, il comizio dei muratori del 1901 al quale seguono scioperi che si protraggono per oltre un anno, lo sciopero dei muratori durato 46 giorni, terminato il 27 aprile 1902. In questo periodo di crisi economica gli operai, aderendo alle idee socialiste, prendono coscienza dei propri diritti, si riuniscono in Leghe di resistenza e di miglioramento e coalizzandosi usano gli scioperi come arma per difendersi.
2. Spazio:ha una funzione talvolta narrativa… gli spazi in cui è ambientata la vicenda sono assolutamente reali e sono tutti collocati presso Firenze, a parte la caserma a Napoli dove Metello svolge il suo servizio di leva, che per altro non è nemmeno descritto come luogo fisico. A Firenze invece ci sono:
• Rincine, un paese del Mugello, dove Metello vive fino a 15 anni una vita spensierata –43
• San Frediano, "il secolare squallore della città" (tanto che le forze dell’ordine non ci mettono piede) –138-139-140
• Santa Croce, quartiere dove Metello vive dopo essersi sposato
• Monterivecchi, le colline che circondano Firenze, dove si incontrano anarchici, socialisti e le leghe di lavoratori –171
• Le Murate, le prigioni di Firenze dove Metello venne imprigionato due volte –371
Molto spesso Pratolini si limita a elencare i nomi delle vie e delle piazze, come se il lettore li conoscesse già. I luoghi hanno funzione simbolica, in quanto rappresentano le fasi della vita di Metello (Rincine= la giovinezza spensierata, Napoli= il periodo di allontanamento dalla casa) e, nel caso di Firenze, la trasformazione che non solo i muri, ma anche la gente stava subendo.
1. Struttura narrativa: esordio: presentazione di Metello e del padre; la rottura dell’equilibrio avviene con la fuga di Metello da Rincine verso Firenze; scioglimento: la scarcerazione di Metello e il ritorno a casa a una vita tranquilla; Spannung: l’ultimo giorno di sciopero; il rapporto fabula-intreccio è di totale parallelismo; il narratore è esterno con punto di vista zero; la durata narrativaè creata attraverso molte pause e digressioni, soprattutto nella prima parte del romanzo, ma anche con alcune ellissi tra i capitoli.
2. Stilemi: il lessico è realistico, ricco di idiotismi toscani e fiorentini, soprattutto nei discorsi diretti; sul piano sintattico prevale una paratassi, con frasi incisive, brevi, che tratteggiano la situazione; il registro è quotidiano, a volte basso, con sottocodice politico (sindacati, Camera del Lavoro, scioperi) e riguardante il lavoro dei muratori (stoie, carielli, filo a piombo, regolo, squadra); il ritmo narrativo è lento.

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